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	<title>Movielicious &#187; Edoardo Leo</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Non ci resta che il crimine</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2019/01/10/non-ci-resta-che-il-crimine-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2019 11:27:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Gassmann]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Leo]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Giallini]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Guaglianone]]></category>
		<category><![CDATA[Non ci resta che il crimine]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle sale la commedia criminale di Massimiliano Bruno. Un tuffo nell'Italia dell'82 tra i mondiali di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2019)<br />
Uscita: 10 gennaio 2019<br />
Regia: Massimiliano Bruno<br />
Con: Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Gianmarco Tognazzi, Edoardo Leo, Ilenia Pastorelli<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuzione: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/non-ci-resta-che-il-crimine-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57933" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/non-ci-resta-che-il-crimine-1.jpg" alt="non-ci-resta-che-il-crimine-1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>La solita commedia? Ni. Al suo sesto film da regista e dopo l&#8217;ultimo e piuttosto insipido <em><a href="http://www.movielicious.it/2017/02/21/beata-ignoranza-recensione/" target="_blank">Beata Ignoranza</a></em>, <strong>Massimiliano Bruno</strong> si lancia in un progetto il cui titolo è un sentito omaggio la pellicola di Benigni del 1984, senza però averne la dirompenza e l&#8217;estro. Aiutato in fase di sceneggiatura da <strong>Nicola Guaglianone</strong> (autore, tra gli altri, di <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank">Lo chiamavano Jeeg Robot</a></em> e <a href="http://www.movielicious.it/2018/01/10/benedetta-follia-recensione/" target="_blank"><em>Benedetta follia</em></a>), Andrea Bassi e dal fumettista Menotti, questa volta il regista romano porta alla ribalta la storia di tre amici, Sebastiano, Moreno e Giuseppe – rispettivamente<strong> Alessandro Gassman</strong>, <strong>Marco Giallini</strong> e <strong>Gianmarco Tognazzi</strong> – per i quali l’arte di arrangiarsi è uno stile di vita, tanto da inventare modi sempre più creativi per “fare i soldi con la pala”. Quando decidono di organizzare un tour della Roma Criminale alla scoperta dei luoghi della <strong>banda della Magliana</strong>, accade qualcosa che li catapulta nell&#8217;estate del 1982, nei giorni del Mondiale di Spagna. Ritrovandosi faccia a faccia con il vero <strong>Enrico De Pedis</strong>, detto Renatino (<strong>Edoardo Leo</strong>) – storico capo della banda – che all’epoca gestiva le scommesse clandestine sul calcio, i tre tentano, sfruttando le loro conoscenze sul futuro, di cogliere quest&#8217;opportunità per lasciare alle spalle la mediocrità delle loro vite.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/non-ci-resta-che-il-crimine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57934" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/non-ci-resta-che-il-crimine.jpg" alt="non-ci-resta-che-il-crimine" width="932" height="621" /></a></p>
<p>La <strong>Banda della magliana</strong> in chiave comica effettivamente è un bell&#8217;azzardo. Sarà perché, a distanza di trent&#8217;anni, la memoria delle tante efferatezze compiute è ancora viva nelle menti di chi quegli anni li ha vissuti, o perché dopo tutto questo tempo, i sequestri dei beni appartenuti ai suoi esponenti continuano a far notizia (proprio qualche giorno fa sui giornali si leggeva dei 25 milioni di euro del <a href="https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/banda_della_magliana_diotallevi-4154999.html" target="_blank">tesoro della banda</a>, confiscato a uno dei suoi esponenti, Ernesto Diotallevi, che è andato a finire nelle casse dello Stato). Ma il rischio di ridicolizzare e di alleggerire eccessivamente un pezzo di storia criminale recente tanto oscuro, viene fugato sin dall&#8217;inizio, perché quella che vediamo nel film, si chiama nello stesso modo e ha i membri che riprendono i nomi dei veri esponente della gang criminale, ma è tutta un&#8217;altra cosa.</p>
<p>E funziona. Funziona perché in questo <em>Ritorno al Futuro</em> italian style che incontra <em>Non ci resta che piangere</em>, che si mescola con <em>Romanzo Criminale</em> e strizza l&#8217;occhio alla trilogia di <a href="http://www.movielicious.it/2017/11/27/smetto-quando-voglio-ad-honorem-recensione/" target="_blank"><em>Smetto quando voglio</em></a> e ai poliziotteschi anni Settanta, a vincere sono ironia e leggerezza, oltre alla palese inverosimiglianza di una vicenda che non ha alcuna pretesa di fingersi storicamente credibile. Tra Ray-Ban specchiati, motorini Ciao, ghiaccioli tricolore, figurine di Paolo Rossi e Figueroa e le pubblicità dei Pennelli Cinghiale e delle batterie Duracell in TV, anche la regia di Bruno si diverte a imitare lo stile del cinema di genere degli anni Ottanta, puntando su split screen e zoom sui primi piani dei protagonisti, soluzioni mirate a sporcare la pulizia stilistica, le inquadrature chiare e la recitazione funzionale tipica della commedia. Nulla di nuovo, poi, sul fronte della struttura narrativa, che continua a reiterare uno schema già ampiamente visto e sfruttato. Ma la sinergia tra gli attori e qualche battuta azzeccata e <strong>Ilenia Pastorelli</strong> con indosso la tutina che fu di Heather Parisi, fanno portare a casa il risultato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Smetto quando voglio – Ad Honorem</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 17:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Libero de Rienzo]]></category>
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		<category><![CDATA[Valerio Aprea]]></category>

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		<description><![CDATA[Il terzo e ultimo capitolo chiude alla grande la trilogia di Sydney Sibilia, con la banda di professori]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 30 novembre 2017<br />
Regia: Sydney Sibilia<br />
Con: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Pietro Sermoni, Luigi Lo Cascio<br />
Durata: 1 ora e 36 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/smetto-quando-voglio-ad-honorem-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56830" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/smetto-quando-voglio-ad-honorem-1.jpg" alt="smetto-quando-voglio-ad-honorem-1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La verità è che dietro il successo della trilogia della “banda dei ricercatori”, di cui questo <em><strong>Smetto quando voglio – Ad Honorem</strong></em> è perfetta conclusione, c’è un’idea di commistione tra commedia e genere molto poco battuta in Italia, almeno fino al 2014, anno di uscita del primo capitolo della saga. Poi, certo, è arrivato Gabriele Mainetti a rilanciare la formula in chiave cinecomic con il suo <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><em>Jeeg Robot</em></a>, ma la matrice originale è tutta in quel piccolo e divertentissimo film con cui un giovane regista di Salerno si divertiva ad aggiornare il pattern narrativo de <em>I soliti ignoti</em> all’epoca del precariato, ibridando il tutto con le suggestioni soderberghiane chiaramente mutuate da un’altra saga, quella di Ocean. Il gioco, poi, si è fatto via via più grande – anche in termini di puro budget – fino a culminare nella complessa e spettacolare scena dell’assalto al treno di <a href="http://www.movielicious.it/2017/02/01/smetto-quando-voglio-2-masterclass-recensione/" target="_blank"><em>Smetto quando voglio – Masterclass</em></a>, ma, nonostante ciò, non ha mai smesso di palesare in maniera evidente la sua natura, per l’appunto, ludica.<br />
Perché, al netto di una scrittura sempre brillante e capace di smarcarsi in ogni momento dall’ovvietà della gag o della battuta facile, ciò più che diverte di tutti e tre i film di <strong>Sydney Sibilia</strong>, è proprio il pensare a quanto si siano divertiti gli stessi attori coinvolti durante le riprese.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Stefano-Fresi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56831" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Stefano-Fresi.jpg" alt="Stefano-Fresi" width="940" height="646" /></a></p>
<p>E se <a href="http://www.movielicious.it/2017/02/01/smetto-quando-voglio-2-masterclass-recensione/" target="_blank"><em>Masterclass</em></a> aveva il compito di rilanciare la posta in gioco, anche con l’inserimento (tra l’altro negli ultimi minuti di film) di un villain tout court (<strong>Luigi Lo Cascio</strong>), <em><strong>Smetto quando voglio – Ad Honorem</strong></em> deve, per forza di cose, chiudere i giochi, e farlo in modo convincente. Il rischio, in caso contrario, è quello di guastare quanto di buono fatto finora. Ma i meccanismi sono fin troppo oliati, così come l’alchimia tra i membri del cast che, a tratti, sembrano quasi non seguire un copione. Ed ecco che la sensazione è più o meno quella di una rimpatriata tra amici che si sa già che, dopo, non si rivedranno per un po’. Laddove però la tentazione di “buttarla in caciara”, contando tutto sulla naturale simpatia che ormai il pubblico ha sviluppato per Pietro Zinna (<strong>Edoardo Leo</strong>) e soci, poteva essere forte, Sibilia è ancora una volta bravo a gestire l’equilibrio tra adorabile cazzeggio e una struttura narrativa talmente solida da illudere anche lo spettatore più scafato che certi snodi (ad esempio il furto del cromatografo in parallelo all’incidente automobilistico del chimico Alberto/<strong>Stefano Fresi</strong>) potessero essere già contemplati quattro anni fa, quando sappiamo benissimo che l’idea dei due sequel è nata a posteriori, sulla scorta dell’insperato successo – 4,5 milioni di euro di incasso – del primo.</p>
<p>L’interesse per la continuity è tale da spingere l’autore a sacrificare anche l’indiscussa verve comica di alcuni dei nomi coinvolti (uno per tutti, il latinista <strong>Valerio Aprea</strong> che, da solo, meriterebbe uno spin-off) pur di tracciare una chiusura del cerchio che non lasci in alcun modo spazio al non detto. Il risultato segna una maggiore apertura della storia all’umanità dei personaggi, processo esemplificato dal confronto tra i due “cattivi” Murena (<strong>Neri Marcorè</strong>) e Walter Mercurio (Lo Cascio) la cui genesi contribuisce a dar loro una dignità che li allontana dalla possibile deriva caricaturale che, in casi del genere, è sempre dietro l’angolo.<br />
Resta qualche perplessità per certe scelte di fotografia discutibili e fin troppo connotate (l’onnipresente verde acqua) che immaginiamo abbiano il solo compito di creare un trait d’union estetico tra le tre pellicole della saga ma, alla lunga, tendono a stancare.<br />
Ma sono particolari che (quasi) nulla tolgono al piacere di un Fresi irresistibile negli inediti panni del Conte d’Almaviva de “Il barbiere di Siviglia” o della rocambolesca fuga dal carcere dei nostri.<br />
Si sentirà la mancanza della banda dei ricercatori, non c’è dubbio. A meno che le loro gesta – e quelle di Sidney Sibilia, ovvio – non spingano altri all’emulazione. Ché, la salvezza del cinema italiano, magari si trova proprio da queste parti.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Smetto quando voglio 2 – Masterclass</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/02/01/smetto-quando-voglio-2-masterclass-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 06:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La banda di ricercatori di Sidney Sibilia è tornata. E non ce n'è per nessuno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.,  Italia 2017)<br />
Uscita: 2 febbraio 2017<br />
Regia: Sidney Sibilia<br />
Con: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Libero De Rienzo, Stefano Fresi<br />
Durata: 1 ora e 58 minuti<br />
Distribuzione: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/smetto-quando-voglio-masterclass_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55148" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/smetto-quando-voglio-masterclass_1.jpg" alt="smetto-quando-voglio-masterclass_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Nel 2014 <strong>Sidney Sibilia</strong> sbarcò nelle nostre sale un po’ come un alieno, raccontando con <em>Smetto quando voglio</em> il problema della disoccupazione post lauream senza però alcuna volontà di piangersi addosso ma, anzi, ibridandolo con il filtro – invero assai poco utilizzato in patria – del genere. L’intrinseca qualità dello script, unita all’affiatamento del cast e ad un progressivo passaparola di feedback positivi da parte del pubblico, ne fecero in breve tempo un piccolo e fortunato caso cinematografico, paragonabile, per molti versi, a quello più recente di <em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em>.<br />
Destava quindi parecchia curiosità la decisione del giovane autore di girarne due sequel in parallelo (l’altro, <em><strong>Smetto quando voglio – Ad honorem</strong></em>, uscirà il prossimo anno) secondo dinamiche produttive ormai ampiamente consolidate oltreoceano ma inedite per i più pigri e soprattutto cauti standard nostrani.<br />
Alla curiosità si aggiungeva poi il timore che un’operazione di franchising potesse di fatto annacquare quanto di buono era presente e già perfettamente sviluppato nel primo film.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Smetto-quando-voglio-Masterclass_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55149" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Smetto-quando-voglio-Masterclass_2.jpg" alt="Smetto quando voglio - Masterclass_2" width="640" height="426" /></a></p>
<p>Rischio scongiurato sin dai primi minuti di questo <em><strong>Smetto quando voglio – Masterclass</strong></em> in cui Sibilia è particolarmente abile a creare un continuum sia narrativo che estetico, ambientandone la prima scena nello stesso parlatorio del carcere in cui si chiudeva la sua opera prima.<br />
Dopo essere finito in prigione, infatti, Pietro Zinni (<strong>Edoardo Leo</strong>) riceve l&#8217;offerta di collaborare in incognito con la polizia per bloccare il sempre più florido mercato delle smart drugs.  A patto che, una volta interrotta la produzione di trenta droghe non ancora dichiarate illegali, la sua fedina penale torni ad essere pulita e lui sia libero di riprendere la sua vita insieme a Giulia (<strong>Valeria Solarino</strong>).<br />
Da lì a rimettere insieme la “banda dei ricercatori” è un attimo, con l’aggiunta strategica di alcuni nuovi elementi reclutati tra le nutrite fila dei cosiddetti “cervelli in fuga”. Se da un lato è quindi vero che ‘squadra che vince non si cambia’, la saga di Smetto quando voglio continua a guardare a Hollywood – nello specifico al franchise di <em>Ocean’s Eleven</em> – anche per quanto riguarda l’arricchimento di un cast già ben oliato, con le piacevoli new entry di <strong>Giampaolo Morelli</strong>, <strong>Greta Scarano</strong> e <strong>Luigi Lo Cascio</strong>.</p>
<p>Il pubblico di riferimento resta il medesimo, quello che alla risata facile preferisce l’arguzia e il gioco di parole magari meno immediato, ma qui la sensazione è che la posta venga alzata in modo considerevole.<br />
Laddove infatti <em>Smetto quando voglio</em> non si spingeva oltre un gioco, a tratti molto riuscito, di rimandi cinefili che si innervavano su uno schema di commedia all’italiana tutto sommato classico e memore dell’opus magnum monicelliano <em>I soliti ignoti</em>, in <em><strong>Masterclass</strong></em> il gioco si fa più duro (giusto per citare John Landis, altro nume tutelare di Sibilia) e si chiede allo spettatore di azzerare i punti di riferimento pregressi, dimenticare Breaking Bad e fruire del film non come di un semplice wannabe bensì di un prodotto che sta in piedi da solo, con una propria dignità e un’identità ben definita.<br />
Meno crossover di azione e comicità quindi, con il primo elemento che prende il sopravvento sul fine ludico, perseguito comunque e raggiunto in pieno, sebbene in misura minore rispetto al passato, con un’unica eccezione che coincide con il climax del film: la lunghissima scena dell’assalto al treno, in cui ritmi action e un fuoco di fila di esilaranti battute trovano una loro sintesi perfetta.<br />
Ciò che piace di Sidney Sibilia e della sua epopea piena di antieroi così male in arnese è la capacità di costruire un universo semantico in cui lo straordinario irrompe nel reale senza però renderlo mai né del tutto inverosimile né tanto meno grottesco.<br />
Merito senza dubbio di una leggerezza di fondo che immaginiamo essere solo un’eco del divertimento provato da regista e attori sul set.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Smetto Quando Voglio – Masterclass, ecco il  nuovo trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/08/smetto-quando-voglio-masterclass-ecco-il-nuovo-trailer/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2016 14:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Leo]]></category>
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		<description><![CDATA[Da febbraio tornano in sala i criminali da strapazzo di Sydney Sibilia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/smetto-quando-voglo-masterclass.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54703" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/smetto-quando-voglo-masterclass.jpg" alt="smetto-quando-voglo-masterclass" width="600" height="300" /></a></p>
<p>È approdato online il nuovo <strong>trailer</strong> di <strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/07/14/smetto-quando-voglio-reloaded-il-primo-teaser-trailer/" target="_blank"><em>Smetto Quando Voglio – Masterclass</em></a> </strong>(inizialmente intitolato <em>Smetto Quando Voglio: Reloaded</em>), sequel del film del 2014 diretto da <strong>Sydney Sibilia</strong>.</p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fsmettoquandovoglioilfilm%2Fvideos%2F1709893249231326%2F&amp;show_text=0&amp;width=560" width="560" height="315" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La pellicola arriverà nelle nostre sale il <strong>2 febbraio 2017</strong>.</p>
<p>La sinossi: <em>La scalata alla piramide della malavita non li ha portati lontano. D&#8217;altronde, in che un modo un neurobiologo, un chimico, un economista, un archeologo e dei latinisti avrebbero potuto trasformarsi in narcotrafficanti di successo? I loro cervelli in fuga &#8211; dalla disoccupazione, dall&#8217;impossibilità di farsi una vita, una famiglia &#8211; sono finiti dietro alle sbarre. Ma la loro avventura non è finita. Per sopravvivere, Pietro Zinni e i suoi colleghi avevano avuto l&#8217;ideona: creare una straordinaria droga &#8220;legale&#8221; diventando poi dei criminali. Adesso è la legge ad aver bisogno di loro: un ispettore chiede al detenuto Zinni di rimettere in piedi la banda. E di creare una task force che fermi il dilagare delle smart drugs.</em></p>
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		<title>Che vuoi che sia</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/11/10/che-vuoi-che-sia-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 09:22:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Foglietta]]></category>
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		<category><![CDATA[Edoardo Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Massironi]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Papaleo]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2016)<br />
Uscita: 9 novembre 2016<br />
Regia: Edoardo Leo<br />
Con: Edoardo Leo, Anna Foglietta, Rocco Papaleo<br />
Durata: 1 ora e 45 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros. Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Che-vuoi-che-sia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54523" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Che-vuoi-che-sia.jpg" alt="Che-vuoi-che-sia" width="650" height="370" /></a></p>
<p>L&#8217;arte di arrangiarsi, ancora una volta. Quella dei <em>Soliti ignoti</em> di Monicelli o di Michele Abbagnano, l&#8217;invalido interpretato da Nino Manfredi in <em>Café Express</em> di Nanni Loy. Ora, però, è tutto diverso e quell&#8217;atteggiamento gradasso e un po&#8217; fanfarone è stato rimpiazzato da cinismo e freddezza. <strong>Edoardo Leo</strong>, al suo quarto film da regista, confeziona una vicenda amara, che ci arriva attraverso il filtro della commedia, sulla storia di una coppia come tante, in un Paese che sembra essersi perso nel virtuale. La crisi economica, la ricerca di un riscatto e l&#8217;obiettivo puntato (come in <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/17/noi-e-la-giulia/" target="_blank"><em>Noi e la Giulia</em></a>) su una generazione che non riesce a rendere concreti i propri sogni e che è costretta a reiventarsi di continuo.</p>
<p>Claudio (Edoardo Leo) e Anna (<strong>Anna Foglietta</strong>) continuano a rimandare l&#8217;idea di metter su famiglia nell&#8217;attesa che la loro situazione economica migliori. Dividono la casa con uno zio di lei (<strong>Rocco Papaleo</strong>), che li aiuta con l&#8217;affitto e le loro speranze sono riposte in una piattaforma web ideata da Claudio, ma il crowdfunding lanciato per svilupparla non dà i risultati sperati. Una sera, dopo una festa, complice qualche bicchiere di troppo e la delusione, Claudio registra un video che posta sui social per scherzo: datemi i soldi per sviluppare il mio progetto e noi, in cambio, giriamo un video hard e lo mettiamo in rete. La provocazione, però, viene presa sul serio e, mentre la loro celebrità aumenta, le donazioni continuano ad arrivare. E adesso, che si fa?</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Che_Vuoi_che_Sia_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54524" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Che_Vuoi_che_Sia_2-1024x575.jpg" alt="Che_Vuoi_che_Sia_2" width="1024" height="575" /></a></p>
<p>Scritto a otto mani da Leo, <strong>Alessandro Aronadio, Marco Bonini </strong>e<strong> Renato Sannio</strong> <em><strong>Che vuoi che sia</strong></em> affronta un tema apparentemente futile e ormai battuto come l&#8217;importanza che il web ha assunto ultimamente nelle nostre vite, dotandolo però di una profondità inconsueta. Già un paio di anni fa Jake Kasdan si era posto il problema del valore dell&#8217;intimità di una coppia con <em>Sex Tape &#8211; Finiti in rete</em>, ma con il film di Leo siamo ben oltre la commediola che affronta temi pruriginosetti sfruttando l&#8217;onda delle nuove tecnologie: siamo davanti a un nuovo inizio della Commedia all&#8217;italiana, che si rinnova nei contenuti e nei costumi, pur rimanendo profondamente radicata alla tradizione. I riferimenti più immediati sono al cinema di <strong>Alberto Lattuada</strong>, che più e prima di altri ha saputo portare sullo schermo quel certo voyeurismo audace in un&#8217;Italia ancora puritana e un po&#8217; bigotta. Ma i tempi sono cambiati e Leo è molto abile nello sfruttare la nuova leva di mostri che la rete ha fatto crescere e proliferare, in grado di incidere sulla struttura, sulle tendenza, e sui vari aspetti della società di oggi, sapendo attribuire loro un significato sociale ben preciso all&#8217;interno della vicenda.</p>
<p>Ritmo e dialoghi non perdono un colpo, così come gli attori,perfetti: dallo stesso Leo ad Anna Foglietta, che incarna tutte le fragilità e le insicurezze di una giovane insegnante precaria, fino agli strepitosi comprimari Rocco Papaleo e <strong>Massimo Wertmüller</strong> nei rispettivi ruoli dello zio di Anna e del padre di Claudio.<br />
Il tutto avviene sullo sfondo di una <strong>Milano</strong> che non è più da bere, città sadica e spietata che non fa sconti a nessuno e in cui c&#8217;è da rimboccarsi le maniche anche se, come nel caso di Claudio e Anna, spesso neanche basta. E allora, è davvero così sbagliato svendere la propria intimità per potersi finalmente permettere di realizzare i propri sogni?</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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