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	<title>Movielicious &#187; Elio Germano</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Troppa grazia</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2018 09:11:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alba Rohrwacher]]></category>
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		<category><![CDATA[Troppa grazia]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianni Zanasi tra il sacro e il profano, si affida all'ironia e al grottesco per affrontare gli spigoli]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2018)<br />
Uscita: 22 novembre 2018<br />
Regia: Gianni Zanasi<br />
Con: Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron<br />
Durata: 1 ora e 50 minuti<br />
Distribuzione: Bim</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Troppa-grazia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57801" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Troppa-grazia.jpg" alt="Troppa-grazia" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Presentato come film di chiusura alla Quinzaine des réalisateurs a Cannes 71, dove ha vinto il Label Europa Cinema, il riconoscimento attribuito al Miglior Film Europeo, <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2018/11/05/troppa-grazia-il-trailer-del-film-di-gianni-zanasi/" target="_blank">Troppa grazia</a></strong></em> di <strong>Gianni Zanasi</strong> segue il filone per così dire &#8220;mistico&#8221; di un certo cinema italiano recente iniziato con la serie TV di Sorrentino <em>Thje Young Pope</em> e proseguita con quella di Niccolò Ammaniti, <em>Il miracolo</em>, passando per <em>Io c&#8217;è</em> di Alessandro Aronadio. Ora tocca a Zanasi raccontare il rapporto che abbiamo oggi con il divino e lo fa in modo divertente e inatteso.<br />
Troppa grazia segue le vicende di Lucia (<strong>Alba Rohrwacher</strong>), una giovane madre single appena lasciatasi con il suo compagno Arturo (<strong>Elio Germano</strong>). Geometra onesta e pignola, in un mondo in cui solo la disonestà premia, ottiene l&#8217;incarico di controllare un terreno dove sarà costruita una grande opera architettonica. Lucia scopre subito dai rilevamenti che qualcosa non va ma, per non perdere l&#8217;ennesimo lavoro, decide di chiudere un occhio. Mentre si trova al lavoro, all&#8217;improvviso, le appare la Madonna, inizialmente scambiata per una profuga, che le assegna un compito da svolgere.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Troppa_Grazia_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57802" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Troppa_Grazia_2.jpg" alt="Troppa_Grazia_2" width="644" height="360" /></a></p>
<p>Portatore in prima istanza di immaginari ancestrali appartenenti alla tradizione religiosa più classica, in realtà <em><strong>Troppa grazia</strong></em> cambia bruscamente rotta a pochi minuti dai titoli di testa, seguendo uno degli spunti più originali e inattesi tra quelli visti nel cinema italiano recente. Sì, perché la Madonna di Zanasi ha ben poco dell&#8217;aura mistica che ne ha accompagnato l&#8217;iconografia per secoli, e questo è un elemento che spiazza piacevolmente. È concreta, rigorosa e, all&#8217;occorrenza, anche manesca (ad interpretarla l&#8217;attrice israeliana <strong>Hadas Yaron</strong>, che aveva già lavorato con l&#8217;autore in <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/11/24/la-felicita-e-un-sistema-complesso/" target="_blank">La felicità è un sistema complesso</a></em> ed è stata <em>Sposa promessa</em> nel film di Rama Burshtein).</p>
<p>Scritto dallo stesso Zanasi, insieme con Federica Pontremoli, Giacomo Ciarrapico e Michele Pellegrini, <em><strong>Troppa grazia</strong></em> è una folle e divertente corsa verso qualcosa che all&#8217;inizio della storia sembra ben chiaro, per poi perdersi durante il tragitto. Superbi gli attori, abilissimi nel non facile compito di far ridere indirettamente, attraverso le situazioni surreali che vengono a crearsi man mano e che riescono a star dietro ai frequenti cambi di registro mentre si passa dal comico-grottesco al dramma, dalla commedia brillante alla farsa. Peccato per la mancanza di equilibrio tra una prima parte pressoché perfetta e un finale che lascia il tempo che trova. Sicuramente da premiare, il coraggio di realizzare un film che affronta il sacro e il profano in modo piuttosto inedito.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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		<title>Troppa grazia, il trailer del film di Gianni Zanasi</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 13:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alba Rohrwacher]]></category>
		<category><![CDATA[Carlotta Natoli]]></category>
		<category><![CDATA[Elio Germano]]></category>
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		<category><![CDATA[Troppa grazia]]></category>

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		<description><![CDATA[E in cui Alba Rohrwacher vede la Madonna.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Troppa-Grazia.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57767" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Troppa-Grazia-1024x576.jpg" alt="Troppa Grazia" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Dopo la presentazione a Cannes dove, nella <a href="https://www.quinzaine-realisateurs.com/" target="_blank">Quinzaine des Réalisateurs </a>ha vinto il Premio Label Europa Cinema come Miglior film europeo, sta per arrivare anche nelle sale <em><strong>Troppa grazia</strong></em>, la pellicola diretta da <strong>Gianni Zanasi </strong>(<em>La felicità è un sistema complesso</em>).</p>
<p>Nei cinema dal prossimo 22 novembre, <strong><em>Troppa grazia</em> </strong>è la storia dell&#8217;incontro fra due esseri, uno paranormale e uno ultraterreno, interpretata da <strong>Alba Rohrwacher</strong>,<strong> Elio Germano</strong>, <strong>Giuseppe Battiston</strong>, <strong>Hadas Yaron</strong> e <strong>Carlotta Natoli</strong>. Ecco il trailer del film.<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/8mlnI-Q46ZQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La sinossi di <strong><em>Troppa grazia</em></strong>: Lucia è una geometra che vive sola con sua figlia. Il Comune le affida un controllo su un terreno scelto per costruire una grande opera architettonica. Lucia nota che nelle mappe qualcosa non va ma per paura di perdere l’incarico decide di non dire nulla. Il giorno dopo, al lavoro, viene interrotta da quella che le sembra una giovane profuga. Lucia le offre 5 euro e riprende a lavorare ma la sera, in cucina, la rivede all’improvviso. La donna le dice: &#8220;Vai dagli uomini e di&#8217; loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa&#8221;.</p>
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		<title>La tenerezza</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Apr 2017 14:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elio Germano]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Amelio]]></category>
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		<category><![CDATA[Renato Carpentieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianni Amelio alle prese con una storia imperfetta ma piena di umanità, con protagonista un superbo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 24 aprile 2017<br />
Regia: Gianni Amelio<br />
Con: Renato Carpentieri, Micaela Ramazzotti, Giovanna Mezzogiorno, Elio Germano<br />
Durata: 1 ora e 43 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/La_Tenerezza_1.jpg"><img class="alignnone wp-image-55973 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/La_Tenerezza_1.jpg" alt="" width="695" height="458" /></a></p>
<p><strong>Gianni Amelio</strong> questa volta gioca d&#8217;azzardo con <strong><em>La tenerezza</em></strong>. Per due motivi. Il primo è che il regista de <em>Il ladro di bambini</em> e <em>Le chiavi di casa</em> ha scelto di portare al cinema un film incentrato su un argomento piuttosto spinoso e di difficile conciliazione con l&#8217;idea di intrattenimento spesso associata alla settima arte, ovvero  la vecchiaia. E il secondo è che come protagonista ha voluto un attore di livello come <strong>Renato Carpentieri</strong>, ottimo caratterista proveniente dal teatro, che però rimane un perfetto sconosciuto per la maggior parte del pubblico o comunque un volto noto (era anche nel cast de <em>La squadra</em> e <em>Don Matteo 3</em>) ma difficilmente identificabile con un nome e un cognome dai più. Per ovviare a questa scelta, che indubbiamente rende il film poco vendibile commercialmente, una <a href="http://www.01distribution.it/media/1591-la-tenerezza/la-tenerezza-locandina-low.jpg" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>locandina</strong></span></a> che piazza in primo piano i tre &#8220;volti conosciuti&#8221; della pellicola, ovvero <strong>Elio Germano</strong>, <strong>Micaela Ramazzotti</strong> e <strong>Giovanna Mezzogiorno</strong>. Carpentieri viene relegato ai piedi del manifesto, in un&#8217;immagine che lo ritrae da lontano, mentre cammina su un pontile insieme ad un bambino (suo nipote nel film). Il messaggio è chiaro, ma un tantino ingannatore: venite a vedere l&#8217;ultimo film di Gianni Amelio con Germano, Ramazzotti e Mezzoggiorno. Peccato che questi tre attori abbiano solo dei ruoli di contorno e che il film sia totalmente tenuto in piedi e costruito intorno alla figura di Lorenzo, avvocato in pensione interpretato appunto da un meraviglioso Carpentieri, il cui nome segue ingiustamente quelli dei suoi compagni di set.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/La_Tenerezza_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-55974" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/04/La_Tenerezza_2.jpg" alt="La_Tenerezza_2" width="650" height="370" /></a><br />
Liberamente ispirato al romanzo La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone, <em><strong>La tenerezza</strong></em> è un film sull&#8217;amore, visto in tutte le sue contraddizioni. Renato Carpentieri è Lorenzo, un anziano avvocato appena sopravvissuto ad un infarto. Vive da solo a Napoli in una bella casa del centro, da quando la moglie è morta e i due figli adulti, Elena (una sempre più grave Giovanna Mezzogiorno) e Saverio, si sono allontanati. O è stato lui ad allontanarli? Al suo rientro dall&#8217;ospedale, Lorenzo trova sulle scale davanti alla propria porta Michela (Micaela Ramazzotti), una giovane donna solare e sorridente che si è chiusa fuori casa, cui l&#8217;avvocato dà il modo di rientrare dal cortile sul retro che i due appartamenti condividono. Una contiguità degli spazi che è destinata a diventare anche contiguità di sentimenti: Michela e la sua famiglia &#8211; il marito Fabio (Elio Germano) e i loro figli Bianca e Davide &#8211; entreranno nella vita dell&#8217;avvocato con una velocità e una pervasività che sorprenderanno lui stesso. Ma un evento ancor più inaspettato rivoluzionerà quella nuova armonia.</p>
<p>In una <strong>Napoli</strong> borghese e insolita, superbamente fotografata da <strong>Luca Bigazzi</strong> che sceglie saggiamente di non farne una cartolina, Amelio ambienta una vicenda in cui i personaggi sono alla disperata ricerca di costruire dei rapporti affettivi, al di là della consanguineità e della parentela e punta l&#8217;obiettivo su una sfilata di soggetti, tutti vittime più o meno inconsapevoli di un&#8217;inadeguatezza di fondo nei confronti della società, su cui hanno costruito le loro certezze e le loro routine. Lorenzo non ama più i suoi figli, da quando sono cresciuti, eppure si affeziona alla famiglia di Michela, scappata di casa a 16 anni, e di Fabio, ingegnere navale che ha finito per fare quello che sua madre ha scelto per lui. Lorenzo non è in grado di fare il padre di un adulto e cerca disperatamente di compensare la mancanza trascorrendo del tempo con il suo nipotino e con i bambini dei vicini di casa.<br />
Con un soggetto profondo e straziante e una sceneggiatura che non riesce a tenergli testa e con attori alle prese con ruoli complessi e poco battuti che fanno quello che possono per stare dietro a una direzione sin troppo composta che non asseconda il terremoto emotivo e che pervade la vicenda, Amelio si dimostra un campione nel nel non cedere a facili sentimentalismi ma, soprattutto nel finale, lascia troppe sequenze irrisolte. Una voglia di tenerezza, quella del regista, disperatamente cercata ma non del tutto raggiunta.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Nastri d&#8217;argento 2016: Virzì e Mainetti fanno incetta di candidature</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 06:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Elio Germano]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Mainetti]]></category>
		<category><![CDATA[La pazza gioia]]></category>
		<category><![CDATA[Lo chiamavano Jeeg Robot]]></category>
		<category><![CDATA[Nastri d'argento]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Virzì]]></category>
		<category><![CDATA[Pierftancesco Favino]]></category>
		<category><![CDATA[Valeria Bruni Tedeschi]]></category>

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		<description><![CDATA[10 nomination per La pazza gioia e 9 per Lo chiamavano Jeeg Robot. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="attribute-long">
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/nastri-dargento-1000x600.jpg"><img class="alignnone wp-image-53168" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/nastri-dargento-1000x600.jpg" alt="nastri-dargento-1000x600" width="650" height="390" /></a></p>
<p><i><b><a href="http://www.movielicious.it/2016/05/18/la-pazza-gioia-recensione/" target="_blank">La pazza gioia</a></b></i> di <strong>Paolo Virzì</strong> con 10 candidature e<a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><i><b> Lo chiamavano Jeeg Robot</b></i></a> di <strong>Gabriele Mainetti</strong> con nove, sono in testa come numero di nomination alla <strong>70ª edizione dei Nastri d&#8217;Argento</strong>. Dietro di loro, <i><b><a href="http://www.movielicious.it/2015/10/14/suburra/" target="_blank">Suburra</a></b></i> di Stefano Sollima (sette nomination), <a href="http://www.movielicious.it/2015/09/13/venezia-72-giorno-10/" target="_blank"><i><b>Per amor vostro</b></i></a> di Giuseppe Gaudino (sei) e a quota cinque <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/23/alaska-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><i><b>Alaska</b></i></a> di Claudio Cupellini e <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/11/perfetti-sconosciuti/" target="_blank"><i><b>Perfetti sconosciuti</b></i></a> di Paolo Genovese.</p>
<p>I premi saranno assegnati tra i candidati dei 35 film presenti nelle cinquine finaliste, sui 119 usciti nel periodo che va dal 1° giugno 2015 al 22 maggio 2016. A decretare i vincitori, il voto dei giornalisti cinematografici iscritti al <strong>SNGCI</strong> che organizzano, come sempre, anche questa 70° edizione del premio. La serata di premiazione è prevista il <strong>2 luglio</strong> a<strong> Taormina</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco tutte le candidature:</p>
</div>
<p><strong>Cinema del Reale:</strong><br />
I Bambini Sanno<br />
I Sogni del Lago Salato<br />
Louisiana. The Other Side<br />
NapolIslam<br />
Registro di Classe, Libro Primo 1900-1960</p>
<p><strong>Migliore Attore:</strong><br />
Elio Germano (in Alaska)<br />
Riccardo Scamarcio (in La Prima Luce)<br />
Claudio Santamaria (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Riccardo Scamarcio (in Pericle il Nero)<br />
Pierfrancesco Favino (in Suburra)<br />
Stefano Accorsi (in Veloce come il Vento)</p>
<p><strong>Migliore Attore Non Protagonista:</strong><br />
Fabrizio Bentivoglio (in Dobbiamo Parlare)<br />
Fabrizio Bentivoglio (in Forever Young)<br />
Fabrizio Bentivoglio (in Gli Ultimi saranno Ultimi)<br />
Luca Marinelli (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Peppino Di Capri (in Natale col Boss)<br />
Adriano Giannini (in Per Amor Vostro)<br />
Massimiliano Gallo (in Per Amor Vostro)<br />
Claudio Amendola (in Suburra)</p>
<p><strong>Migliore Attrice:</strong><br />
Paola Cortellesi (in Gli Ultimi saranno Ultimi)<br />
Sabrina Ferilli (in Io e Lei)<br />
Monica Guerritore (in La Bella Gente)<br />
Micaela Ramazzotti (in La Pazza Gioia)<br />
Valeria Bruni Tedeschi (in La Pazza Gioia)<br />
Valeria Golino (in Per Amor Vostro)</p>
<p><strong>Migliore Attrice Non Protagonista:</strong><br />
Valentina Carnelutti (in Arianna)<br />
Piera Degli Esposti (in Assolo)<br />
Milena Vukotic (in La Macchinazione)<br />
Valentina Carnelutti (in La Pazza Gioia)<br />
Sonia Bergamasco (in Quo Vado?)<br />
Greta Scarano (in Suburra)</p>
<p><strong>Migliore Canzone Originale:</strong><br />
Niccolò Contessa (in La Felicità è un Sistema Complesso)<br />
Riccardo Sinigallia (in Non Essere Cattivo)<br />
Fiorella Mannoia (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Cesare Chiodo (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Bungaro (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Luca Medici &#8220;Checco Zalone&#8221; (in Quo Vado?)<br />
Alessandro Siani (in Troppo Napoletano)</p>
<p><strong>Miglior Colonna Sonora:</strong><br />
Pasquale Catalano (I) (in Alaska)<br />
Carlo Virzì (in La Pazza Gioia)<br />
Michele Braga (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Gabriele Mainetti (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Epsilon Indi (in Per Amor Vostro)<br />
Carlo Crivelli (in Sangue del Mio Sangue)</p>
<p><strong>Miglior Commedia:</strong><br />
Dobbiamo Parlare<br />
Io e Lei<br />
Natale col Boss<br />
Perfetti Sconosciuti<br />
Quo Vado?</p>
<p><strong>Miglior Cortometraggio:</strong><br />
Bellissima<br />
Quasi Eroi<br />
Varicella</p>
<p><strong>Miglior Cortometraggio d&#8217;Animazione:</strong><br />
Bagni<br />
Lungomare<br />
Mechanick<br />
Panorama<br />
Soil Is Alive</p>
<p><strong>Miglior Docufilm:</strong><br />
Bella e Perduta<br />
Italian Gangster<br />
La Nostra Quarantena<br />
Mia Madre fa l&#8217;Attrice<br />
SEXXX</p>
<p><strong>Miglior Documentario Cinema, Spettacoli, Cultura:</strong><br />
A Proposito di Franco<br />
Alfredo Bini, Ospite Inatteso<br />
La Passione e l&#8217;Utopia. Viaggio nel Cinema dei Fratelli Taviani<br />
Lina Wertmuller &#8211; Dietro gli Occhiali Bianchi<br />
S is for Stanley</p>
<p><strong>Miglior Fotografia:</strong><br />
Fabio Zamarion (in Assolo)<br />
Fabio Zamarion (in La Corrispondenza)<br />
Fabio Zamarion (in La Macchinazione)<br />
Maurizio Calvesi (in Le Confessioni)<br />
Michele D&#8217;Attanasio (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Maurizio Calvesi (in Non Essere Cattivo)<br />
Matteo Cocco (in Per Amor Vostro)<br />
Matteo Cocco (in Pericle il Nero)<br />
Daniele Ciprì (in Sangue del Mio Sangue)<br />
Michele D&#8217;Attanasio (in Veloce come il Vento)</p>
<p><strong>Miglior Montaggio:</strong><br />
Cecilia Zanuso (in La Pazza Gioia)<br />
Giogio&#8217; Franchini (in Per Amor Vostro)<br />
Consuelo Catucci (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Patrizio Marone (in Suburra)<br />
Gianni Vezzosi (in Veloce come il Vento)</p>
<p><strong>Miglior Produttore:</strong><br />
Fabrizio Donvito (in Alaska)<br />
Benedetto Habib (in Alaska)<br />
Marco Cohen (in Alaska)<br />
Pietro Valsecchi (in Chiamatemi Francesco &#8211; Il Papa della gente)<br />
Francesca Cima (in Io e Lei)<br />
Nicola Giuliano (in Io e Lei)<br />
Francesca Cima (in Io e Lei)<br />
Andrea Occhipinti (in Io e Lei)<br />
Carlotta Calori (in Io e Lei)<br />
Marco Belardi (in La Pazza Gioia)<br />
Gabriele Mainetti (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Pietro Valsecchi (in Non Essere Cattivo)<br />
Marco Belardi (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Pietro Valsecchi (in Quo Vado?)<br />
Nicola Giuliano (in Un Bacio)<br />
Carlotta Calori (in Un Bacio)<br />
Guido Lombardo (in Un Bacio)<br />
Marco Cohen (in Un Posto Sicuro)<br />
Fabrizio Donvito (in Un Posto Sicuro)<br />
Benedetto Habib (in Un Posto Sicuro)</p>
<p><strong>Migliore Regista Esordiente:</strong><br />
Ferdinando Cito Filomarino (in Antonia)<br />
Carlo Lavagna (in Arianna)<br />
Giulio Ricciarelli (in Il Labirinto del Silenzio)<br />
Piero Messina (in L&#8217;Attesa)<br />
Gabriele Mainetti (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)</p>
<p><strong>Migliore Sceneggiatura:</strong><br />
Carla Cavalluzzi (in Dobbiamo Parlare)<br />
Diego De Silva (in Dobbiamo Parlare)<br />
Sergio Rubini (in Dobbiamo Parlare)<br />
Paolo Virzì (in La Pazza Gioia)<br />
Francesca Archibugi (in La Pazza Gioia)<br />
Nicola Guaglianone (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Roberto Marchionni &#8220;Menotti&#8221; (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Paolo Costella (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Filippo Bologna (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Paola Mammini (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Rolando Ravello (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Paolo Genovese (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Stefano Mordini (in Pericle il Nero)<br />
Valia Santella (in Pericle il Nero)<br />
Francesca Marciano (in Pericle il Nero)</p>
<p><strong>Migliore Scenografia:</strong><br />
Paki Meduri (in Alaska)<br />
Marco Dentici (in L&#8217;Attesa)<br />
Maurizio Sabatini (in La Corrispondenza)<br />
Tonino Zera (in La Pazza Gioia)<br />
Massimiliano Sturiale (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Paki Meduri (in Suburra)</p>
<p><strong>Miglior Soggetto:</strong><br />
Ezio Abbate (in Banat &#8211; Il Viaggio)<br />
Adriano Valerio (in Banat &#8211; Il Viaggio)<br />
Maria Sole Tognazzi (in Io e Lei)<br />
Ivan Cotroneo (in Io e Lei)<br />
Francesca Marciano (in Io e Lei)<br />
Alberto Caviglia (in Pecore in Erba)<br />
Francesco Calogero (in Seconda Primavera)<br />
Marco D’Amore (in Un Posto Sicuro)<br />
Francesco Ghiaccio (in Un Posto Sicuro)</p>
<p><strong>Miglior Sonoro in Presa Diretta:</strong><br />
Carlo Missidenti (in In Fondo al Bosco)<br />
Alessandro Rolla (in L&#8217;Attesa)<br />
Alessandro Bianchi (in La Pazza Gioia)<br />
Fulgenzio Ceccon (in Le Confessioni)<br />
Angelo Bonanni (in Non Essere Cattivo)</p>
<p><strong>Migliori Costumi:</strong><br />
Katia Dottori (in La Pazza Gioia)<br />
Mary Montalto (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Alessandra Cardini (in Milionari)<br />
Daria Calvelli (in Sangue del Mio Sangue)<br />
Veronica Fragola (in Suburra)</p>
<p><strong>Regista del Migliore Film:</strong><br />
Claudio Cupellini (in Alaska)<br />
Paolo Virzì (in La Pazza Gioia)<br />
Roberto Andò (in Le Confessioni)<br />
Giuseppe M. Gaudino (in Per Amor Vostro)<br />
Stefano Sollima (in Suburra)</p>
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		<title>Alaska</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/10/23/alaska-la-recensione-dal-festival-di-roma/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2015 14:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alaska]]></category>
		<category><![CDATA[Astrid Berges-Frisbey]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Cupellini]]></category>
		<category><![CDATA[Elio Germano]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del cinema di Roma 2015]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Binasco]]></category>

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		<description><![CDATA[Claudio Cupellini si affida al talento di Elio Germano che però non basta a salvare un film con seri]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2015)<br />
Uscita: 5 novembre 2015<br />
Regia: Claudio Cupellini<br />
Con: Elio Germano, Astrid Berges-Frisbey, Valerio Binasco<br />
Durata: 2 ore e 5 minuti<br />
Distribuzione: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/alaska_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45146" title="alaska_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/alaska_1.jpg" alt="" width="500" height="280" /></a></p>
<p>Fausto (<strong>Elio Germano</strong>) e Nadine (<strong>Astrid Berges-Frisbey</strong>) si conoscono per caso, sul tetto del grande albergo parigino in cui lui lavora come cameriere e lei ha appena fatto un provino come modella. I due si piacciono subito, quasi come se l’uno riconoscesse nell’altra la stessa fragilità, ma un imprevisto che, nel giro di pochi istanti, si trasforma in dramma ne allontana le strade per un po&#8217;. Dopo qualche anno si ritrovano a Milano, si amano, soffrono e infine si perdono, per poi continuare ad incrociarsi nel tempo, mentre le loro vite prendono pieghe del tutto inaspettate.</p>
<p>Parte bene il ritorno di <strong>Claudio</strong> <strong>Cupellini</strong> al lungometraggio a cinque anni da <em>Una vita tranquilla</em> e dopo la felice esperienza televisiva di <em>Gomorra – La serie</em>. Il primo incontro di Fausto e Nadine è infatti tenero, ispirato forse dall’aria parigina che si respira in tutta la prima parte del film.<br />
Poi purtroppo succede qualcosa e, man mano che la storia procede, vi si avverte evidente l’affanno di chi abbia voluto mettere troppa carne al fuoco senza né strutturare l’opera come un film dichiaratamente corale, né avere gli strumenti adatti a gestire materiale in tale quantità.<br />
Il risultato è che<em><strong> Alaska</strong></em> non solo non decolla, ma gira in tondo, perennemente indeciso se intraprendere la strada del melodramma tout court o se trasformarsi invece in noir (la sensazione che, da un momento all’altro, possa consumarsi una tragedia del resto non abbandona mai lo spettatore) e rimane così in un limbo da cui non riesce ad uscire.<br />
La colpa è tutta ascrivibile a una sceneggiatura che inanella in poco più di due ore (troppe) molti degli errori che un autore dovrebbe stare particolarmente attento a evitare. Quello di <em>Alaska </em>è infatti un problema legato a una scrittura che si rivela ben presto inadatta alle molte ambizioni del film.<br />
E dire che ci si sono messi addirittura in tre – insieme a Cupellini ci sono <strong>Filippo</strong> <strong>Gravino</strong>, già autore della sceneggiatura di <em>Perez</em> e <strong>Guido</strong> <strong>Iuculano</strong> – per scrivere un film così pesantemente fiaccato da buchi e incongruenze.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/alaska_2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-45147" title="alaska_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/alaska_2.jpeg" alt="" width="500" height="213" /></a></p>
<p>Un’opera che, nel tentativo di descrivere gli ostacoli che spesso anche la più grande delle storie d’amore si trova a dover superare, si limita a calare dall’alto verso i due poveri protagonisti una serie di sfighe epiche, di cui una persona normale non riuscirebbe a essere vittima nemmeno in tre o quattro vite.<br />
Il risultato è che, a fine visione, quasi si avrebbe voglia di contattarli, gli autori. Così, giusto per far loro qualche domanda di natura tecnica. Anche solo per capire in quale universo parallelo si possa supporre che una giovane e stupenda modella francese aspetti per ben due anni il ritorno di un cameriere italiano conosciuto e visto soltanto per mezzora.<br />
Senza contare un personaggio interessante ma satellitare (quello interpretato, benissimo, da <strong>Valerio</strong> <strong>Binasco</strong>) che, per dieci minuti, diventa protagonista assoluto di un film incentrato sulla coppia Germano/ Berges-Frisbey e lo strano caso di <strong>Marco</strong> <strong>D’Amore</strong> che, forse in una pausa dal set della seconda stagione di <em>Gomorra</em>, si decide di far entrare e uscire dal film nell’arco di soli cinque minuti, giusto per dare alla storia un minimo di cotè criminale.<br />
Peccato, perché la coppia di protagonisti funziona e ha una bella chimica e la regia è di gran lusso.<br />
Cupellini bracca con la macchina da presa i suoi protagonisti riprendendoli spesso di spalle, come a volerne amplificare in termini visivi lo status di vittime.<br />
Bastava solo stare più attenti a una sceneggiatura che, in più di un’occasione, sfocia in quella sensazione di ridicolo involontario che spinge lo spettatore a chiedersi, tra il divertito e il perplesso, “e adesso che altro deve capitare a questi due?”.</p>
<p><strong>Voto </strong>5</p>
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