<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Movielicious &#187; Movielicious</title>
	<atom:link href="http://www.movielicious.it/tag/movielicious/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.movielicious.it</link>
	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Jan 2025 18:56:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.39</generator>
	<item>
		<title>I migliori film del 2017 secondo Andrea Bosco</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2018/01/01/i-migliori-film-del-2017-secondo-andrea-bosco/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2018/01/01/i-migliori-film-del-2017-secondo-andrea-bosco/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Jan 2018 12:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bosco]]></category>
		<category><![CDATA[Movielicious]]></category>
		<category><![CDATA[Top Ten 2017]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=57011</guid>
		<description><![CDATA[L'ultima top ten del 2017 della redazione di Movielicious è la più estrema. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>10. <em><strong>Frozen Time: Il tempo tra i ghiacci</strong></em> – Bill Morrison</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Frozen_Time.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-57027" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Frozen_Time.jpeg" alt="Frozen_Time" width="770" height="416" /></a></p>
<p>Incantevole, ipnotica operazione di archeologia della celluloide, il lavoro di assemblaggio del documentarista <strong>Bill Morrison</strong> sugli oltre 500 rimasugli di pellicola fortuitamente rinvenuti nel gelo dello Yukon è un fantasmagorico viaggio nella (prei)storia della Settima Arte attraverso le sue macerie e i suoi scarti, una struggente elegia della decomposizione che funge da inestimabile “verifica incerta” dei riti di passaggio dell’America del Novecento.</p>
<p>&nbsp;<br />
9. <em><strong>Detroit</strong> </em>– Kathryn Bigelow</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Detroit-1-e1501869563334.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57023" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Detroit-1-e1501869563334.jpg" alt="Detroit-1-e1501869563334" width="650" height="366" /></a></p>
<p>Precisa sineddoche di mezzo secolo di Incubo Americano, i disordini e le tensioni che travolsero il Michigan diventano nelle mani della più agguerrita combattente della Hollywood del terzo millennio una fornace ribollente di rabbia e di militanza, lo spaccato di un passato attualissimo – e di un presente retrivo – che, specie nella minuziosa mostra delle atrocità e negli occhi impotenti che popolano il secondo, insostenibile atto, si traduce nel più stentoreo dei richiami di coscienza.</p>
<p>8. <em><strong>A Ciambra</strong></em> – Jonas Carpignano</p>
<p>Dietro le convenzioni del romanzo di formazione, un cristallino e autentico saggio di prospettiva che ricalibra i presupposti del nostro Cinema del Reale, restituendogli l’urgenza e la naturalezza della lezione rosselliniana e ponendole in piena sintonia con le coordinate dell’oggi: un’opera pulsante e vivissima, coraggiosa e responsabile, capace di porre sullo stesso piano i suoi personaggi e i suoi spettatori in un mirabile equilibrio di etica e di empatia.</p>
<p>7. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/01/29/asghar-farhadi-non-potra-partecipare-agli-oscar/" target="_blank">Il cliente</a></strong></em> – Asghar Farhadi</p>
<p>Mentre la produzione antagonista locale si estingue tra la scomparsa di Kiarostami e la fuga all’estero dei suoi epigoni, <strong>Asghar Farhadi</strong> fa ritorno nel suo Iran e descrive il frenetico, anarchico e irrazionale vento di cambiamento in atto in un contesto storico-sociale in bilico fra progresso e arretratezza, vergogna e vendetta, giudizio e ambiguità, riconfermando la straordinaria, insolubile problematicità del suo cinema e il suo ruolo indiscusso – che già fu di Bergman – di massimo regista del Dubbio.</p>
<p>6. <em><strong>Sieranevada</strong></em> – Cristi Puiu</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Sieranevada.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57024" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Sieranevada-1024x554.jpg" alt="Sieranevada" width="1024" height="554" /></a></p>
<p>Labirintica, vertiginosa e torrenziale veglia funebre di un Paese contaminato dalla paura, paralizzato dal sospetto e stroncato dalle proprie bugie: l’assurda, nevrastenica pochade della morte allestita da <strong>Cristi Puiu</strong> in un polveroso appartamento medio-borghese della periferia di Bucarest è un impressionante, travolgente studio di caratteri degno del miglior Cassavetes che consolida, se fosse ancora necessario ribadirlo, la cinematografia rumena come la più florida e interessante realtà audiovisiva d’Europa.</p>
<p>5. <em><strong>L’altro volto della speranza</strong></em> – Aki Kaurismaki</p>
<p>Ultimo antidoto rimasto a uno scenario continentale guidato da cinismo, individualismo e sfiducia, l’umanissima misantropia del più grande fiabista contemporaneo si concretizza in una nuova, preziosa oasi di profonda compassione e di salvifico umorismo, in quel connubio portentoso di cruda quotidianità e di dolce utopia che, prima di lui, era riuscito soltanto a Chaplin: summa estetica e filosofica di tutta una carriera passata dalla disperazione alla speranza del titolo, l’addio di Kaurismaki è la parabola universale di cui abbiamo tutti pienamente bisogno.</p>
<p>4. <em><strong>Una vita</strong></em> – Stephane Brizé</p>
<p>L&#8217;autore de <em>La legge del mercato</em> affronta &#8211; citiamo le parole di Tolstoj &#8211; &#8220;la massima testimonianza narrativa francese dopo <em>Les Misérables</em>&#8221; e ne esce trionfante: tradotto in immagini di marcata impronta impressionistica, narrato per silenzi crepitanti ed ellissi disorientanti, inscatolato da un opprimente 4:3 di magica architettura visiva, il capolavoro di Guy de Maupassant si trasfigura in uno stratificato, stupefacente tripudio di pura regia che ci pone di fronte, con infinita malinconia, all&#8217;inesorabile fine delle nostre illusioni.</p>
<p>3. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/01/10/silence-recensione/" target="_blank">Silence</a></strong> </em>&#8211; Martin Scorsese</p>
<p>Smaniosamente inseguita per oltre vent&#8217;anni, la conclusione della trilogia teologica di <strong>Martin Scorsese</strong> è il monumentale coronamento di tutta una carriera e, stando alle sue stesse parole, di &#8220;un&#8217;intera vita fatta di film e di fede&#8221;, un percorso di tormento e di estasi attraverso le basi, le contraddizioni e le domande inesauste e inesaudite del confronto con l&#8217;infinità e l&#8217;ineffabilità divina: partendo dalle orme di Mizoguchi verso la cifra più personale di sempre, un&#8217;opera definitiva ma sfuggente all&#8217;insegna della follia, della brutalità e della magnificenza.</p>
<p>2. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/08/31/dunkirk-recensione/" target="_blank">Dunkirk</a></strong></em> &#8211; Christopher Nolan</p>
<p>Astraendo e rarefacendo quel suo cinema-congegno che con le sue incarnazioni più recenti aveva fatto prevalere la struttura sull&#8217;identità, Nolan ritrova lo smalto, la profondità prospettica e la lucidità dei suoi esordi, trasformando la grande Storia nel palcoscenico multilivello di una tragedia concentrica e portando all&#8217;estremo il suo personale discorso sul Tempo, sulla sua misura e sulla sua concezione: una immersiva e sovrumana sinfonia dello sguardo filmico composta con la dovizia del navigato arrangiatore per immagini, un approccio alla narrazione che si manifesta in una clamorosa apoteosi dell&#8217;atto che condanna all&#8217;obsolescenza la tradizione del kolossal bellico degli ultimi 40 anni.</p>
<p>1. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/03/03/jackie-recensione/" target="_blank">Jackie</a></strong></em> – Pablo Larraín</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Jackie.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57025" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Jackie.jpg" alt="Jackie" width="675" height="451" /></a></p>
<p>Lavoro di pura mitopoiesi, riflessione sulla natura stessa del racconto e delle sue implicazioni morali, meditazione dolente e rassegnata sulla fuggevolezza, sulla labilità e sulla crudeltà della Memoria che ineluttabilmente sfuma e di ciò che, insomma, ci resta: con <strong><em>Jackie</em></strong>, <strong>Pablo Larraín</strong> evade, spiazzando le premesse, destrutturando la fabula e riadattando per la prima volta una sceneggiatura non sua, dai limiti del progetto su commissione e, sorretto dalla gigantesca e mimetica performance di una strepitosa <strong>Natalie Portman</strong>, si impone come la voce e, soprattutto, l&#8217;occhio più peculiare e proteiforme di un&#8217;intera generazione di cineasti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2018/01/01/i-migliori-film-del-2017-secondo-andrea-bosco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I peggiori film del 2016 secondo Movielicious</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/01/05/i-peggiori-film-del-2016-secondo-movielicious/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2017/01/05/i-peggiori-film-del-2016-secondo-movielicious/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 08:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bosco]]></category>
		<category><![CDATA[Bottom Five]]></category>
		<category><![CDATA[Carolina Tocci]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Giusti]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Flop]]></category>
		<category><![CDATA[I peggiori del 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Movielicious]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=54961</guid>
		<description><![CDATA[Il peggio del peggio visto al cinema durante l'anno appena trascorso.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ANDREA BOSCO</strong></p>
<p>5) <strong>Il cinema italiano della &#8220;Rinascita&#8221; </strong><em>(Perfetti sconosciuti, Lo chiamavano Jeeg Robot</em>, <em>Veloce come il vento</em>, <em>Mine</em>)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Mine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54970" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Mine.jpg" alt="Mine" width="800" height="400" /></a></p>
<p>A parole, quattro casi di produzione alternativa virtuosa presa a modello dalle cassandre e dalle prefiche di casa nostra; nei fatti, quattro scimmiottamenti pedestri, derivativi e abbondantemente fuori tempo massimo dei canoni dell&#8217;intrattenimento industriale più rimasticato, innocui giocattoloni che guardano (dal basso) alla chimera statunitense e che rimarcano, invece, l&#8217;inguaribile provincialismo, la piccolezza e il disorientamento del cinema popolare del Belpaese.</p>
<p>4) <em><strong>The Danish Girl &#8211; </strong></em><strong>Tom Hooper</strong></p>
<p>Avrà pure rivelato al mondo il talento di <strong>Alicia Vikander</strong>, ma, per il resto, <em>The Danish Girl</em> è un film sbagliato sotto ogni punto di vista, un’operina calligrafica, superficiale e pesantemente leziosa incapace di comunicare quella confusione identitaria e gerarchica dei sessi che avrebbe reso il progetto qualcosa di più di un semplice, agiografico omaggio alla causa LGBT; non un accurato studio del femminino, quanto un rassicurante mèlo guidato da un intreccio sonnacchioso, pavido e inutilmente declamatorio.</p>
<p>3) <strong>Jennifer Lawrence </strong>(<em>Joy</em>, <em>X-Men: Apocalisse, Passengers)<br />
</em></p>
<p>Non sono passati dieci anni da <em>The Burning Plain</em>, ma tanto è bastato per trasformare Jennifer Lawrence nell&#8217;emblema del conformismo hollywoodiano più vieto: da folgorante promessa della scena indipendente ad allineata fatina del glamour, la <strong>divetta del Kentucky</strong> infila tre madornali errori di carriera consecutivi e appare oggi, incastrata a tutti i costi in ruoli che, per età e maturità, non le spettano, l&#8217;esempio di una generazione spremuta all&#8217;osso e prematuramente sfiorita.</p>
<p>2) <em><strong>Equals</strong></em> <strong>&#8211; Drake Doremus</strong></p>
<p>Nefando prodottino da multisala transitato inspiegabilmente per il Lido e concepito da (anzi, assai più probabilmente, per) un pubblico totalmente a digiuno di cinema e di letteratura distopica: nelle intenzioni, la declinazione prettamente allegorica dei connotati ultrasentimentali dell&#8217;universo giovanilistico-ipersensibile del suo autore, nei risultati il remake hipster-sfigato de <em>L’uomo che fuggì dal futuro, </em>un’antologia inarrestabile di ridicolo involontario spinto oltre il livello di guardia.</p>
<p>1) <strong>Il cinema italiano di fiction a Venezia73</strong> (<em>Piuma</em>, <em>L&#8217;estate addosso</em>, <em>Tommaso</em>, <em>Questi giorni, Indivisibili, La ragazza del mondo</em>)</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/image_1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-54969" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/image_1.png" alt="image_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>In una scala di valori che va progressivamente dall&#8217;impresentabile (la prima metà) all&#8217;insignificante (la seconda), una carrellata inconsapevolmente sintomatica sullo stato di salute del nostro cinema medio: ombelicale e ripiegato su se stesso, leggero e disinvolto in maniera forzosa e mai spontanea, sorretto da fondamenta fragilissime e mai all&#8217;altezza delle proprie ambizioni.<br />
Una pessima figura di portata internazionale da cui urge immediatamente risollevarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CAROLINA TOCCI</strong></p>
<p>5<strong> Joy &#8211; David O.Russell</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Joy.jpg"><img class="alignnone wp-image-54971" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Joy-1024x548.jpg" alt="Joy" width="650" height="348" /></a></p>
<p>Un <strong>David O.Russell</strong> ai minimi storici, dopo l&#8217;exploit de <em>Il lato positivo</em> e il godibile <em>American Hustle</em>. Già dal soggetto non c&#8217;era molto da sperare: la storia dell&#8217;imprenditrice americana Joy Mangano (quella che si è inventata il mocio), qui interpretata da <strong>Jennifer Lawrence</strong>, viene affrontata in modo grottesco ed eccessivamente colorito, tanto che il film sembra essere una gigantesca iperbole che si bea del suo essere tale. Punto.</p>
<p>4 <strong>Nonno scatenato &#8211; Dan Mazer</strong><br />
Da molti considerato il disastro ultimo di una carriera ormai al capolinea, il film diretto da <strong>Dan Mazer</strong> getta definitivamente <strong>Robert De Niro</strong> nell&#8217;abisso della volgarità triviale e del tutto fine a se stessa. Ci fosse stato chiunque altro al suo posto, Nonno scatenato sarebbe stata solo una brutta commedia demenziale on the road, così invece fa proprio male agli occhi. <strong>Zac Efron</strong> non pervenuto.</p>
<p>3 <strong>Una vita da gatto &#8211; Barry Sonnenfeld</strong></p>
<p>Per fortuna ha girato solo poche scene, ma sono comunque troppe. <strong>Kevin Spacey</strong> che fa il gatto (tra l&#8217;altro un gatto che emette un miagolio assillante e fastidioso) è davvero troppo. Come se non bastasse, nella sdolcinatissima commedia di <strong>Barry Sonnenfeld</strong> sono riusciti a infilare nel cast anche <strong>Christopher Walken</strong>, non si sa bene come. Un&#8217;ora e mezza straziante e priva di qualunque dettaglio possa essere definito vagamente interessante. Roba da far odiare i gatti persino al più incallito dei gattari.</p>
<p>2 <strong>Non c&#8217;è più religione &#8211; Luca Miniero</strong></p>
<p>Non c&#8217;è davvero più religione. <strong>Luca Miniero</strong> (<em>Benvenuti al Nord e al Sud</em>) confeziona un film noioso e sconnesso. Un&#8217;accozzaglia di elementi socio-culturali amalgamati male e affrontati peggio. Retorica a gogò per una storia che fatica a trovare una propria identità narrativa, non certo aiutata da una regia che definire televisiva è già un complimento. Bisio Finocchiaro e Gassmann? Nessuno di loro salva il film dal disastro.</p>
<p>1 <strong>Tommaso &#8211; Kim Rossi Stuart</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/tOMMASO.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54972" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/tOMMASO.jpg" alt="tOMMASO" width="644" height="360" /></a></p>
<p><strong>Kim Rossi Stuart</strong> scrive, dirige e interpreta se stesso, in un&#8217;opera compiaciutissima e presuntuosa. Il suo approccio psicanalitico al cinema è di quelli disturbati e disturbanti, soprattutto se accompagnato a uno script tanto sconclusionato e autoreferenziale che davvero lascia sbigottiti. <em>Tommaso</em> è uno di quei film in cui nulla si salva e tutto ne esce distrutto. Soprattutto il Cinema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FABIO GIUSTI</strong></p>
<p>5. <strong>Batman V Superman: Dawn of Justice &#8211; Zack Snyder</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Batma_v_superman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54973" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Batma_v_superman.jpg" alt="Batma_v_superman" width="800" height="400" /></a><br />
Che il regista di <em>300</em> non fosse un campioncino di sfumature e raffinatezza estetica era cosa già nota ma qui, alla seriosità degli intenti, giustappone un’estetica tamarra che al confronto Paul Verhoeven sembra Fellini. E, soprattutto,  lavora male sia sul versante Gotham, impoverendo <strong>Batman</strong> dello spessore costruito da Nolan negli ultimi dieci anni, che su quello Metropolis, riuscendo a fare anche peggio del già a suo tempo criticatissimo <em>Man of Steel</em>.</p>
<p>4. <strong>La corrispondenza – Giuseppe Tornatore</strong></p>
<p>A metà strada tra un bigliettino dei Baci Perugina e un Harmony di quart’ordine.<br />
Prima o poi qualcuno dovrà pur rendersi conto che Tornatore è forse il più grande bluff del cinema italiano: autore di un unico vero capolavoro (<em>Una pura formalità</em>) all’epoca bollato frettolosamente come un errore di percorso un po’ da tutti.<br />
Forse anche dallo stesso Tornatore.</p>
<p>3. <strong>Fuga da Reuma Park – Aldo, Giovanni e Giacomo &amp; Morgan Bertacca</strong></p>
<p>Quello che lo stesso trio definisce come il loro film più surreale non è altro che una vetrina impolverata di articoli di terza mano. L’inconsapevole canto del cigno di tre attori/autori che quel poco che avevano da dire l’hanno ormai già detto in tutte le salse. Il concetto è quello del Greatest Hits, raccolte di successi di cantanti ormai bolliti che, in occasione delle feste natalizie, cercano di battere cassa sull’onda dei ricordi.<br />
Il rispetto per il pubblico, inutile a dirsi, è prossimo allo zero.</p>
<p>2. <strong>La verità sta in cielo – Roberto Faenza</strong></p>
<p>Faenza non solo non aggiunge nulla al triste caso di cronaca che non sia già stato ripetuto più e più volte negli ultimi trent’anni, ma si rivela carente anche nell’unica cosa che poteva (anzi doveva) fare  in assenza di risvolti inediti, ossia ricostruire in modo quanto più verosimile l’inquietante vaso di Pandora colmo di intrecci di potere che quello che inizialmente apparve un semplice rapimento andò poi a scoperchiare.</p>
<p>1. <strong>Ustica – Renzo Martinelli</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Ustica.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54974" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/Ustica.jpg" alt="Ustica" width="670" height="302" /></a></p>
<p>“L’orrore…l’orrore.” (cit.)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2017/01/05/i-peggiori-film-del-2016-secondo-movielicious/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I migliori film del 2016 secondo Carolina Tocci</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/27/i-migliori-film-del-2016-secondo-carolina-tocci/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2016/12/27/i-migliori-film-del-2016-secondo-carolina-tocci/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 10:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Ave]]></category>
		<category><![CDATA[Carolina Tocci]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare!]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Mainetti]]></category>
		<category><![CDATA[I migliori del 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Il caso Spotlight]]></category>
		<category><![CDATA[Il Club]]></category>
		<category><![CDATA[Kubo e la Spada Magica]]></category>
		<category><![CDATA[Lo chiamavano Jeeg Robot]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Marinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Movielicious]]></category>
		<category><![CDATA[Pablo Larraìn]]></category>
		<category><![CDATA[Revenant - Redivivo]]></category>
		<category><![CDATA[Room]]></category>
		<category><![CDATA[Top Ten]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=54866</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>10 <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/10/ave-cesare-recensione/" target="_blank"><em><strong>Ave, Cesare</strong></em></a> &#8211; Joel e Ethan Coen</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/ave-cesare-film-coen.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54867" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/ave-cesare-film-coen.jpg" alt="ave-cesare-film-coen" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Il senso ultimo del mestiere del cinema racchiuso in questo film diretto dai<strong> fratelli Coen</strong>, che raccontano il patinato mondo di <strong>Hollywood</strong> con le sue false verità e i suoi miti farlocchi. Tra sceneggiatori comunisti che rapiscono l&#8217;attore di punta degli studios in segno di protesta per lo strumento capitalistico che la settima arte è diventata e numeri di tip tap à la Fred Astaire, <strong><em>Ave, Cesare!</em></strong> è  un divertissement ironico e raffinato che sfata miti e ridicolizza leggende.</p>
<p>9 <a href="http://www.movielicious.it/2016/08/30/jason-bourne-recensione/" target="_blank"><em><strong>Jason Bourne</strong></em></a> &#8211; Paul Greengrass</p>
<p>Jason Bourne torna sullo schermo dopo quasi dieci anni di assenza, ed è un ritorno asciutto e concitato. Mirabolanti le scene d&#8217;azione che riescono a confezionare <strong>Paul Greengrass</strong> con la sua regia super dinamica e Christopher Rouse (che il film lo ha anche scritto) con un montaggio da manuale: dalla scena di massa durante la manifestazione ad Atene, agli inseguimenti, fino alla scazzottata finale tra <strong>Matt Damon</strong> e <strong>Vincent Cassel</strong>.</p>
<p>8 <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/room-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank">Room</a></strong></em> &#8211; Lenny Abrahamson</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Room.jpg"><img class="alignnone wp-image-54868" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Room-1024x768.jpg" alt="Room" width="650" height="488" /></a></p>
<p>Il mondo in una stanza. Letteralmente. La terribile esperienza di Ma&#8217; e Jack, una giovane donna e il figlio di cinque anni che vivono segregati in 10 metri quadri si trasforma in un inno disperato alla ricerca di una libertà sconosciuta e per anni solo immaginata. Poi inizia l&#8217;altro film, non meno duro, che riporta i due a confrontarsi con il mondo esterno ed è quasi peggio che nella stanza, almeno all&#8217;inizio.<br />
Coinvolgimento emotivo assicurato grazie alle interpretazioni di <strong>Brie Larsson</strong> (premiata con un Oscar per questo ruolo) e del piccolo<strong> Jacob Tremblay</strong>.</p>
<p>7 <a href="http://www.movielicious.it/2016/01/03/carol-recensione/" target="_blank"><em><strong>Carol</strong> </em></a>&#8211; Todd Haynes</p>
<p>Un capolavoro di raffinatezza formale edestetica. <strong>Todd Haynes</strong> racconta la storia d’amore tra Carol e Therese, due donne di diversa estrazione sociale nella New York degli anni Cinquanta. Ed è una storia potente e scomoda, che fa a pezzi le barriere sociali e fa luce su una passione composta e allo stesso tempo lacerante che divora le due protagoniste, pedine in rivolta all&#8217;interno di una realtà borghese e conformista.</p>
<p>6 <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/11/03/kubo-e-la-spada-magica/" target="_blank">Kubo e la spada magica</a></strong></em> &#8211; Travis Knight</p>
<p>L&#8217;epico viaggio nel giappone feudale realizzato in <strong>stop motion</strong> dalla Laika e diretto da <strong>Travis Knight</strong>, è un cartoon profondo e riflessivo, scandito da tempi non sempre serrati, ma funzionali al fluire del racconto che tocca temi eterni quali famiglia, amore, memoria e perdono. Disegni a linee taglienti e angoli acuti, origami animati dal cantastorie Kubo, oltre a una complessità di fondo che lo rende un prodotto insolitamente poetico.</p>
<p>5 <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><em><strong>Lo chiamavano Jeeg Robot</strong></em></a> &#8211; Gabriele Mainetti</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Lo_Chiamavano_Jeeg_Robot.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54869" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Lo_Chiamavano_Jeeg_Robot.jpg" alt="Lo_Chiamavano_Jeeg_Robot" width="750" height="400" /></a></p>
<p>Senza dubbio il caso cinematografico italiano dell&#8217;anno. Il film d&#8217;esordio di <strong>Gabriele Mainetti</strong> sul super(anti)eroe Enzo Ceccotti (<strong>Claudio Santamaria</strong>), ladro di periferia che, cadendo nelle acque del Tevere, acquista una forza sovrumana, è già un cult. Merito anche di <strong>Luca Marinelli</strong> e del suo Zingaro, villain un po&#8217; tronista e un po&#8217; Renato Zero prima maniera e di una sceneggiatura folle e coraggiosa.</p>
<p>4 <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/16/il-caso-spotlight-recensione/" target="_blank">Il caso Spotlight</a></strong> </em>&#8211; Thomas McCarthy</p>
<p>Vincitore dell&#8217;Oscar 2016 per il Miglior Film (e per la Migliore Sceneggiatura Originale), Il caso Spotlight di <strong>Thomas McCarthy</strong> è un grido contro la cappa di omertà che ancora oggi attanaglia la società. La vicenda della squadra di giornalisti investigativi del Boston Globe che nei primi anni 2000 ha obbligato la chiesa cattolica ad ammettere l’esistenza di preti pedofili e a prendere provvedimenti, è tutta dialoghi serrati, priva di ogni sensazionalismo e rispettosa nei confronti del tema che tratta. Una lezione di giornalismo, oltre che di cinema.</p>
<p>3 <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/01/15/revenant-redivivorecensione/" target="_blank">Revenant &#8211; Redivivo</a></strong></em> &#8211; Alejandro González Iñárritu</p>
<p>E veniamo al film che, finalmente, ha fatto vincere un Oscar a<strong> Leonardo DiCaprio</strong>. Ispirato alla storia vera di Hugh Glass, un cacciatore americano dell’Ottocento abbandonato dai suoi compagni nel nord degli Stati Uniti dopo essere stato attaccato da un orso, <em><strong>Revenant</strong></em> è un film di quelli che riempiono gli occhi, spettacolare in ogni fotogramma. <strong>Alejandro González Iñárritu</strong> ha dimostrato ancora una volta di avere un controllo formale assoluto sulle sue opere e il direttore della fotografia <strong>Emmanuel Lubezki</strong> (<em>Revenant</em> è un po&#8217; il suo show), con la sua ossessione per la luce naturale, è stato in grado di mostrarci una natura così reale da sentirne quasi il profumo.</p>
<p>2 <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/26/il-club-recensione/" target="_blank">Il club</a></strong> </em>&#8211; Pablo Larraín</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/El-club.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54870" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/El-club-1024x683.jpg" alt="El-club" width="1024" height="683" /></a></p>
<p>Il film più misterioso e potente del 2016 lo ha diretto il cileno <strong>Pablo Larraín</strong>. Il tema è, come ne <em>Il caso Spotlight</em>, la pedofilia, ma qui non si cerca di svelare nulla, semmai di continuare a nascondere. Nella casa ai confini del mondo in cui alcuni preti e una suora espiano le loro terribili colpe non c&#8217;è posto per la luce: tutto è grigio in quell&#8217;universo rinchiuso in se stesso, quel funereo covo di omertà squarciato dall&#8217;unico elemento di onestà (Sandokan, l&#8217;agnello di Dio), vittima sacrificale di quelle nere coscienze.</p>
<p>1 <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/01/the-hateful-eight-recensione/" target="_blank"><em><strong>The Hateful Eight</strong> </em></a>&#8211; Quentin Tarantino</p>
<p>L&#8217;ottavo film di <strong>Quentin Tarantino</strong> è un inno alla pazienza, un piacere continuamente rimandato che quando esplode diventa incontenibile. Quasi tre ore di dialoghi folli, situazioni paradossali, violenza fisica e verbale, personaggi bizzarri e paesaggi impervi, il tutto in un glorioso <strong>70mm</strong>. È cinema allo stato puro, una storia di cacciatori e prede con interpreti incollati ai personaggi e un demiurgo che si diverte da matti a tirare le fila di questa vicenda ai limiti del surreale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2016/12/27/i-migliori-film-del-2016-secondo-carolina-tocci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I migliori film del 2016 secondo Fabio Giusti</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/24/i-migliori-film-del-2016-secondo-fabio-giusti/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2016/12/24/i-migliori-film-del-2016-secondo-fabio-giusti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2016 08:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Giusti]]></category>
		<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Movielicious]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Greengrass]]></category>
		<category><![CDATA[Quentin Tarantino]]></category>
		<category><![CDATA[Top Ten]]></category>
		<category><![CDATA[Xavier Dolan]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=54845</guid>
		<description><![CDATA[Blockbuster, animazione e film indipendenti nella prima top ten della redazione di Movielicious.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>10.<strong> Jason Bourne</strong> &#8211; Paul Greengrass</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Jason-Bourne.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54847" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Jason-Bourne.jpg" alt="Jason-Bourne" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Il <em>Mad Max: Fury Road</em> di quest’anno.<br />
<strong>Paul Greengrass</strong> e <strong>Matt Damon</strong> tornano insieme per questo  quinto film della saga di Bourne e se ne escono con un capolavoro di sperimentazione febbrile mascherato da blockbuster. Un film tutto incentrato sulla dispersione prospettica e sulla costruzione di scene inimmaginabili in cui il protagonista non è neanche l’attore principale bensì il direttore del montaggio <strong>Christopher Rouse</strong>, non a caso anche autore della sceneggiatura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>9.<strong> Il caso Spotlight</strong> &#8211; Tom McCarthy</em></p>
<p>Inserendosi perfettamente nel solco tracciato alla fine degli anni Settanta da autori come Sidney Lumet e Alan J. Pakula, <strong><em>Il caso Spotlight</em></strong>  prescinde dalla natura di ciò che è oggetto della sua indagine – anzi, la dà quasi per scontata – per concentrarsi invece sui complicati e spesso delicatissimi meccanismi che portano alla costruzione di una notizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>8. <strong>It Follows</strong> &#8211; David Robert Mitchell</em><br />
<strong>David Robert Mitchell</strong> si prende i suoi rischi e realizza il film horror dell’anno. Un’opera profondamente inquietante che, pur prendendo le mosse da alcuni dei luoghi comuni che chiunque bazzichi il cinema “di paura” conosce a menadito, ragiona sui meccanismi del perturbante con una lucidità di sguardo sconosciuta a molti autori ben più navigati, James Wan compreso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>7. <strong>Sing Street</strong> &#8211; John Carney</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Sing_Street.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54849" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Sing_Street-1024x576.jpg" alt="Sing_Street" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>C’è un momento preciso che appare determinante nel personale coming of age di Cosmo, il giovane protagonista di <em><strong>Sing Street</strong></em>, ed è quando la ragazza a cui muore dietro gli chiede di scrivere una canzone allegra e lui le risponde che non può, perché in realtà si sente triste.<br />
“Il tuo vero problema è che non sei felice di essere triste” ribatte lei.<br />
A spiegare meglio il concetto ci pensano poi le note di “In Between Days” dei Cure ed ecco che, in un’unica scena, Carney racchiude il senso di qualsiasi adolescenza.</p>
<p><em>6. <strong>Sully</strong> &#8211; Clint Eastwood</em></p>
<p>Il vecchio Clint indovina il suo miglior film dai tempi di <em>Gran Torino</em> con questa storia, realmente accaduta, di un pilota di aerei che, pur avendo salvato un intero equipaggio da morte certa, viene messo alla gogna da un sistema che ha ormai sostituito l’automazione al libero arbitrio. I pochi secondi sufficienti a Chesley &#8220;Sully&#8221; Sullemberg per decidere la sorte di 155 persone vengono sezionati, ricomposti e dilatati da ognuno dei possibili punti di vista in un capolavoro dolente (e eastwoodiano fino al midollo) sull’eroismo silenzioso di chi, ogni giorno, svolge il proprio lavoro con coscienza e dignità.</p>
<p><em>5. <strong>Zootropolis</strong> &#8211; Byron Howard, Rich Moore</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Zootropolis.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54851" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Zootropolis-1024x575.jpg" alt="Zootropolis" width="1024" height="575" /></a></p>
<p>La Disney torna a raccontare una storia popolata da animali antropomorfi in un film perfettamente bifronte. Se da un lato, infatti, il mood scanzonato e il tipo di animazione potrebbero dare l’idea di un’opera dichiaratamente indirizzata ad un pubblico più “bimbo” rispetto alla media degli ultimi anni, basta grattare appena un po’ la colorata patina di superficie perché emerga la reale natura di <strong><em>Zootropolis</em></strong>: il film più politico mai realizzato dallo studio di animazione.</p>
<p><em>4. <strong>È solo la fine del mondo</strong> &#8211; Xavier Dolan</em></p>
<p>Della maturità stilistica del ventisettenne Dolan si dice ormai già da anni, ma qui la sua sensibilità di autore si fa impressionante. È palese nel modo in cui scandaglia gli spazi, filmando la consistenza della polvere sedimentata sui ricordi del protagonista. La stessa maturità con cui la macchina da presa, incollata ai personaggi in una serie pressoché ininterrotta di primissimi piani, fa di <em><strong>È solo la fine del mondo</strong></em> un film pieno di parole in cui a pesare sono però soprattutto i silenzi.</p>
<p><em>3. <strong>Steve Jobs</strong> &#8211; Danny Boyle</em></p>
<p>Si può essere un genio senza per forza smettere di essere anche una brava persona?<br />
Questo sembra chiedersi il film di <strong>Danny Boyle</strong> (e di <strong>Aaron Sorkin</strong> autore del magnifico script) per tutte le sue due ore di durata e la riuscita, perfetta, è garantita proprio da come si guardi bene dal rispondere a tale domanda, delegando la responsabilità di qualsiasi giudizio morale al pubblico.<br />
Il capolavoro più sottovalutato dell’anno.</p>
<p><em>2. <strong>Revenant – Redivivo</strong> &#8211; Alejandro González Iñárritu</em></p>
<p>Climax artistico di un autore che non si è mai preoccupato di nascondere la propria smisurata ambizione, <em><strong>Revenant</strong></em> è un tour de force stilistico e produttivo che ha ben pochi precedenti nella storia del cinema. Sorta di <em>Apocalypse Now</em> degli anni 10 che sommerge letteralmente lo spettatore fin quasi a mozzargli il respiro, sprofondandolo nell’inospitalità di luoghi che fanno ancora più paura proprio perché sappiamo essere reali.</p>
<p><em>1. <strong>The Hateful Eight</strong> &#8211; Quentin Tarantino</em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/the-hateful-eight.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54850" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/the-hateful-eight.jpg" alt="the-hateful-eight" width="680" height="478" /></a></p>
<p>Un capolavoro, l’ennesimo, con cui Tarantino abbandona in parte la componente più ludica della sua scrittura per abbracciare istanze politiche prima mai così marcate, fino a sfidare l’ossimoro con un film totalmente incentrato sul concetto di identità pur raccontando una storia in cui quasi nessuno è in realtà ciò che dice di essere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2016/12/24/i-migliori-film-del-2016-secondo-fabio-giusti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Smetto Quando Voglio – Masterclass, ecco il  nuovo trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/08/smetto-quando-voglio-masterclass-ecco-il-nuovo-trailer/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2016/12/08/smetto-quando-voglio-masterclass-ecco-il-nuovo-trailer/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2016 14:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Movielicious]]></category>
		<category><![CDATA[Smetto Quando Voglio – Masterclass]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Fresi]]></category>
		<category><![CDATA[Sydney Sibilia]]></category>
		<category><![CDATA[Trailer]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=54702</guid>
		<description><![CDATA[Da febbraio tornano in sala i criminali da strapazzo di Sydney Sibilia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/smetto-quando-voglo-masterclass.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54703" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/smetto-quando-voglo-masterclass.jpg" alt="smetto-quando-voglo-masterclass" width="600" height="300" /></a></p>
<p>È approdato online il nuovo <strong>trailer</strong> di <strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/07/14/smetto-quando-voglio-reloaded-il-primo-teaser-trailer/" target="_blank"><em>Smetto Quando Voglio – Masterclass</em></a> </strong>(inizialmente intitolato <em>Smetto Quando Voglio: Reloaded</em>), sequel del film del 2014 diretto da <strong>Sydney Sibilia</strong>.</p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fsmettoquandovoglioilfilm%2Fvideos%2F1709893249231326%2F&amp;show_text=0&amp;width=560" width="560" height="315" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La pellicola arriverà nelle nostre sale il <strong>2 febbraio 2017</strong>.</p>
<p>La sinossi: <em>La scalata alla piramide della malavita non li ha portati lontano. D&#8217;altronde, in che un modo un neurobiologo, un chimico, un economista, un archeologo e dei latinisti avrebbero potuto trasformarsi in narcotrafficanti di successo? I loro cervelli in fuga &#8211; dalla disoccupazione, dall&#8217;impossibilità di farsi una vita, una famiglia &#8211; sono finiti dietro alle sbarre. Ma la loro avventura non è finita. Per sopravvivere, Pietro Zinni e i suoi colleghi avevano avuto l&#8217;ideona: creare una straordinaria droga &#8220;legale&#8221; diventando poi dei criminali. Adesso è la legge ad aver bisogno di loro: un ispettore chiede al detenuto Zinni di rimettere in piedi la banda. E di creare una task force che fermi il dilagare delle smart drugs.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2016/12/08/smetto-quando-voglio-masterclass-ecco-il-nuovo-trailer/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
