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	<title>Movielicious &#187; Nicola Guaglianone</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Non ci resta che il crimine</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2019 11:27:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Gassmann]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Tognazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Ilenia Pastorelli Massimiliano Bruno]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Giallini]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Guaglianone]]></category>
		<category><![CDATA[Non ci resta che il crimine]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle sale la commedia criminale di Massimiliano Bruno. Un tuffo nell'Italia dell'82 tra i mondiali di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2019)<br />
Uscita: 10 gennaio 2019<br />
Regia: Massimiliano Bruno<br />
Con: Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Gianmarco Tognazzi, Edoardo Leo, Ilenia Pastorelli<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuzione: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/non-ci-resta-che-il-crimine-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57933" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/non-ci-resta-che-il-crimine-1.jpg" alt="non-ci-resta-che-il-crimine-1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>La solita commedia? Ni. Al suo sesto film da regista e dopo l&#8217;ultimo e piuttosto insipido <em><a href="http://www.movielicious.it/2017/02/21/beata-ignoranza-recensione/" target="_blank">Beata Ignoranza</a></em>, <strong>Massimiliano Bruno</strong> si lancia in un progetto il cui titolo è un sentito omaggio la pellicola di Benigni del 1984, senza però averne la dirompenza e l&#8217;estro. Aiutato in fase di sceneggiatura da <strong>Nicola Guaglianone</strong> (autore, tra gli altri, di <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank">Lo chiamavano Jeeg Robot</a></em> e <a href="http://www.movielicious.it/2018/01/10/benedetta-follia-recensione/" target="_blank"><em>Benedetta follia</em></a>), Andrea Bassi e dal fumettista Menotti, questa volta il regista romano porta alla ribalta la storia di tre amici, Sebastiano, Moreno e Giuseppe – rispettivamente<strong> Alessandro Gassman</strong>, <strong>Marco Giallini</strong> e <strong>Gianmarco Tognazzi</strong> – per i quali l’arte di arrangiarsi è uno stile di vita, tanto da inventare modi sempre più creativi per “fare i soldi con la pala”. Quando decidono di organizzare un tour della Roma Criminale alla scoperta dei luoghi della <strong>banda della Magliana</strong>, accade qualcosa che li catapulta nell&#8217;estate del 1982, nei giorni del Mondiale di Spagna. Ritrovandosi faccia a faccia con il vero <strong>Enrico De Pedis</strong>, detto Renatino (<strong>Edoardo Leo</strong>) – storico capo della banda – che all’epoca gestiva le scommesse clandestine sul calcio, i tre tentano, sfruttando le loro conoscenze sul futuro, di cogliere quest&#8217;opportunità per lasciare alle spalle la mediocrità delle loro vite.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/non-ci-resta-che-il-crimine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57934" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/non-ci-resta-che-il-crimine.jpg" alt="non-ci-resta-che-il-crimine" width="932" height="621" /></a></p>
<p>La <strong>Banda della magliana</strong> in chiave comica effettivamente è un bell&#8217;azzardo. Sarà perché, a distanza di trent&#8217;anni, la memoria delle tante efferatezze compiute è ancora viva nelle menti di chi quegli anni li ha vissuti, o perché dopo tutto questo tempo, i sequestri dei beni appartenuti ai suoi esponenti continuano a far notizia (proprio qualche giorno fa sui giornali si leggeva dei 25 milioni di euro del <a href="https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/banda_della_magliana_diotallevi-4154999.html" target="_blank">tesoro della banda</a>, confiscato a uno dei suoi esponenti, Ernesto Diotallevi, che è andato a finire nelle casse dello Stato). Ma il rischio di ridicolizzare e di alleggerire eccessivamente un pezzo di storia criminale recente tanto oscuro, viene fugato sin dall&#8217;inizio, perché quella che vediamo nel film, si chiama nello stesso modo e ha i membri che riprendono i nomi dei veri esponente della gang criminale, ma è tutta un&#8217;altra cosa.</p>
<p>E funziona. Funziona perché in questo <em>Ritorno al Futuro</em> italian style che incontra <em>Non ci resta che piangere</em>, che si mescola con <em>Romanzo Criminale</em> e strizza l&#8217;occhio alla trilogia di <a href="http://www.movielicious.it/2017/11/27/smetto-quando-voglio-ad-honorem-recensione/" target="_blank"><em>Smetto quando voglio</em></a> e ai poliziotteschi anni Settanta, a vincere sono ironia e leggerezza, oltre alla palese inverosimiglianza di una vicenda che non ha alcuna pretesa di fingersi storicamente credibile. Tra Ray-Ban specchiati, motorini Ciao, ghiaccioli tricolore, figurine di Paolo Rossi e Figueroa e le pubblicità dei Pennelli Cinghiale e delle batterie Duracell in TV, anche la regia di Bruno si diverte a imitare lo stile del cinema di genere degli anni Ottanta, puntando su split screen e zoom sui primi piani dei protagonisti, soluzioni mirate a sporcare la pulizia stilistica, le inquadrature chiare e la recitazione funzionale tipica della commedia. Nulla di nuovo, poi, sul fronte della struttura narrativa, che continua a reiterare uno schema già ampiamente visto e sfruttato. Ma la sinergia tra gli attori e qualche battuta azzeccata e <strong>Ilenia Pastorelli</strong> con indosso la tutina che fu di Heather Parisi, fanno portare a casa il risultato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Benedetta follia</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jan 2018 07:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Benedetta follia]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Verdone]]></category>
		<category><![CDATA[Ilenia Pastorelli]]></category>
		<category><![CDATA[Lucrezia Lante Della Rovere]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Pia Calzone]]></category>
		<category><![CDATA[Menotti]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Guaglianone]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. Italia, 2017)<br />
Uscita: 11 gennaio 2018<br />
Regia: Carlo Verdone<br />
Con: Carlo Verdone, Ilenia Pastorelli, Maria Pia Calzone, Lucrezia Lante Della Rovere<br />
Durata: 1 ora e 49 minuti<br />
Distribuito da: Filmauro</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Benedetta_Follia_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57069" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Benedetta_Follia_1.jpg" alt="Benedetta_Follia_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p><strong>Carlo Verdone</strong> e la religione, un binomio che ritorna nel cinema del regista e attore romano (laureatosi in Storia delle religioni), in varie declinazioni. Da quando ha iniziato a fare film, le sue storie hanno spesso incrociato il credo cattolico, in un modo o nell&#8217;altro: dal Don Alfio di <em>Un sacco bello</em> al finto Padre Spinetti di <em>Acqua e sapone</em>, fino a <em>Io, Loro e Lara</em>, le sue incursioni in quest&#8217;ambito sono state frequenti e polimorfe. In Benedetta follia il nostro interpreta l&#8217;immacolato proprietario di un negozio di articoli religiosi, uomo borghese di indubbia moralità, devoto e serio, che viene lasciato dalla moglie dopo venticinque anni di matrimonio. La sua vita viene sconvolta dall’arrivo di una commessa di periferia, Luna (<strong>Ilenia Pastorelli</strong>, David di Donatello 2016 per <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em></a>) che, per fargli dimenticare la delusione, lo iscrive ad alcuni siti di <strong>dating online</strong> che, se da un lato gli regalano esperienze imbarazzanti e fallimentari, dall&#8217;altro lo spingono a ritrovare la voglia di lasciarsi il passato alle spalle.</p>
<h3>La recensione di Benedetta follia, la nuova commedia di Carlo Verdone</h3>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Benedetta_Follia_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57070" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Benedetta_Follia_2.jpg" alt="Benedetta_Follia_2" width="634" height="439" /></a></p>
<p>A due anni da <a href="http://www.movielicious.it/2016/01/27/labbiamo-fatta-grossa-recensione/" target="_blank">L&#8217;abbiamo fatta grossa</a>, in cui era in coppia con Antonio Albanese in un film tutto al maschile, con <em><strong>Benedetta follia</strong></em> l&#8217;autore romano torna a esplorare l&#8217;universo femminile in tutte le sue sfaccettature e una realtà in cui i rapporti umani si intrecciano in un mondo sempre più connesso e solitario. Scritto dallo stesso Verdone insieme con <strong>Nicola Guaglianone</strong> e Roberto Marchionni, alias <strong>Menotti</strong> (già autori de <em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em>), al netto della solita dimestichezza con le tematiche care alla sua opera (la dicotomia borghese-coatto, l&#8217;esplorazione dei personaggi da un punto di vista socio-culturale e la curiosità di approfondire i divari generazionali), la marcia in più al film gliela fornisce la rustica genuinità di <strong>Ilenia Pastorelli</strong>, perfetta per il ruolo di femme verdoniana, protagonista di alcuni dei momenti più divertenti, anche se le gag più tragicomiche del film sembrano essere frutto di una scrittura libera e con pochi paletti dei due &#8220;nuovi&#8221; sceneggiatori. Si nota la mano diversa, alla quale il Verdone attore si adatta con qualche tentennamento e che fa perdere unitarietà al racconto, ma va anche detto che questa sorta di &#8220;spaesamento&#8221; del suo personaggio diviene man mano un elemento funzionale all&#8217;armonia dello script.</p>
<h3>La recensione di Benedetta follia, la nuova commedia di Carlo Verdone</h3>
<p>E poi c&#8217;è <strong>Roma</strong>. Un po&#8217; più bella di com&#8217;è attualmente. In un momento storico in cui la popolarità della Città eterna (soprattutto tra i cittadini romani) è ai minimi storici, è come se Verdone tentasse di rilanciarla, rendendola protagonista e immortalandola in tutto il suo splendore, come fosse un augurio per il futuro. La colonna sonora di vecchie hit, da <em>La stagione dell’amore</em> di Battiato a <em>E la chiamano estate</em> di Bruno Martino, passando per <em>Splendido splendente</em> della Rettore poi, ha un che di rassicurante e malinconico insieme. In <em><strong>Benedetta follia</strong></em> non mancano neanche i momenti onirici in cui si arriva a sfiorare il musical, con un richiamo al varietà di Antonello Falqui, alle atmosfere sorrentiniane &#8211; dopotutto c&#8217;era anche lui ne <em>La grande bellezza</em> &#8211; e a quelle coeniane de<em> Il grande Lebowski</em>. Divagazioni sperimentali a parte, <em><strong>Bebedetta follia</strong></em> rimane una commedia verdoniana quasi del tutto, con i suoi momenti di malinconia e la vita reale che vince a mani basse su quella virtuale. Sempre e comunque.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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