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	<title>Movielicious &#187; Ninetto Davoli</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Uno, anzi due</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 10:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[anzi due]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Pandolfi]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Mahieux]]></category>
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		<category><![CDATA[Maurizio Battista]]></category>
		<category><![CDATA[Ninetto Davoli]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Tiziana Cruciani]]></category>
		<category><![CDATA[Uno]]></category>

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		<description><![CDATA[Maurizio Battista mattatore a metà nella commedia da lui scritta e interpretata. La recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2015)<br />
Uscita: 9 aprile 2015<br />
Regia: Francesco Pavolini<br />
Con: Maurizio Battista, Paola Tiziana Cruciani, Ninetto Davoli<br />
Durata: 1 ora e 28 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uno_anzi_due.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42082" title="uno_anzi_due" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uno_anzi_due.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Sono così tanti i comici teatrali che ultimamente sono passati al cinema, come interpreti ma anche come registi, che quasi viene da pensare che godano di incentivi particolari nel varcare questa soglia. Dalla Sconsolata Anna Maria Barbera all&#8217;ormai re del box office Checco Zalone, dal Giovanni Vernia di <em>Ti stimo fratello</em> al recentissimo Paolo Cevoli, assessore romagnolo, passato dal palco al fronte della Grande Guerra con <a href="http://www.movielicious.it/2015/03/31/soldato-semplice/" target="_blank"><em>Soldato seplice</em></a>. <strong>Marizio Battista</strong> un piede nel mondo del cinema lo aveva già messo (ha lavorato con Giovanni Veronesi in <em>Viola bacia tutti</em> e ne <em>L&#8217;ultima ruota del carro</em>, oltre che con Avati e Pieraccioni), ma <strong><em>Uno, anzi due</em></strong> segna il suo debutto anche come sceneggiatore, oltre che come interprete. Il comico romano porta in sala il suo modo di fare satira (per l&#8217;occasione ripulita dalle volgarità e dalle parolacce) che trae spunto soprattutto dal quotidiano e dalla gente comune per raccontare una storia semplice di un personaggio onesto e  ingenuo che si trova, suo malgrado, a fare i conti con una situazione più grande di lui.</p>
<p>Conosciamo Maurizio (Maurizio Battista) in un momento piuttosto nero: è su Ponte Sisto e minaccia di buttarsi nel Tevere. Messo alla strette dalle sue stesse bugie, l&#8217;uomo è intenzionato a concludere la propria esistenza nel giorno del matrimonio del figlio. In suo soccorso (ma anche in un certo senso, in appoggio) arrivano numerosi personaggi, ognuno desideroso di conoscere le motivazioni alla base dell&#8217;insano gesto che Maurizio sta per compiere. Comincia così il viaggio a ritroso negli eventi che lo hanno portato a prendere questa infelice decisione: la morte del padre (<strong>Ninetto Davoli</strong>), barista ballerino e sciupafemmine e i debiti che questi gli ha lasciato, che lo costringono prima a vendere il bar di famiglia al suo dipendente cinese e poi ad abbandonare anche la propria abitazione. Il tutto sotto lo sguardo ignaro di moglie e figlio, quest&#8217;ultimo in procinto di mettere su famiglia e di usufruire dell’abitazione dei genitori.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uno-anzi-due_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42115" title="uno-anzi-due_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/uno-anzi-due_2.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a></p>
<p>Diretto da <strong>Francesco Pavolini</strong>, già regista di alcune puntate de <em>I Cesaroni</em> qui al suo esordio dietro la macchina da presa, <em>Uno, anzi due</em> non è il solito film di comici provenienti dal cabaret. Non si presenta infatti come un insieme slegato e sconclusionato di sketch attaccati l&#8217;uno all&#8217;altro, che quasi sempre contradtingue il cambio di media di un attore proveniente dai palchi, ma poggia su una struttura narrativa di fondo che funge da cornice alle vicende di Maurizio e della sua famiglia. Peccato che lo script stenti a decollare e anche a chiudersi in modo corretto, con le tante perentesi aperte lasciate allo sbando, storia del personaggio principale compresa. A parte questo, il problema principale di <em>Uno, anzi due</em> è che graffia poco e la scelta di voler realizzare un film garbato e popolare insieme appare giustificata fino a un certo punto. Perché un personaggio della piccola, anzi piccolissima, borghesia romana che vive in un palazzo con le finestre che affacciano su Piazza Vittorio (e che a occhio e croce sembra lo stesso in cui Silvio Muccino ha girato il suo <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/23/le-leggi-del-desiderio/" target="_blank">ultimo, dimenticabile film</a>), che non dice nemmeno una parolaccia, stenta ad essere credibile fino in fondo. Nota di merito al cast, ben assortito, che regala non poche sorprese, fra tutte una <strong>Claudia Pandolfi </strong>perfettamente a proprio agio in un personaggio mai così sopra le righe.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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		<title>Festival di Roma 2014 &#8211; giorno 1</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/10/16/festival-di-roma-2014-giorno-1/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 15:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Alice nella città]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Kingsley]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiana Capotondi]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Abatantuono]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio De Luigi]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Internazionale del Film di Roma 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Pasotti]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Base]]></category>
		<category><![CDATA[Guida tascabile per la felicità]]></category>
		<category><![CDATA[Kodi Smit-McPheen]]></category>
		<category><![CDATA[Mio papà]]></category>
		<category><![CDATA[Monnezza amore mio]]></category>
		<category><![CDATA[Ninetto Davoli]]></category>
		<category><![CDATA[Rob Meyer]]></category>
		<category><![CDATA[Soap Opera]]></category>
		<category><![CDATA[Tomas Milian]]></category>

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		<description><![CDATA[Partenza all'italiana con Sop Opera, film di apertura di Alessandro Genovesi. Ma sono le parole di Tomas]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_39242" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/soap_opera.jpg"><img class="size-full wp-image-39242" title="soap_opera" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/soap_opera.jpg" alt="Il cast di Soap opera" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Soap opera</p></div>
<p>Ci siamo: anche quest&#8217;anno per nove giorni l&#8217;<strong>Auditorium Parco della Musica</strong> di Roma si trasformerà in un ricettacolo di film di ogni sorta. Ad <strong>Alessandro Genovesi</strong> e al suo <em><strong>Soap Opera</strong></em> l&#8217;arduo compito di aprire le danze della nona edizione del Festival, un&#8217;edizione diversa, come ha ricordato il direttore Marco Müller durante la conferenza stampa di presentazione:  Quest&#8217;anno abbiamo compiuto una virata precisa verso una festa e la cosa migliore era aprire con una commedia italiana diversa dalle altre&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/cristiana_capotondi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39243" title="cristiana_capotondi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/cristiana_capotondi.jpg" alt="" width="289" height="434" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/fabiodeluigi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39244" title="fabiodeluigi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/fabiodeluigi.jpg" alt="" width="291" height="436" /></a></p>
<p>Quella che, sulla carta, poteva infatti sembrare l&#8217;ennesima commediola romantica (<strong>Fabio De Luigi</strong>, <strong>Cristiana Capotondi</strong> e <strong>Diego Abatantuono</strong> sono praticamente il cast del dittico <em>La peggiore settimana /Il peggior Natale della mia vita</em> dello stesso autore) in realtà è un&#8217;operazione più raffinata che, rifacendosi a un&#8217;idea di commedia più francese che non nostrana, ricrea personaggi e dinamiche tipiche della tradizione delle soap (quindi zero introspezione) e li fa interagire quasi sempre all&#8217;interno del condominio in cui abitano o, unica eccezione, in quell&#8217;ospedale che è forse il luogo cardine, teatro di quasi tutti i principali snodi narrativi delle soap opera di stampo classico.<br />
Completano il cast un <strong>Ricky Memphis</strong> in un ruolo più mesto del solito e i comici <strong>Ale e Franz</strong> a cui sono affidati i momenti più divertenti del film.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<div id="attachment_39245" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/guida.jpg"><img class="size-full wp-image-39245" title="guida" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/guida.jpg" alt="Guida tascabile per la felicità" width="500" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Guida tascabile per la felicità</p></div>
<p>Sempre questa mattina, la sezione autonoma e parallela del Festival <strong>Alice nella città</strong> ha debuttato con la prima regia di<strong> Rob Meyer</strong>, <strong><em>Guida tascabile per la felicità</em></strong>. La storia è quella di David, quindicenne che ha perso la mamma, dalla quale ha ereditato una grande passione: quella per il birdwatching. La vita del ragazzo subisce una scossa quando avvista un&#8217;anatra siberiana estinta. David e i suoi amici partono così all&#8217;inseguimento dell&#8217;esemplare. Filmetto young adult molto semplice, nella narrazione e nei dialoghi, che ha come unico elemento di interesse una discreta prova del giovanissimo protagonista <strong>Kodi Smit-McPhee</strong> (visto nel 2009  al fianco di Viggo Mortensen in <em>The Road</em>, di John Hillcoat,) e la partecipazione del Premio Oscar <strong>Ben Kingsley</strong> nei panni di un veterano del birdwatching. Le battute riuscite si contano sulle dita di una mano e la mancanza di ogni tipo di guizzo rende <em>Guida tascabile</em> una delle tante pellicole che raccontano storie di formazione.</p>
<p><strong>Voto </strong>5</p>
<div id="attachment_39247" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/giulio_base_giorgio_pasotti_ninetto_davoli.jpg"><img class="size-full wp-image-39247" title="giulio_base_giorgio_pasotti_ninetto_davoli" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/giulio_base_giorgio_pasotti_ninetto_davoli.jpg" alt="Il cast di Mio papà" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Mio papà</p></div>
<p>Delusione piena invece per il ritorno alla regia cinematografica di <strong>Giulio Base</strong>, dopo anni di film televisivi su santi e papi, con un campionario di tutti i luoghi comuni nei quali ci piacerebbe che il cinema italiano non cadesse mai. Retorico, didascalico, telefonatissimo in tutti i suoi scarti narrativi, <em><strong>Mio papà</strong></em> è la storia di Lorenzo (<strong>Giorgio Pasotti</strong>) che, spaventato dall&#8217;idea stessa di un legame amoroso, finisce per capitolare con Claudia (<strong>Donatella Finocchiaro</strong>) che lo ricambia ma porta in dote un figlio di sei anni che, sulle prime, è assai recalcitrante all&#8217;idea che la madre frequenti un estraneo. Nel tentativo di descrivere la trasformazione di Lorenzo, agli occhi del bambino, da &#8220;fidanzato di mamma&#8221; a &#8220;papà&#8221;, Giulio Base ci mostra una serie interminabile di facce assorte, dialoghi scritti con la mano sinistra (perfino la bravissima Finocchiaro ha il fiato corto nel rendere vive e credibili certe frasi) e buoni sentimenti un tanto al chilo. Si salvano giusto Giorgio Pasotti che, per quanto smarrito, cerca di salvare il salvabile e <strong>Ninetto Davoli</strong> per il semplice fatto che è sempre bello vederlo in un film.<br />
<strong>Voto</strong> 4</p>
<div id="attachment_39246" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas-milian.jpg"><img class="size-full wp-image-39246" title="tomas-milian" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas-milian.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Tomas MIlian</p></div>
<p>E poi è arrivato lui, più romano di tanti romani: <strong>Tomas Milian</strong>. L&#8217;attore cubano ha incontrato la stampa questa mattina prima di ricevere, alle 19:00, il <strong>Marc’Aurelio Acting Award alla carriera</strong>, nel corso della serata d’apertura del Festival. Dopo l&#8217;uscita in libreria di un volume a lui dedicato<em><strong> Monnezza amore mio</strong></em>, scritto dallo stesso Milian con la collaborazione di <strong>Manlio Gomarasca </strong>e pubblicato l’8 ottobre con Rizzoli, l&#8217;attore torna in Italia da protagonista per raccontare la sua giovinezza, le audizioni all&#8217; Actors Studio e gli esordi nel cinema nel nostro paese, dopo che Mauro Bolognini lo notò e lo volle come protagonista de <em>La notte brava</em>. Una vita dura, la sua, nonostante la famiglia benestante alle spalle: &#8220;Mio padre era un militare, un violento che voleva insegnare a me e a mia sorella l&#8217;educazione con il suo bastone.  Era uscito dalla clinica psichiatrica quando avevo 6 anni e si è suicidato davanti a me quando ne avevo 12. Poco prima del gesto disperato mi disse: Tu ormai sei grande, puoi badare a tua madre ed alla tua sorellina. Ricordo però che non  ho provato dolore, nonostante assistetti a quella terribile scena&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas_milian_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39248" title="tomas_milian_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/tomas_milian_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>&#8220;Me ne sono andato da Cuba per fare l’attore dopo che rimasi folgorato dal personaggio di James Dean ne <em>La valle dell&#8217;Eden</em> . Preparai i documenti per partire come un emigrante qualunque, non come un benestante qual ero&#8221; racconta un commosso Milian. Da allora la sua carriera non si è più fermata: la sua filmografia conta oltre cento pellicole, i nomi dei più grandi registi della seconda metà del Novecento (Luchino Visconti, Francesco Maselli, Alberto Lattuada, Nanni Loy, Umberto Lenzi, Sergio Corbucci, Bernardo Bertolucci, Michelangelo Antonioni, Tony Scott, Sydney Pollack, Steven Spielberg e Steven Soderbergh) e dei più noti volti del cinema internazionale (da Orson Welles a Robert Redford e Anthony Quinn). E a chi gli chiede come avvenne l&#8217;incontro col mitico personaggio del <strong>Monnezza</strong>, dall&#8217;alto dei suoi 82 anni risponde così:</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/ty1-Oj8IyV0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/ty1-Oj8IyV0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
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		<title>Pasolini</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/09/24/pasolini/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 16:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Abel Ferrara]]></category>
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		<category><![CDATA[Willem Dafoe]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i titoli più attesi a Venezia 71, la pellicola di Abel Ferrara ha deluso le aspettative. Anche le]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. Italia, Francia 2014)<br />
Uscita:25 settembre 2014<br />
Regia: Abel Ferrara<br />
Con: Willem Dafoe, Riccardo Scamarcio, Ninetto Davoli<br />
Durata: 1 ora e 26 minuti<br />
Distribuito da: Europictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/pasolini_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38964" title="pasolini_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/pasolini_1.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><em>Disclaimer: la recensione che segue tiene conto della versione originale del film proiettata alla 71a Mostra d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia e non considera le eventuali migliorie apportate dal doppiaggio italiano, modifiche che non risolleverebbero comunque il giudizio sull&#8217;opera in toto.</em></p>
<p>Gli spettatori della Sala Darsena del Lido di Venezia stenteranno a dimenticare il piccolo, inquietante incidente di percorso che ha preceduto la presentazione di <strong><em>Pasolini</em></strong>: introduce il tutto come di consueto la sigla firmata da Simone Massi, compare sospettosamente il logo della poco pertinente Voltage Pictures e partono i credits, accompagnati dalla ripresa zenitale di una tomba scoperchiata seguita dal dettaglio ipervelocizzato di un cuore rimesso in funzione da una scarica elettrica, in piena iconografia da b-movie</p>
<p>Proiezione interrotta, luci accese, risate in platea: si trattava di <strong><em>Burying the Ex</em></strong> di Joe Dante, in programma immediatamente dopo.</p>
<p>Niente di diverso da un comune inconveniente tecnico, certo, ma al termine degli avvilenti 86 minuti successivi la casuale associazione d&#8217;idee sorge spontanea. L&#8217;ultima fatica di <strong>Abel Ferrara </strong> a poco più di sei mesi dall&#8217;ultimo <strong><em>Welcome to New York</em></strong> &#8220;riporta in vita&#8221; il regista e poeta bolognese con una volgarità e una grossolanità &#8211; deprecabili, in quanto involontarie &#8211; non così lontane dal ricercato e intenzionale microcosmo trash dell&#8217;artefice di <em>Gremlins</em>, lo assembla meccanicamente e scolasticamente come un mostro di Frankenstein riassestato suo malgrado con materiali di risulta e lo lascia vagare deumanizzato e già morto fino all&#8217;inevitabile massacro finale.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/pasolini_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38965" title="pasolini_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/pasolini_2.jpg" alt="" width="500" height="288" /></a></p>
<p>L&#8217;operazione del maestro di <em>Fratelli</em>, i cui apici di carriera a questo punto viene lecito accreditare al contributo fondamentale del &#8220;compianto&#8221; Nicholas St. John, vorrebbe dirsi un omaggio, ma si ferma sulle coordinate del compitino e del bignami, si imbarca nell&#8217;impresa impossibile e sciagurata di riassumere convenzionalmente, episodicamente e in una stiracchiatissima ora e mezza la figura pubblica e privata di una personalità cui già difetta un nutrito corpus saggistico dedicatogli postumo, evidentemente incapace di andare oltre il canonico ritratto encomiastico (il titolo lapidario ne è già lampante indice). Come se non bastasse, poi, l&#8217;ormai irriconoscibile Abel Ferrara si rivela essere l&#8217;opzione più pretenziosa e meno adatta al gravoso (e inservibile) incarico di tradurre in immagini gli ultimi sogni e progetti dell&#8217;intellettuale romagnolo (soprattutto il romanzo <em>Petrolio </em>e il film <em>Porno-Teo-Kolossal</em>, con un metacinematografico ma non meno sbagliato <strong>Ninetto Davoli</strong> nei panni del protagonista destinato a Eduardo de Filippo) e ciò che ne esce è un pasticcio indegno minato da idee registiche biasimevoli, come i dialoghi introdotti timidamente in italiano e condotti poi interamente in inglese con risultati ridicoli (tanto valeva puntare allo schietto artificio con l&#8217;uso della lingua di Albione dall&#8217;inizio alla fine o scegliere interpreti esclusivamente nostrani), da scelte di casting scellerate (<strong>Willem Dafoe</strong>, assolutamente inadeguato, è soltanto un tizio truccato da PPP con una voce inaccettabilmente cavernosa, la Laura Betti di <strong>Maria de Medeiros</strong> è pura macchietta e il Ninetto Davoli di uno spaesatissimo <strong>Riccardo Scamarcio</strong> fa venire i conati), da una pressoché totale mancanza di rispetto per la materia (le sventagliate presunte certezze di Ferrara sull&#8217;omicidio all&#8217;Idroscalo si traducono in incontrollati vaneggiamenti e in un cinico scempio) e dall&#8217;arroganza senza pari di un autore che si sente onnipotente nel suo concretizzare l&#8217;incompiuto, senza averne, peraltro, le capacità immaginifiche e la visione di insieme, e che invece ha da tempo perso ogni lucidità.</p>
<p>Un obbrobrio indecente, insomma, reso ancora più insopportabile dalle sue fallite finalità celebrative.<br />
Per un autentico, sentito e non strombazzato omaggio a Pasolini, meglio recuperarsi l&#8217;ottimo (e quasi scomparso) <em>Nerolio</em> di Aurelio Grimaldi.</p>
<p>Voto <strong>3</strong></p>
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		<title>Senza nessuna pietà</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/09/09/senza-nessuna-pieta/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 06:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Scarano]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Alhaique]]></category>
		<category><![CDATA[Ninetto Davoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfrancesco Favino]]></category>
		<category><![CDATA[Senza nessuna pietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessante esordio alla regia dell'attore Michele Alhaique, con un Pierfrancesco Favino magistrale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 11 settembre 2014<br />
Regia: Michele Alhaique<br />
Con: Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Ninetto Davoli<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: Bim</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_open.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38815" title="senza_nessuna_pieta_open" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_open.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Mimmo Santilli (<strong>Pierfrancesco Favino</strong>) è un tipo taciturno.<br />
A uno sguardo distratto potrebbe sembrare un uomo tranquillo, ma in realtà dentro ha in corso una guerra tra l&#8217;ordinaria vita da muratore che vorrebbe continuare a fare e i lavoretti da picchiatore che, con sempre maggiore riluttanza, è costretto a svolgere per lo zio usuraio (<strong>Ninetto Davoli</strong>).<br />
E, per quanto Mimmo sia stanco di questa doppia vita fatta di cantiere al mattino e imprenditori da &#8220;punire&#8221; alla sera, non ha ancora trovato il modo e il coraggio di tirarsene fuori.<br />
Come spesso accade in questi casi, a far precipitare le cose ci si mette una donna, nella persona di Tania (<strong>Greta Scarano</strong>), giovane prostituta che Mimmo ha il semplice compito di andare a prendere e accompagnare in una villa dove è in corso un festino.<br />
Un lavoro all&#8217;apparenza piuttosto facile, durante il quale però tutto va storto. Qualcosa infatti, forse l&#8217;innocenza che il trucco pesante e i tacchi alti della ragazza non riescono a mascherare del tutto, suggerisce a Mimmo che non può più stare a guardare e che è arrivato anche per lui il momento di reagire.<br />
E che forse, salvando Tania, potrebbe finire per salvare anche un po&#8217; se stesso.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38816" title="senza_nessuna_pieta_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Per la sua prima volta dietro la macchina da presa, l&#8217;attore <strong>Michele Alhaique</strong> (<em>Che bella giornata</em>, <em>Qualche nuvola</em>), decide di affidarsi al più classico dei canovacci noir e dirige, con stile secco e conciso, questa storia di ordinaria redenzione, ambientandola nel grigiore di una Roma tutta periferica, talmente livida e spoglia di qualsiasi riferimento iconico da diventare quasi un sobborgo dell&#8217;anima più che un luogo reale.<br />
E&#8217; in questo limbo, nero come la pece, che si muove pesantemente un Pierfrancesco Favino eccezionale, talmente innamorato del progetto da ingrassare venti chili per vestire al meglio i panni di questo triste loser, creando un personaggio a metà strada tra la catatonia del Travis Bickle di <em>Taxi Driver</em> e l&#8217;ingombrante fisicità di Marv, il gigante buono interpretato da Mickey Rourke in <em>Sin City</em>.<br />
Alhaique sembra invece ispirarsi visivamente a un altro film interpretato da Rourke, <a href="http://www.movielicious.it/2009/03/03/the-wrestler/"><em>The Wrestler</em></a>, e, in modo non dissimile da Aronofsky, riprende spesso Favino di spalle, quasi braccandolo, come a far percepire allo spettatore il medesimo senso di oppressione che grava sul protagonista per tutta la durata del film.<br />
Capita che il capolavoro di Aronofsky torni alla mente più di una volta in realtà, forse perché negli occhi spaventati di Mimmo di fronte ad un mondo che non capisce appieno e che sa benissimo di non poter cambiare, c&#8217;è lo stesso senso di rassegnata inadeguatezza che animava il vecchio <em>wrestler</em> Randy &#8220;The Ram&#8221;.<br />
E&#8217; davvero notevole il tentativo di Favino, attore ormai dotato di una riconoscibilità immediata, di nascondersi all&#8217;interno del personaggio, operando sui diversi piani della performance in maniera antitetica: se a livello fisico infatti l&#8217;attore lavora per accumulo (i chili in più, la folta barba) fino quasi ad azzerare in chi assiste la memoria dei suoi ruoli più noti, sul versante della recitazione è invece la sottrazione a fare da padrona e tutto, sia in termini gestuali che dialettici, è ridotto ai minimi termini.</p>
<p>Detto ciò è giusto anche notare come <strong><em>Senza nessuna pietà</em></strong> &#8211; presentato una manciata di giorni fa alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti &#8211; non sia esente da difetti che, per lo più, risiedono in una sceneggiatura che non osa mai mettere in discussione la rigidità di uno schema ormai piuttosto abusato (sostanzialmente la parabola cristologica applicata al noir) che viene seguito in maniera pedissequa dall&#8217;inizio alla fine.<br />
Non c&#8217;è un solo snodo narrativo nel film in cui le cose vadano diversamente rispetto a come, sin dall&#8217;inizio, si capisce che andranno.<br />
E ciò spiace, in primis perché il noir in Italia è bazzicato poco e, quando lo si fa, i risultati sono in genere tutt&#8217;altro che degni di nota, ma soprattutto spiace perché è evidente che dietro a questo piccolo film ci siano passione, impegno e la precisa volontà di proporre un&#8217;idea di cinema poco accomodante che riesca a fare del &#8220;genere&#8221; senza strizzare troppo l&#8217;occhio alle serie TV di casa nostra.<br />
Merito anche di un cast che, oltre al già citato Favino, vanta nomi di assoluto livello, a partire da un ambiguo e viscido Claudio Gioè fino ad Adriano Giannini, quest&#8217;ultimo davvero coraggioso nella scelta di interpretare un personaggio così sgradevole.<br />
Se questo stesso coraggio avesse portato a trasgredire un po&#8217; di più in termini di scrittura, ora staremmo salutando un&#8217;opera prima di assoluto livello.<br />
Il risultato finale invece assomiglia di più a un compito in classe.<br />
Privo di errori formali, è vero.<br />
Ma pur sempre un compito.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Senza nessuna pietà</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 06:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Scarano]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Alhaique]]></category>
		<category><![CDATA[Ninetto Davoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfrancesco Favino]]></category>
		<category><![CDATA[Senza nessuna pietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessante esordio alla regia dell'attore Michele Alhaique, con un Pierfrancesco Favino magistrale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 11 settembre 2014<br />
Regia: Michele Alhaique<br />
Con: Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Ninetto Davoli<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: Bim</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_open.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38815" title="senza_nessuna_pieta_open" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_open.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Mimmo Santilli (<strong>Pierfrancesco Favino</strong>) è un tipo taciturno.<br />
A uno sguardo distratto potrebbe sembrare un uomo tranquillo, ma in realtà dentro ha in corso una guerra tra l&#8217;ordinaria vita da muratore che vorrebbe continuare a fare e i lavoretti da picchiatore che, con sempre maggiore riluttanza, è costretto a svolgere per lo zio usuraio (<strong>Ninetto Davoli</strong>).<br />
E, per quanto Mimmo sia stanco di questa doppia vita fatta di cantiere al mattino e imprenditori da &#8220;punire&#8221; alla sera, non ha ancora trovato il modo e il coraggio di tirarsene fuori.<br />
Come spesso accade in questi casi, a far precipitare le cose ci si mette una donna, nella persona di Tania (<strong>Greta Scarano</strong>), giovane prostituta che Mimmo ha il semplice compito di andare a prendere e accompagnare in una villa dove è in corso un festino.<br />
Un lavoro all&#8217;apparenza piuttosto facile, durante il quale però tutto va storto. Qualcosa infatti, forse l&#8217;innocenza che il trucco pesante e i tacchi alti della ragazza non riescono a mascherare del tutto, suggerisce a Mimmo che non può più stare a guardare e che è arrivato anche per lui il momento di reagire.<br />
E che forse, salvando Tania, potrebbe finire per salvare anche un po&#8217; se stesso.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38816" title="senza_nessuna_pieta_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/senza_nessuna_pieta_2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Per la sua prima volta dietro la macchina da presa, l&#8217;attore <strong>Michele Alhaique</strong> (<em>Che bella giornata</em>, <em>Qualche nuvola</em>), decide di affidarsi al più classico dei canovacci noir e dirige, con stile secco e conciso, questa storia di ordinaria redenzione, ambientandola nel grigiore di una Roma tutta periferica, talmente livida e spoglia di qualsiasi riferimento iconico da diventare quasi un sobborgo dell&#8217;anima più che un luogo reale.<br />
E&#8217; in questo limbo, nero come la pece, che si muove pesantemente un Pierfrancesco Favino eccezionale, talmente innamorato del progetto da ingrassare venti chili per vestire al meglio i panni di questo triste loser, creando un personaggio a metà strada tra la catatonia del Travis Bickle di <em>Taxi Driver</em> e l&#8217;ingombrante fisicità di Marv, il gigante buono interpretato da Mickey Rourke in <em>Sin City</em>.<br />
Alhaique sembra invece ispirarsi visivamente a un altro film interpretato da Rourke, <a href="http://www.movielicious.it/2009/03/03/the-wrestler/"><em>The Wrestler</em></a>, e, in modo non dissimile da Aronofsky, riprende spesso Favino di spalle, quasi braccandolo, come a far percepire allo spettatore il medesimo senso di oppressione che grava sul protagonista per tutta la durata del film.<br />
Capita che il capolavoro di Aronofsky torni alla mente più di una volta in realtà, forse perché negli occhi spaventati di Mimmo di fronte ad un mondo che non capisce appieno e che sa benissimo di non poter cambiare, c&#8217;è lo stesso senso di rassegnata inadeguatezza che animava il vecchio <em>wrestler</em> Randy &#8220;The Ram&#8221;.<br />
E&#8217; davvero notevole il tentativo di Favino, attore ormai dotato di una riconoscibilità immediata, di nascondersi all&#8217;interno del personaggio, operando sui diversi piani della performance in maniera antitetica: se a livello fisico infatti l&#8217;attore lavora per accumulo (i chili in più, la folta barba) fino quasi ad azzerare in chi assiste la memoria dei suoi ruoli più noti, sul versante della recitazione è invece la sottrazione a fare da padrona e tutto, sia in termini gestuali che dialettici, è ridotto ai minimi termini.</p>
<p>Detto ciò è giusto anche notare come <strong><em>Senza nessuna pietà</em></strong> &#8211; presentato una manciata di giorni fa alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti &#8211; non sia esente da difetti che, per lo più, risiedono in una sceneggiatura che non osa mai mettere in discussione la rigidità di uno schema ormai piuttosto abusato (sostanzialmente la parabola cristologica applicata al noir) che viene seguito in maniera pedissequa dall&#8217;inizio alla fine.<br />
Non c&#8217;è un solo snodo narrativo nel film in cui le cose vadano diversamente rispetto a come, sin dall&#8217;inizio, si capisce che andranno.<br />
E ciò spiace, in primis perché il noir in Italia è bazzicato poco e, quando lo si fa, i risultati sono in genere tutt&#8217;altro che degni di nota, ma soprattutto spiace perché è evidente che dietro a questo piccolo film ci siano passione, impegno e la precisa volontà di proporre un&#8217;idea di cinema poco accomodante che riesca a fare del &#8220;genere&#8221; senza strizzare troppo l&#8217;occhio alle serie TV di casa nostra.<br />
Merito anche di un cast che, oltre al già citato Favino, vanta nomi di assoluto livello, a partire da un ambiguo e viscido Claudio Gioè fino ad Adriano Giannini, quest&#8217;ultimo davvero coraggioso nella scelta di interpretare un personaggio così sgradevole.<br />
Se questo stesso coraggio avesse portato a trasgredire un po&#8217; di più in termini di scrittura, ora staremmo salutando un&#8217;opera prima di assoluto livello.<br />
Il risultato finale invece assomiglia di più a un compito in classe.<br />
Privo di errori formali, è vero.<br />
Ma pur sempre un compito.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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