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	<title>Movielicious &#187; Paolo Virzì</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Ella &amp; John &#8211; The Leisure Seeker</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 07:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda<br />
</strong>(The Leisure Seeker, USA 2017)<br />
Uscita: 18 gennaio 2018<br />
Regia: Paolo Virzì<br />
Con: Helen Mirren, Donald Sutherland, Christian McKay, Janel Moloney<br />
Durata: 1 ora e 52 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/the-leisure-seeker.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57123" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/the-leisure-seeker.jpg" alt="the-leisure-seeker" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Considerando le prime indiscrezioni sull&#8217;imminente <em>Notti magiche</em> e a giudicare dall&#8217;accoglienza tutto sommato tiepida riservata alla sua ultima fatica tanto al suo debutto veneziano quanto alle sue timide prime tappe promozionali oltreoceano, non desta sorpresa il desiderio di <strong>Paolo Virzì</strong> di ritornare a coordinate più familiari e di rinunciare nuovamente a inseguire l&#8217;America dopo la batosta giovanile di <em>My Name Is Tanino</em> e dopo opere di maggiore respiro internazionale come <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/07/il-capitale-umano/" target="_blank"><em>Il capitale umano</em> </a>e <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/05/18/la-pazza-gioia-recensione/" target="_blank">La pazza gioia</a></em>.<br />
Non è un caso se ad affollare sin dagli esordi la sua filmografia sono quasi esclusivamente uomini e donne provenienti da un&#8217;estrazione sociale e geografica provinciale, dalla casalinga di Piombino de <em>La bella vita</em> al liceale dei quartieri proletari di <em>Ovosodo</em>, dalla famigliola viterbese di <em>Caterina va in città</em> alla studentessa palermitana di <em>Tutta la vita davanti</em>, tutti alle prese con una realtà più grande di loro &#8211; sia essa la metropoli, l&#8217;età adulta, la sfera borghese o, più semplicemente, la vita di tutti i giorni &#8211; che finirà per sedurli per poi emarginarli o farli ritornare sui propri passi.</p>
<p>È per certi versi quanto accaduto al Virzì di questo quinquennio, un autore che ha cercato di scrollarsi di dosso quella forte connotazione a livello locale che ne aveva decretato la fortuna e che lo aveva distinto dagli sciami di un cinema medio di casa nostra che è oggi in via di estinzione. Un&#8217;evoluzione che indubbiamente ha pagato in termini di risonanza (anche estera) e che gli ha offerto la possibilità di smarcarsi da quel ruolo di erede definitivo, complice anche l&#8217;apprendistato sotto l&#8217;egida di Furio Scarpelli, della commedia all&#8217;italiana che fu, ma che, a fronte di una conquistata maturità e di una maggiore consapevolezza del mezzo, ci ha riproposto un cineasta sempre meno caratteristico e sempre più generico, sicuramente meno circoscritto a un immaginario specifico ma anche, spiace ammetterlo, quasi nullificato dal contributo dei collaboratori di turno, nella fattispecie quello <strong>Stephen Amidon</strong> che fornì la base letteraria de <em>Il capitale umano</em> e quella <strong>Francesca Archibugi</strong> che, a posteriori, viene spontaneo riconoscere come la vera responsabile de <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/05/18/la-pazza-gioia-recensione/" target="_blank">La pazza gioia</a></em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/the_leisure_seeker_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57124" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/the_leisure_seeker_2.jpg" alt="the_leisure_seeker_2" width="1003" height="419" /></a></p>
<p>L&#8217;impressione si ha anche questa volta, con lo scrittore statunitense e la regista capitolina chiamati in tandem a partecipare all&#8217;adattamento di <em>In viaggio contromano</em>, breve romanzo di <strong>Michael Zadoorian</strong>, occasione che ha consentito a Virzì di accrescere le suggestioni rocambolesche del film precedente applicandole a quelli che sono i suoi scenari per eccellenza, ovvero le sterminate strade statali del Nuovo Continente.<br />
Il risultato è <em><strong>Ella &amp; John</strong></em>, il resoconto dell’ultimo viaggio in camper di una coppia di anziani coniugi minati rispettivamente da morbo di Alzheimer e da un cancro allo stadio terminale, una trasposizione che stempera i toni spesso duri, poco indulgenti e a tratti anche inconcludenti della pagina scritta nella dimensione mite, malinconica e agrodolce di cui Virzì è stato efficacissimo narratore, con un significativo cambio di rotta rispetto alla sorgente: non più un “pellegrinaggio” destinazione Disneyland sulla Route 66 e attraverso i monumenti del kitsch più squallido ma un percorso verso la Florida e la casa-museo di Ernest Hemingway lungo i luoghi della Storia americana più o meno recente, inclusa un&#8217;inevitabile divagazione nel contemporaneo, come testimonia la sequenza, inserita ex novo, che vede marito e moglie aggirarsi fra le vocianti legioni di sostenitori di Trump.</p>
<p>Un passaggio che, da solo, riassume l&#8217;attitudine piuttosto approssimativa con cui Virzì affronta la sua personale avventura a stelle e strisce, quasi a volersi levare a quindici anni di distanza, quello sfizio che la trasferta fallita di <em>My Name Is Tanino</em>, per via del crac Cecchi Gori, non era riuscita a essere: manca, in buona sostanza, quel discorso sul territorio e sulla società in grado di ritrarre le tappe dell&#8217;itinerario come qualcosa di più di una semplice antologia di cartoline, quell&#8217;interazione osmotica tra personaggi e ambiente che è componente essenziale di qualsiasi roadmovie e che qui emerge solo da sporadici richiami all&#8217;attualità e da qualche cenno citazionistico buttato lì, dovuto alla scelta, discutibile e un po&#8217; vanitosa, di traslare i protagonisti del libro da quel ceto operaio che, soprattutto oggi, rappresenta il volto più attendibile degli USA, a quella middle-class colta e intellettuale quanto mai lontana da quell&#8217;ottica popolare e di quello sguardo &#8220;dal basso&#8221; a cui Virzì, bravissimo a trovare quella &#8220;verità nascosta nelle canzonette&#8221; di cui parlava Truffaut, sapeva conferire statura nobile.</p>
<p>Si avverte la voglia di avvicinare un linguaggio da sempre sghembo e impreciso all&#8217;ortodossia del cinema &#8220;regolare&#8221; hollywoodiano, cosa che peraltro a Virzì, grazie alla penna disinvolta di Amidon e a una cura formale sensibilmente maggiore garantita innanzitutto dalla sua prima collaborazione con <strong>Luca Bigazzi</strong>, riesce anche discretamente, ma che cosa resta, al cospetto di tanto svogliato, convenzionale mestiere, della peculiarità di un regista pronto anche a sbandare (come nel caso del pasticcio di <em>N &#8211; Io e Napoleone</em>) pur di rimanere fedele alla sua personalità?<br />
Di certo la capacità di trarre il meglio dal proprio cast, per una volta privo del consueto parco di caratteristi e limitato a un duo di interpreti superiore a ogni elogio, un’impetuosa e ciarliera <strong>Helen Mirren</strong>, abilissima a nascondere la propria britannicità con un plausibile accento sudista e, ancor più, un commovente e amabile <strong>Donald Sutherland</strong>, straordinario a lavorare di sottrazione, un&#8217;accoppiata molto bene assortita cui lo script impone qualche cliché di troppo (la scena della rapina e la confessione dell&#8217;adulterio, per menzionarne un paio) e qualche digressione comica malriuscita (la visita al vecchio fidanzato di lei e l&#8217;abbandono alla stazione di servizio, due episodi non presenti nel libro), ma che sa rendere autentico e credibile &#8211; specie quando entra in gioco il tema ricorrente delle diapositive e in un quarto d&#8217;ora finale che non si scorda &#8211; quel legame viscerale che è poi ciò che fa davvero la differenza in un film industriale tanto gradevole quanto effimero, professionale e corretto, sì, ma anche eccessivamente schematico e stereotipato.</p>
<p>Una bella soddisfazione, insomma, per un toscano di periferia la cui principale preoccupazione era, citando il titolo di lavorazione de <em>La bella vita</em>, &#8220;dimenticare Piombino&#8221; e lasciarsi alle spalle quella amata/odiata Livorno che funge comunque da epicentro ai due massimi capolavori della sua carriera (ossia <em>Ovosodo</em> e <em>La prima cosa bella</em>), ma anche il chiaro punto di arrivo di una fase esplorativa fruttuosa ma interlocutoria che, si spera, ci restituirà, con un po&#8217; di esperienza in più, la spigliatezza e la genuinità del Virzì di un tempo.</p>
<p>Voto <strong>6</strong></p>
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		<title>Ella &amp; John: Helen Mirren e Donald Sutherland nel primo trailer del film di Paolo Virzì</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/10/02/ella-john-helen-mirren-e-donald-sutherland-nel-primo-trailer-del-film-di-paolo-virzi/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 08:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Sutherland]]></category>
		<category><![CDATA[Ella & John]]></category>
		<category><![CDATA[Helen Mirren]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Virzì]]></category>

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		<description><![CDATA[Un primo assaggio del road movie che segna il debutto del regista livornese in lingua inglese. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/EllaEJohn.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56656" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/EllaEJohn.jpg" alt="EllaEJohn" width="640" height="426" /></a></div>
<div></div>
<div>Dopo essere stato presentato alla 74. Mostra Internazionale D&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, arriverà nei cinema italiani a gennaio il film <em><strong>Ella &amp; John &#8211; The Leisure Seeker</strong></em>, liberamente tratto dal libro omonimo di Michael Zadoorian, diretto da<strong> Paolo Virzì</strong> e interpretato da <strong>Helen Mirren</strong> e <strong>Donald Sutherland</strong>, di cui è stato diffuso il trailer.</div>
<div></div>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/VGGKsVFslJ8" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<div></div>
<div><em><b>Ella &amp; John</b></em> racconta la storia di Ella e John Spencer, un&#8217;anziana coppia americana che negli anni Settanta era solita andare in vacanza con un vecchio camper a cui avevano dato il soprannome di The Leisure Seeker. Una mattina d&#8217;estate, per sfuggire ad un destino di cure mediche che li separerebbe per sempre, la coppia sorprende i figli ormai adulti e invadenti e sale a bordo di quel veicolo anacronistico per scaraventarsi avventurosamente giù per la Old Route 1, destinazione Key West. John è svanito e smemorato ma forte, Ella è acciaccata e fragile ma lucidissima, insieme sembrano comporre a malapena una persona sola e quel loro viaggio in un&#8217;America che non riconoscono più &#8211; tra momenti esilaranti e altri di autentico terrore &#8211; è l&#8217;occasione per ripercorrere una storia d&#8217;amore coniugale nutrita da passione e devozione, ma anche da ossessioni segrete che riemergono brutalmente.</div>
<div></div>
<div><em><strong>Ella &amp; John</strong></em> arriverà nelle sale italiane il <b>25 gennaio 2018</b>.</div>
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		<title>Venezia74 &#8211; Giorno 5</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Sep 2017 13:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Barone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[74° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Ella & John (The Leisure Seeker)]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Libris]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Virzì]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia74]]></category>
		<category><![CDATA[Victoria e Abdul]]></category>

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		<description><![CDATA[Helen Mirren e Donald Sutherland per Virzì, Helen Mirren regina per Stephen Frears e il doc di Frederick]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/ella__john_virzì_a_venezia.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56600" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/ella__john_virzì_a_venezia-1024x424.jpg" alt="ella_&amp;_john_virzì_a_venezia" width="1024" height="424" /></a></p>
<p>Se gli otto anni trascorsi da Samuel Maoz lontano dal Lido prima della rentrée di <em>Foxtrot</em> hanno garantito a quest&#8217;ultimo una visibilità forse eccessiva rispetto agli effettivi meriti del film, il ritorno di <strong>Paolo Virzì</strong> a Venezia esattamente due decenni dopo l&#8217;exploit di <em>Ovosodo</em> dà l&#8217;idea di un autentico, mastodontico evento giubilare, di un comitato di benvenuto delle grandi occasioni pronto ad accogliere nuovamente fra le sue braccia uno degli autori contemporanei nostrani più apprezzati dal pubblico medio.</p>
<p>L&#8217;occasione, ghiottissima, è quella del temerario lancio internazionale, a quindici anni dal disastro di <em>My Name Is Tanino</em> e a seguito di due opere più importanti che effettivamente riuscite come <em>Il capitale umano</em> e <em>La pazza gioia</em>, tappe che hanno segnato un punto di decisa rottura rispetto a quella poetica della provincia che aveva accompagnato il resto della filmografia precedente.</p>
<p>Adattando l&#8217;omonimo romanzo di <strong>Michael Zadoorian</strong>, con <em><strong>The Leisure Seeker</strong></em> l&#8217;autore de <em>La prima cosa bella</em> si toglie lo sfizio di affrontare, finalmente in modo pienamente ortodosso, il genere codificato del classico road-movie d&#8217;Oltreoceano, narrando l&#8217;ultimo viaggio in camper di una coppia di anziani coniugi minati rispettivamente da morbo di Alzheimer e da un cancro allo stadio terminale: la pagina scritta, spesso dura, poco indulgente e a tratti anche inconcludente, prende la forma di un adattamento mite, pacato e agrodolce, considerevolmente alleggerito e sofisticato (dal &#8220;pellegrinaggio&#8221; destinazione Disneyland attraverso i monumenti del kitsch del romanzo si passa al viaggio verso la Florida e la casa-museo di Hemingway lungo i luoghi della Storia americana più o meno recente), nonché, inevitabilmente, aggiornato ai tempi, come testimonia la scena, inserita ex novo, che vede i protagonisti aggirarsi fra le variopinte legioni di sostenitori di Trump.</p>
<p>E cavalcando l&#8217;onda del sentimento con la consueta leggerezza e senza affondare nella retorica, Virzì fa centro una volta per tutte e conferisce alla nuova stagione della sua produzione la compiutezza e la personalità delle sue trascorse glorie di casa nostra, grazie a una scrittura ricca e disinvolta (merito anche del coinvolgimento di <strong>Stephen Amidon</strong>, autore de <em>Il capitale umano</em>), a una cura formale sensibilmente maggiore &#8211; garantita innanzitutto dalla fotografia di <strong>Luca Bigazzi</strong>, alla sua seconda avventura USA dopo <em>This Must Be the Place</em> e alla sua prima collaborazione con Virzì &#8211; e soprattutto a una coppia di interpreti superiore a ogni elogio, con un&#8217;impetuosa e ciarliera <strong>Helen Mirren</strong>, abilissima a nascondere alla perfezione la propria britannicità con un magnifico accento bostoniano e, ancor più, con un sommesso, commovente e amabile <strong>Donald Sutherland</strong>, candidato più fattibile alla Coppa Volpi maschile finalmente alle prese con un ruolo che vale una carriera.</p>
<p>Certo, le concessioni alla tradizione pura a volte sfociano nel cliché (la sequenza della rapina e quella dell&#8217;adulterio confessato su tutte) e il tono, in vista dell&#8217;annunciato dramma finale, si fa spesso compiacente e fin troppo lieve, ma sono peccati veniali e comunque coerenti con l&#8217;identità di un film che, nei limiti della sua identità nazionalpopolare, può dirsi assolutamente riuscito.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/Victoria-e-Abdul.png"><img class="alignnone size-full wp-image-56601" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/Victoria-e-Abdul.png" alt="Victoria e Abdul" width="638" height="264" /></a></p>
<p>E senza allontanarsi troppo dal bacino di utenza previsto, si arriva successivamente al caro, vecchio &#8220;cinema della nonna&#8221; di <strong>Stephen Frears</strong>, che con <em><strong>Victoria and Abdul</strong></em> firma ciò che è di fatto il sequel, a vent&#8217;anni di distanza, de <em>La mia regina</em> di John Madden, resoconto del rapporto confidenziale instauratosi fra la seconda monarca più longeva d&#8217;Inghilterra e il suo scudiero scozzese John Brown: la storia fa un salto di pochi anni, toccando la fase terminale del regno della <em>grandmother of Europe</em> e raccontando, con non pochi infiorettamenti, la sua amicizia con un giovane attendente musulmano arrivato dall&#8217;India.<br />
L&#8217;esito è esattamente ciò che ci si aspetta, un evidente passo indietro rispetto alla forma smagliante degli affini <em>The Queen</em> e <em>Philomena</em>, una graziosa, confortante e inoffensiva storiella da sala da tè che azzera programmaticamente ogni pretesa storiografica e adotta un approccio romanzato a regola d&#8217;arte per il pubblico meno esigente.<br />
Ciò non significa, tuttavia, che il film sia da buttare, anzi: dopo il mezzo passo falso di <em>Florence</em>, Frears ritrova la cifra del cinema che meglio gli riesce, affidandosi a un soggetto di facile presa e alle regole ferree del biopic, al solito sceneggiatore di lusso responsabile di uno script scoppiettante (dopo gli inestimabili Peter Morgan e Steve Coogan è il turno del commediografo <strong>Lee Hall</strong>) e a un cast da urlo che, oltre ad accogliere caratteristi di peso come il comico <strong>Eddie Izzard</strong> nei panni del futuro re Edoardo VII, <strong>Michael Gambon</strong> in quelli del primo ministro Gascoygne-Cecil e il defunto <strong>Tim Pigott-Smith</strong> in quelli del segretario privato Ponsonby, vede tornare un&#8217;impagabile, incantevole <strong>Judi Dench</strong> nei panni della regina Vittoria.<br />
E nel suo equilibrio ben congegnato di gag e dialoghi esilaranti e di squarci di commozione, la prevedibilità d&#8217;insieme, l&#8217;adesione totale al canone e la superficialità del metodo non scalfiscono la validità di quello che intendeva essere solo ed esclusivamente puro, elegante intrattenimento.<br />
La sezione Orizzonti, invece, aggiusta notevolmente il tiro e presenta uno dei concorrenti più memorabili dell&#8217;interno programma, Los versos del olvido, ambizioso progetto che segna il debutto sulla lunga distanza del giovane cineasta iraniano <strong>Alireza Khatami</strong>, che sbarca in Sudamerica connettendo al contesto della dittatura cilena e della tragedia dei desaparecidos memorie e suggestioni legate al caso delle migliaia di &#8220;senza traccia&#8221; vittime del regime di Teheran: è la combinazione felicissima e già matura di uno stile immaginifico e singolare che non si lascia mai subissare dal simbolismo e di una scrittura capace di rivedere da un punto di vista originale &#8211; nonché, curiosamente, esterno &#8211; una delle più devastanti sciagure umane del secondo Novecento, un&#8217;allegoria chiara e struggente che non teme di assumere i connotati di una grottesca, opprimente ballata macabra impregnata di compassione e di morte.<br />
Un esordiente assoluto come se ne contano sulle dita di due mani, insomma, da seguire con attenzione confidando nel criterio della Giuria di Orizzonti.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/Ex-Libris.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56606" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/Ex-Libris.jpg" alt="Ex Libris" width="835" height="437" /></a><br />
Il Concorso, invece, arriva al suo giro di boa e va finalmente in gloria con il mastodontico <em><strong>EX LIBRIS</strong></em>, nuova incursione nei meandri delle istituzioni pubbliche con cui <strong>Frederick Wiseman</strong>, l&#8217;inventore del documentario moderno, completa la sua ultima trilogia dedicata alle massime cattedrali della cultura occidentale anglo-americana aperta da <em>At Berkeley</em>, dedicato all&#8217;omonima università californiana, e proseguita con l&#8217;approdo in terra di Albione di <em>National Gallery</em>: centro dell&#8217;azione, questa volta, è la New York Public Library, terza maggiore biblioteca degli Stati Uniti, sviscerata e frazionata nelle varie sezioni che la compongono, dalla sede centrale alle succursali, dalle riunioni private degli organi collegiali agli eventi di ampio richiamo popolare (le working class di <strong>Elvis Costello</strong> e di <strong>Patti Smith</strong>), dalle occasioni didattiche dedicate ai bambini agli incontri ricreativi riservati agli anziani.</p>
<p>Il linguaggio di Wiseman è, come avevamo già detto riferendoci al capolavoro <em>In Jackson Heights</em>, sempre quello del &#8220;saggio entomologico monstre&#8221;, ravvicinatissimo ma distaccato, partecipe ma fattuale, segnato da una precisione maniacale che riesce nei suoi 200 minuti di durata a disporre i tasselli più disparati in un ordine da maestosa sinfonia del dettaglio, a cui forse la dimensione totalmente &#8220;chiusa&#8221; impedisce di pervenire a quel singolo episodio-acme in grado di far deflagrare il carattere epico del reportage (il talent show manicomiale di <em>Titicut Follies</em>, le manifestazioni studentesche di <em>At Berkeley</em>, il monaco che insegue per un tempo infinito la mosca in <em>Essene</em>), ma che, oltre a tantissimi momenti indimenticabili come le lezioni di Braille, la registrazione dell&#8217;audiolibro, la presentazione dello sterminato archivio fotografico, la veloce tappa all&#8217;interno dei meccanismi di smistamento, la torrenziale esibizione del giovane poeta-slam, conclude significativamente il tutto con un discorso sul metodo che sa quasi di riassunto testamentario e di definitiva dichiarazione di poetica.<br />
Cinema vivissimo, pulsante e, come al solito, assolutamente prezioso, che dimostra quanto il prolifico cineasta di Boston sappia raccontare il passato, il presente e, pur sulla soglia dei novant&#8217;anni, il futuro della sua Nazione meglio di qualunque suo compatriota.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Virzì: il 25 luglio primo ciak del nuovo film negli USA</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/07/04/virzi-il-18-luglio-primo-ciak-del-nuovo-film-negli-usa/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2016 06:13:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via alle riprese di The leisure seeker, con Helen Mirren e Donald Sutherland.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/helen-mirren-donald-sutherland.jpg"><img class="alignnone wp-image-53453" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/helen-mirren-donald-sutherland.jpg" alt="helen-mirren-donald-sutherland" width="650" height="366" /></a></p>
<p>Con l&#8217;eco del successo de <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/05/18/la-pazza-gioia-recensione/" target="_blank">La pazza gioia</a> </strong>ancora</em> nelle orecchie, <strong>Paolo Virzì</strong> preferisce non riposarsi sugli allori, anzi. Il 25 luglio darà il via alla sua prossima sfida: <em><strong>The leisure seeker</strong></em>, il primo lungometraggio che girerà in inglese, negli Stati Uniti, con <strong>Donald Sutherland</strong> ed <strong>Helen Mirren</strong> protagonisti. Il primo ciak è previsto in Georgia. La sceneggiatura del film è firmata dal regista, ancora una volta insieme a <strong>Francesca Archibugi</strong>, e da Francesco Piccolo, e Stephen Amidon.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/the-leisure-seeker.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53454" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/the-leisure-seeker.jpg" alt="the-leisure-seeker" width="655" height="405" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Sapevo di poter realizzare il film solo con due grandi star in questi ruoli &#8211; </em>ha dichiarato Virzì.<em> Avevo fatto come nomi &#8216;da sogno&#8217;, che credevo impossibili, Helen Mirren e Donald Sutherland. Così gli mandato il copione e loro non solo mi hanno detto sì, ma hanno chiesto anche di iniziare subito</em>&#8221;.</p>
<p>Tratto dal romanzo di <strong>Michael Zadoorian<em> In viaggio contromano &#8211; The Leisure Seeker</em></strong>, edito in Italia da Marcos&amp;Marcos, racconta di una coppia di ottantenni , Ella e John che, fregandosene dei divieti e delle ansie dei figli, dei medici e paramedici rompiscatole che ti ammorbano a suon di esami prescrizioni precauzioni, decidono di prendere e partire. Ella ha più problemi sanitari di un paese del Terzo mondo, John non ricorda come si chiama sua moglie, ma insieme &#8220;formano una persona intera&#8221;. Di cose grandiose, se ne possono fare anche all&#8217;ultimo round. Anche dopo una vita che non ha nulla di straordinario. E allora? Si parte e stop. In barba a ogni cautela, ogni pallosa ragionevolezza, a ottant&#8217;anni suonati Ella e John balzano sul loro camper &#8211; un vecchio Leisure Seeker &#8211; e attraversano l&#8217;America da Est a Ovest. Partendo da Detroit, puntano dritti a Disneyland, lungo la mitica Route 66. Un vero e proprio viaggio contromano a base di cocktail vietati, hippies irriducibili, diapositive all&#8217;alba, malviventi messi in fuga. Un inno alla Strada, un caleidoscopio di paesaggi strepitosi e cittadine fantasma, ansie, sogni,paure. Perché la vita è profondamente nostra, teneramente, drammaticamenteìgrande, fino all&#8217;ultimo chilometro.</p>
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		<title>Nastri d&#8217;argento 2016: Virzì e Mainetti fanno incetta di candidature</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 06:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Elio Germano]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Mainetti]]></category>
		<category><![CDATA[La pazza gioia]]></category>
		<category><![CDATA[Lo chiamavano Jeeg Robot]]></category>
		<category><![CDATA[Nastri d'argento]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Virzì]]></category>
		<category><![CDATA[Pierftancesco Favino]]></category>
		<category><![CDATA[Valeria Bruni Tedeschi]]></category>

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		<description><![CDATA[10 nomination per La pazza gioia e 9 per Lo chiamavano Jeeg Robot. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="attribute-long">
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/nastri-dargento-1000x600.jpg"><img class="alignnone wp-image-53168" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/nastri-dargento-1000x600.jpg" alt="nastri-dargento-1000x600" width="650" height="390" /></a></p>
<p><i><b><a href="http://www.movielicious.it/2016/05/18/la-pazza-gioia-recensione/" target="_blank">La pazza gioia</a></b></i> di <strong>Paolo Virzì</strong> con 10 candidature e<a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><i><b> Lo chiamavano Jeeg Robot</b></i></a> di <strong>Gabriele Mainetti</strong> con nove, sono in testa come numero di nomination alla <strong>70ª edizione dei Nastri d&#8217;Argento</strong>. Dietro di loro, <i><b><a href="http://www.movielicious.it/2015/10/14/suburra/" target="_blank">Suburra</a></b></i> di Stefano Sollima (sette nomination), <a href="http://www.movielicious.it/2015/09/13/venezia-72-giorno-10/" target="_blank"><i><b>Per amor vostro</b></i></a> di Giuseppe Gaudino (sei) e a quota cinque <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/23/alaska-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank"><i><b>Alaska</b></i></a> di Claudio Cupellini e <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/11/perfetti-sconosciuti/" target="_blank"><i><b>Perfetti sconosciuti</b></i></a> di Paolo Genovese.</p>
<p>I premi saranno assegnati tra i candidati dei 35 film presenti nelle cinquine finaliste, sui 119 usciti nel periodo che va dal 1° giugno 2015 al 22 maggio 2016. A decretare i vincitori, il voto dei giornalisti cinematografici iscritti al <strong>SNGCI</strong> che organizzano, come sempre, anche questa 70° edizione del premio. La serata di premiazione è prevista il <strong>2 luglio</strong> a<strong> Taormina</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco tutte le candidature:</p>
</div>
<p><strong>Cinema del Reale:</strong><br />
I Bambini Sanno<br />
I Sogni del Lago Salato<br />
Louisiana. The Other Side<br />
NapolIslam<br />
Registro di Classe, Libro Primo 1900-1960</p>
<p><strong>Migliore Attore:</strong><br />
Elio Germano (in Alaska)<br />
Riccardo Scamarcio (in La Prima Luce)<br />
Claudio Santamaria (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Riccardo Scamarcio (in Pericle il Nero)<br />
Pierfrancesco Favino (in Suburra)<br />
Stefano Accorsi (in Veloce come il Vento)</p>
<p><strong>Migliore Attore Non Protagonista:</strong><br />
Fabrizio Bentivoglio (in Dobbiamo Parlare)<br />
Fabrizio Bentivoglio (in Forever Young)<br />
Fabrizio Bentivoglio (in Gli Ultimi saranno Ultimi)<br />
Luca Marinelli (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Peppino Di Capri (in Natale col Boss)<br />
Adriano Giannini (in Per Amor Vostro)<br />
Massimiliano Gallo (in Per Amor Vostro)<br />
Claudio Amendola (in Suburra)</p>
<p><strong>Migliore Attrice:</strong><br />
Paola Cortellesi (in Gli Ultimi saranno Ultimi)<br />
Sabrina Ferilli (in Io e Lei)<br />
Monica Guerritore (in La Bella Gente)<br />
Micaela Ramazzotti (in La Pazza Gioia)<br />
Valeria Bruni Tedeschi (in La Pazza Gioia)<br />
Valeria Golino (in Per Amor Vostro)</p>
<p><strong>Migliore Attrice Non Protagonista:</strong><br />
Valentina Carnelutti (in Arianna)<br />
Piera Degli Esposti (in Assolo)<br />
Milena Vukotic (in La Macchinazione)<br />
Valentina Carnelutti (in La Pazza Gioia)<br />
Sonia Bergamasco (in Quo Vado?)<br />
Greta Scarano (in Suburra)</p>
<p><strong>Migliore Canzone Originale:</strong><br />
Niccolò Contessa (in La Felicità è un Sistema Complesso)<br />
Riccardo Sinigallia (in Non Essere Cattivo)<br />
Fiorella Mannoia (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Cesare Chiodo (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Bungaro (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Luca Medici &#8220;Checco Zalone&#8221; (in Quo Vado?)<br />
Alessandro Siani (in Troppo Napoletano)</p>
<p><strong>Miglior Colonna Sonora:</strong><br />
Pasquale Catalano (I) (in Alaska)<br />
Carlo Virzì (in La Pazza Gioia)<br />
Michele Braga (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Gabriele Mainetti (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Epsilon Indi (in Per Amor Vostro)<br />
Carlo Crivelli (in Sangue del Mio Sangue)</p>
<p><strong>Miglior Commedia:</strong><br />
Dobbiamo Parlare<br />
Io e Lei<br />
Natale col Boss<br />
Perfetti Sconosciuti<br />
Quo Vado?</p>
<p><strong>Miglior Cortometraggio:</strong><br />
Bellissima<br />
Quasi Eroi<br />
Varicella</p>
<p><strong>Miglior Cortometraggio d&#8217;Animazione:</strong><br />
Bagni<br />
Lungomare<br />
Mechanick<br />
Panorama<br />
Soil Is Alive</p>
<p><strong>Miglior Docufilm:</strong><br />
Bella e Perduta<br />
Italian Gangster<br />
La Nostra Quarantena<br />
Mia Madre fa l&#8217;Attrice<br />
SEXXX</p>
<p><strong>Miglior Documentario Cinema, Spettacoli, Cultura:</strong><br />
A Proposito di Franco<br />
Alfredo Bini, Ospite Inatteso<br />
La Passione e l&#8217;Utopia. Viaggio nel Cinema dei Fratelli Taviani<br />
Lina Wertmuller &#8211; Dietro gli Occhiali Bianchi<br />
S is for Stanley</p>
<p><strong>Miglior Fotografia:</strong><br />
Fabio Zamarion (in Assolo)<br />
Fabio Zamarion (in La Corrispondenza)<br />
Fabio Zamarion (in La Macchinazione)<br />
Maurizio Calvesi (in Le Confessioni)<br />
Michele D&#8217;Attanasio (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Maurizio Calvesi (in Non Essere Cattivo)<br />
Matteo Cocco (in Per Amor Vostro)<br />
Matteo Cocco (in Pericle il Nero)<br />
Daniele Ciprì (in Sangue del Mio Sangue)<br />
Michele D&#8217;Attanasio (in Veloce come il Vento)</p>
<p><strong>Miglior Montaggio:</strong><br />
Cecilia Zanuso (in La Pazza Gioia)<br />
Giogio&#8217; Franchini (in Per Amor Vostro)<br />
Consuelo Catucci (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Patrizio Marone (in Suburra)<br />
Gianni Vezzosi (in Veloce come il Vento)</p>
<p><strong>Miglior Produttore:</strong><br />
Fabrizio Donvito (in Alaska)<br />
Benedetto Habib (in Alaska)<br />
Marco Cohen (in Alaska)<br />
Pietro Valsecchi (in Chiamatemi Francesco &#8211; Il Papa della gente)<br />
Francesca Cima (in Io e Lei)<br />
Nicola Giuliano (in Io e Lei)<br />
Francesca Cima (in Io e Lei)<br />
Andrea Occhipinti (in Io e Lei)<br />
Carlotta Calori (in Io e Lei)<br />
Marco Belardi (in La Pazza Gioia)<br />
Gabriele Mainetti (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Pietro Valsecchi (in Non Essere Cattivo)<br />
Marco Belardi (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Pietro Valsecchi (in Quo Vado?)<br />
Nicola Giuliano (in Un Bacio)<br />
Carlotta Calori (in Un Bacio)<br />
Guido Lombardo (in Un Bacio)<br />
Marco Cohen (in Un Posto Sicuro)<br />
Fabrizio Donvito (in Un Posto Sicuro)<br />
Benedetto Habib (in Un Posto Sicuro)</p>
<p><strong>Migliore Regista Esordiente:</strong><br />
Ferdinando Cito Filomarino (in Antonia)<br />
Carlo Lavagna (in Arianna)<br />
Giulio Ricciarelli (in Il Labirinto del Silenzio)<br />
Piero Messina (in L&#8217;Attesa)<br />
Gabriele Mainetti (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)</p>
<p><strong>Migliore Sceneggiatura:</strong><br />
Carla Cavalluzzi (in Dobbiamo Parlare)<br />
Diego De Silva (in Dobbiamo Parlare)<br />
Sergio Rubini (in Dobbiamo Parlare)<br />
Paolo Virzì (in La Pazza Gioia)<br />
Francesca Archibugi (in La Pazza Gioia)<br />
Nicola Guaglianone (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Roberto Marchionni &#8220;Menotti&#8221; (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Paolo Costella (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Filippo Bologna (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Paola Mammini (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Rolando Ravello (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Paolo Genovese (in Perfetti Sconosciuti)<br />
Stefano Mordini (in Pericle il Nero)<br />
Valia Santella (in Pericle il Nero)<br />
Francesca Marciano (in Pericle il Nero)</p>
<p><strong>Migliore Scenografia:</strong><br />
Paki Meduri (in Alaska)<br />
Marco Dentici (in L&#8217;Attesa)<br />
Maurizio Sabatini (in La Corrispondenza)<br />
Tonino Zera (in La Pazza Gioia)<br />
Massimiliano Sturiale (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Paki Meduri (in Suburra)</p>
<p><strong>Miglior Soggetto:</strong><br />
Ezio Abbate (in Banat &#8211; Il Viaggio)<br />
Adriano Valerio (in Banat &#8211; Il Viaggio)<br />
Maria Sole Tognazzi (in Io e Lei)<br />
Ivan Cotroneo (in Io e Lei)<br />
Francesca Marciano (in Io e Lei)<br />
Alberto Caviglia (in Pecore in Erba)<br />
Francesco Calogero (in Seconda Primavera)<br />
Marco D’Amore (in Un Posto Sicuro)<br />
Francesco Ghiaccio (in Un Posto Sicuro)</p>
<p><strong>Miglior Sonoro in Presa Diretta:</strong><br />
Carlo Missidenti (in In Fondo al Bosco)<br />
Alessandro Rolla (in L&#8217;Attesa)<br />
Alessandro Bianchi (in La Pazza Gioia)<br />
Fulgenzio Ceccon (in Le Confessioni)<br />
Angelo Bonanni (in Non Essere Cattivo)</p>
<p><strong>Migliori Costumi:</strong><br />
Katia Dottori (in La Pazza Gioia)<br />
Mary Montalto (in Lo Chiamavano Jeeg Robot)<br />
Alessandra Cardini (in Milionari)<br />
Daria Calvelli (in Sangue del Mio Sangue)<br />
Veronica Fragola (in Suburra)</p>
<p><strong>Regista del Migliore Film:</strong><br />
Claudio Cupellini (in Alaska)<br />
Paolo Virzì (in La Pazza Gioia)<br />
Roberto Andò (in Le Confessioni)<br />
Giuseppe M. Gaudino (in Per Amor Vostro)<br />
Stefano Sollima (in Suburra)</p>
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