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	<title>Movielicious &#187; Raoul Bova</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La scelta</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2015 07:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ambra Angiolini]]></category>
		<category><![CDATA[La scelta]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Placido]]></category>
		<category><![CDATA[Raoul Bova]]></category>

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		<description><![CDATA[Ambra Angiolini e Raoul Bova alla corte di Placido, che dirige un film assolutamente da dimenticare.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2015)<br />
Uscita: 2 aprile 2015<br />
Regia: Michele Placido<br />
Con: Raoul Bova, Ambra Angiolini, Valeria Solarino<br />
Durata: 1 ora e 27 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/la_scelta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41988" title="la_scelta" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/la_scelta.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><strong>Michele Placido</strong> è davvero un mistero.<br />
Abilissimo ogni qualvolta è alle prese con il genere (<em>Romanzo criminale</em>, <a href="http://www.movielicious.it/2011/01/21/vallanzasca-gli-angeli-del-male/" target="_blank"><em>Vallanzasca &#8211; Gli angeli del male</em></a>) crolla invece rovinosamente sotto il peso delle ambizioni e di un fastidioso eccesso di emotività quando si interfaccia con il dramma e con le diverse possibili declinazioni dell&#8217;amore.<br />
Era già successo nel 2004 con<em> Ovunque sei</em> (l&#8217;eco dei fischi al Festival di Venezia non si è mai del tutto spenta) e con <em><strong>La scelta</strong></em>, se possibile, Placido si spinge oltre, riuscendo a fare addirittura di peggio.<br />
Curiosa semmai la circostanza che vuole entrambi i film tratti da opere di Pirandello.<br />
In questo caso la matrice è <em>L&#8217;innesto</em>, commedia in tre atti del 1919 che viene trasportata ai giorni nostri e ambientata a Bisceglie, nel Barese.<br />
Qui Laura (<strong>Ambra Angiolini</strong>) e Giorgio (<strong>Raoul Bova</strong>) vivono una storia d&#8217;amore intensa e priva di intoppi, increspata giusto dai tentativi frustrati di mettere al mondo un figlio.<br />
Un giorno Laura viene aggredita e, ritrovata dai carabinieri in stato di shock, si rifiuta sia di condannare l&#8217;aggressore che di raccontare l&#8217;accaduto.<br />
Quando, poco dopo, la giovane donna scopre finalmente di essere incinta, la gioia viene presto soppiantata dal dubbio che il bambino possa non essere di Giorgio.<br />
L&#8217;incertezza sconvolge gli equilibri della coppia e il sentimento dei due viene messo duramente alla prova da una scelta che segnerà irrimediabilmente il loro futuro.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/la-scelta_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41993" title="la-scelta_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/la-scelta_2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>E&#8217; piuttosto raro trovare un film in cui tutto sia sbagliato e <em>La scelta</em> riesce in questa rara impresa.<br />
E&#8217; sbagliata in primis la coppia di protagonisti, assolutamente non all&#8217;altezza del compito chiamato a svolgere. Se Ambra Angiolini punta tutto su quei due o tre trucchetti imparati a teatro negli ultimi anni allontanando il suo personaggio da qualunque pretesa di realtà e rendendolo, a tratti, anche parecchio inquietante, Raoul Bova molto semplicemente non ce la fa e dimostra tutte le lacune di un mestiere imparato male e a stento nel corso di una carriera ormai &#8211; lo so, fa un po&#8217; strano a dirsi &#8211; ventennale.<br />
La sua allure da bello e inespressivo potrà anche risultare funzionale una volta incanalata nei binari più sicuri della commedia (ad esempio nei recenti <a href="http://www.movielicious.it/2014/11/19/scusate-se-esisto/" target="_blank"><em>Scusate se esisto</em></a> che<em> <a href="http://www.movielicious.it/2015/01/22/sei-mai-stata-sulla-luna/" target="_blank">Sei mai stata sulla luna?</a></em>) ma deflagra fino a denotare tutta la sua sostanziale mancanza di carisma quando è alle prese con materiale dal peso specifico più consistente.<br />
E&#8217; sbagliato lo script, che vorrebbe essere stilizzato ma è così pieno di battute inverosimili e al limite della comicità involontaria da risultare solo ridicolo.<br />
E soprattutto &#8211; e spiace dirlo trattandosi di Placido &#8211; è sbagliata la regia.<br />
L&#8217;autore, perennemente in cerca di inquadrature che rendano gli affanni dei protagonisti in termini visivi, perde di vista la veridicità del racconto quasi da subito, preferendo aggirarsi per Bisceglie e i suoi vicoli suggestivi anche se troppo stretti per contenere tutto ciò che vorrebbe dire.</p>
<p>Ecco allora che Laura e Giorgio parlano quasi sempre uno di spalle all&#8217;altro, sussurrando anche laddove non ce ne sarebbe alcun motivo e fissando punti indefiniti nel vuoto, neanche fossero su un vecchio set di Bergman.<br />
Se a tutto ciò si aggiunge un folle montaggio che stacca da un ambiente all&#8217;altro mentre i personaggi continuano a portare avanti conversazioni comunque risibili, direi che il quadro può anche dirsi completo.<br />
Sia ben chiaro però che qui non siamo affatto nei territori dell&#8217;opinabile e, per chi scrive, il film è un tale capolavoro di bruttezza  &#8211; una bruttezza che non sembra neanche frutto di errore, ma più qualcosa di ricercato a fatica &#8211; che difficilmente potrà finire col piacere a qualcuno.<br />
Quasi spiace aver maltrattato, giusto un paio di settimane fa, quel <a href="http://www.movielicious.it/2015/03/03/nessuno-si-salva-da-solo/" target="_blank"><em>Nessuno si salva da solo </em></a>che, seppur piagato da una sceneggiatura sbagliata (ma mai quanto questa) qualche freccia al suo arco ce l&#8217;aveva, sia per pathos che per qualità della regia e recitazione.<br />
Qui invece proprio nulla.<br />
Il vuoto pneumatico.<br />
E voglia di ridere laddove, nelle intenzioni dell&#8217;autore, immagino ci si dovrebbe commuovere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
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		<title>Sei mai stata sulla Luna?</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 08:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Abbrescia]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Genovese]]></category>
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		<category><![CDATA[Raoul Bova]]></category>
		<category><![CDATA[Rolando Ravello]]></category>
		<category><![CDATA[Sabrina Impacciatore]]></category>
		<category><![CDATA[Sei mai stata sulla Luna?]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rubini]]></category>

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		<description><![CDATA[Raoul Bova e Liz Solari protagonisti della nuova commedia di Paolo Genovese. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 22 gennaio 2015<br />
Regia: Paolo Genovese<br />
Con: Raoul Bova, Liz Solari, Neri Marcorè<br />
Durata: 1 ora e 59 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/sei_mai_stata_sulla_luna_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40710" title="sei_mai_stata_sulla_luna_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/sei_mai_stata_sulla_luna_1.jpg" alt="" width="499" height="258" /></a></p>
<p>Guia (<strong>Liz Solari</strong>) è giovane, bella e ricca e vive a Milano dove, dedita quasi esclusivamente al lavoro, fa la redattrice in un&#8217;importante rivista di moda.<br />
Quando scopre di essere l&#8217;unica ereditiera di una masseria in un paesino della Puglia, la giovane donna vi si reca in compagnia del fidanzato, gretto commercialista con la fissa dei paradisi fiscali, con il solo scopo di venderla il prima possibile.<br />
Una volta sul posto, Guia scopre però che la proprietà è occupata da suo cugino Pino (Neri Marcorè), affetto da un ritardo dello sviluppo cognitivo e da Renzo (<strong>Raoul Bova</strong>) fattore vedovo con figlio a carico.<br />
Lo scontro tra realtà così diverse tra loro è inizialmente molto netto ma, pian piano, la semplicità e la leggerezza degli abitanti del paesino conquistano Guia fino a farle riconsiderare in una nuova ottica quelle che, fino ad allora, erano state le sue priorità.</p>
<p>Ci sono due possibili modi per leggere &#8211; e di conseguenza valutare &#8211; questo <em><strong>S</strong><strong>ei mai stata sulla luna?</strong></em>.<br />
Il primo è quello di considerarlo per quello che è, ovvero la storia molto più che improbabile di una fotomodella italo-spagnola che, all&#8217;improvviso, perde la testa per la campagna e, nello specifico, per un campagnolo, privo di qualsivoglia inflessione dialettale, con le fattezze di Raoul Bova.<br />
Se ci si ferma un attimo a riflettere su quante siano le possibilità che una rampante giornalista di moda in tacchi a spillo possa realmente cimentarsi nella mungitura di una vacca o nella raccolta delle uova, senza delegare il tutto al primo zotico locale, ecco che la fruizione del film risulta seriamente compromessa.<br />
Per non parlare poi dell&#8217;immagine degli stessi abitanti del ridente paesino pugliese in cui è ambientato il film, tutti così incredibilmente disponibili e cordiali verso la &#8220;straniera&#8221;, neanche fossero stati prelevati di peso da un film di Ficarra e Picone o, peggio, di Pieraccioni.<br />
No, questo non è decisamente il modo migliore per approcciare l&#8217;ultimo film di <strong>Paolo Genovese</strong>, coautore, guarda caso, dell&#8217;ultimo e purtroppo non ancora dimenticato film di Pieraccioni.<br />
Sei mai stata sulla luna? lavora infatti solo a una condizione: che lo si consideri cioè come una semplice favoletta romantica, lontana anni luce da qualsiasi forma di aderenza al reale, ma che, pur banalizzando fino ai minimi termini l&#8217;abusato tòpos dell&#8217;incontro/scontro tra metropoli e campagna, due risate alla fine riesce anche a dispensarle.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/sei_mai_stata_sulla_luna_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40711" title="sei_mai_stata_sulla_luna_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/sei_mai_stata_sulla_luna_2.jpg" alt="" width="500" height="276" /></a></p>
<p>Ci riesce soprattutto in virtù di un meccanismo piuttosto palese di  amplificazione della cronice comica, per cui la spalla solitamente  associata a qualsiasi protagonista di una qualsiasi commedia romantica  (ruolo ricoperto in modo sublime da Rhys Ifans per Hugh Grant in <em>Notting Hill</em> per intenderci) qui evidentemente non basta ed ecco che ce ne vogliono ben sei (nell&#8217;ordine, <strong>Sergio Rubini</strong>,<strong> Emilio Solfrizzi</strong>,<strong> Sabrina Impacciatore</strong>,<strong> Dino Abbrescia</strong>,<strong> Paolo Sassanelli </strong>e<strong> Nino Frassica</strong>)  per  inframmezzare con gag, a tratti anche piuttosto riuscite, le  schermaglie amorose dei belli quanto inespressivi Bova e Solari.<br />
Solo  che, per godere un minimo del mestiere di tutti i nomi chiamati a  risollevare le sorti di uno script così deboluccio, tocca mandar giù  un&#8217;idea di regia mutuata direttamente dagli standard della fiction di  area Mediaset e un minutaggio (si sfiorano le due ore) francamente  eccessivo per un prodotto del genere.<br />
Due considerazioni dunque: una  sul regista, Paolo Genovese, autore esageratamente prolifico negli  ultimi anni (come forse solo i fratelli Vanzina) che, forse, avrebbe  bisogno di rallentare i propri ritmi produttivi per focalizzarsi su  progetti più meditati e personali, soprattutto in virtù delle indubbie  capacità di scrittura e di costruzione di atmosfere leggere di cui è in  possesso.<br />
L&#8217;altra invece, più che una considerazione, è un consiglio  diretto a chiunque avesse voglia di una commedia italiana leggera, tutto  sommato innocua, ma ben scritta e (molto) ben interpretata.<br />
Si  chiama Scusate se esisto, è uscita solo un paio di mesi fa e ha avuto  forse meno attenzione di quella che avrebbe meritato e di quanta  presumibilmente ne avrà questo Sei mai stata sulla luna?.<br />
E, coincidenza, anche lì c&#8217;è Raoul Bova.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Scusate se esisto!</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/11/19/scusate-se-esisto/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 07:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scusate se esisto]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 20 novembre 2014<br />
Regia: Riccardo Milani<br />
Con: Paola Cortellesi, Raoul Bova, Corrado Fortuna<br />
Durata: 1 ora e 46 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/scusate-se-esisto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39734" title="scusate-se-esisto" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/scusate-se-esisto.jpg" alt="" width="500" height="261" /></a></p>
<p>Serena Bruno (<strong>Paola Cortellesi</strong>) è un architetto di talento proveniente da un paesino abruzzese di poche anime.<br />
Laureatasi con il massimo dei voti, ha intrapreso una carriera ricca di soddisfazioni in giro per il mondo per poi stabilirsi con successo a Londra.<br />
Andrebbe tutto a gonfie vele per Serena, se non fosse per una montante nostalgia che la porta, tra lo sgomento di colleghi e superiori, a meditare un ritorno in Italia.<br />
Una volta tornata in patria, la ragazza è costretta ad arrabattarsi come può, tra lavori precari (arredatrice nel Paradiso della Cameretta e progettista della cappella funeraria di un ricco cafone) e un posto da cameriera in un ristorante di lusso di proprietà di Francesco (<strong>Raoul Bova</strong>).<br />
Quest&#8217;ultimo rappresenta per Serena lo stereotipo del compagno ideale: bello, sensibile e affascinante. Peccato solo sia gay.<br />
Se però tra i due non nasce l&#8217;amore, si crea da subito una forte complicità che li porterà ad aiutarsi reciprocamente per risolvere i due principali problemi che li affliggono.<br />
Lui deve riuscire quanto prima a fare outing col figlioletto di otto anni e lei a vincere un concorso da architetto per un progetto di riqualificazione del Corviale, quartiere popolare alla periferia di Roma.</p>
<p>Film diviso in due, questo <em><strong>Scusate se esisto!</strong></em>. O meglio, è un film che in realtà ne contiene due.<br />
Uno parte benissimo, con la voce off della protagonista (che fa tanto Paolo Virzì, da <em>Ovosodo</em> fino a <em>Tutta la vita davanti</em>) a ripercorrere le tappe fondamentali che l&#8217;hanno portana prima a cercare fortuna all&#8217;estero e poi a tornare in Italia e un&#8217;ironia travolgente e anche abbastanza cattiva. Si avverte subito che dietro al soggetto &#8211; oltre a <strong>Riccardo Milani</strong> e alla stessa Paola Cortellesi, compagna del regista &#8211; c&#8217;è l&#8217;umorismo stravagante e mai banale di <strong>Ivan Cotroneo</strong> (in alcuni momenti si respira la stessa leggerezza che animava la serie TV <em>Tutti pazzi per l&#8217;amore</em>) e Paola Cortellesi è bravissima in un ruolo che le consente di mettere in mostra gran parte delle sue doti istrioniche ricoprendo un ampio range espressivo, dal farsesco fino a toni un po&#8217; più amari.<br />
Garbata commedia degli equivoci piena di trovate comiche, il primo dei due film che compongono Scusate se esisto! è una delle cose più fresche che si siano viste in Italia ultimamente, sia in termini di scrittura che di recitazione.<br />
Attorno alla Cortellesi, infatti, si muove un cast che, quasi contagiato dalla bravura della &#8220;capocomica&#8221;, dà il meglio di sé, a partire da un Raoul Bova più convincente del solito fino alla coppia (di Ozpetekiana memoria) Fantastichini/Savino, passando per <strong>Corrado Fortuna</strong>, reale trait d&#8217;union tra questo film, il succitato <em>Tutti pazzi per l&#8217;amore</em> e Virzì, con il quale esordì ai tempi di <em>My Name Is Tanino</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/scusate-se-esisto-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39735" title="scusate-se-esisto-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/scusate-se-esisto-2.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Promosso quindi?<br />
Sì e no, perché, come dicevamo poc&#8217;anzi, <em>Scusate  se esisto!</em> non è solo l&#8217;ottima commedia di cui si è scritto finora, ma  anche un film che, a un certo punto, sembra ricordarsi di essere  italiano e decide quindi di non far nulla per ribellarsi alla regola che  vuole che una commedia italiana debba per forza avere una morale  univoca e tagliata con l&#8217;accetta (come se <em>Smetto quando voglio </em>non fosse  mai uscito nelle sale) e non possa prendersi il lusso di deragliare  volutamente dai binari del consueto.<br />
Ecco allora che il film diventa  una critica assai scontata &#8211; e, diciamola tutta, anche un po&#8217; vecchia &#8211;  su quanto le donne siano ancora poco valorizzate (quando non addirittura  sfruttate da superiori inetti) nel mondo del lavoro e su come il  talento, anche quando indubbio, trovi quasi sempre un ostacolo  nell&#8217;ottusità del potere.<br />
E&#8217; tale il cambio di registro tra la prima e  la seconda parte che anche il tema dell&#8217;omosessualità, gestito fino ad  allora con estrema eleganza, diventa più stereotipato e corre il rischio  di cadere nella macchietta involontaria.<br />
Se solo Milani avesse  giocato tutto il film con le carte mostrate nella sua prima mezz&#8217;ora,  probabilmente staremmo parlando di una delle commedie più riuscite di  questo 2014.<br />
Purtroppo non è così e il voto, come del resto la stessa  recensione, finisce per forza di cose a essere qualcosa che somiglia un  po&#8217; a una media aritmetica tra i voti di due differenti film.<br />
Peccato a metà quindi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Nessuno mi può giudicare</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 14:11:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Massimiliano Bruno]]></category>
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		<category><![CDATA[Paola Cortellesi]]></category>
		<category><![CDATA[Raoul Bova]]></category>

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		<description><![CDATA[Paola Cortellesi si trasforma in una escort tutta da ridere nel film diretto da Massimiliano Bruno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2011)<br />
Uscita: 16 marzo 2011<br />
Regia: Massimiliano Bruno<br />
Con: Paola Cortellesi, Raoul Bova, Rocco Papaleo<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: 01</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/24.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-19538" title="24" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/24.jpg" alt="" width="450" height="299" /></a></p>
<p>Dopo <em>Notte prima degli esami</em> e <em>Questa notte è ancora nostra</em>, al terzo titolo preso in prestito da altrettante canzoni, Fausto Brizzi fa centro. Sua infatti la sceneggiatura di <em>Nessuno mi può giudicare </em>(scritta insieme con Massimiliano Bruno e Edoardo Falcone), caratterizzata da un linguaggio fresco e diretto, e colorita da una serie di battute azzeccate e divertenti. La storia è quella di Alice (Paola Cortellesi) una trentacinquenne che vive in una splendida villa a Roma. Ha un marito, un figlio di nove anni, Filippo, e qualche domestico extracomunitario. La sua vita scorre futile e dorata fino a quando suo marito, imprenditore nel ramo dei sanitari, muore in un incidente e lei rimane senza un soldo e piena di debiti. A questo punto Alice è costretta a inventarsi qualcosa, ma non avendo mai lavorato e non sapendo fare nulla, non le resta che giocarsi la carta del mestiere più antico del mondo. Ad aiutarla ci penserà Eva, una escort di professione. Alice e Filippo, costretti a trasferirsi in borgata, verranno in contatto con personaggi tanto strambi quanto genuini, iniziando una nuova vita.</p>
<p>Alla sua prima prova da regista, Massimiliano Bruno (il comico Martellone della serie TV <em>Boris</em>, quello di &#8220;Bucio de culo!&#8221;, tanto per capirsi) se la cava davvero bene a sfruttare appieno le doti di Paola Cortellesi che non nasconde la sua versatilità,  persino quando finge di non saper cantare. Accanto a lei, un Raoul Bova simpatico e divertente che ha lasciato finalmente a casa quelle quattro espressioni da fiction scadente, facendosi trasportare del tutto dal personaggio che interpreta, il gestore di un internet point verace e genuino. Bravi anche i comprimari: da Rocco Papaleo a Lucia Ocone, da Caterina Guzzanti a Dario Cassini.</p>
<p>Ogni riferimento alle escort (a &#8220;quelle&#8221; escort) è puramente casuale. D&#8217;accordo, <em>Nessuno mi può giudicare</em> non passerà alla storia per la storia originale, ma il personaggio di Paola Cortellesi dimostra che si può far ridere anche essendo belle e sexy, e che una vicenda trita e ritrita può essere ancora fresca e frizzante grazie ai giusti interpreti e a una sceneggiatura solida su cui appoggiarsi. Peccato che Massimiliano Bruno a volte si trovi a cambiare registro un po&#8217; troppo rapidamente, soprattuitto in presenza di quelle due o tre scene drammatiche che rappresentano i momenti più prevedibili della narrazione. <em>Nessuno mi può giudicare</em> resta comunque un film delizioso, riuscito e godibile.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Cannes: un po&#8217; di Italia sulla Croisette</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 14:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Daniele Luchetti]]></category>
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		<description><![CDATA[E' arrivato il giorno di Daniele Luchetti con La nostra vita. Insieme a lui, Ken Loach e Doug Liman.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/raoul-bova-elio-germano.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-14526" title="raoul-bova-elio-germano" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/raoul-bova-elio-germano.jpg" alt="" width="500" height="336" /></a></p>
<p>Il Festival volge al termine, ma le cartucce da sparare non sembrano essere ancora finite. Oggi è stato presentato il film di Daniele Luchetti, che dopo il successo di <em>Mio fratello è figlio unico</em>, ha voluto di nuovo al suo fianco Elio Germano e Luca Zingaretti. <em>La nostra vita</em> è l&#8217;unico film italiano In Concorso  per la Palma d&#8217;Oro in questa 63° edizione della rassegna e ieri sera, dopo la proiezione per la stampa, ha raccolto un discreto applauso. La storia è quella di Claudio, operaio trentenne che lavora in un cantiere nella periferia di Roma. Ha una moglie, Elena, e due bambini. Improvvisamente la sua vita viene sconvolta dalla morte della sua compagna e Claudio utilizza il dolore per cercare di regalare una vita agiata ai suoi figli, cacciandosi in un affare più grande di lui. Nel cast, anche Isabella Ragonese, Raoul Bova e Stefania Montorsi. Un po&#8217; di foto scattate oggi subito dopo la conferenza stampa.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/raoul-bova1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-14541" title="raoul-bova1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/raoul-bova1.jpg" alt="" width="481" height="320" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/daniele-luchetti.jpg"><img class="size-full wp-image-14530 alignnone" title="daniele-luchetti" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/daniele-luchetti.jpg" alt="" width="485" height="323" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/zingaretti.jpg"><img class="size-full wp-image-14531 alignnone" title="zingaretti" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/zingaretti.jpg" alt="" width="484" height="326" /></a></p>
<p>Questa nona giornata ha visto anche la presenza di Ken Loach con <em>Route Irish</em>, il nome della strada che collega l&#8217;aeroporto di Baghdad alla Green Zone (la zona verde blindata che ospita ambasciate e palazzi governativi). Si tratta di un film aggiunto alla lista delle pellicole In Concorso all&#8217;ultimo minuto, che denuncia le atrocità della guerra in Iraq da un nuovo punto di vista. Loach, dopo <em>Il mio amico Eric</em>, porta alla ribalta la vicenda di Fergus, guardia in un&#8217;organizzazione che si occupa di sicurezza privata in Iraq, che non accetta la spiegazione ufficiale sulla morte del suo amico Frankie, ucciso sulla Route Irish.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/naomi2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-14533" title="naomi2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/naomi2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>L&#8217;ultimo film In Concorso oggi, e unica pellicola americana presente nella competizione ufficiale quest&#8217;anno, è <em>Fair Game</em>, di Doug Liman, interpretato da Naomi Watts (nella foto in alto) e Sean Penn. Il regista di <em>Mr. &amp; Mrs. Smith</em> questa volta ha realizzato una pellicola che ha già scatenato numerose polemiche in fase di lavorazione. La sua storia si concentra suun&#8217;agente della CIA sotto copertura, Valerie Plame, che fu data in pasto ai media dall&#8217;amministrazione Bush dopo essere stata smascherata, perché contraria alla tesi sulle armi di distruzione di massa presenti nell&#8217;Iraq di Saddam Hussein. Naomi Watts questa mattina ha partecipato alla presentazione del film, mentre Sean Penn non sarà a Cannes, poiché in questi giorni è stato chiamato a testimoniare dal Senato americano per un&#8217;udienza sulla ricostruzione di Haiti dopo il terremoto che ha colpito l&#8217;isola a gennaio.</p>
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