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	<title>Movielicious &#187; Sam Worthington</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La battaglia di Hacksaw Ridge</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2017 08:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[A dieci anni da Apocalypto, Mel Gibson torna alla regia e va alla guerra.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Hacksaw Ridge, Australia-USA, 2016)<br />
Uscita: 2 febbraio 2017<br />
Regia: Mel Gibson<br />
Con: Andrew Garfield, Teresa Palmer, Hugo Weaving, Sam Worthington<br />
Durata: 2 ore e 11 minuti<br />
Distribuito da: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/la-battaglia-hacksaw-ridge-1.jpg"><img class="alignnone wp-image-55169" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/la-battaglia-hacksaw-ridge-1-1024x576.jpg" alt="la-battaglia-hacksaw-ridge-1" width="650" height="366" /></a></p>
<p>Mette molta tristezza il fatto che l’inservibile e, ahinoi, riuscitissimo rilancio fuori tempo massimo di una stella al tramonto come <strong>Mel Gibson</strong>, carnefice e vittima di un <a href="http://www.movielicious.it/2010/07/10/mel-gibson-insulta-la-sua-ex/" target="_blank">suicidio mediatico</a> senza precedenti, abbia avuto come prima tappa la più antica rassegna cinematografica del mondo, una Mostra di Venezia in grado di presentare in sordina gli esempi più audaci e avanguardistici della cinematografia contemporanea e di esibire in pompa magna il nuovo capitolo, a un impercettibile decennio di distanza dall’ultimo delirio, del suo becero, bigotto e retrogrado vaniloquio.</p>
<p>Perché dietro gli elogi smodati tributati a <em><strong>La battaglia di Hacksaw Ridge</strong></em> dall&#8217;America revanscista e retriva dei nostri giorni, la sola che, in fin dei conti, poteva decretarne il successo, e confermati da quella medesima critica che, in uno slancio di presunta onestà intellettuale, portò in gloria la spazzatura propagandistica di <em><a href="http://www.movielicious.it/2014/12/30/american-sniper/" target="_blank">American Sniper</a></em>, si cela soltanto la trita, triviale e trionfante tribolazione cristologica, intrisa di fanatismo e di viscere a favore di macchina, che dall&#8217;exploit dietro la macchina da presa di <em>Braveheart</em> costituisce il canovaccio gibsoniano e che si ripresenta oggi travestita da edificante favoletta a sfondo bellico su una specie di <em>Sergente York</em> indifeso e misticheggiante che mise in salvo 75 commilitoni durante la <strong>Battaglia di Okinawa</strong> senza neanche sparare un colpo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Hacksaw-Ridge-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55171" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Hacksaw-Ridge-2.jpg" alt="Hacksaw-Ridge-2" width="800" height="333" /></a></p>
<p>L&#8217;unico modo che il cineasta australiano trova per dare forma all&#8217;irrisolvibile ambiguità del suo atipico eroe a stelle e strisce è infatti lo stesso utilizzato per cantare le gesta di William Wallace, di Gesù e del Zampa di Giaguaro di <em>Apocalypto</em>, ossia ridurre il tutto a un didascalico e sermoneggiante preambolo di episodi da abbecedario del genere (il trauma infantile, l&#8217;innamoramento, l&#8217;addestramento e il giudizio della Corte Marziale) seguito da un crescendo di insistita e compiaciuta ferocia visiva, due sezioni complementari dello stesso, rozzo immaginario lontano anni luce dall&#8217;evocato classicismo dei Ford e assai più vicino alla cafoneria dei Bay.<br />
È come se Gibson, da autentico populista della Settima Arte qual è, si rivolgesse consapevolmente alla pancia di un pubblico abituato a un linguaggio-cinema elementare e grossolano &#8211; quello del &#8220;Make America great again&#8221;, per capirci -, convinto che sguazzare nella bassa macelleria e nel predicume sia l&#8217;atteggiamento più efficace per dimostrare le proprie tesi e per suscitare l&#8217;interesse di chi guarda.</p>
<p>Basterebbe anche solo l&#8217;incipit in flash-forward del film, una plongée totale su un gruppo di corpi trucidati e un pot-pourri, rigorosamente a ralenti, di soldati dilaniati dal piombo e dal fuoco contrappuntato da una voce che cita il Libro di Isaia, per rendersi conto che, dietro il pretesto pacifista dell&#8217;assunto, spunta il solito feticista del sangue di sempre, il cinico affabulatore della sevizia sicuro di poter sommergere la propria mancanza di etica &#8220;sorprendendoci con gli effetti speciali&#8221; di una rappresentazione che, invece, stupisce per approssimazione e dozzinale spettacolarità, nulla che non si sia già visto in altri saggi di ignoranza militarista come il <em>Windtalkers</em> di John Woo o il <em>We Were Soldiers</em> dell&#8217;amico <strong>Randall Wallace</strong>, di cui <em>La battaglia di Hacksaw </em><em>Ridge</em> è sostanzialmente un rifacimento e di cui Gibson in persona fu protagonista.</p>
<p>E proprio al clericofascista Wallace, già co-sceneggiatore di <em>Braveheart</em> e di <em>Pearl Harbor</em> e qui responsabile della riscrittura &#8211; nonché regista inizialmente designato &#8211; si deve il tono insostenibilmente declamatorio e messianico dell&#8217;insieme, che culmina in scene madri senza vergogna, come il salvataggio del ruvido sergente Howell (un <strong>Vince Vaughn</strong> mai così posticcio e fuori parte) o il recupero della Bibbia dal campo di battaglia alternato al seppuku del generale nipponico ormai conscio della sconfitta, un&#8217;attitudine che ben si accompagna alla mano pesantissima con cui Gibson dà loro vita, un&#8217;ottica iperrealista che non lascia nulla alla sensibilità dello spettatore e che si trasforma in pura pornografia della violenza, in un tourbillon acrobatico di cadaveri che alletta gli occhi con il suo studiato disegno coreografico per poi costringerli sadicamente a chiudersi di fronte a una repentina esplosione di grand guignol.</p>
<p>Ha ben poco senso, quindi, tentare di giustificare con infondati alibi artistici e con una supposta perizia tecnica un cinema così impoverito, pedestre e capace di svilire tutto ciò che lo compone, a partire da un soggetto ricco di spunti lasciati cadere e da un cast sfruttato al peggio delle sue potenzialità (si stenta a riconoscere nello pseudo-Forrest Gump smorfiosetto e bamboleggiante di <strong>Andrew Garfield</strong> l&#8217;interprete maturo e misurato di <em><a href="http://www.movielicious.it/2017/01/10/silence-recensione/" target="_blank">Silence</a></em>), un cinema così disgustosamente fascista non nella sua discutibile ma ammissibile presa di posizione ideologica &#8211; la stessa che, adottata da acclarati reazionari come Cimino o Milius, trascendeva il discorso politico e si traduceva in poetica -, ma nel suo farsi sguardo, oppressivo, inequivocabile e proselitistico sulle storie che intende raccontare, un cinema &#8211; che noi,<a href="http://www.movielicious.it/2016/08/31/venezia-73-il-live-blog-dal-lido/" target="_blank"> a Venezia</a>, avevamo definito con malaugurata lungimiranza &#8220;il biglietto da visita dell&#8217;Era Trump&#8221; &#8211; in difesa di una guerra che (ancora?) non esiste e che si configura come quanto di più pericoloso e corrotto il cinema statunitense abbia attualmente da offrire.</p>
<p>Voto <strong>3</strong></p>
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		<title>Venezia 72 &#8211; Giorno 1</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2015 15:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[72° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Apre il fiacco Everest di Baltasar Kormakur]]></category>
		<category><![CDATA[conquista invece il cileno Un monstruo de mil cabezas di Rodrigo Plá]]></category>
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		<description><![CDATA[Apre il fiacco Everest di Baltasar Kormakur, a conquistare è il cileno Un monstruo de mil cabezas di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/jake-gyllenhaal-baltasar-kormakur.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44154" title="jake-gyllenhaal-baltasar-kormakur" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/jake-gyllenhaal-baltasar-kormakur.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>A film di apertura concluso, resta chiaro che la migliore passeggiata sul vuoto di inizio stagione se l&#8217;è prevedibilmente aggiudicata New York: vistosi &#8220;usurpato&#8221; l&#8217;attesissimo <em>The Walk</em> di Robert Zemeckis, Venezia ha ripiegato così su un&#8217;entree a tratti inesplicabile per una manifestazione del suo calibro, specie dopo il clamoroso tandem di <a href="http://www.movielicious.it/2013/10/02/gravity/" target="_blank"><em>Gravity</em></a> e di <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/04/birdman-o-le-imprevedibili-virtu-dellignoranza/" target="_blank"><em>Birdman</em></a>.</p>
<p>Se non per il semplice scopo di rimpolpare un red carpet non proprio sovrabbondante con qualche faccia nota, sfugge il motivo alla base della scelta di un prodotto da multisala come <em><strong>Everest</strong></em> come pellicola di inaugurazione, carente tanto dal punto di vista biecamente intrattenitivo, quanto &#8211; ma i dubbi erano ben pochi &#8211; come occasione per l&#8217;islandese <strong>Baltasar Kormakur</strong> di rivelarsi in veste di autore action ormai collaudato.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/gyllenhaal.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44155" title="gyllenhaal" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/gyllenhaal.jpg" alt="" width="500" height="341" /></a></p>
<p>Il film infatti sembra appartenere al genere desueto del disaster movie corale à la<em> Airport</em>, sovrappopolato di celebrità scarsamente assortite con cui lo spettatore è chiamato a identificarsi, ma c&#8217;è ben poco per cui esaltarsi fra caratterizzazioni antidiluviane (il texano spaccone ma fragile di<strong> Josh Brolin</strong>, lo scapicollato fricchettone di <strong>Jake Gyllenhall</strong>, lo scalognato in cerca di rivalsa di<strong> John Hawkes</strong>, ma il top sono le mogliettine scalpitanti delle svogliatissime <strong>Keira Knightley</strong> e <strong>Robin Wright</strong>), uno sviluppo tedioso che passa dall&#8217;adventure sonnacchioso della prima metà al survivalistico esagitato della seconda.  Una confezione pulitina che alterna soprattutto estetizzanti panoramiche aeree a sequenze action male orchestrate (senza tirare in ballo un 3D che più accessorio non si potrebbe), momenti al limite del brutto come la repentina resurrezione innescata dai flashback a ralenti della famigliola in stile Mulino Bianco e dialoghi piattissimi a base di pipponi motivazionali e di gradassate assortite.</p>
<p>Peccato, perché dal film sembrava evincere una riflessione sui limiti dell&#8217;uomo comune alle prese con la Natura e con se stesso, come dimostra lo scontro fra l&#8217;attitudine &#8220;chioccesca&#8221; e possibilista del personaggio di <strong>Jason Clarke</strong>, pronto ad ammettere principianti nelle proprie cordate con quella elitarista di quello di Gyllenhall &#8211; che pure si conclude in parità -, ma <em>Everest</em> non riesce ad andare oltre alla propria identità di semplice blockbuster.</p>
<div id="attachment_44156" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/un-monstruo-de-mil-cabezas.png"><img class="size-full wp-image-44156" title="un-monstruo-de-mil-cabezas" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/un-monstruo-de-mil-cabezas.png" alt="Un Monstruo de Mil Cabezas" width="500" height="209" /></a><p class="wp-caption-text">Un Monstruo de Mil Cabezas</p></div>
<p>Ben altro discorso per <em><strong>Un monstruo de mil cabezas</strong></em>, che dà il via alla sezione <strong>Orizzonti</strong> con il ritorno in Laguna di <strong><span class="st">Rodrigo Plá</span></strong>, già Premio DeLaurentiis con l&#8217;eccellente <em>La zona</em>.</p>
<p>Come allora, il giovane cineasta cileno torna a scavare nel clima di ingiustizia sociale, di prepotenza e di malversazione del Messico dei nostri tempi, focalizzandosi questa volta sul settore burocratico-sanitario e riducendo lo stile levigato e morbido (ancorché usato per raccontare ancora una volta episodi di pura violenza) dell&#8217;esordio a un linguaggio molto più spigoloso e respingente, abbondando con sfocature deumanizzanti, inquadrature sghembe, destrutturazioni narrative e lunghi piani fissi: il risultato è un minuscolo thriller proletario di deflagrante potenza che conferma la maturazione avvenuta nel percorso artistico di Plà e le prime speranze nei confronti della nutritissima comitiva sudamericana.</p>
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		<title>Cake</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2015 07:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Una strepitosa Jennifer Aniston alle prese con un personaggio rude, cinico e sofferente in un film che]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id, USA 2014)<br />
Uscita: 7 maggio 2015<br />
Regia: Daniel Barnz<br />
Con: Jennifer Aniston, Anna Kendrick, Britt Robertson, Sam Worthington<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/cake.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42502" title="cake" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/cake.jpg" alt="" width="500" height="370" /></a></p>
<p>Dimenticate la <strong>Jennifer Aniston</strong> solare e sorridente, reginetta delle commedie a stelle e strisce, perché a quarantacinque anni la ex fidanzatina d&#8217;America ha deciso che era arrivato il momento di mettersi in gioco, abbracciando il ruolo più difficile e insieme più riuscito della sua carriera. Quello di Claire Bennett, donna tormentata da un costante dolore sia fisico che interiore causatole da un grave incidente. Claire non riesce a voltare pagina, né tantomeno a gestire la sua rabbia, che puntualmente riversa su chi le sta intorno, allontanando tutti. L&#8217;unica persona che continua a starle accanto è Silvana (<strong>Adriana Barrazza</strong>), la sua governante. I già precari equilibri di Claire subiscono un ulteriore scossone quando una ragazza del suo gruppo di sostegno, Nina (<strong>Anna Kendrick</strong>), si suicida. Apparentemente fredda e cinica, Claire invece troverà grazie a questo episodio, una via di uscita dalla sua condizione conoscendo il marito di Nina (<strong>Sam Worthington</strong>) e il loro figlio.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/cake_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42503" title="cake_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/cake_2.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Era nato come un corto, <em><strong>Cake</strong></em>, prima che nel 2013 lo script del lungometraggio finisse nella blacklist, l&#8217;elenco annuale dei copioni più amati e non ancora prodotti dall’industria americana. Jennifer Aniston, quando le hanno proposto il ruolo, se ne è innamorata e ha voluto fare propria la storia di Claire, non solo calandosi nei panni della protagonista, ma anche in quelli di produttore esecutivo. E in effetti <em>Cake</em> possiede numerosi elementi intensi, tanto da poter rappresentare un film di potenziale svolta per la carriera di un&#8217;attrice che non si è mai avvicinata a ruoli drammatici come la Aniston. Spogliatasi della sua verve, del trucco e mettendo su diversi chili, Jen si è costruita sul volto, coperto di cicatrici, una maschera di dolore che indossa per tutta la durata della pellicola con dignità ed esperienza.</p>
<p>Peccato che tutto quello che circonda il suo personaggio non funzioni. A cominciare dall&#8217;anonima regia di <strong>Daniel Barnz</strong>, autore del delizioso <em>Phoebe in Wonderland</em> e dei tutt&#8217;altro che memorabili<em> Beastly </em>e <em>Una scuola per Malia</em>, passando per uno script piuttosto scialbo in cui i personaggi secondari sono solo abbozzati e non evolvono, soprattutto a fronte dell&#8217;enorme crescita di Claire, per finire con un cast di attori di livello che sembrano vagare intontiti per il set in attesa di un qualcosa che non arriva mai. <em>Cake </em>poggia così tutto il suo fardello sulle spalle della Aniston, davvero magnetica, che avrebbe meritato quella candidatura all&#8217;Oscar tanto agognata che quest&#8217;anno ha preferito aleggiare attorno alla Felicity Jones de <a href="http://www.movielicious.it/2015/01/15/la-teoria-del-tutto/" target="_blank"><em>La teoria del tutto</em></a>, l&#8217;unica<a href="http://www.movielicious.it/2015/01/15/oscar-2015-le-nomination/" target="_blank"> finita nella cinquina</a> un po&#8217; per caso. Ritenta Jen, sarai più fortunata.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Jennifer Aniston cambia faccia per Cake</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/12/03/jennifer-aniston-cambia-faccia-per-cake/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 08:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[William H. Macy]]></category>

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		<description><![CDATA[Dimenticate la fidanzatina d'America tutta smorfie e sorrisi: per il dramma di Daniel Barnz Jen punta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/cake.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39943" title="cake" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/cake.jpg" alt="" width="500" height="285" /></a></p>
<p>Senza un filo di trucco, visibilmente ingrassata e con lo sguardo perso nel vuoto: la reginetta delle commedie americane <strong>Jennifer Aniston</strong> sembra aver cambiato rotta. Lo ha fatto con <em>Cake</em>, dramma indie diretto da <strong>Daniel Barnz</strong>, con cui dal debutto a settembre del film a Toronto, si è inserita, secondo il giudizio di vari critici, nella corsa agli Oscar.</p>
<p>Il suo ruolo in <em>Cake</em>, che ha nel cast anche <strong>William H. Macy</strong> e <strong>Felicity Huffman</strong>, è quello di Claire, donna reduce da un grave incidente che l&#8217;ha resa fragile e dura al tempo stesso. L&#8217;unica persona che la sopporta ancora è Silvana (<strong>Adriana Barraza</strong>), la donna che l&#8217;aiuta in casa e l&#8217;accompagna, all&#8217;occorrenza anche a procurarsi in Messico gli antidolorifici con cui combatte il suo dolore cronico. La vita della protagonista si complica ancora di più quando inizia ad essere ossessionata, in sogni e allucinazioni, da Nina (<strong>Anna Kendrick</strong>), ragazza morta suicida che faceva parte del suo stesso gruppo di supporto per persone affette da dolore cronico. Claire decide di andare a conoscere il marito della giovane donna (<strong>Sam Worthington</strong>), che come lei è in cerca di risposte.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="//www.youtube.com/embed/P3IsUOSHlnU?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L&#8217;attrice, che in questi giorni è in tour promozionale anche per la black comedy <strong><em>Come ammazzare il capo 2</em></strong>, appena uscita negli Usa e dall&#8217;8 gennaio in Italia, ha spiegato di aver lavorato molto per prepararsi al personaggio in <em>Cake</em>: &#8220;Ho fatto lunghe ricerche per interpretare questa donna complessa e tormentata che è sopravvissuta a qualcosa di inimmaginabile. Lei affronta un viaggio che ha una sua bellezza, ma anche difficile, duro e aspro. Mi ha coinvolto totalmente come interprete e mi ha portato a utilizzare strumenti diversi come attrice. Ne ho amato ogni momento&#8221;.</p>
<p>&#8220;Quando ho letto la sceneggiatura, ero pronta a scomparire nel ruolo &#8211; ha spiegato l&#8217;attrice in una delle anteprime con cui sta promuovendo il film negli Usa -. Recitare per una volta senza make-up è stato favoloso, come un sogno, stimolante e liberatorio&#8221;. Le voci di una possibile nomination &#8220;mi rendono umile e mi gratificano. Fa piacere anche solo essere considerata all&#8217;altezza di quel gruppo&#8221;.</p>
<p>(<em>ANSA</em>)</p>
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		<title>Sam Worthington è stato arrestato</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Feb 2014 07:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
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		<category><![CDATA[Cubbyhold Bar]]></category>
		<category><![CDATA[Lara Bingle]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Worthington]]></category>
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		<description><![CDATA[L'attore protagonista di Avatar ha fatto a pugni con un fotografo che avrebbe preso a calci la sua fidanzata.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/sam-worthington-lara-bingle.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35205" title="sam-worthington-lara-bingle" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/sam-worthington-lara-bingle.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Sam Worthington è stato arrestato domenica notte dopo aver fatto a pugni con un fotografo al Cubbyhold Bar di New York. Il 37enne attore australiano avrebbe colpito il paparazzo sul volto perché, all&#8217;uscita del locale, stava prendendo a calci negli stinchi la sua ragazza, la modella australiana Lara Bingle.  I motivi del gesto non sono ancora chiari.</p>
<p>Accusa di aggressione per Worthington e di aggressione e molestie il fotografo Sheng Li. Intervenuta sul posto, la polizia ha arrestato entrambi. La star di Avatar,  terminati gli accertamenti, è stata rimessa in libertà, ma dovrà  presentarsi in tribunale per rispondere del suo gesto. Così come il  paparazzo.</p>
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