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	<title>Movielicious &#187; Stanley Tucci</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il caso Spotlight</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 12:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Il caso Spotlight]]></category>
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		<description><![CDATA[Thomas McCarthy e il ritorno del grande cinema d'inchiesta a stelle e strisce. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Spotlight, USA 2015)<br />
Uscita: 18 febbraio 2016<br />
Regia: Thomas McCarthy<br />
Con: Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Stanley Tucci<br />
Durata: 2 ore e 8 minuti<br />
Distribuito da: Bim Distribuzione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Spotlight_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52046" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Spotlight_1.jpg" alt="Spotlight_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>All&#8217;interno della redazione del Boston Globe c&#8217;è una squadra di giornalisti investigativi, la &#8220;Spotlight&#8221; che ha il compito di approfondire temi e notizie particolarmente scottanti. Nell&#8217;estate del 2001 arriva al Globe un nuovo direttore da Miami e incarica il team di indagare sul possibile insabbiamento, da parte degli alti gradi della Chiesa, degli abusi sessuali perpetrati da un sacerdote ai danni di alcuni minori.<br />
Il caporedattore Walter &#8220;Robby&#8221; Robinson (<strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/01/23/michael-keaton-a-roma-per-il-caso-spotlight/" target="_blank">Michael Keaton</a></strong>) e i cronisti Sacha Pfeifer (<strong>Rachel McAdams</strong>) e Michael Rezendes (<strong>Mark Ruffalo</strong>) si mettono quindi al lavoro e cominciano a indagare sul caso con la consapevolezza di andare a toccare poteri molto forti, in una diocesi particolarmente importante come quella di Boston. Mentre il team si scontra con la reticenza di chi, pur avendo visto, ha preferito voltarsi da un&#8217;altra parte, iniziano a delinearsi i contorni di un fenomeno molto più esteso di quanto era lecito immaginare.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Spotlight_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52047" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Spotlight_2.jpg" alt="Spotlight_2" width="640" height="427" /></a></p>
<p>Forte delle sue sei importanti nomination agli Oscar (tra cui quelle per Miglior Film e Regia) arriva finalmente in sala la pellicola che aveva già stregato critica e pubblico all&#8217;<a href="http://www.movielicious.it/2015/09/03/venezia-72-giorno-2/" target="_blank">ultimo Festival di Venezia</a>. Cinema d&#8217;inchiesta allo stato puro, che sa prendersi i giusti tempi del racconto senza alzare mai la voce o sbattere con violenza in faccia allo spettatore verità troppo scomode, descrivendo invece in modo assai realistico il minuzioso lavoro e il forte senso di sacrificio con cui taluni &#8220;ultimi dei mohicani&#8221; continuano a vivere il mestiere di giornalista.<br />
<em><strong>Il caso Spotlight</strong> </em>si inserisce così nel solco tracciato alla fine degli anni Settanta da <span class="st">Alan J. Pakula</span> con il suo archetipico capolavoro <em>Tutti gli uomini del presidente</em>. Lo fa principalmente prescindendo dalla natura di ciò che è oggetto dell&#8217;inchiesta &#8211; anzi, dandola quasi per scontata &#8211; per concentrarsi invece sui complicati e spesso delicatissimi meccanismi che portano alla costruzione di una notizia. E&#8217; un film che parla quindi di etica professionale prima ancora che di morale tout court, e che ha il raro merito di restituire allo spettatore una realtà non divisa in maniera inutilmente manichea in buoni e cattivi (non è affatto un caso che nessuno dei giornalisti venga descritto come un eroe) ma dove il dubbio su cosa sia giusto fare e, soprattutto, in quale misura, risulta ben più rilevante dell&#8217;ovvia condanna verso qualcosa che in ogni caso è impossibile da pensare, figuriamoci legittimare.</p>
<p>Una volta chiarito come <em>Il caso Spotlight</em> non possa in alcun modo essere definito un pamphlet, il concetto più utile a connotarlo è quello di sottrazione, intesa sia come economia semantica che consente alla storia di non deragliare mai dalle coordinate che si autoimpone fin dalle sue prime scene, sia come precisa scelta stilistica con cui <strong>Thomas McCarthy</strong> (autore, nel 2007, del pregevole <em>L&#8217;ospite inatteso</em>) limita al minimo ogni intervento registico forte per seguire con eleganza e discrezione lo sfiancante percorso che conduce alla verità.<br />
Lo stesso discorso va fatto per gli attori coinvolti, uno più generoso dell&#8217;altro nell&#8217;evitare qualsiasi velleità da protagonista in nome del gioco di squadra in maniera non dissimile da quanto fanno i loro alter ego sullo schermo.<br />
A un Michael Keaton praticamente perfetto, alla prima prova dopo la rinascita artistica dello scorso anno in <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/02/04/birdman-o-le-imprevedibili-virtu-dellignoranza/" target="_blank">Birdman</a></em>, si affiancano una Rachel McAdams molto più convincente del solito e quell&#8217;autentico concentrato di misura e maestria che è ormai Mark Ruffalo, giustamente candidato all&#8217;Oscar come Miglior Attore Non Protagonista.<br />
Tutto insomma in questo film lavora in maniera armonica per garantire sobrietà e scorrevolezza a un risultato finale che è un capolavoro di equilibrio, talmente onesto nel suo impianto strutturale da non essere suscettibile di scandalizzare nessuno, forse nemmeno i più oltranzisti tra i difensori del clero.<br />
Ed è curiosa la coincidenza che vuole che due film come <em>Il caso Spotlight</em> e il bellissimo e doloroso <em>Il club</em> di Pablo Larrain, profondamente diversi sebbene legati a doppio nodo dallo stesso spinoso tema, escano in Italia quasi contemporaneamente.<br />
Alla faccia di qualsiasi Family Day.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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		<title>Venezia 72 &#8211; Giorno 2</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 14:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Beasts of No Nation]]></category>
		<category><![CDATA[Cary Joji Fukunaga]]></category>
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		<category><![CDATA[Venezia 72]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Lido arrivano i bambini soldato di Cary Fukunaga e Spotlight, film-inchiesta sui preti pedofili con]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_44210" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/early_winter.jpg"><img class="size-full wp-image-44210" title="early_winter" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/early_winter.jpg" alt="Early Winter" width="500" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Early Winter</p></div>
<p>Partono ancora una volta col freno a mano tirato le <strong>Giornate degli Autori</strong>,  che si dimostrano ancora una volta, dopo la delusione della scorsa  edizione, un calderone stipato di pellicole fin troppo incongrue e  inconciliabili.</p>
<div id="attachment_44211" style="width: 509px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/la-memoria-del-agua.jpg"><img class="size-full wp-image-44211" title="la-memoria-del-agua" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/la-memoria-del-agua.jpg" alt="La memoria del agua" width="499" height="302" /></a><p class="wp-caption-text">La memoria del agua</p></div>
<p><em><strong> </strong></em>A ridosso dell&#8217;apertura officiale, inaugurano la sezione <em><strong>Early Winter</strong> </em>di <strong>Michael Rowe</strong> e di <strong>Matías Bize</strong>, che pur uniti dal tema dell&#8217;accettazione della perdita non potrebbero risultare in due concezioni del cinema più diverse. Il primo, cronaca inesorabile del crollo psicologico di un infermiere nostalgico e passatista alle prese con l&#8217;incedere dell'&#8221;inizio inverno&#8221; della vita del titolo, adotta lo stesso registro respingente e rigoroso di quell&#8217;<em>Año bisiesto </em>che fruttò al regista la Caméra d&#8217;Or a Cannes, e riesce a comunicare &#8211; con tono però a tratti un po&#8217; bieco &#8211; quella sensazione di crescente disorientamento e di sconfitta di fronte al nuovo che avanza (il protagonista, infermiere con l&#8217;hobby del modernariato, non sa controllare le bizze della più giovane moglie russa tecnodipendente). Il secondo, d&#8217;altro canto, è un insistito, lagnoso e triviale <em>lacrima-movie</em> sulle antitetiche reazioni di due giovani genitori alla morte del figlioletto (lui vuole ricostituire la coppia, lei cerca di rifarsi una vita), discreto come una martellata in pieno zigomo, impegnato per tutta la sua durata a ricercare costantemente la commozione con i trucchetti più emotivamente pornografici, dalla musicona a base di pop-rock e di <em>plin plin</em> pianistico a sottolineare pesantemente i momenti più ricattatori ai primissimi piani che inseguono lacrime che scendono copiose (quelle di lei) o che restano trattenute sulla palpebra (quelle di lui, che programmaticamente cadono catarticamente a fine film), per non citare gli improponibili rimandi a <em>Shame</em> (la pedalata notturna e l&#8217;amplesso liberatorio occasionale sotto una luce vermiglia). Che Bize amasse indugiare nella retorica e nel sentimentalismo era già chiaro dall&#8217;appena salvabile <em>La vida de los peces </em>(anch&#8217;esso alle Giornate degli Autori, nel 2010), ma qui il confine della decenza filmica è stato abbondantemente oltrepassato.</p>
<div id="attachment_44212" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/cary-fukunaga-abraham-attah.jpg"><img class="size-full wp-image-44212" title="cary-fukunaga-abraham-attah" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/cary-fukunaga-abraham-attah.jpg" alt="Il regista Cary Fukunaga e Abraham Attah" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il regista Cary Fukunaga e Abraham Attah</p></div>
<p>Ad aprire la competizione, fra entusiasmi un po&#8217; incontrollati, è invece l&#8217;atteso <em><strong>Beasts of No Nation</strong></em>, con cui <strong>Cary Joji Fukunaga</strong>, dopo la commissione di <em>Jane Eyre</em> e l&#8217;exploit televisivo della prima stagione di <em>True Detective</em>, torna sul grande schermo (ancorché sotto l&#8217;egida di <strong>Netflix</strong>) recuperando quell&#8217;universo di infanzia violenta già al centro del suo debutto <em>Sin nombre</em>. Dall&#8217;America Latina di allora e dai suoi barrios più degradati ci si trasferisce all&#8217;Africa Occidentale e la ragnatela di efferatissime gang di strada è qui sostituita da allucinati battaglioni di bambini-soldato, ma l&#8217;innalzamento delle ambizioni corrisponde a un progresso più puramente tecnico che contenutistico.<br />
Le tappe di crescita del piccolo Agu (l&#8217;esordiente <strong>Abraham Attah</strong>, impressionante, già col Premio Mastroianni in saccoccia) appartengono infatti a un canone già vieto e formulaico del romanzo di formazione a sfondo cruento (il paragone più immediato, fatte le dovute proporzioni, è in un certo senso <em>L&#8217;impero del sole</em>), dall&#8217;idillio iniziale alla tragedia improvvisa, dalla ricerca del surrogato paterno (qui un gigionissimo, spassoso <strong>Idris Elba</strong>) alla progressiva emancipazione innescata dalla disillusione, dall&#8217;iniziazione alla morte, al sesso e alla droga fino al conciliante (e forzato) superamento finale.</p>
<div id="attachment_44213" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/beastsofnonation.jpg"><img class="size-full wp-image-44213" title="beastsofnonation" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/beastsofnonation.jpg" alt="Idris Elba in Beasts of No Nation" width="500" height="317" /></a><p class="wp-caption-text">Idris Elba in Beasts of No Nation</p></div>
<p>Certo, il mestiere di Fukunaga rimane intatto, la brutalità della guerra è resa senza sconti né addolcimenti e ogni tanto cade qualche briciola di poesia (le preghiere di Agu in voce off, che paiono uscite da un film di Malick), ma era forse lecito aspettarsi un po&#8217; più di anticonformismo e di innovazione in termini di narrazione da chi solo l&#8217;anno scorso ha quasi ridefinito il confine ormai sottilissimo fra linguaggio cinematografico e televisivo.</p>
<p>Sempre dalle schizofreniche Giornate degli Autori si affaccia invece lo spagnolo <em><strong>El desconocido</strong></em>, sorta di esagitatissimo rifacimento in chiave automobilistica de <em>In linea con l&#8217;assassino </em>di Schumacher &#8211; piuttosto che, com&#8217;è stato sciaguratamente definito, &#8220;un incrocio iberico di <em>Speed </em>e <em>Locke&#8221; &#8211;</em>, pezzo di bravura di un intenso <strong>Luis Tosar </strong>tanto curato esteticamente (da antologia il piano sequenza dell&#8217;inseguimento finale, con la cinepresa che entra ed esce dall&#8217;automobile senza portiere per poi scavalcare corsia su corsia) quanto minato da uno sviluppo iper-melodrammatico ai limiti dell&#8217;autoparodia involontaria, da un insistito autocompiacimento e da uno scioglimento moraleggiante che sfocia in una facile, pretestuosa tirata populista contro lo strapotere bancario e in un happy ending che più accomodante non si può.</p>
<div id="attachment_44214" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/stanleytuccimarkruffalo1.jpg"><img class="size-full wp-image-44214" title="stanleytuccimarkruffalo1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/stanleytuccimarkruffalo1.jpg" alt="Stanley Tucci e Mark Ruffalo" width="500" height="467" /></a><p class="wp-caption-text">Stanley Tucci e Mark Ruffalo</p></div>
<p>Fuori Concorso, invece, spicca l&#8217;asciutta, calibrata e lucida inchiesta di <em><strong>Spotlight</strong></em>, un bell&#8217;esercizio di cinema civile a sfondo giornalistico più dalle parti de <em>L&#8217;ultima minaccia</em> di Brooks («È la stampa, bellezza! La stampa! E tu non ci puoi far niente!») che dell&#8217;evocato <em>Tutti gli uomini del presidente </em>di Pakula.</p>
<div id="attachment_44215" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/markruffalo.jpg"><img class="size-full wp-image-44215" title="markruffalo" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/markruffalo.jpg" alt="Mark Ruffalo" width="500" height="472" /></a><p class="wp-caption-text">Mark Ruffalo</p></div>
<p><strong>Tom McCarthy</strong> ritrova la sobrietà e la nitidezza del suo exploit <em>L&#8217;ospite inatteso</em>, muove le fila complesse ma mai macchinose di un&#8217;indagine a base di pedofilia clericale illustrata senza la minima tentazione declamatoria o enfatica e anche se di rado la mano si fa pesante (l&#8217;immagine reiterata delle chiese che &#8220;incombono&#8221; sul paesaggio bostoniano, il prefinale con le testimonianze alternato a un coro di bambini che canta <em>Silent Night</em> in una cattedrale) regge alla perfezione due ore piene di durata non allontanandosi quasi mai da scrivanie e redazioni e tira fuori il meglio da tutti i suoi attori, da un misurato e ruvido <strong>Michael Keaton</strong> a una <strong>Rachel McAdams</strong> meno cagna del solito, da un granitico e laconico <strong>Liev Schreiber</strong> fino all&#8217;incontestabile vetta del cast, uno scatenato e sofferto <strong>Mark Ruffalo</strong>.</p>
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		<title>Il caso Spotlight: primo trailer per il film di Thomas McCarthy sullo scandalo pedofilia</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2015 12:17:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/il_caso_spotlight.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43828" title="il_caso_spotlight" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/il_caso_spotlight.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a></p>
<p>Nei nostri cinema, <em><strong>Il caso Spotlight</strong></em> arriverà a novembre, distribuito da BIM, ma solo dopo essere passato per <a href="http://www.movielicious.it/2015/07/30/8-buone-ragioni-per-non-perdersi-la-72%C2%B0-mostra-del-cinema-di-venezia/" target="_blank">Venezia</a> e per Toronto. Diretto da <strong>Thomas McCarthy</strong> (<em>L&#8217;ospite inatteso</em>, <em>The Cobbler</em>)e interpretato <strong>Michael Keaton, Rachel McAdams, Mark Ruffalo</strong>, <strong>Stanley Tucci</strong>, <strong>Liev Schreiber</strong> e <strong>Billy Crudup </strong>il film racconta come dei giornalisti del The Boston Globe, il cui  nome  in codice era spotlight, scoprirono il terribile segreto, celato per  anni, delle molestie sessuali che colpirono alcuni minori. Le molestie  furono perpetrate all’interno dell’Arcidiocesi cattolica della città, e  per loro non fu facile dimostrare e rendere pubblica questa inquietante  verità. Eccone un assaggio.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Zg5zSVxx9JM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Hunger Games: Il canto della rivolta &#8211; Parte I</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/11/18/hunger-games-il-canto-della-rivolta-parte-i/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 18:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Woody Harrelson]]></category>

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		<description><![CDATA[Intimista, claustrofobico e privo di azione, il prologo del finale della saga è un corpo estraneo non]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Hunger Games: Mockingjay &#8211; Part 1, USA 2014)<br />
Uscita: 20 novembre 2014<br />
Regia: Francis Lawrence<br />
Con: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Julianne Moore<br />
Durata: 2 ore e 3 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39702" title="mockingjay_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_slide.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Katniss Everdeen (<strong>Jennifer Lawrence</strong>) si trova ora nel Distretto 13 dopo aver annientato i giochi per sempre. Sotto la guida della Presidente Coin (<strong>Julianne Moore</strong>), del consigliere Plutarch (<strong>Philip Seymour Hoffman</strong>) e i suoi fidati amici, Katniss sarà la <strong>Ghiandaia Imitatrice</strong>, volto e simbolo della ribellione di un popolo pronto ad affrontare il perfido Presidente Snow (<strong>Donald Sutherland</strong>), spiegando le sue ali in una battaglia per salvare Peeta (<strong>Josh Hutcherson</strong>) e un intero paese incoraggiato dalla sua forza.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-39703" title="mockingjay" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay.jpeg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Ci risiamo. Ecco un&#8217;altra saga narrativa che vede il suo ultimo capitolo uscire in sala splittato, diviso, frammentato in due episodi. Così come era accaduto per <em>Harry Potter </em>e <em>Twilight</em>, anche l&#8217;ultimo romanzo della trilogia di <strong>Suzanne Collins</strong> è stato sottoposto a questa bieca operazione. Di marketing, perché non si tratta d&#8217;altro. Così facendo l&#8217;attesa si prolunga (anche se avete già letto i libri), gli introiti raddoppiano e i nervi di alcuni saltano. Tra l&#8217;altro, come tutte le prime parti della conclusione di una saga, anche questo <strong><em>Hunger Games: Il canto della rivolta &#8211; Parte I</em></strong> soffre della sindrome della &#8220;parzialità&#8221; che contraddistingueva anche il primo capitolo de <em>I doni della morte</em> e di <em>Breaking Dawn</em>, ovvero l&#8217;essere, suo malgrado, la trasposizione di una sola parte di libro. Difficilmente dal punto di vista della narrazione filmica può essere considerata una scelta giusta, questa, anche perché questo <strong><em>Mockingjay</em></strong> è un po&#8217; come una pentola a pressione il cui fischio è anelato come il suono di un olifante in battaglia, facendoci rimpiangere quel ritmo serrato che tanto avevamo apprezzato ne <a href="http://www.movielicious.it/2013/11/27/hunger-games-la-ragazza-di-fuoco/"><em>La ragazza di fuoco</em></a>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39704" title="mockingjay_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_2.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Di certo il più cupo e il più angosciante dei film tratti fino ad ora dai romanzi della Collins, <em>Il Canto della rivolta</em> è ambientato totalmente, o quasi, nel <strong>Distretto 13</strong>, la roccaforte dei ribelli, una sorta di tunnel sotterraneo che si sviluppa in verticale. Senza più i giochi e con due donne, Katniss e la Coin (interpretata egregiamente da una Julianne Moore che continua a non sbagliare un film), entrambe al comando &#8211; la prima della rivolta, la seconda dei dissidenti &#8211; ci si trova davanti uno scenario completamente diverso e a una protagonista che stentiamo quasi a riconoscere: stanca, impaurita, fisicamente ed emotivamente distrutta, dai giochi come dalla vita, lontana dal suo Peeta, caduto nelle mani del nemico. La <strong>Ghiandaia Imitatrice</strong> si sta sgretolando, e anche se assistiamo ad alcuni passaggi, i più leggeri e riusciti, in cui vediamo la ex accompagnatrice di tributi Effie Trinket (un&#8217;incisiva <strong>Elizabeth Banks</strong>) e il mentore dal bicchiere facile Haymitch Abernathy (<strong>Woody Harrelson</strong>) tentare di cucirle addosso costumi e movenze da eroina mediatica, Katniss appare comunque fragile come non mai.</p>
<p>Scegliendo di subodinare l&#8217;aspetto puramente action a quello narrativo, <strong>Francis Lawrence</strong> indugia sui silenzi e dilata un po&#8217; troppo i tempi, delineando ciascun personaggio con toni chiaroscuri mai perfettamente distinguibili e preparando il terreno per quello che sarà il gran finale, almeno è quello che ci auguriamo. Tutto questo abbassa non poco il livello che la saga aveva raggiunto con i primi due film, soprattutto perché non c&#8217;è alcun mistero dietro la scelta di utilizzare una pellicola costata 250 milioni di dollari solo come rampa di lancio per quella che seguirà e che non vedremo prima del prossimo novembre.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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		<title>Il full trailer di Transformers 4: L&#8217;Era dell&#8217;Estinzione</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2014 08:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Reynor]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Wahlberg]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Bay]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Peltz]]></category>
		<category><![CDATA[Stanley Tucci]]></category>
		<category><![CDATA[telecamere digitali IMAX 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Transformers 4: L'Era dell'Estinzione]]></category>

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		<description><![CDATA[E Michael Bay dà una sferzata dark alla sua saga. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/transformers-age_of_extinction-mark_wahlberg-nicola_peltz-jack_reynor-002.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35517" title="transformers-age_of_extinction-mark_wahlberg-nicola_peltz-jack_reynor-002" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/transformers-age_of_extinction-mark_wahlberg-nicola_peltz-jack_reynor-002.jpg" alt="" width="500" height="339" /></a></p>
<p>E&#8217; approdato in rete il primo full trailer di <em><strong>Transformers 4: L&#8217;Era dell&#8217;Estinzione</strong></em>. Due minuti e mezzo in cui vengono presentati i personaggi di <strong>Mark Wahlberg</strong> e <strong>Nicola Peltz</strong> e in cui viene mostrato il primo contatto con <strong>Optimus Prime</strong>, confermando che si tratterà di un vero e proprio sequel di <em><strong>Transformers 3</strong></em>. Poi, naturalmente, azione a gogò. In attesa di vedere che cosa ha combinato<strong> Michael Bay</strong> con le <strong>nuove telecamere digitali IMAX 3D</strong>, utilizzate per la prima volta sul set di un lungometraggio cinematografico, ci accontentiamo di questo assaggio.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/ubGpDoyJvmI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="//www.youtube.com/v/ubGpDoyJvmI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nel cast, oltre a Mark Wahlberg, troviamo Jack Reynor, Nicola Peltz,  <strong>Stanley Tucci</strong>, e<strong> Kelsey</strong><strong> Grammer</strong>.  <strong>Michael Bay</strong>, utilizzate per la prima volta sul set di un lungometraggio cinematograficohe first film to shoot with the new IMAX 3D digital cameras</p>
<p><em>Transformers 4 </em>arriverà nelle sale americane il <strong>27 giugno 2014</strong>.</p>
<p><strong><em>La sinossi ufficiale:</em></strong></p>
<p><em>Transformers 4 inizierà appena dopo la fine di Transformers 3, dove una grande battaglia aveva lasciato una città a pezzi pur avendo salvato la Terra. L&#8217;umanità si è ricomposta, Autobot e Decepticon sono quasi spariti dal pianeta. Un gruppo di potenti e ingegnosi uomini d&#8217;affari e scienziati tenta di imparare dalle passate incursioni dei robot spingendosi oltre i limiti controllabili della tecnologia &#8211; tutto questo mentre una antica e potente minaccia Transformer prende di mira la Terra. L&#8217;epica avventura e battaglia tra bene e male, libertà e schiavitù rincomincia.</em></p>
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