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	<title>Movielicious &#187; Sufjan Stevens</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Chiamami col tuo nome</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jan 2018 10:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente nelle sale lo struggente racconto di formazione di Luca Guadagnino con Timothée Chalamet]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Call me by your name, Italia, Francia, USA 2017)<br />
Uscita: 25 gennaio 2018<br />
Regia: Luca Guadagnino<br />
Con: Armie Hammer, Timothée Chalamet, Michael Stuhlbarg, Amira Casar<br />
Durata: 2 ore e 12 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros. Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Call-Me-By-Your-Name-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57145" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Call-Me-By-Your-Name-1.jpg" alt="Call-Me-By-Your-Name-1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Dopo aver conquistato l&#8217;America e l&#8217;Europa, finalmente <strong>Luca Guadagnino</strong> sembra aver trovato la chiave giusta per arrivare dritto anche al cuore dei suoi suoi connazionali. È un successo che arriva da lontano quello di <em><strong>Chiamami col tuo nome</strong></em>, film ospitato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival e alla Berlinale lo scorso anno, dove ha ricevuto apprezzamenti unanimi. Ora, forte di<a href="http://www.movielicious.it/2018/01/08/golden-globes-2018-i-vincitori/" target="_blank"> tre candidature al Golden Globe</a> e di <a href="http://www.movielicious.it/2018/01/23/oscar-2018-le-nomination-e-qualche-considerazione/" target="_blank">quattro nomination ai prossimi Oscar </a>come Miglior Film, Miglior Attore Protagonista, Miglior Sceneggiatura Non Originale e Miglior Brano Originale (<em>Mystery of Love</em> di Sufjan Stevens), arriva finalmente anche in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Chiamami col tuo nome, la recensione del film di Luca Guadagnino</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tratto dal romanzo di André Aciman, sceneggiato da <strong>James Ivory</strong> insieme a Walter Fasano e allo stesso Guadagnino, <em><strong>Chiamami col tuo nome</strong></em> è ambientato nell&#8217;estate del 1983, in una zona del cremasco non meglio identificata. Nella grande casa di campagna della famiglia Perlman, Lyle (<strong>Michael Stuhlbarg</strong>), archeologo, e Anna (<strong>Amira Casar</strong>), ospitano ogni anno per sei settimane un ricercatore straniero. Una forma di filantropia che la coppia, c<span class="lr_dct_ph">ó</span>lta, poliglotta e di ampie vedute, esercita con la connivente &#8220;rassegnazione&#8221; del loro figlio diciassettenne, Elio (il fenomeno <strong>Timothée Chalamet</strong>), che ogni estate si vede costretto a cedere la propria stanza all&#8217;ospite di turno. Il 1983 è l’anno dell’americano Oliver (<strong>Armie Hammer</strong>), o come lo soprannomina inizialmente Elio, l'&#8221;Usurpateur&#8221;, un giovane alto, biondo e disinvolto, con quella punta di arroganza nei modi che lo rende irresistibile per chiunque lo incontri. Tra lunghe passeggiate, nuotate e corse in bicicletta, tra Oliver ed Elio nasce un profondo legame destinato a cambiare le vite di entrambi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Call-Me-By-Your-Name-2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57146" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Call-Me-By-Your-Name-2-1024x554.jpg" alt="Call-Me-By-Your-Name-2" width="1024" height="554" /></a></p>
<p>Se in <em>Io sono l&#8217;amore</em> e nel successivo <a href="http://www.movielicious.it/2015/11/26/a-bigger-splash/" target="_blank"><em>A Bigger Splash</em></a> il cinema di Guadagnino si era sempre trovato, un po&#8217; pericolosamente, al limite tra l&#8217;intenzionalmente ambizioso e l&#8217;ingenuamente fastidioso (troppo di maniera, troppo viscontiano senza essere Visconti, tra le critiche che gli sono state mosse), in <strong><em>Chiamami col tuo nome</em> </strong>questo impasse viene superato, merito anche della raffinata sceneggiatura ivoriana, abilmente composta da due livelli ben distinti. Esattamente come accadeva in <em>Camera con vista</em> e <em>Quel che resta del giorno</em>, si percepisce infatti una modalità di scrittura che, se in superficie può apparire carente e, a tratti, anche omissiva, deputata a garantire una tranquillità formale ai personaggi che intavolano discorsi e discussioni come colti da un immobilismo psicologico, ad uno strato più profondo questa si fa gesto e sguardo, divenendo impetuosa e appassionata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Chiamami col tuo nome, la recensione del film di Luca Guadagnino</h3>
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<p>Non ci sono scene scandalose, né momenti pruriginosi in <em><strong>Chiamami col tuo nome</strong> </em>e le varie fasi del rapporto tra Elio e Oliver vengono svelate con una sensibilità che non è mai smielata e, cosa ancora più apprezzabile, senza etichette, in quello che è a tutti gli effetti un racconto di formazione e accettazione, di scoperta della propria identità e di iniziazione. Sullo sfondo, Guadagnino posiziona qua e là dei pezzi di anni Ottanta: la politica di Craxi e del pentapartito, un giovane Beppe Grillo che fa trasmissioni di satira in TV, le fiere di paese con balli e tresche che nascono e muoiono la stessa sera, le minigonne jeans e le Espadrillas. Come a dire, con una punta di malinconia, che tutto sommato si stava meglio quando si stava peggio. E poi ci sono Rohmer e Bertolucci, c&#8217;è <em>L’età acerba</em> di André Téchin, le partiture orchestrali di John Adams, Ravel, Debussy e i brani di <strong>Sufjan Stevens</strong> a incorniciare i momenti più intensi di un&#8217;estate struggente e indimenticabile che tutti, almeno una volta nella vita, dovrebbero vivere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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