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	<title>Movielicious &#187; Willem Dafoe</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Aquaman</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jan 2019 11:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La DC ci riprova e scommette sul mezzosangue Arthur Curry, ma il cinecomic diretto da James Wan non ci]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA, 2018)<br />
Uscita: 1 gennaio 2019<br />
Regia: James Wan<br />
Con: Jason Momoa, Amber Heard, Willem Dafoe, Patrick Wilson, Dolph Lundgren, Nicole Kidman<br />
Durata: 2 ore e 23 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros. Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/Aquaman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57902" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/Aquaman.jpg" alt="Aquaman" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Nel tentativo costante di creare una degna alternativa al Marvel Cinematic Universe, e dopo i poco riusciti <a href="http://www.movielicious.it/2013/06/17/luomo-dacciaio/" target="_blank">L&#8217;uomo d&#8217;acciaio</a>, <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/12/batman-v-superman-dawn-of-justice-il-trailer-finale/" target="_blank"><em>Batman v Superman: Dawn of Justice</em></a> e una parziale ripresa con <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/08/04/suicide-squad-recensione/" target="_blank">Suicide Squad</a></em> e <a href="http://www.movielicious.it/2017/05/30/wonder-woman/" target="_blank"><em>Wonder Woman</em></a>, la <strong>DC</strong> ci riprova scommettendo sul suo personaggio meno noto, <em><strong>Aquaman</strong></em>, il supereroe creato nel 1941 da Paul Norris (disegni) e Mort Weisinger (testi). Ambientato temporalmente dopo gli eventi di<em> Justice League</em>, iniziamo a seguire la  sua storia nel 1985 quando Atlanna (<strong>Nicole Kidman</strong>), regina di Atlantide, fugge da un matrimonio combinato e incontra l&#8217;umano Thomas Curry, con il quale ha un figlio, Arthur. Salto. Siamo ai giorni nostri: Arthur Curry, abbandonato dalla madre in tenera età, è divenuto Aquaman (<strong>Jason Momoa</strong>) e viene contattato dalla principessa Mera (<strong>Amber Heard</strong>), che lo sprona a reclamare ciò che gli spetta di diritto: il trono di Atlantide. In caso contrario, il fratellastro di Arthur, Orm (<strong>Patrick Wilson</strong>), prenderà il controllo dei sette i regni oceanici e dichiarerà guerra al mondo in superficie. Arthur si troverà così a riscoprire una cultura da cui è sempre stato allontanato e dovrà mettersi alla ricerca del tridente d&#8217;oro, lo scettro del potere forgiato dal metallo di Poseidone che conferisce a chi lo possiede il diritto di regnare sui sette mari.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/Aquaman_2.jpg"><img class="size-large wp-image-57903" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/Aquaman_2-1024x683.jpg" alt="aquaman-movie-amber-heard" width="1024" height="683" /></a></p>
<p>Iniziamo subito col dire che più che un film di supereroi, <em><strong>Aquaman</strong></em> sembra un fantasy degli abissi, una sorta di <em>Signore degli anelli</em> marino che però non può contare sull&#8217;epicità e sulla cura per il dettaglio della trilogia di Peter Jackson. Tra re, regine, malvagi usurpatori del trono di Atlantide, riferimenti a Pinocchio, alla letteratura fantasy del ciclo arturiano, ai primi due <em>Indiana Jones</em> e a <em>Blade Runner</em>, la storia si fa largo a suon di mirabilie visive degne di un kolossal un po&#8217; troppo fracassone.<br />
È chiaro sin dalle prime inquadrature che, a una storia avvincente e ben costruita, il maestro dell&#8217;horror<strong> James Wan</strong> (<em>Saw</em>,<a href="http://www.movielicious.it/2011/11/01/insidious/" target="_blank"> <em>Insidious</em></a>, <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/06/22/the-conjuring-il-caso-enfield-recensione/" target="_blank">The Conjuring</a></em>) preferisce il dinamismo e una sgargianteria volutamente eccessivi. Scelta visiva estremamente ambiziosa che funziona soprattutto negli inseguimenti e nei duelli, ma che nelle altre scene si fatica ad accettare. Molto interessante il concept visivo del regno di Atlantide, peccato che le creature marine che lo abitano siano state realizzate con una CGI piuttosto discutibile e che fa sembrare tutto estremamente posticcio. La mancanza di equilibri si avverte anche nella scrittura che risulta spesso forzata, con personaggi che hanno poco o nulla da dire, spiegoni à gogo e un <em><strong>Aquaman</strong></em> (a vestire gli squamosi panni del mezzosangue, il tamarrissimo<strong> Jason Momoa</strong>) sornione e spavaldo che spezza continuamente, con le sue battute, i toni solenni con i quali gli altri personaggi affrontano gli eventi.</p>
<p>Tutto nel film è volutamente esagerato, kitsch e spinto al massimo. Compresa la durata di quasi due ore e mezza. Una macchina spettacolare che ha il solo scopo di stupire continuamente senza approfondire nulla. Il risultato è un parziale buco nell&#8217;acqua. Ennesimo tentativo, mancato, di raggiungere la Marvel.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Un sogno chiamato Florida</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 11:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Sean Baker dirige una storia dolce e crudele all'ombra di Disneyworld, interpretata da un sorprendente]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Florida Project, USA 2018)<br />
Uscita: 22 marzo 2017<br />
Regia: Sean Baker<br />
Con: Willem Dafoe, Brooklynn Prince, Bria Vinaite, Valeria Cotto, Christopher Rivera<br />
Durata: 1 ora e 55 minuti<br />
Distribuito da: Cinema</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/03/un-sogno-chiamato-florida_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57402" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/03/un-sogno-chiamato-florida_1.jpg" alt="un-sogno-chiamato-florida_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>“Sai perché mi piace quell’albero?” chiede a un certo punto Moonie (<strong>Brooklynn Prince</strong>), la piccola protagonista di <em><strong>Un sogno chiamato Florida</strong></em>, alla sua amichetta Jancey. “Perché anche se è caduto continua a crescere”. Ecco, sintetizzato in una sola battuta, il senso di un film con cui <strong>Sean Baker</strong> – già autore dell’ottimo <em>Tangerine</em> –  prova a ragionare sui limiti dell’American Dream utilizzandone esclusivamente gli scarti. I rami spezzati del sogno capitalista si trovano, in questo caso, alle porte di una delle sue rappresentazioni più iconiche, Disneyland, dove esistono motel da 35 dollari a notte che dietro le architetture fiabesche e i nomi evocativi (Magic Castle, Futureland) nascondono in realtà la loro natura di ultima fermata possibile prima di una vita in strada. Ed è in uno di questi alberghi – uno di quelli in cui si finisce per sbaglio nelle prime scene di un film dell’orrore – che si ritrovano a crescere, o almeno a cercare di farlo, la piccola Mooney e i suoi amici, sorta di versione live action dei bambini di South Park, con l’unica differenza che qui non c’è niente da ridere.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/03/Un_sogno_chiamato_florida_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57403" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/03/Un_sogno_chiamato_florida_2-1024x683.jpg" alt="Un_sogno_chiamato_florida_2" width="1024" height="683" /></a></p>
<p>Al netto dei colori sgargianti che ci ricordano, non senza un tocco di amara ironia, che siamo a un passo dal mondo dei sogni, <em><strong>Un sogno chiamato Florida</strong></em> finisce infatti con il somigliare di più a un documentario che non a un’opera di pura finzione. Sarà per la recitazione così istintiva e naturale di attori non professionisti (ad eccezione di un <strong>Willem Dafoe</strong>  nel ruolo dell’unico portatore sano di umanità per cui è stato giustamente<a href="http://www.movielicious.it/2018/01/23/oscar-2018-le-nomination-e-qualche-considerazione/" target="_blank"> candidato all’Oscar</a>) o per la macchina da presa perennemente posta ad altezza bimbo, ma l’impressione è di trovarsi di fronte a un’Alice che, piuttosto che in quello delle Meraviglie, si ritrovi catapultata in un Paese fin troppo reale, fatto di madri adolescenti costrette a prostituirsi con i figli chiusi in bagno e starlet avvizzite che, una volta tramontato ogni sogno di gloria, si ritrovano a bere da sole a bordo piscina.<br />
Quello che sulla carta potrebbe sembrare un “magico mondo di Oz” visto con gli occhi di Harmony Korine, è però, malgrado la gravità del contesto, anche un ardito esercizio di leggerezza. Perché, per quanto i piccoli protagonisti di Sean Baker siano costretti a crescere in fretta, mantengono la propensione tipicamente infantile al gioco, così che anche ritrovarsi a sputare sul cofano di un’auto da un balcone o dar fuoco a un intero condominio possa apparire come il più divertente dei giochi.</p>
<p>E poi perché l’autore non li giudica mai, né tanto meno si lascia tentare dal dare una valutazione morale della loro controparte adulta, composta per lo più da madri sole e inadatte al proprio ruolo perché in fondo mai cresciute del tutto. A questo microcosmo white trash Sean Baker invece vuole assai bene. Si vede da come lo osserva, spogliando ogni scena di qualsivoglia pretesa sia autoriale che sociologica per inseguire un’idea di realismo impossibile sospesa tra De Sica e i Dardenne.<br />
È tale l’affetto dell’autore verso i suoi personaggi che, a tratti, lo spinge addirittura a perdere di vista la compattezza della narrazione per perdersi dietro alle corse di Mooney, Scooty (<strong>Christopher Rivera</strong>) e Jancey (<strong>Valeria Cotto</strong>). Ed è qui, nella sua struttura forse troppo episodica, che <em><strong>Un sogno chiamato Florida</strong></em> sembra perdere qualche colpo, se non altro in termini di facilità di fruizione. Ma è giusto un attimo, prima che una realtà fatta di poliziotti e servizi sociali irrompa nel mondo di Moonie chiarendo una volta per tutte chi siano i cattivi di questa favola. Prima di quell’ultima corsa – verso una Disneyland mostrata solo alla fine e soltanto da fuori – per capire se davvero “i sogni son desideri”.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Assassinio sull’Orient Express</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/11/29/assassinio-sullorient-express-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 09:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arriva nelle sale l'adattamento ad opera di Kenneth Branagh del classico di Agatha Christie. Con un cast]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Murder On the Orient Express, USA, 2017)<br />
Uscita: 30 novembre 2017<br />
Regia: Kenneth Branagh<br />
Con: Kenneth Branagh, Michelle Pfeiffer, Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Josh Gad<br />
Durata: 1 ora e 54 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/ASsassinio-sullorient-express.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56835" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/ASsassinio-sullorient-express.jpg" alt="ASsassinio sull'orient express" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Di fronte alla notizia di una nuova trasposizione cinematografica di <em><strong>Assassinio sull’Orient Express</strong></em>, ci scommetto, saranno stati in molti a tremare o, tutt’al più, a storcere il naso. Forse perché l’omonimo film diretto da Sidney Lumet nel 1974 rappresenta un modello già di per sé perfetto. Oltre a vantare uno dei migliori Poirot di sempre, quello magistralmente interpretato da Albert Finney.<br />
La paura maggiore però era che la struttura così fieramente retrò di un giallo scritto più di ottant’anni fa potesse essere stravolta in chiave modernista (o, ancor peggio, action) nel tentativo di attualizzarne la forma onde raggranellare pubblico giovane. E se un’operazione del genere non può dirsi sbagliata in termini generali &#8211; ha, ad esempio, dato i suoi frutti con la serie Sherlock &#8211; non è detto che possa andar bene anche per<strong> Agatha Christie</strong>.<br />
La prima garanzia è fuor di ogni dubbio la presenza in cabina di regia di <strong>Kenneth Branagh</strong> che, prima di dirigere <em><a href="http://www.movielicious.it/2011/04/27/thor/" target="_blank">Thor</a></em> e <em>Jack Ryan &#8211; L&#8217;iniziazione</em>, è stato forse il più importante traduttore in immagini dell’opera – moderna quanto si vuole ma comunque d’antan – di William Shakespeare. La scelta del regista britannico si rivela vincente non solo per la supposta ortodossia filologica, ma soprattutto in virtù della sua estrazione teatrale. Branagh intuisce infatti come l’unità di luogo imposta dalla narrazione porti il lussuoso Orient Express ad essere qualcosa di molto più simile a un palcoscenico che non a un set e, di conseguenza, modula il suo film come una pièce teatrale di cui Poirot, in quanto onnisciente, non può essere altro che il metteur en scène.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Murder-on-the-Orient-Express.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56836" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Murder-on-the-Orient-Express.jpg" alt="Murder-on-the-Orient-Express" width="800" height="400" /></a></p>
<p>Ma il regista è anche un navigato uomo di cinema e conosce benissimo le differenze tra un mezzo e l’altro così che una delle prime cose a colpire di questo <em><strong>Assassinio sull’Orient Express</strong> </em>sia proprio il respiro cinematografico che lo porta ad aprire le danze con delle panoramiche mozzafiato (il film è interamente girato su pellicola 65mm) del Muro del Pianto di Gerusalemme. Tutto ciò, oltre a pagare un evidente pegno a David Lean, crea una contrapposizione netta tra i campi lunghi e gli ampi spazi dell’incipit e gli ambienti ben più angusti che ospiteranno l’azione da quel momento in poi. C’è, in generale, una sontuosità formale che ammalia perché rimanda in maniera diretta a un’idea di cinema antico, poco o per nulla scalfito dall’ovvio ricorso al digitale per le riprese del treno in corsa. In questo Branagh sembra quasi scrollarsi di dosso la pretesa di un approccio di totale aderenza al testo per puntare invece sul confronto diretto con il capolavoro di Lumet da cui mutua, in primo luogo, il cast all-star. Laddove all’epoca c’erano nomi del calibro di Lauren Bacall, Ingrid Bergman e Sean Connery, adesso troviamo infatti <strong>Johnny Depp</strong> (al solito gigionesco come solo lui sa essere), una ritrovata <strong>Michelle Pfeiffer</strong>  e l’impeccabile <strong>Willem Dafoe</strong>.<br />
Solo che, proprio nell’utilizzo di un tale tripudio di talenti si ravvisa forse l’unico scarto di Branagh rispetto alla matrice originale, sia letteraria che filmica, e che corrisponde alla radicale trasformazione del più classico dei gialli corali in un’avventura che ha come unico protagonista assoluto l’infallibile detective belga <strong>Hercule Poirot</strong>.</p>
<p>Da presenza fondante ma  quasi invisibile per meglio favorire lo sviluppo dell’intreccio, <strong>Poirot</strong> qui guadagna il centro della scena relegando il nutrito parterre di comprimari al ruolo di figurine morali, spettri di un “Natale passato” che non si sforzano nemmeno più di tanto per emergere dal mucchio, come invece ci si aspetterebbe visto il prestigio dei nomi coinvolti.<br />
Rispetto al buffo e panciuto deus ex machina di Agatha Christie, Branagh adatta il personaggio a una curva comportamentale che muta – e in questo sì, il suo Poirot si fa indiscutibilmente moderno – nell’arco del racconto. Non è un caso che, una volta finito il film, ciò che rimane maggiormente sia la maiuscola interpretazione di Kenneth Branagh più che degli altri, seppur bravissimi, interpreti. Se teniamo conto poi della perfezione di certe scelte registiche (il lungo piano sequenza che accompagna l’ingresso di Poirot sul treno e il ritrovamento della vittima interamente ripreso dal soffitto) si può dire senza timore di smentita che <em><strong>Assassinio sull’Orient Express</strong></em>, prima ancora che un giallo perfetto, rappresenti la veemente presa di coscienza di sé come regista di un Branagh costretto, ormai da più di dieci anni, a sparire stilisticamente – sfido chiunque a riconoscere la sua mano dietro il recente remake in live action di <a href="http://www.movielicious.it/2015/03/11/cenerentola/" target="_blank"><em>Cenerentola</em></a>) dietro progetti più grandi di lui.<br />
In definitiva un’operazione molto meno nostalgica di quanto si possa pensare.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Assassinio sull’Orient Express, il primo trailer</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 21:24:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un assaggio del nuovo adattamento cinematografico tratto dal romanzo di Agatha Christie.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/murder-on-the-orient-express.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56223" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/murder-on-the-orient-express.jpg" alt="murder-on-the-orient-express" width="960" height="541" /></a></p>
<p><em>Quello che è iniziato come un viaggio di lusso in treno attraverso l’Europa diventa improvvisamente uno dei più eleganti, ricchi di tensione ed emozionanti misteri mai narrati. Dal romanzo dell’autrice di best-seller <strong>Agatha Christie</strong>, <strong>Assassinio sull’Orient Express</strong> racconta la storia di tredici estranei bloccati su un treno, dove ciascuno di loro è un sospettato. Un uomo dovrà combattere contro il tempo per risolvere l’enigma prima che l’assassino colpisca ancora.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Mq4m3yAoW8E" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/hax5cvqOdUs" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>È stato rilasciato il primo trailer (qui sopra sia nella versione in lingua originale che in italiano) di <strong>Assassinio sull’Orient Express</strong>, il nuovo adattamento cinematografico tratto dal romanzo di Agatha Christie  e diretto da <strong>Kenneth Branagh</strong>. Del cast fanno parte <strong>Daisy Ridley, Michelle Pfeiffer, Willem Dafoe, Leslie Odom Jr., Dame Judi Dench, Sir Derek Jacobi</strong>, <strong>Penélope Cruz</strong> e J<strong>ohnny Depp</strong>.</p>
<p>Il film sarà nelle sale americane dal 10 novembre,  mentre in Italia arriverà il 13 dicembre.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Justice League, ecco il trailer!</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/03/25/justice-league-ecco-il-trailer/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Mar 2017 15:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuovissime e strepitose immagini del cinecomic di Zack Snider in arrivo a novembre.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/justice-league.0.0.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-55732" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/justice-league.0.0-1024x576.jpg" alt="justice-league.0.0" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>L&#8217;attesa è finita. La <strong>Warner Bros.</strong> ha finalmente rilasciato in rete il trailer di <em><strong>Justice League</strong></em>, film diretto da <strong>Zack Snider</strong> basato sull&#8217;omonimo gruppo di supereroi dei fumetti <strong>DC Comics</strong>, che arriverà nelle sale italiane il <strong>23 novembre</strong>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/3cxixDgHUYw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Protagonisti, Batman (<strong>Ben Affleck</strong>), Superman (<strong>Henry Cavill</strong>), Wonder Woman (<strong>Gal Gadot</strong>), Aquaman (<strong>Jason Momoa</strong>), Flash (<strong>Ezra Mille</strong>r), Cyborg (<strong>Ray Fisher</strong>), Mera (<strong>Amber Heard</strong>) e Alfred (<strong>Jeremy Irons</strong>). Tra le new entry <strong>J.K. Simmons</strong> (commissario Gordon) e <strong>Willem Dafoe</strong>.<br />
Ben Affleck è anche produttore esecutivo insieme a Zack e Deborah Snyder.</p>
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