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	<title>Movielicious &#187; Hollywood Confidential</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Charlot e il suo successo&#8230; Con le donne &#8211; Prima parte</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 11:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Hollywood Confidential]]></category>
		<category><![CDATA[A Woman in Paris]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Chaplin]]></category>
		<category><![CDATA[Peggy Hopkins Joyce]]></category>

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		<description><![CDATA[Crimini, misfatti e pettegolezzi dal passato. L'ossessione bionda di Chaplin.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/charlie-chaplin.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-14011" title="charlie-chaplin" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/charlie-chaplin.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Mentre <a href="http://www.movielicious.it/2010/04/13/una-femme-fatale-a-hollywood/">Gloria Swanson</a> e i suoi colleghi americani davano feste da migliaia di dollari e facevano il bagno nello champagne, un minuto attore inglese dall&#8217;aria insolita si aggirava in quel di Hollywood. Andava spesso ai party degli altri senza averne mai dato uno e passava ore nello studio che si era fatto costruire nei dintorni del Sunset Boulevard a perfezionare ogni movimento del suo personaggio più celebre, il vagabondo Charlot. Di lui si diceva che fosse avaro, meticoloso e che avesse un debole per le donne, soprattutto per quelle molto, molto giovani.</p>
<p>Nato da due entertainer di music hall che si separarono quando aveva solo un anno, Charles Chaplin iniziò a calcare le scene a soli cinque anni, sostituendosi alla madre malata. La sua infanzia trascorsa in assoluta povertà fu lenita in parte dal grande amore per lo spettacolo, che nel 1910 ricambiò il favore. La compagnia di cui Chaplin lavorava ormai stabilmente (e di cui fa parte anche Stan Laurel) va in tournée negli Stati Uniti. Da lì, il passo che lo portò a Hollywood fu molto breve. Come tutti quelli che arrivano al successo troppo in fretta, Chaplin era al centro di pettegolezzi e illazioni, ma ad attirare l&#8217;attenzione su di sé, più del suo talento, era il successo che aveva con le donne. Le attrici più celebri se lo litigavano ai party, e lui non disprezzava, anzi, cercava di non scontentare nessuna. Tra queste, c&#8217;era anche la showgirl Peggy Hopkins Joyce, una delle donne più facoltose del mondo, con cinque mariti alle spalle (tutti maledettamente ricchi) e gli alimenti di tre di loro come assicurazione sulla vita.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/peggy.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-14012" title="peggy" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/peggy.jpg" alt="" width="532" height="399" /></a></p>
<p>Arrivata a Hollywood da Parigi nel 1922, anno in cui gli scandali erano all&#8217;ordine del giorno, aveva lasciato in Europa pochi giorni prima un ragazzo che si era tolto la vita per lei. Ma il suo lutto fu breve come un battito di ciglia, e pochi giorni dopo il suo arrivo, Peggy si godeva una cena a lume di candela con Chaplin. &#8220;E&#8217; vero che lei ce l&#8217;ha grosso come un cavallo?&#8221; esordì candidamente. E lui perse la testa per per quella biondina dall&#8217;ingenuità inconfutabile. Qualche giorno dopo Chaplin e Peggy si concedevano un soggiorno à deux sull&#8217;isola di Catalina, facendo il bagno nudi in una baietta al riparo da occhi indiscreti, almeno così credevano. Le foto che li ritraevano in atteggiamenti decisamente lascivi finirono sui giornali scandalistici dell&#8217;epoca e il loro soggiorno portò un tale scompiglio tra gli abitanti del luogo, che i caproni selvatici che popolavano l&#8217;isola furono soprannominati &#8220;Charlie&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-14013" title="2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/2.jpg" alt="" width="449" height="282" /></a></p>
<p>La loro storia non durò molto, ma fu decisamente intensa. La ricca donna di mondo e l&#8217;omino baciato dal talento furono una delle coppie più &#8220;calde&#8221; su cui spettegolare in quel periodo. Chaplin trovava la vita di Peggy un vaso colmo di esperienza da cui poter attingere per i suoi film. E proprio a lei si sipirò per molti degli episodi inseriti in <em>A Woman in Paris</em> (1923). Ma fu un caso che l&#8217;interesse di Charlie cadde su una sua coetanea (quando si sono conosciuti lui aveva trentatré anni, lei ventinove) dato che il suo sguardo veniva catturato quasi esclusivamente da ninfette adolescenti.</p>
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		<title>Una femme fatale a Hollywood</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 08:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Hollywood Confidential]]></category>
		<category><![CDATA[Billy Wilder]]></category>
		<category><![CDATA[Gloria Swanson]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Kennedy]]></category>
		<category><![CDATA[Viale del tramonto]]></category>

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		<description><![CDATA[Crimini, misfatti e pettegolezzi dal passato. Gloria Swanson regina dello Star system.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/gloriaswanson.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13571" title="gloriaswanson" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/gloriaswanson.jpg" alt="" width="353" height="450" /></a></p>
<p>&#8220;Quante feste davamo! A quei tempi il pubblico voleva che vivessimo da re e da regine. E noi stavamo al gioco&#8230; Perché no infine? Eravamo innamorati della vita. Guadagnavamo più danaro di quanto avessimo mai sognato esistesse al mondo e non avevamo ragione di credere che le cose potessero cambiare&#8221;. Così Gloria Swanson ricorda i tempi d&#8217;oro di Hollywood durante un&#8217;intervista rilasciata poco prima della morte (avvenuta nel 1983). E mentre <a href="http://www.movielicious.it/2010/03/01/la-censura-questa-sconosciuta/">Hays</a> tuonava dall&#8217;alto del suo pulpito per la diffusione di un moralismo che potesse raggiungere anche le pecorelle smarrite dello star system, i divi non gli badavano, continuando a mantneere un tenore di vita che spesso superava ogni immaginazione.</p>
<p>Rodolfo Valentino trovava riparo dalle fan e dai giornalisti all&#8217;interno della sua dimora, il Nido del falco,in cui aveva fatto realizzare una camera da letto in marmo nero e cuoio scuro; <a href="http://www.movielicious.it/2010/03/15/carriere-stupefacenti-prima-parte/">Barbara La Marr</a> si vantava della sua stanza da bagno, la più bizzarra di Hollywood: completamente di onice, con rubinetti d&#8217;oro e un&#8217;enorme vasca incassata nel pavimento. Ma la diva che più degli altri era degna di questo nome era senza dubbio Gloria Swanson. Con la sua vasca d&#8217;oro zecchino in una stanza da bagno in pregiatissimo marmo nero. La signora Swanson se ne andava in giro per il Sunset Boulevard (una strada alla quale il suo successo rimarrà imprescindibilmente legato) con una Lancia foderata di pelle di leopardo. Portava modelli di scarpe che Salvatore Ferragamo le disegnava appositamente, mentre Cartier le regalava i gioielli più preziosi di ogni collezione perché li esibisse durante feste e serate di gala in cui i fotografi non mancavano.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/glorias-home.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13572" title="glorias-home" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/glorias-home.jpg" alt="" width="325" height="202" /></a></p>
<p>Il denaro che la Swanson spendeva ogni anno per l&#8217;abbigliamento, avrebbe quasi risanato il bilancio degli   Stati Uniti del tempo: venticinquemila dollari in pellicce, diecimila in altri cappotti e soprabiti,cinquantamila in abiti, novemila in scarpe e diecimila in borse e cappelli. Per non parlare di un rarissimo profumo per cui la Swanson spendeva seimila dollari l&#8217;anno. D&#8217;altronde, con uno stipendio annuale di novecentomila dollari, qualche sfizio doveva pur toglierselo.</p>
<p>Gloria nasce a Chicago nel marzo del 1899. Proveniente da una famiglia piuttosto agiata, a diciotto anni tenta la fortuna a Hollywood, con il desiderio di sfondare nel cinema. Dopo le prime comparsate, riesce a ottenere un ruolo significativo in <em>Sweedie Goes to College</em> nel 1915. Continua a lavorare saltuariamente fino al 1919, quando Cecil B. DeMille le procura un vantaggioso contratto con la Paramount. La strada del successo si spalanca davanti a Gloria e al suo fascino misterioso che tanto fa presa sul pubblico americano di quegli anni. La sua forte personalità la rendono adatta a interpretare sia ruoli drammatici (<em>Maschio e femmina</em>, 1919; <em>Fragilità sei femmina</em>, 1921) che comici (<em>Maschietta</em>, 1924).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/joseph-kennedy.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13574" title="joseph-kennedy" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/joseph-kennedy.jpg" alt="" width="395" height="274" /></a></p>
<p>Collezionò mariti (si sposò ben sei volte) e amanti. Tra questi spicca il nome di Joseph Kennedy, padre del futuro presidente degli Stati Uniti (nella foto in alto). La loro storia fece scandalo negli anni Venti almeno quanto quella di John con Marilyn Monroe nei Sessanta. I due si misero in affari insieme, unendo le conoscenze di lei alle ingenti somme di denaro di cui disponeva lui, fondando una casa di produzione cinematografica. Joseph, che era sposato con Rose Fitzgerald, le regalava costosissimi gioielli, pellicce e le comprò persino una Rolls Royce. Ma quando la loro storia finì, l&#8217;attrice si vide addebitare le spese di questi preziosi regali sul proprio conto, dopo essere stata piantata in asso. Accuse e maldicenze furono l&#8217;epilogo di questa tormentata relazione, sfruttata dalla stampa dell&#8217;epoca fino alla nausea per aumentare la tiratura dei giornali.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/sunset-boulevard.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13577" title="sunset-boulevard" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/sunset-boulevard.jpg" alt="" width="500" height="395" /></a></p>
<p>Gli anni Quaranta segnarono il declino di Gloria Swanson, che trovò conforto nel teatro e nella radio, prima di tornare in auge come attrice nel 1950, quando Billy Wilder la volle per interpretare il personaggio di Norma Desmond in <em>Viale del tramonto</em>. Il suo ruolo più celebre, forse il più riuscito. Dopotutto nessuno meglio di lei poteva vestire i panni solenni e pomposi ed enfatizzare le espressioni di un&#8217;attrice del cinema muto caduta in declino, perfetta metafora della magia e dello squallore della fabbrica dei sogni.</p>
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		<title>Carriere stupefacenti &#8211; Seconda parte</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 08:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Hollywood Confidential]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Alma Rubens]]></category>
		<category><![CDATA[Ricardo Cortez]]></category>
		<category><![CDATA[Ruth Palmer]]></category>

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		<description><![CDATA[Crimini, misfatti e pettegolezzi dal passato. Alma Rubens e i suoi deliri al sapore di morfina.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/29.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13196" title="29" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/29.jpg" alt="" width="500" height="629" /></a></p>
<p>Oltre a <a href="http://www.movielicious.it/2010/03/15/carriere-stupefacenti-prima-parte/">Barbara La Marr</a>, un&#8217;altra celebre attrice scese velocemente i gradini della scala del successo a causa della droga. Alma Rubens, la delicata e sensibile interprete di ruoli drammatici e diva dalle folte chiome corvine, abbandonò il cinema e la vita a soli trentatré anni. Originaria di San Francisco, la carriera di Alma, star di pellicole quali <em>Il meticcio della foresta </em>(accanto a Douglas Fairbanks) o <em>Mississippi</em>, fu interrotta bruscamente a causa di un bizzarro episodio rivelatore della sua situazione da tossicodipendente ormai cronica.</p>
<p>Nel pomeriggio del 26 gennaio 1926, la Hollywood Boulevard fu teatro di una scena madre: Alma Rubens correva lungo la strada, inseguita da due uomini. Alcuni passanti sentirono l&#8217;attrice gridare: &#8220;Mi rapiscono, mi rapiscono&#8221;, mentre si liberava dei guanti e della borsetta, gettandoli tra i cespugli. Dopo una folle corsa, Alma raggiunse una stazione di servizio in cerca rifugio tra i distributori di benzina, ma i due uomini la raggiunsero. A questo punto l&#8217;attrice tirò fuori un coltello che nascondeva nel cappotto e ferì alla spalla il più giovane dei suoi inseguitori. Il benzinaio riuscì a disarmarla, mentre l&#8217;uomo più anziano le teneva le mani bloccate dietro la schiena.</p>
<p>I giornali ci misero davvero poco a scoprire che in realtà il ragazzo accoltellato da Alma Rubens era l&#8217;inserviente dell&#8217;ambulanza, e che l&#8217;inseguitore anziano non era altri che E. W. Meyer, il medico personale dell&#8217;attrice. I due erano andati a prenderla per portarla in una casa di cura privata specializzata in malattie mentali e dipendenze, e alla diva era semplicemente venuto un attacco di panico al pensiero di dover dire addio alla sua magica medicina. Una settimana nell&#8217;Alhambra Clinic e Alma tornò a casa. Un&#8217;infermiera si prendeva cura di lei e non lasciava mai da sola, fino a quando l&#8217;attrice, in preda al delirio, non la aggredì con un coltello.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/alma_rubens.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13194" title="alma_rubens" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/alma_rubens.jpg" alt="" width="283" height="357" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/ricardocortez.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13197" title="ricardocortez" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/ricardocortez.jpg" alt="" width="250" height="357" /></a></p>
<p>Dopo un violento corpo a corpo, l&#8217;infermiera ebbe la meglio e questa volta Alma fu rinchiusa a Patton, il manicomio di stato californiano, per un periodo di sei mesi. Quando ne uscì dichiarò di essersi rimessa completamente: &#8220;Ora andrò a New York per cercare di riprendere a lavorare, prima in palcoscenico e poi, spero, a Hollywood&#8221;. L&#8217;unica cosa che la Rubens riuscì a fare dopo essere tornata a New York fu chiedere il divorzio dal suo terzo marito, Ricardo Cortez (anche lui attore, protagonista della prima versione de <em>Il mistero del falco</em> nei panni del detective Sam Spade, prima che Bogart ne interpretasse una seconda versione, decisamente più celebre).</p>
<p>Proprio per dare un taglio al passato,  nel gennaio del 1931 Alma Rubens decise che era arrivato il momento di tornare a Hollywood. Si portò dietro da New York una giovane attrice in cerca di successo, di cui nel frattempo era diventata amica, Ruth Palmer. Pochi giorni dopo il suo arrivo, Alma e Ruth, spinte da un sacro fuoco indomabile, oltrepassarono il confine messicano in macchina, e andarono a &#8220;fare la spesa&#8221; ad Agua Caliente. Sulla strada del ritorno fecero sosta in un hotel a San Diego, luogo in cui il 6 gennaio Alma fu arrestata con l&#8217;accusa di essere in possesso di quaranta cubetti di morfina cuciti all&#8217;interno di uno dei suoi abiti. A denunciarla era stata proprio la sua amica Ruth, stufa di sopportare i suoi scatti di violenza che ormai si erano fatti sempre più frequenti.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/alma.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13198" title="alma" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/alma.jpg" alt="" width="361" height="536" /></a></p>
<p>&#8220;Stavo male da tanto tempo. Andavo dai dottori solo perché mi sollevassero dalle sofferenze. E tutti mi dicevano: prenda questo contro i dolori, e riuscirà a tirare avanti. Quando cominciarono a darmi quell&#8217;odioso veleno io non sapevo cosa fosse. Passavo da un medico all&#8217;altro. […] Ma non smettevano mai di darmi quella roba. E finché avevo denaro potevo avere droga. Avevo paura di dirlo a mia madre, ai miei migliori amici. Desideravo una sola cosa. Procurarmi la morfina e prenderla di nascosto&#8221;. Le condizioni di salute dell&#8217;attrice al momento dell&#8217;arresto, furono definite molto gravi. Il 22 gennaio 1931 un&#8217;altra stella scompariva dal firmamento hollywoodiano.</p>
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		<title>Carriere stupefacenti &#8211; Prima parte</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 10:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Hollywood Confidential]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara La Marr]]></category>
		<category><![CDATA[Douglas Fairbank]]></category>
		<category><![CDATA[I tre moschettieri]]></category>
		<category><![CDATA[Il prigioniero di Zenda]]></category>
		<category><![CDATA[Ramon Navarro]]></category>

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		<description><![CDATA[Crimini, misfatti e pettegolezzi dal passato. Barbara La Marr: eroina dell'eroina.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/barbara-la-marr2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12899" title="barbara-la-marr2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/barbara-la-marr2.jpg" alt="" width="450" height="345" /></a></p>
<p>Le regole imposte da <a href="http://www.movielicious.it/2010/03/01/la-censura-questa-sconosciuta/">Hays</a> avevano fermato solo apparentemente la dissolutezza delle star e del loro entourage. La discrezione era una maschera che veniva indossata solo in pubblico, mentre i festini continuavano ad impazzare come e più di prima. Ma nonostante le mille attenzioni, la stampa riusciva sempre a trovare il modo di venire a sapere chi avesse fatto cosa a quella tale festa, corrompendo i domestici o in altri modi poco ortodossi. Durante queste serate i cui tutto, ma proprio tutto, era concesso, lo champagne e gli alcolici erano il male minore. Eroina e cocaina erano all&#8217;ordine del giorno e, proprio per il timore di essere colti in flagrante, era ormai abitudine dei divi e di tutti i pezzi grossi dell&#8217;industria cinematografica rifornirsi presso uno spacciatore di fiducia.</p>
<p>Fu proprio un&#8217;eccessiva dose di eroina stroncò la carriera della giovane Barbara La Marr, una delle attrici più belle e conturbanti del cinema muto. Celebre per il suo fisico da pin-up, entrò nell&#8217;olimpo di Hollywood grazie al ruolo di Milady nel film <em>I tre moschettieri</em>, con Douglas Fairbank, nel 1921. Nel &#8217;22 era al fianco di Ramon Navarro ne <em>Il prigioniero di Zenda </em>e a vent&#8217;anni era già una star. Aveva iniziato a recitare quando era bambina in piccole produzioni teatrali a Tacoma (Washington D.C.) ma quando la sua famiglia si trasferì a Burbank, in California, il sogno di una carriera cinematografica si fece spazio poco a poco nella sua mente di adolescente.</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=yyi4d4UceFc[/youtube]</p>
<p>Sin da giovanissima si era rivelata un personaggio indubbiamente particolare, soprattutto per l&#8217;epoca. Nel gennaio del 1913 partì, poco più che ragazzina, per una gita di alcuni giorni in compagnia della sorella Violet e di un certo C. C. Boxley. Sui giornali si parlò di un tentato rapimento nei confronti di Barbara, anche se la ragazza riuscì a tornare a casa. Violet e Boxley rischiarono di essere accusati per rapimento, ma il caso venne archiviato. Nei mesi successivi Barbara tornò a far perlare di sé dopo aver raccontato di essersi sposata con un allevatore di bestiame, conosciuto durante un viaggio in Arizona. Jack Lytell, questo il nome dell&#8217;uomo, l&#8217;aveva conosciuta mentre era in groppa al suo cavallo e, dopo averla vista al volante ddi un&#8217;auto, l&#8217;aveva seguita per chilometri, per portarla all&#8217;altare il giorno successivo.</p>
<p>Dopo il matrimonio, Barbara La Marr e il marito si trasferirono a New York. Lei iniziò a scrivere sceneggiature, ma il suo legame con Lytell si sgretolò quasi subito, e nel 1914 sposò in seconde nozze Lawrence Converse: il matrimonio fu dichiarato non valido pochi giorni dopo, e Converse fu accusato di bigamia. Ci furono altri tre mariti nella sua vita, e con tutti ebbe relazioni che definire tormentate è poco. Nel 1920, tornò a Los Angeles per fare il suo ingresso nel mondo del cinema. Una carriera fulminea, che le fece guadagnare l&#8217;appellativo di &#8220;The Most Beautiful Girl In The World&#8221;. In pochi anni comparve in oltre trenta film, prendendo parte anche a musical nei teatri di Broadway prima che l&#8217;eccessivo uso di sostanze stupefacenti di ogni sorta stroncassero la sua vita e la sua carriera, a soli ventisei anni.</p>
<p>Era solita tenere la cocaina in uno scrigno d&#8217;oro che non rimaneva mai vuoto, sopra il pianoforte a coda del salotto. Inquieta sin da bambina, durante le interviste si vantava di non perdere mai più di due ore a notte per dormire, poiché &#8220;aveva di meglio da fare&#8221;. Collezionare &#8220;amanti a dozzine, come le rose&#8221;, diceva. E il pubblico andava letteralmente in visibilio per questa sensuale sfrontatezza che da sempre l&#8217;aveva contraddistinta. Il risultato delle indagini che seguirono la sua morte, fu tenuto segreto e gli studios attribuirono il decesso a una dieta troppo rigida a cui l&#8217;attrice si stava sottoponendo.</p>
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		<title>La censura, questa sconosciuta</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 20:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Hollywood Confidential]]></category>
		<category><![CDATA[Codice Hays]]></category>
		<category><![CDATA[Production Code]]></category>
		<category><![CDATA[Will H. Hays]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12424" style="width: 351px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/will.jpg"><img class="size-full wp-image-12424" title="will" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/will.jpg" alt="" width="341" height="419" /></a><p class="wp-caption-text">Will H. Hays</p></div>
<p>Dopo gli scandali di <a href="http://www.movielicious.it/2010/02/09/hollywood-confidential/">Fatty Arbuckle</a> e di <a href="http://www.movielicious.it/2010/02/21/olive-thomas-un-suicidio-inspiegabile/">Olive Thomas</a>, il pubblico aveva iniziato a dare i primi cenni cenni di scontento nei confronti del divismo, e lo dimostrava andando di meno al cinema. La settima arte aveva un gran bisogno di rifarsi il trucco se i produttori volevano che si tornasse a staccare biglietti come un tempo. La salvezza arrivò dal baseball. Nel 1919 l&#8217;industria dello sport aveva subito un brutto colpo dopo che si era venuto a sapere di una certa partita del campionato, venduta al miglior offerente. Il rimedio a questo altarino scoperto si chiamava Kenesaw Mountain Landis, un giudice che da lì in avanti avrebbe garantito che il campionato di baseball fosse giocato in modo pulito e corretto. Al cinema serviva qualcosa del genere, una sorta di garante della moralità che difendesse lo spetttore da scene che potevano essere considerate indecorose o poco rispettose nei confronti di stato, religione o altro.</p>
<p>La posizione di capomoralista e purificatore delle pellicole fu offerta a Will H. Hays, un politico che era stato a capo della campagna elettorale per l&#8217;elezione di Warren G. Harding a presidente nel 1920, favorendo la sua nomina con ogni mezzo. Hays era un vero e proprio traffichino ma con una indiscutibile corazza di moralità che in quel momento appariva come la sua dote migliore. Così il neo purificatore della celluloide si stabilì a New York, città considerata neutrale e sufficientemente lontana dal marciume di Hollywood, e iniziò a fare ciò per cui veniva pagato centomila dollari l&#8217;anno (una cifra a dir poco esagerata, se rapportata a quegli anni).</p>
<div id="attachment_12425" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/annette-kellerman.jpg"><img class="size-full wp-image-12425" title="annette-kellerman" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/annette-kellerman.jpg" alt="" width="500" height="396" /></a><p class="wp-caption-text">Annette Kellerman  in A Daughter of the Gods, 1916  (La prima star ad apparire  completamente nuda in un film).</p></div>
<p>Era il 1922 e Hays divenne lo Zar del cinema, ossia il presidente della Motion Pictures Producers and Distributors of America Inc., messa su in fretta e furia da un gruppo di fondatori (tra cui William Fox e Samuel Goldwyn) che avevano tutto l&#8217;interesse a far tornare il bilancio del mercato cinematografico in attivo. Durante una conferenza stampa gremita di giornalisti provenienti da tutti gli Stati Uniti, Hays prese la parola per tratteggiare agli occhi del mondo i contorni del nuovo volto di Hollywood. In un discorso decisamente poco preparato e malamente improvvisato, esordì con frasi come: &#8220;Le potenzialità educative e morali del cinematografo sono sconfinate. Perciò bisogna proteggerne l&#8217;integrità come proteggiamo l&#8217;integrità dei nostri bimbi e delle nostre scuole&#8230; Noi dobbiamo sentirci, verso quella cosa sacra che è la mente del bambino, quella cosa vergine e pulita, quella lavagna immacolata&#8230; dobbiamo sentirci altrettanto responsabili verso di essa e averne la stessa cura che ne avrebbero il miglior maestro, il miglior sacerdote&#8230;&#8221;. Era iniziata l&#8217;era del Production Code, un codice di autoregolamentazione che gli Studios dovevano seguire per evitare che le loro pellicole venissero censurate, passato alla storia con il nome di Codice Hays.<br />
<a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/code.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12426" title="code" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/code.jpg" alt="" width="326" height="485" /></a><br />
Tre i principi generali di cui il Production Code si costituiva:</p>
<p><strong>1)</strong> Non sarà prodotto nessun film che abbassi gli standard morali degli spettatori. Per questo motivo la simpatia del pubblico non dovrà mai essere indirizzata verso il crimine, i comportamenti devianti, il male o il peccato.<br />
<strong>2)</strong> Saranno presentati solo standard di vita corretti, con le sole limitazioni necessarie al dramma e all&#8217;intrattenimento.<br />
<strong>3)</strong> La Legge, naturale, divina o umana, non sarà mai messa in ridicolo, né sarà mai sollecitata la simpatia dello spettatore per la sua violazione.</p>
<p>A queste tre regole fondamentali furono poi aggiunte altre restrizioni (furono proibiti il nudo e le danze considerate lascive, la rappresentazione dell&#8217;uso di droghe o di alcolici, così come le allusioni a ogni genere di &#8220;perversione sessuale&#8221;, omosessualità in primis, di adulterio o la rappresentazione del parto).</p>
<p>Improvvisamente Hollywood fu invasa da un&#8217;onda anomala di moralità, con tanto di clausole contrattuali di ordine morale per impedire ai divi di comportarsi in modo sconveniente. Ma i magnati non si erano illusi neanche per un momento che questa redenzione avrebbe trovato il terreno giusto per attecchire. Per questo avevano iniziato a sguinzagliare gli investigatori privati alla ricerca di prove e indiscrezioni che potessero portare alla rovina dell&#8217;una o dell&#8217;altra star, e senza esclusione di colpi: gli investigatori passavano con nonchalance dalla corruzione dei domestici all&#8217;ascolto di conversazioni con primitivi registratori. Tutto questò portò alla compilazione di un Libro nero su cui vennero annotati i nomi e i &#8220;peccati&#8221; di oltre cento personaggi hollywoodiani ritenuti pericolosi a causa della loro discutibile condotta. A molti attori furono strappati davanti agli occhi i contratti che avevano firmato con gli Studios, e numerose carriere furono bruscamente interrotte ancor prima di cominciare, per la gioia di Hays e dei suoi scagnozzi.</p>
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