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	<title>Movielicious &#187; Alessandro Gassmann</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Non ci resta che il crimine</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2019 11:27:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Gassmann]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Tognazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Ilenia Pastorelli Massimiliano Bruno]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Giallini]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Guaglianone]]></category>
		<category><![CDATA[Non ci resta che il crimine]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle sale la commedia criminale di Massimiliano Bruno. Un tuffo nell'Italia dell'82 tra i mondiali di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2019)<br />
Uscita: 10 gennaio 2019<br />
Regia: Massimiliano Bruno<br />
Con: Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Gianmarco Tognazzi, Edoardo Leo, Ilenia Pastorelli<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuzione: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/non-ci-resta-che-il-crimine-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57933" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/non-ci-resta-che-il-crimine-1.jpg" alt="non-ci-resta-che-il-crimine-1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>La solita commedia? Ni. Al suo sesto film da regista e dopo l&#8217;ultimo e piuttosto insipido <em><a href="http://www.movielicious.it/2017/02/21/beata-ignoranza-recensione/" target="_blank">Beata Ignoranza</a></em>, <strong>Massimiliano Bruno</strong> si lancia in un progetto il cui titolo è un sentito omaggio la pellicola di Benigni del 1984, senza però averne la dirompenza e l&#8217;estro. Aiutato in fase di sceneggiatura da <strong>Nicola Guaglianone</strong> (autore, tra gli altri, di <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank">Lo chiamavano Jeeg Robot</a></em> e <a href="http://www.movielicious.it/2018/01/10/benedetta-follia-recensione/" target="_blank"><em>Benedetta follia</em></a>), Andrea Bassi e dal fumettista Menotti, questa volta il regista romano porta alla ribalta la storia di tre amici, Sebastiano, Moreno e Giuseppe – rispettivamente<strong> Alessandro Gassman</strong>, <strong>Marco Giallini</strong> e <strong>Gianmarco Tognazzi</strong> – per i quali l’arte di arrangiarsi è uno stile di vita, tanto da inventare modi sempre più creativi per “fare i soldi con la pala”. Quando decidono di organizzare un tour della Roma Criminale alla scoperta dei luoghi della <strong>banda della Magliana</strong>, accade qualcosa che li catapulta nell&#8217;estate del 1982, nei giorni del Mondiale di Spagna. Ritrovandosi faccia a faccia con il vero <strong>Enrico De Pedis</strong>, detto Renatino (<strong>Edoardo Leo</strong>) – storico capo della banda – che all’epoca gestiva le scommesse clandestine sul calcio, i tre tentano, sfruttando le loro conoscenze sul futuro, di cogliere quest&#8217;opportunità per lasciare alle spalle la mediocrità delle loro vite.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/non-ci-resta-che-il-crimine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57934" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/01/non-ci-resta-che-il-crimine.jpg" alt="non-ci-resta-che-il-crimine" width="932" height="621" /></a></p>
<p>La <strong>Banda della magliana</strong> in chiave comica effettivamente è un bell&#8217;azzardo. Sarà perché, a distanza di trent&#8217;anni, la memoria delle tante efferatezze compiute è ancora viva nelle menti di chi quegli anni li ha vissuti, o perché dopo tutto questo tempo, i sequestri dei beni appartenuti ai suoi esponenti continuano a far notizia (proprio qualche giorno fa sui giornali si leggeva dei 25 milioni di euro del <a href="https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/banda_della_magliana_diotallevi-4154999.html" target="_blank">tesoro della banda</a>, confiscato a uno dei suoi esponenti, Ernesto Diotallevi, che è andato a finire nelle casse dello Stato). Ma il rischio di ridicolizzare e di alleggerire eccessivamente un pezzo di storia criminale recente tanto oscuro, viene fugato sin dall&#8217;inizio, perché quella che vediamo nel film, si chiama nello stesso modo e ha i membri che riprendono i nomi dei veri esponente della gang criminale, ma è tutta un&#8217;altra cosa.</p>
<p>E funziona. Funziona perché in questo <em>Ritorno al Futuro</em> italian style che incontra <em>Non ci resta che piangere</em>, che si mescola con <em>Romanzo Criminale</em> e strizza l&#8217;occhio alla trilogia di <a href="http://www.movielicious.it/2017/11/27/smetto-quando-voglio-ad-honorem-recensione/" target="_blank"><em>Smetto quando voglio</em></a> e ai poliziotteschi anni Settanta, a vincere sono ironia e leggerezza, oltre alla palese inverosimiglianza di una vicenda che non ha alcuna pretesa di fingersi storicamente credibile. Tra Ray-Ban specchiati, motorini Ciao, ghiaccioli tricolore, figurine di Paolo Rossi e Figueroa e le pubblicità dei Pennelli Cinghiale e delle batterie Duracell in TV, anche la regia di Bruno si diverte a imitare lo stile del cinema di genere degli anni Ottanta, puntando su split screen e zoom sui primi piani dei protagonisti, soluzioni mirate a sporcare la pulizia stilistica, le inquadrature chiare e la recitazione funzionale tipica della commedia. Nulla di nuovo, poi, sul fronte della struttura narrativa, che continua a reiterare uno schema già ampiamente visto e sfruttato. Ma la sinergia tra gli attori e qualche battuta azzeccata e <strong>Ilenia Pastorelli</strong> con indosso la tutina che fu di Heather Parisi, fanno portare a casa il risultato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Il premio</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/12/06/il-premio-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Dec 2017 08:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Gassmann]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Foglietta]]></category>
		<category><![CDATA[Gigi Proietti]]></category>
		<category><![CDATA[Il Premio]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Zitelli]]></category>
		<category><![CDATA[Matilda De Angelis]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Papaleo]]></category>

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		<description><![CDATA[Alessandro Gassmann dirige e interpreta uno strampalato road-movie con Gigi Proietti, Anna Foglietta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 6 dicembre 2017<br />
Regia: Alessandro Gassmann<br />
Con: Gigi Proietti, Alessandro Gassmann, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Matilda De Angelis<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Vision Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Il_Premio_Slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56864" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Il_Premio_Slide.jpg" alt="Il_Premio_Slide" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Alla seconda regia di un lungometraggio di finzione dopo l&#8217;interessante esordio avvenuto nel 2013 con <em>Razzabastard</em>a, <strong>Alessandro Gassmann</strong> cambia del tutto genere e si lancia in una commedia il cui fulcro sembra voler affrontare, una volta per tutte, uno degli aspetti che hanno caratterizzato la sua esistenza: il rapporto con un padre tanto carismatico quanto ingombrante la cui fama e talento avrebbero irrimediabilmente influito sulla vita dei figli. <em><strong>Il Premio</strong></em>, scritto insieme a <strong>Valter Lupo</strong> e <strong>Massimiliano Bruno</strong>, è un road movie su un viaggio strampalato da Roma a Stoccolma che due figli distanti e non all&#8217;altezza del talento paterno (Alessandro Gassmann e <strong>Anna Foglietta</strong>) intraprendono insieme con il loro genitore geniale, Giovanni Passamonti (<strong>Gigi Proietti</strong>), insignito del Nobel per la letteratura, e con il suo segretario tuttofare (<strong>Rocco Papaleo</strong>), per andare a ritirare il prestigioso riconoscimento.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Il_Premio_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56865" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Il_Premio_2-1024x682.jpg" alt="Il_Premio_2" width="1024" height="682" /></a></p>
<p>Parte da uno spunto non proprio originale Alessandro Gassmann e cerca, strada facendo, di portare avanti contemporaneamente due filoni narrativi: quello più riflessivo e quello più marcatamente brillante. Purtroppo, però, Il premio non riesce a spiccare né all&#8217;interno dell&#8217;uno, né dell&#8217;altro e quello che, almeno nelle intenzioni, sarebbe dovuto essere un ampio racconto intimo e personale, non riserva altro che battute già sentite e personaggi poco più che bidimensionali. Anche un gigante come Gigi Proietti mostra una certa fatica nel tentare di arricchire di sfumature il suo Giovanni Passamonti per  elevarlo il più possibile (in fondo, è pur sempre un Premio Nobel), riuscendo nell&#8217;impresa solo a metà.</p>
<p>Così si va avanti per <strong>cliché</strong>: la limitatezza di Oreste (Gassmann), il cui sogno è aprire una palestra, che si scontra con la ben più elevata caratura culturale di suo padre Giovanni (Proietti), il continuo confronto tra un Nord Europa civilissimo raffrontato puntualmente con l&#8217;Italietta più gretta e incivile, ma anche tanto più sanguigna, e così via. Il resto è tutta una storia di corna e incesti, di rapporto genitori-figli che da disastroso diventa dignitoso e di piccoli, divertenti episodi che, in parte, vanno a colmare i troppi momenti di stanca in un film che si tiene su solo ed esclusivamente grazie a un cast di livello tra cui spicca un&#8217;avvenente e talentuosa <strong>Matilda De Angelis</strong>, già vista e apprezzata in <a href="http://www.movielicious.it/2016/04/05/veloce-come-il-vento/" target="_blank"><em>Veloce come il vento</em></a>, qui nei panni di una cantante in stile Björk con una voce dolce e suadente.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Il Premio, il trailer della commedia diretta e interpretata da Alessandro Gassmann</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 08:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alessandro Gassmann]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Premio]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel cast Gigi Proietti, Anna Foglietta e Rocco Papaleo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Il_Premio.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-56793" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/11/Il_Premio.jpeg" alt="Il_Premio" width="635" height="350" /></a></p>
<p><em><a href="https://it-it.facebook.com/visionfilmdistribution/" target="_blank">Vision Distribution</a></em> ha rilasciato in rete il trailer de <em><strong>Il Premio</strong>,</em> commedia diretta e interpretata da <strong>Alessandro Gassmann</strong>, che vede nel cast <strong>Gigi Proietti</strong>, <strong>Anna Foglietta</strong>, <strong>Rocco Papaleo</strong>  e <strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/04/05/veloce-come-il-vento/" target="_blank">Matilda De Angelis</a></strong>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/tV0Dihp6LOc" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Il Premio</strong></em> racconta il divertente e folle viaggio di Giovanni Passamonte (Gigi Proietti), uno scrittore di fama internazionale che viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. Per paura di volare, Passamonte decide di partire per Stoccolma in auto con Rinaldo (Rocco Papaleo), suo assistente da sempre. Inaspettatamente, si uniscono a loro i due figli Oreste (Alessandro Gassmann) proprietario di una palestra prossima alla chiusura e Lucrezia (Anna Foglietta) inconcludente e nevrotica blogger. Durante le numerose tappe di questo viaggio pieno di imprevisti, il gruppo incontrerà curiosi personaggi che metteranno ironicamente in discussione le certezze dei protagonisti, costringendoli finalmente a svelare dinamiche familiari insospettabili e a conoscersi veramente.</p>
<p>L’uscita de <strong><em>Il Premio</em></strong> nelle sale è fissata per il <strong>6 dicembre 2017</strong>.</p>
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		<title>Beata ignoranza</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/02/21/beata-ignoranza-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2017 14:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Valeria Bilello]]></category>

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		<description><![CDATA[Dipendenza da social network? Ne sanno qualcosa Marco Giallini e Alessandro Gassmann nella commedia di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 23 febbraio 2017<br />
Regia: Massimiliano Bruno<br />
Con: Marco Giallini, Alessandro Gassmann, Valeria Bilello, Carolina Crescentini<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuzione: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Beata_Ignoranza_1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-55370" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Beata_Ignoranza_1-1024x576.jpg" alt="Beata_Ignoranza_1" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>Lo scontro culturale che, in <em><strong>Beata ignoranza</strong></em>, contrappone chi si mantiene impermeabile al fascino della tecnologia da chi invece ne è del tutto dipendente magari non sarà proprio vecchio come il mondo, ma è di sicuro parte integrante di qualsiasi studio sui <strong>mezzi di comunicazione di massa</strong> da almeno cinquant’anni, più o meno dalla teorizzazione della dicotomia “apocalittici VS integrati” per mano di Eco.<br />
Per questo stupisce non poco che <strong>Massimiliano Bruno</strong> non solo scelga di approcciare un tema già di per sé obsoleto come quello della dipendenza da social network, ma che lo faccia con una banalità di lettura che verrebbe da attribuire più ad un anziano trombone anti-internet che non a un regista accorto e tutto sommato giovane come lui.<br />
La storia è quella di Ernesto (<strong>Marco Giallini</strong>) e Filippo (<strong>Alessandro Gassmann</strong>), un tempo grandi amici, che un profondo scontro ha tenuto lontani per anni. Fino a quando si ritrovano, entrambi professori di liceo, a insegnare nella stessa classe. Ma, mentre Filippo è un allegro dongiovanni perennemente online, Ernesto è un severo conservatore, orgoglioso possessore di un telefono cellulare anni 90 e privo di computer. Il passato però si presenta a chiedere il conto tramite Nina, una ragazza che li coinvolgerà in un esperimento che si trasforma ben presto in una grossa sfida: per una settimana Filippo dovrà uscire dalla rete ed Ernesto provare ad entrarci.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Beata_Ignoranza_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-55371" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Beata_Ignoranza_2-1024x601.jpg" alt="Beata_Ignoranza_2" width="1024" height="601" /></a></p>
<p>Sebbene all’inizio i due punti di vista antitetici vengano infatti illustrati con il finto distacco di chi ambisce al ruolo di osservatore esterno e imparziale, basta addentrarsi un minimo in questo <em><strong>Beata ignoranza</strong></em> per capire come l’autore parteggi decisamente per chi, alle lusinghe di una chat su <strong>Telegram</strong>, preferisce di gran lunga il piacere tutto analogico della lettura o l’ascolto di un disco, meglio ancora se in vinile. Se il personaggio di Alessandro Gassmann riscopre, attraverso l’abiura della tecnologia, un certo piacere per l’introspezione e il contatto umano, all’opposto quello di Giallini sembra invece perdere nella rete buona parte della propria bontà d’animo.<br />
I problemi nascono quando, su un impianto strutturale già viziato da una sostanziale inattualità di fondo, si va ad appoggiare una sceneggiatura che, tra un tentativo e l’altro di produrre risate, insegue a tutti i costi il meccanismo conciliatorio, vera conditio sine qua non di quasi tutta la commedia italiana contemporanea, laddove per “quasi” si intendono giusto Sydney Sibilia e il Paolo Genovese di <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/11/perfetti-sconosciuti/" target="_blank"><em>Perfetti sconosciuti</em></a>. Nello specifico, qui tutto tende verso un lieto fine in cui i rapporti umani abbiano comunque la meglio sul virtuale.</p>
<p>Peccato solo che, nel mezzo, ci sia una figlia che i protagonisti, nel dubbio di chi tra i due sia il vero padre, hanno consapevolmente ignorato per quindici anni senza troppi sensi di colpa o patemi di sorta e che &#8211; nel giro delle due ore scarse di film, complice anche la nascita di un nipotino dalla paternità ugualmente incerta &#8211; si rendono conto di amare alla follia.<br />
La fortuna di Massimiliano Bruno è però di avere in cima al cast due attori  rodati come Marco Giallini e Gassmann, che lavorano in modo quasi indipendente dallo script. Il primo, in particolare, gigioneggia adorabilmente con questo ruolo di brontolone dal cuore tenero che sembra ormai diventato il marchio di fabbrica di qualsiasi sua interpretazione, quasi come se ormai Giallini venisse chiamato sul set per “fare Marco Giallini”. E, malgrado quest’anno il bravo attore abbia rischiato molto da vicino la sovraesposizione, non è affatto un caso che i momenti più divertenti del film abbiano proprio lui come protagonista.<br />
Un plauso va anche alla coppia di caratteristi formata da <strong>Luca Angeletti</strong> e <strong>Emanuela Fanelli</strong> che chi ha visto la serie<em> Dov’è Mario?</em> ricorderà con piacere. Sebbene lontani (e per fortuna) dalle fastidiose velleità sociali di <a href="http://www.movielicious.it/2015/11/11/gli-ultimi-saranno-ultimi/" target="_blank"><em>Gli ultimi saranno ultimi</em> </a>ma da <em><strong>Beata ignoranza</strong></em> era però lecito aspettarsi di più, sia in termini puramente comici che nel suo tentativo di interpretare una realtà troppo complessa per essere racchiusa nel giochino dei pro e dei contro.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non c’è più religione</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/07/non-ce-piu-religione-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 08:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Gassmann]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Finocchiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Bisio]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Miniero]]></category>
		<category><![CDATA[Non c’è più religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Gassmann, Bisio e Finocchiaro nella commedia diretta da Luca Miniero, fiera del luogo comune.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.,  Italia 2016)<br />
Uscita: 7 dicembre 2016<br />
Regia: Luca Miniero<br />
Con: Claudio Bisio, Alessandro Gassman, Angela Finocchiaro<br />
Durata: 1 ora e 33 minuti<br />
Distribuzione: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/NonCePiuReligione.jpg"><img class="alignnone wp-image-54677" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/NonCePiuReligione-1024x611.jpg" alt="NonCePiuReligione" width="650" height="388" /></a></p>
<p>Immediatamente prima dei titoli di testa di <em><strong>Non c’è più religione</strong></em>, un cartello ci informa che in Italia non si fanno più figli e che, secondo le statistiche, ogni spettatore presente in sala ha 0,65 figli e ben 2,83 cellulari. <strong>Luca Miniero</strong> detta così le coordinate di una storia che vuole affrontare i temi della crisi delle nascite e dell’integrazione con leggerezza ma, allo stesso tempo, si gioca anche la battuta più divertente di tutto il film ancor prima che questo abbia inizio. Perché di rado in Italia si è visto un tentativo di commedia dalle pretese “sociali” (tra moltissime virgolette) così poco riuscito.<br />
E dire che le forze in campo non erano neanche poche o di poco conto se consideriamo due attori di rango come <strong>Alessandro Gassmann</strong> e <strong>Claudio Bisio</strong> e il coinvolgimento, in sede di scrittura, di un veterano come <strong>Sandro Petraglia</strong> che, da Nanni Moretti a Gianni Amelio, ha comunque collaborato con il gotha del cinema italiano.<br />
Il risultato, invece, non solo è risibile ma addirittura irritante nella sua manifesta pigrizia intellettuale. Non c’è un solo momento del film in cui si rida di gusto o, d’altro canto, si sia spinti a riflettere da una qualche angolazione inedita su un argomento spinoso &#8211; e in ogni caso topico &#8211; come quello del razzismo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/NonCePiuReligione_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54678" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/NonCePiuReligione_1.jpg" alt="NonCePiuReligione_1" width="644" height="375" /></a></p>
<p>La storia è quella di un’immaginaria isoletta del Mediterraneo dove ogni anno si realizza un presepe vivente per attirare i turisti.<br />
Quest’anno però il bambinello titolare ha un problema: è un po’ troppo cresciuto e ha un accenno di baffi adolescenziali, insomma nella mangiatoia non ci sta proprio. A Porto Buio del resto le natalità sono ai minimi storici ma il bisogno di trovare un altro bambino<br />
spinge il sindaco Cecco (Claudio Bisio), fresco di nomina dopo una disastrosa carriera politica al Nord, a chiederne uno in prestito alla comunità islamica che vive sull’isola, anche se l’idea non piace affatto alla frangia più conservatrice della popolazione.<br />
La location isolana è solo il primo di una serie di elementi che contribuiscono ad allontanare la storia dai parametri che siamo soliti attribuire alla realtà, immergendola invece in una dimensione vagamente favolistica in cui tutti conoscono tutti e nessuno è mai davvero cattivo.<br />
Errore imperdonabile per un film che, se ha davvero voglia di approcciare il sociale, non può esimersi dal pungere, almeno un po’.<br />
Miniero si limita invece al minimo sindacale, tra un Alessandro Gassmann (napoletano poi) che si è costruito una nuova identità come leader di una comunità islamica perché deluso dalla chiusura mentale dei suoi connazionali e una suora (interpretata da una <strong>Angela Finocchiaro</strong> mai così irritante nella sua urgenza di voler strappare risate a tutti i costi) che è, allo stesso tempo, levatrice ormai disoccupata e titolare dell’unica pizzeria dell’isola.</p>
<p>Come se tutto ciò non bastasse, gli autori decidono di confondere le carte e di introdurre nella dicotomia tra cattolici e islamici un ulteriore elemento esotico, nello specifico la figlia del sindaco, buddista per moda e incinta di padre ignoto. Il fastidio che si prova nell’assistere a questo teatrino di luoghi comuni in cui qualsiasi mediorientale viene chiamato “kebabbaro” e un vescovo, confuso dall’apertura occidentale verso religioni altre, cerca di lavare i piedi a chiunque per riguadagnare un proprio ruolo almeno nella dimensione rituale, è più o meno lo stesso causato dalla conclamata pochezza dei <strong>cinepanettoni</strong>, anzi, in questo caso le velleità sociologiche rappresentano addirittura un aggravante. Di base c’è però la medesima malcelata mancanza di rispetto nei confronti di un pubblico che si ritiene possa sentirsi appagato da due battute messe in croce se, come qui, a pronunciarle c’è “quello che presentava Zelig”.<br />
Verrebbe anche da rimpiangere il lavoro fatto dallo stesso Miniero su altri luoghi comuni in <em>Benvenuti al Sud</em>, se non fosse che allora ad assisterlo c’era comunque la solida traccia narrativa dell’originale francese. Così come, a voler essere cattivi, si potrebbero sottolineare le differenze tra il regista e il suo ex sodale Paolo Genovese (insieme girarono i loro primi tre film) nell’alzare un po’ l’asticella del cinema italiano di area più leggera. Con <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/11/perfetti-sconosciuti/" target="_blank"><em>Perfetti sconosciuti</em></a>, ad esempio, Genovese c’è riuscito, mentre, a giudicare da questo <em><strong>Non c’è più religione</strong></em>, Miniero sembra ancora lontano anche solo dal provarci.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
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