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	<title>Movielicious &#187; Chris Pine</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Wonder Woman</title>
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		<pubDate>Tue, 30 May 2017 18:08:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Robin Wright]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle sale l'atteso cinecomic targato DC con Gal Gadot e Chris Pine.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2017)<br />
Uscita: 1 giugno 2017<br />
Regia: Patty Jenkins<br />
Con: Gal Gadot, Chris Pine, David Thewlis, Robin Wright<br />
Durata: 2 ore e 21 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Wonder_Woman_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56204" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Wonder_Woman_1.jpg" alt="Wonder_Woman_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Dopo i tonfi di <a href="http://www.movielicious.it/2016/03/23/batman-v-superman-dawn-of-justice/" target="_blank"><em>Batman VS Superman: Dawn of Justice</em></a> e <em>Suicide Squad</em>, alla <strong>DC Comics</strong> devono aver realizzato che l’unico modo per giocare nello stesso campionato della Marvel era, per l’appunto, marvellizzare un po’ i toni.<br />
Il che si traduce nell’utilizzo massiccio di un’ironia per lo più assente nei due succitati film e una generale virata verso un mood assai meno cupo che, dalle impenetrabili nebbie di Gotham City, porta dritto all’elegiaca Themyscira, un’isola celata alla vista degli uomini e interamente abitata da amazzoni.<br />
È qui che incontriamo per la prima volta una Diana bambina mentre osserva di nascosto alcune guerriere allenarsi nell’arte del combattimento e sogna di diventare, un giorno, come loro.<br />
Peccato solo che sua madre, la regina Hippolyta, sia oltremodo protettiva nei suoi confronti e le proibisca categoricamente di combattere. Ma Diana è mossa da una scintilla di fuoco negli occhi ed è chiaro fin da subito che, una volta scoperto di essere l’unica risorsa in grado di salvare l’umanità dal malvagio dio della guerra Ares, seguirà il suo destino.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Wonder_Woman_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56205" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/Wonder_Woman_2-1024x422.jpg" alt="Wonder_Woman_2" width="1024" height="422" /></a></p>
<p>A questo punto appare evidente come non solo <em><strong>Wonder Woman</strong></em> guardi alla Marvel – la genesi è in fondo vicina alle tematiche ultraterrene di un <a href="http://www.movielicious.it/2011/04/27/thor/" target="_blank"><em>Thor</em> </a>e l’ambientazione bellica può facilmente ricordare il primo <a href="http://www.movielicious.it/2011/07/21/capitan-america-il-primo-vendicatore/" target="_blank"><em>Capitan America</em></a> – ma attinga anche all’universo femminile (e soprattutto femminista) di casa Disney.<br />
Il candore della protagonista, unito alla forte determinazione e all’ambientazione insulare, non può non ricordare infatti Vaiana (o Moana, che dir si voglia), l’eroina del recente <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/12/19/oceania-recensione/" target="_blank">Oceania</a></em>.<br />
Fino a qui tutto bene ma, seppure non assimilabile ai seriosi disastri di Zack Snyder e David Ayer, il film di <strong>Patty Jenkins</strong> – assente al cinema dai tempi di <em>Monster</em> – non è esente da difetti, alcuni anche notevoli.<br />
Il primo riguarda senza alcun dubbio l’aspetto squisitamente tecnico della faccenda, connotato da un utilizzo all’apparenza povero degli effetti speciali, se non altro rispetto agli standard a cui gli ultimi vent’anni di cinecomic ci hanno abituato. C’è, in generale, un’estetica più vicina a certi anni 80 che non alle mirabilie della CGI moderna. Resta da capire se sia il frutto di oggettivi limiti di budget o di una precisa scelta stilistica.</p>
<p>Poi il ritmo che, dopo un incipit impreziosito comunque dalla location esotica (l’isola di Themyscira è in realtà ricostruita nella splendida cornice di Matera) e dalla presenza, ahinoi breve, di <strong>Robin Wright,</strong> rallenta in una seconda parte che vira verso lidi spy adagiandosi però su un plot di banalità a tratti sconcertante che procede, senza particolari scossoni, verso il più telefonato degli epiloghi.<br />
Altro problema piuttosto grave riguarda i dialoghi, alleggeriti fino a rasentare una naïveté che, se diverte nei botta e risposta densi di tensione erotica tra <strong>Gal Gadot</strong> e <strong>Chris Pine</strong>, mostra invece la corda quando si tratta di modulare l’enfasi con cui vengono descritti i rapporti tra l’eroina e l’immancabile villain.<br />
Ora, evitando oculatamente qualsiasi forma di spoiler, ci limiteremo a dire che l’attore designato per quest’ultimo ruolo potrebbe non essere la scelta ideale, sia per la totale mancanza di physique du rôle, sia per l’abitudine dello stesso ad interpretare ruoli ambigui che, in qualche modo, predispone lo spettatore al disvelamento finale.<br />
Discorso opposto merita la magnifica Gal Gadot, onnipresente sullo schermo e così a proprio agio con questo ruolo che l’atto del credere che sia realmente una dea non richiede neanche troppo sforzo da parte del pubblico.<br />
Al netto delle imperfezioni resta il fatto che <strong><em>Wonder Woman</em></strong> sia il migliore dei cinecomic realizzati finora dalla DC (qualche maligno potrebbe dire che non ci voleva poi molto) oltre ad alimentare le scarse aspettative per il collettivo <em>Justice League</em> in arrivo nei cinema il prossimo autunno.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Star Trek Beyond</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/07/20/star-trek-beyond-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 07:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Zachary Quinto]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra nostalgia e innovazione, Justin Lin ci regala un terzo capitolo da vedere tutto d'un fiato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2016)<br />
Uscita: 21 luglio 2016<br />
Regia: Justin Lin<br />
Con: Chris Pine, Zachary Quinto, Idris Elba, Sofia Boutella, Simon Pegg,<br />
Durata: 2 ore e 2 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Star_Trek_Beyond_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53560" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Star_Trek_Beyond_1.jpg" alt="Star_Trek_Beyond_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Dopo il rilancio della saga ad opera di <strong>J.J. Abrams</strong> con due capitoli che sono riusciti nell&#8217;arduo intento di mettere d&#8217;accordo appassionati e spettatori della domenica, il franchise-reboot di <em><strong>Star Trek</strong></em> prosegue con un temutissimo cambio in cabina di regia in favore di <strong>Justin Lin</strong> (<em>Fast &amp; Furious</em>, dal terzo al sesto capitolo) che si è rivelata essere una scelta più che azzeccata. Il regista taiwanese punta i riflettori su un equipaggio, quello della USS Enterprise che, arrivato al terzo anno di una missione esplorativa quinquennale durante la quale non solo si perlustra lo spazio alla ricerca di nuovi mondi, ma si promuove ache un modo di pensare e di vivere, inizia a mettersi in discussione e a farsi domande. Perché, durante il viaggio &#8220;per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima&#8221;, è possibile incontrare qualcuno che non sia in linea con quanto predicato dalla Federazione, qualcuno come il misterioso Krall (<strong>Idris Elba</strong>) che ha i suoi buoni motivi (che naturalmente non sveliamo) per andare contro la Flotta Stellare. È in momenti come questi che il Capitano Kirk (<strong>Chris Pine</strong>) inizia a sentire il peso della responsabilità sulle proprie spalle, e con lui gli altri membri dell&#8217;Enterprise.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Star_Trek_Beyond_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-53561" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/Star_Trek_Beyond_2-1024x681.jpg" alt="Star_Trek_Beyond_2" width="650" height="432" /></a></p>
<p><em><strong>Star Trek Beyond</strong></em> inizia con uno stralcio del diario di bordo di Kirk, in cui il capitano racconta di un equipaggio ligio al proprio dovere, anche se provato dalla lunga permanenza nello spazio. In seguito a una richiesta di aiuto, però, la routine viene interrotta, portando  l’Enterprise in una nebulosa dove viene attaccata da uno sciame di piccole navicelle. Kirk e gli altri finiscono così su un pianeta sconosciuto dall&#8217;aspetto inospitale almeno quanto lo erano i mondi in cui finiva per naufragare l&#8217;equipaggio della serie classica. Divisi e ammaccati dalle circostanze, Kirk, Spock (<strong>Zachary Quinto</strong>) e gli altri dovranno ritrovarsi, prima di affrontare l&#8217;ira di Krall e del suo esercito.</p>
<p>Nonostante i lutti che hanno colpito il cast (prima <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/27/addio-a-leonard-nimoy/" target="_blank">Leonard Nimoy</a>, poi <a href="http://www.movielicious.it/2016/06/20/addio-ad-anton-yelchin-morto/" target="_blank">Anton Yelchin</a>) e ai quali Lin rende sentiti omaggi, <em><strong>Star Trek Beyond</strong></em> risulta essere il più vivo e anche il più frenetico dei tre film. I tempi di produzione folli (appena 18 mesi) hanno finito col ripercuotersi, fortunatamente più nel bene che nel male, sullo sviluppo narrativo della pellicola che, dopo un prologo iniziale pacato che mette in luce situazioni e stati d&#8217;animo dei protagonisti, si anima fino a diventare un action &#8220;spaziale&#8221; il cui ritmo non cala mai, fino alla fine. La sceneggiatura rimaneggiata da <strong>Simon Pegg</strong> riesce a catturare lo spirito originale della serie senza spingere troppo su citazionismi e altri aspetti malinconici: rispettoso della fanbase, Star Trek Beyond funziona perfettamente anche nell&#8217;intrattenere lo spettatore casuale, combinando la filosofia e i principi da cui è nato questo universo, quelli cari a <strong>Gene Roddenberry</strong>, con scenografie mozzafiato e scene d&#8217;azione al cardiopalma. Unica pecca, un villain non troppo incisivo, un Idris Elba che per tre quarti del film ha tanto di quel trucco in faccia che non solo si stenta a riconoscerlo, ma che priva il suo personaggio di quelle sfumature che lo avrebbero elevato. Per il resto lo spettacolo è assicurato e il<strong> 3D</strong>, una volta tanto, regala davvero quel qualcosa in più.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chris Pine e Casey Affleck nel trailer de L’Ultima Tempesta</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 08:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Casey Affleck]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Pine]]></category>
		<category><![CDATA[Craig Gillespie]]></category>
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		<category><![CDATA[Holliday Grainger]]></category>
		<category><![CDATA[L’Ultima Tempesta]]></category>
		<category><![CDATA[The Finest Hours]]></category>

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		<description><![CDATA[Diretto da Craig Gillespie, sarà in sala a fine marzo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/The_Finest_Hours.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51728" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/The_Finest_Hours.jpg" alt="The_Finest_Hours" width="640" height="347" /></a></p>
<p>E&#8217; online il nuovo trailer italiano de <em><strong>L’Ultima Tempesta</strong></em> (<em><strong>The Finest Hours</strong></em>), avventura ispirata alle gesta eroiche della Guardia Costiera americana alle prese con una sconvolgente tempesta e con uno dei più disastrosi naufragi al largo della East Coast. Nel cast <strong>Chris Pine</strong>, <strong>Eric Bana</strong>, <strong>Casey Affleck</strong> e <strong>Holliday Grainger</strong>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/O85ONBCdzZw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Diretto da <strong>Craig Gillespie</strong>, il film arriverà nelle sale italiane il 31 marzo 2016, in Digital 3D™.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Into the Woods</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/04/02/into-the-woods/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 13:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rob Marshall e il suo cast di stelle nella trasposizione del musical di Stephen Sondheim che ha incantato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA 2015)<br />
Uscita: 2 aprile 2015<br />
Regia: Rob Marshall<br />
Con:  Meryl Streep, Emily Blunt, James Corden, Anna Kendrick<br />
Durata: 2 ore e 5 minuti<br />
Distribuito da: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/into_the_woods_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42034" title="into_the_woods_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/into_the_woods_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Se con l&#8217;approccio tradizionalista di <a href="http://www.movielicious.it/2015/03/11/cenerentola/"><em>Cenerentola</em></a> ha preso definitivamente il via una fase di autoreferenziale restaurazione del canone che abbiamo battezzato Neoclassicismo Disneyano, restava solamente da capire quale capitolo della produzione degli studi di Burbank avesse decretato la conclusione di quella stagione sperimentale e innovatrice che, dal recupero del 2D de <em>La principessa e il ranocchio</em> alla crisi di identità di oggi, poteva rappresentare dopo i fasti degli anni Novanta il suo secondo periodo rinascimentale.</p>
<p>Con la trasposizione del colosso broadwayiano <em><strong>Into the Woods</strong></em> si concretizza quindi la transizione fra l&#8217;ottica postmoderna degli ultimi lungometraggi d&#8217;animazione e il ritorno alle origini sancito dai recentissimi o imminenti progetti live-action, un momento di passaggio sospeso fra il revival e la sua radicale rielaborazione, una sorta di contraltare tombale dei gioiosi, vitali aggiornamenti che costituivano quel piccolo manifesto che fu l&#8217;ibrido dimenticato <em>Come d&#8217;incanto</em>.<br />
La Disney si guarda di nuovo allo specchio, dunque, ma con un&#8217;autocoscienza e uno scavo nella sua iconografia che nella pellicola di Kenneth Branagh si vedevano sostituiti da un indolente e rassicurante calco della convenzione fine soltanto a se stesso. Se la tendenza dominante era quella di preferire l&#8217;anima morbida e conciliante della componente perraultiana, in <em>Into the Woods</em> trionfa piuttosto il timbro cruento e spietato dell&#8217;universo dei fratelli Grimm, trascinando in una condizione umana condivisa a base di egoismo e di rassegnazione tanto i buoni quanto i cattivi, partendo dall&#8217;idea di svelare l&#8217;ipocrisia alla radice dell&#8217;happy ending e rimarcando che al sicuro dalla dolorosa via di mezzo della felicità non possono sfuggire neanche gli eroi delle fiabe.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/into-the-woods-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42035" title="into-the-woods-1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/into-the-woods-1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>L&#8217;integrità dell&#8217;immaginario fantastico e del suo clima idilliaco adotta così connotati fortemente ambigui e perturbanti che rendono tutti i personaggi in qualche modo vittime di un desiderio innocente che, perso il senso della misura, trascende nella tragedia della hybris, coinvolgendo ugualmente una coppia di umili fornai (<strong>James Corden </strong>ed <strong>Emily Blunt</strong>) resi sterili da una maledizione, una Cenerentola (<strong>Anna Kendrick</strong>) lontana dalla naïveté e dal candore del prototipo, un principe azzurro (<strong>Chris Pine</strong>) vanesio e fedifrago, una Cappuccetto Rosso (<strong>Lilla Crawford</strong>) sensibile al fascino della tentazione e altri protagonisti del patrimonio fiabesco trasfigurati e impreziositi dalle sfaccettature, dalle imperfezioni e dai difetti delle persone comuni.</p>
<p>L&#8217;adattamento ad opera di <strong>Rob Marshall</strong>, al suo terzo musical per il grande schermo dopo <em>Chicago</em> e <em>Nine</em>, si sforza di mantenere l&#8217;impronta tetra e adulta della fonte, ma è tenuto a freno dall&#8217;esigenza di allestire uno spettacolo per famiglie e di glissare sugli elementi più controversi con evidenti ripercussioni sull&#8217;equilibrio della narrazione, attenuandone tanto la violenza, con figure di primo piano liquidate incerimoniosamente e con una pudicizia che ridimensiona la portata drammatica delle scene madri, quanto l&#8217;esplicito sottotesto erotico, compreso un Lupo Cattivo (<strong>Johnny Depp</strong>, in una comparsata di non più di 5 minuti) ridotto a pretestuoso excursus cartoonesco che invece sul palcoscenico assumeva sconcertanti sfumature pedofile.</p>
<p>Al di là del registro fattosi incerto, i tagli operati e le appropriate traslazioni da teatro a cinema conferiscono all&#8217;insieme una natura indefinita, smorzando la chiave parodica di molte caratterizzazioni, adeguando certe irrappresentabili soluzioni a compromessi fracassoni (in primis, la brutta accelerazione del finale resa con un massiccio e inopportuno accumulo di CGI sulla falsariga de <em>Il cacciatore di giganti</em>) e soprattutto esasperando la già traumatica cesura fra il primo e il secondo atto, che con la soppressione &#8211; obbligatoria &#8211; dell&#8217;intervallo e &#8211; decisamente controproducente &#8211; di due brani decisivi, collocati rispettivamente subito prima e immediatamente dopo il suddetto, si risolve in un brusco cambio di tono da cui il film non sa più ripartire, riducendo ogni tentativo di riflessione sulle responsabilità e sulle delusioni della crescita, che sono poi i significati reconditi del bosco del titolo, in cui le varie sottotrame si attorcigliano e si complicano, in un sommario, sbilanciato affresco distopico.</p>
<p>Come già per <em>Chicago</em>, Marshall sa riprodurre fedelmente i suggestivi trucchetti da diligente architetto della scena, come nel caso dell&#8217;eccezionale overture a strofe intrecciate o delle repentine, fantasmatiche apparizioni da <em>dea ex machina</em> della Strega (la solita, divertita <strong>Meryl Streep</strong>), ma stenta ancora a concepire un linguaggio filmico originale in grado di emanciparsi dal modello e di rendere davvero necessaria una versione cinematografica senza scadere in un artefatto baracconismo.</p>
<p>Un esperimento interessante, certo, ma in buona sostanza un&#8217;occasione mancata, sorretta da un repertorio ormai assodato (in particolare <em>On the Steps of the Palace</em>, pezzo di bravura per la Kendrick, e la struggente chiusura di <em>No One Is Alone</em>) e dall&#8217;affiatamento del cast, in parte penalizzato da un Corden troppo poco carismatico per reggere un ruolo tanto prominente, ma arricchito da interpreti di contorno libero di scatenarsi in un contesto sfacciatamente e irresistibilmente <em>camp</em> (specie l&#8217;insospettabile Pine nell&#8217;esilarante lamento di <em>Agony</em>), insolito scenario di quel canto del cigno che la Disney si meritava ma che, per orgoglio, non è riuscita fino in fondo ad emettere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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		<title>Come ammazzare il capo 2</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2015 13:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A distanza di tre anni, riecco il folle trio formato da Jason Bateman, Charlie Day e Jason Sudeikis che]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Horrible Bosses 2, USA 2014)<br />
Uscita: 8 gennaio 2015<br />
Regia: Sean Anders<br />
Con: Jason Bateman, Charlie Day, Jason Sudeikis<br />
Durata: 1 ora e 48 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/come_amazzare_il_capo_2_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40449" title="come_amazzare_il_capo_2_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/come_amazzare_il_capo_2_slide.jpg" alt="" width="499" height="333" /></a></p>
<p>Nick (<strong>Jason Bateman</strong>), Dale (<strong>Charlie Day</strong>) e Kurt (<strong>Jason Sudeikis</strong>), stanchi delle continue vessazioni subite dai rispettivi capi, decidono di mettersi in proprio brevettando il &#8220;docciamico&#8221;, bislacca invenzione basata su un miscelatore di acqua corrente e shampoo.<br />
Quando l&#8217;idea sembra concretizzarsi, grazie all&#8217;interessamento del ricchissimo imprenditore Burt Hanson (<strong>Christoph Waltz</strong>), i tre amici realizzano invece di essere stati biecamente raggirati da quest&#8217;ultimo e reagiscono sequestrandone il figlio Rex (un divertente e divertito <strong>Chris Pine</strong>).<br />
A complicare ulteriormente la riuscita del piano ci si mette il ritorno di alcuni folli personaggi ereditati dal primo capitolo, e quindi ecco riapparire Fottimadre Jones (<strong>Jamie Foxx</strong>), il mefistofelico Mr. Harken (<strong>Kevin Spacey</strong>) e Julia (<strong>Jennifer Aniston</strong>), dentista ninfomane ed ex capo di Dale.</p>
<p>Se escludiamo il passaggio (tutto sommato indolore) in cabina di regia da Seth Gordon a <strong>Sean Anders</strong>, squadra che vince non si cambia e quindi, in questo divertente sequel del già riuscito Come ammazzare il capo&#8230; e vivere felici di un paio di anni fa, ritroviamo tutto il suo folle cast (ad eccezione di Colin Farrell, il cui personaggio era l&#8217;unico a morire) con l&#8217;aggiunta dell&#8217;autoironico ed esilarante Christoph Waltz a fungere da ciliegina sulla torta.<br />
La bontà del risultato è garantito dalla scelta, piuttosto saggia di non reiterare in maniera pedissequa lo schema alla base del primo film (come fatto, ad esempio, nel caso della trilogia di <em>Una notte da leoni</em> di cui questa serie è comunque figlia) ma di rielaborarlo lavorando sull&#8217;estremizzazione sistematica di tutti i caratteri. Vediamo quindi Dale diventa ancora più tonto &#8211; la sua naiveté qui richiama esplicitamente quella di <em>Scemo e più scemo</em> &#8211; e gli antagonisti più insensibili e infami, in un rincorrersi di battute politicamente scorrette e situazioni paradossali quasi privo di soste.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/come_ammazzare_il_capo_2_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40450" title="come_ammazzare_il_capo_2_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/come_ammazzare_il_capo_2_2.jpg" alt="" width="499" height="258" /></a></p>
<p>Al netto di una leggera flessione che ne rallenta il ritmo  immediatamente prima del finale, <strong><em>Come ammazzare il capo 2</em></strong> è dunque una  boccata di aria fresca nel panorama un po&#8217; stantio della commedia  hollywoodiana di produzione più recente (di quella italiana invece è  proprio meglio tacere) con il suo giocare e, al tempo stesso, celebrare  la medietà della middle class, riuscendo paradossalmente ad elevarsene e  ad alzare &#8211; senza mai rinnegare la sua natura di prodotto fieramente  commerciale &#8211; il proprio livello qualitativo.<br />
Merito soprattutto di  una scrittura che non ha paura di giocarsi la carta della scorrettezza  (praticamente ogni volta che Jennifer Aniston apre bocca) e di un cast  perfettamente oliato, con una menzione speciale per Kevin Spacey, libero  di strabordare in tutta la diabolica perfidia trattenuta a stento in  due stagioni di <em>House of Cards</em>.<br />
Senza quindi toccare le vette di  autorialità scatologica della cosiddetta &#8220;Apatow Factory&#8221;, <em>Come  ammazzare il capo 2</em> mantiene tutte le promesse che si suppone una  commedia non debba mai disattendere e fa ridere dall&#8217;inizio alla fine.<br />
In alcuni momenti anche molto.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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