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	<title>Movielicious &#187; Claudio Santamaria</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Rimetti a noi i nostri debiti, il trailer del primo film Netflix italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 11:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Santamaria]]></category>
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		<category><![CDATA[Rimetti a Noi i Nostri Debiti]]></category>

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		<description><![CDATA[La pellicola diretta da  Antonio Morabito e interpretata da Marco Giallini e Claudio Santamaria sulla]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/Rimetti_a_noi_i_nostri_debiti.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57505" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/Rimetti_a_noi_i_nostri_debiti-1024x576.jpg" alt="Rimetti_a_noi_i_nostri_debiti" width="1024" height="576" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2015/09/09/netflix-sbarca-in-italia-quello-che-ce-da-sapere-prima-di-abbonarsi/" target="_blank"><strong>Netflix</strong></a> ha rilasciato il trailer del suo primo film originale italiano prodotto per la piattaforma di streaming, <em><strong>Rimetti a Noi i Nostri Debiti</strong></em>, diretto da <strong>Antonio Morabito</strong>. Protagonisti, due tra i nomi più celebri del nostro cinema, <strong>Claudio Santamaria</strong> e <strong>Marco Giallini</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/I5UMhPgDFqo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Rimetti a Noi i Nostri Debiti</strong>, che verrà tradotto in 22 lingue, racconta la storia di Guido (<strong>Claudio Santamaria</strong>), che vive tirando avanti come può: un lavoro saltuario da magazziniere, qualche bicchiere al bar con Rina (Flonja Kodheli), la nuova barista, e un vecchio professore (Jerzy Stuhr) vicino di casa con cui parlare ogni tanto. E molti debiti sulle spalle. Quando perde il lavoro e subisce un&#8217;aggressione commissionata dai suoi creditori, capisce che l&#8217;unico modo per risollevarsi è paradossalmente lavorare per loro, divenendo lui stesso un esattore; lavorerà gratis fino a quando il debito sarà estinto. Franco (<strong>Marco Giallini</strong>) è un esperto e affermato riscuotitore di crediti. Un demonio sul lavoro, un angelo tra le mura della sua bella casa, con la sua famiglia. È Franco che dovrà occuparsi della formazione di Guido. Una coppia singolare, la loro: Franco, estroso e accattivante, una maschera inscalfibile per Guido; Guido, riservato e solitario, un libro aperto per Franco. Due ruoli destinati a una mutua contaminazione. In poco tempo Guido entrerà così in contatto con persone che hanno soldi ma non vogliono pagare e con altre invece offese e umiliate, che hanno già perso tutto. A quel punto Guido non potrà non dare ascolto alla sua coscienza, costringendo Franco a svelare la propria natura.</em></p>
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		<title>LEGO Batman – Il film</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2017 12:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
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		<category><![CDATA[Claudio Santamaria]]></category>
		<category><![CDATA[Geppi Cucciari]]></category>
		<category><![CDATA[LEGO Batman – Il Film]]></category>

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		<description><![CDATA[Un viaggio ricco di ironia e citazionismo  nell'universo dell'uomo pipistrello che ha la voce di Claudio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(The LEGO Batman Movie, USA 2017)<br />
Uscita: 9 febbraio 2017<br />
Regia: Chris McKay<br />
Con: Claudio Santamaria, Geppi Cucciari, Alessandro Sperduti<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/the_lego_batman_movie.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55217" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/the_lego_batman_movie.jpg" alt="the_lego_batman_movie" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Ovvio che, dopo lo straordinario successo di critica e pubblico di quel <a href="http://www.movielicious.it/2014/02/20/the-lego-movie/" target="_blank"><em>LEGO Movie</em></a> capace, solo due anni fa, di realizzare il sogno proibito – e, almeno sulla carta, impossibile – di chiunque abbia mai incastrato assieme due mattoncini della storica azienda di giocattoli, si pensasse di mettere in cantiere un sequel. Sebbene, a voler essere precisi, <em><strong>LEGO Batman – Il film</strong></em> ne rappresenti più uno spin-off.<br />
Si parte infatti dal personaggio iconicamente più forte del primo film e gli si costruisce attorno un prodigio di citazionismo che, è chiaro fin subito, va ben oltre la semplice parodia del ‘cavaliere oscuro’. In primo luogo perché il <strong>Batman</strong> in questione, narrativamente parlando, risulta memore di tutto l’audiovisivo che mai lo abbia riguardato, dalla serie camp con Adam West al pessimo (e tuttora in corso) tentativo di rebranding a firma Zack Snyder passando per le seminali riletture di Tim Burton e Christopher Nolan.<br />
Pur non prendendosi troppo sul serio, quindi, si pone comunque come un tassello intermedio dell’universo semantico cui fa riferimento.<br />
Oltre al fatto che, ridendo e scherzando, <em><strong>LEGO Batman – Il film</strong></em> porta avanti almeno un’istanza fondamentale di quasi ogni film di supereroi, Iron Man a parte, ossia il disagio del protagonista di tante battaglie contro il male quando, una volta rientrato in casa, è costretto a fare i conti con la propria solitudine.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/The_Lego_Batman_Movie_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-55218" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/The_Lego_Batman_Movie_2-1024x576.jpg" alt="The_Lego_Batman_Movie_2" width="1024" height="576" /></a></p>
<p>A questo si aggiunga poi la convinzione del nuovo capo della polizia di Gotham City, Barbara Gordon (<strong>Geppi Cucciari</strong>), di poter fare a meno del vigilante mascherato a difesa della città. Per dimostrarle il contrario, Batman (<strong>Claudio Santamaria</strong>) spedisce il suo più acerrimo nemico <strong>Joker</strong> nella Zona Fantasma, sorta di prigione interstellare in cui sono relegati i più pericolosi villain del mondo della fantasia.<br />
Il rischio è però che, una volta lì, Joker possa allearsi con personaggi del calibro di Sauron, Voldemort, la strega cattiva dell’Ovest, King Kong e Godzilla minacciando per sempre l’incolumità della Terra.<br />
Rispetto al film di Phil Lord e Christopher Miller magari qui viene a mancare la geniale trovata metatestuale del doppio piano realtà/gioco, ma si guadagna senz’altro qualcosa in termini di spettacolo e goduria cinefila. Generatore inesauribile di rimandi a tutto il cinema di intrattenimento che conta, il film di <strong>Chris MCKay</strong> è infatti un miracolo di fruizione multistrato, appetibile in egual misura sia ad un pubblico bimbo – che si limiti a ridere delle rocambolesche avventure di un tronfio supereroe di plastica dura –  che agli spettatori più adulti, capace di cogliere tutti (o quasi) i riferimenti disseminati ad arte lungo la storia.</p>
<p>E poiché la famiglia, intesa come nucleo minimo di aggregazione, è il target ideale di un’operazione del genere, lo stesso concetto lo ritroviamo alla base di un’opera che in fondo parla proprio di famiglia, intesa nella sua accezione più ampia.<br />
Batman è infatti restio a costruirsene una perché memore del dolore provato in seguito alla morte dei suoi genitori, così come il Joker soffre del mancato riconoscimento di sé come “peggior nemico” da parte dell’uomo pipistrello (forse il sottotesto più esilarante e, allo stesso tempo, arguto dell’intero film) e sfoga la propria delusione costruendosi una famiglia con il gotha del crimine.<br />
L’unico appunto, semmai, riguarda la scelta di alcuni dei doppiatori italiani.<br />
Se infatti Santamaria sta al gioco e regge il confronto con <strong>Will Arnett</strong> (oltre a creare un piacevole richiamo alla trilogia di Nolan) appare discutibile la presenza di Geppi Cucciari su un personaggio doppiato in originale da Rosario Dawson.<br />
Ma sono davvero quisquilie di cui importerà a pochi, di fronte a un tale tripudio di fantasia in movimento che gioca in modo così intelligente con la memoria dello spettatore attraverso la creazione di una serie di intelligenti link tra mondi letterari apparentemente inconciliabili.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>David di Donatello 2016: i vincitori</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 21:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Cattelan]]></category>
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		<category><![CDATA[Lo chiamavano Jeeg Robot]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Garrone]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Sorrentino]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo chiamavano Jeeg Robot e Il racconto dei racconti i più premiati, ma la sorpresa arriva da Perfetti]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/David_2016.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52738" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/David_2016.jpg" alt="David_2016" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Si è appena conclusa la 60° edizione dei premi dell’Accademia del Cinema Italiano, ovvero i <strong>David di Donatello</strong>. Per la prima volta, dopo anni alla RAI, i David sono passati sotto la giurisdizione di <strong>Sky</strong> i cui vertici hanno deciso di emulare in tutto e per tutto il format degli Academy Awards. Scelta che è risultata decisamente vincente e che ha svecchiato il premio più importante del il nostro cinema, donandogli nuova linfa e, soprattutto, una nuova audience.<span id="NOTIZIA_SOMMARIO"></span></p>
<div id="attachment_52743" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Luca_Marinelli_David_2016.jpg"><img class="wp-image-52743" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Luca_Marinelli_David_2016.jpg" alt="Luca_Marinelli_David_2016" width="600" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Marinelli</p></div>
<p>Bravo <strong>Alessandro Cattelan</strong> che ha condotto la serata con molta grinta e poche lungaggini.</p>
<div id="attachment_52742" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Paolo_Genovese_David_2016.jpg"><img class="wp-image-52742" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Paolo_Genovese_David_2016.jpg" alt="Paolo_Genovese_David_2016" width="600" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">Paolo Genovese</p></div>
<p>Tra i film più premiati, <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/" target="_blank">Lo chiamavano Jeeg Robot</a></strong> </em>di <strong>Gabriele Mainetti</strong> e <a href="http://www.movielicious.it/2015/05/11/il-racconto-dei-racconti-tale-of-tales/" target="_blank"><em><strong>Il racconto dei racconti</strong></em> </a>di <strong>Matteo Garrone</strong>, anche se il David al Miglior Film è andato a <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/11/perfetti-sconosciuti/" target="_blank"><strong><em>Perfetti sconosciuti</em></strong></a>, di <strong>Paolo Genovese</strong>, pellicola che si è aggiudicata anche il riconoscimento per la Migliore sceneggiatura.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Valerio_Mastandrea.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52739" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Valerio_Mastandrea.jpg" alt="Valerio_Mastandrea" width="495" height="660" /></a></p>
<p>Prima della cerimonia molti dei protagonisti della serata hanno sfilato sul tappeto rosso che ha preceduto la premiazione con l&#8217;adesivo <strong>Verità per Giulio Regeni</strong>.</p>
<p><em>Ecco tutti i vincitori dei <strong>David di Donatello 2016</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>– <strong>MIGLIOR FILM</strong>: <strong>PERFETTI SCONOSCIUTI</strong> di Paolo Genovese</p>
<p><strong>– MIGLIORE REGISTA: Il Racconto dei Racconti </strong>(Matteo GARRONE)</p>
<p>– <strong>MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE:</strong> <strong>Lo chiamavano Jeeg Robot</strong> (Gabriele MAINETTI)</p>
<p>– <strong>MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA: Lo chiamavano Jeeg Robot</strong> (Claudio SANTAMARIA)</p>
<p><strong>– MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA:</strong> <strong>Lo chiamavano Jeeg Robot</strong> (Ilenia PASTORELLI)</p>
<p>– <strong>MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA: Lo chiamavano Jeeg Robot </strong>(Luca MARINELLI)</p>
<p><strong>– MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA: Lo chiamavano Jeeg Robot </strong>(Antonia TRUPPO)</p>
<p><strong>– MIGLIORE SCENEGGIATURA: Perfetti Sconosciuti </strong>(Filippo BOLOGNA, Paolo COSTELLA, Paolo GENOVESE, Paola MAMMINI, Rolando RAVELLO)</p>
<p>– <strong>MIGLIORE PRODUTTORE:</strong> <strong>Lo chiamavano Jeeg Robot</strong> (Gabriele MAINETTI per Goon Films, Rai Cinema)</p>
<p><strong>– MIGLIORE FOTOGRAFIA:</strong> <strong>Il racconto dei racconti</strong> (Peter SUSCHITZKY)</p>
<p><strong>– MIGLIORE SCENOGRAFIA – Il Racconto dei racconti </strong>(Dimitri CAPUANI, Alessia ANFUSO)</p>
<p><strong>– MIGLIORI COSTUMI: Il racconto dei racconti</strong> (Massimo CANTINI PARRINI)</p>
<p>– <strong>MIGLIOR TRUCCO:</strong> <strong>Il racconto dei racconti</strong> (Gino TAMAGNINI)</p>
<p>– <strong>MIGLIOR MONTAGGIO: Lo chiamavano Jeeg Robot</strong> (Andrea MAGUOLO con la collaborazione di Federico CONFORTI)</p>
<p><strong>– MIGLIORE CANZONE ORIGINALE:</strong> <strong>Youth – La giovinezza</strong>  “SIMPLE SONG #3” (musica e testi di David LANG interpretata da Sumi JO)</p>
<p>– <strong>MIGLIORE MUSICISTA:</strong> <strong>Youth – La giovinezza</strong> (David LANG)</p>
<p><strong>– MIGLIORI ACCONCIATURE:</strong> <strong>Il racconto dei racconti</strong> (Francesco PEGORETTI)</p>
<p>– <strong>MIGLIORI EFFETTI DIGITALI: </strong> <strong>Il racconto dei racconti</strong> (Makinarium)</p>
<p>– <strong>MIGLIOR SUONO IN PRESA DIRETTA:</strong> <strong>Non essere cattivo</strong> (Angelo BONANNI)</p>
<p>– <strong>MIGLIOR DOCUMENTARIO DI LUNGOMETRAGGIO:</strong> S IS FOR STANLEY (Alex INFASCELLI)</p>
<p><strong>– MIGLIOR CORTOMETRAGGIO:</strong> BELLISSIMA di Alessandro Capitani</p>
<p>– <strong>DAVID GIOVANI:</strong> LA CORRISPONDENZA di Giuseppe Tornatore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Claudio Santamaria e Luca Marinelli in una Roma brutta, sporca e cattiva</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2015 18:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[I due attori protagonisti de Lo chiamavano Jeeg Robot si raccontano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/lo_chiamavano_jeeg_robot.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44991" title="Italy Rome FF Lo Chiamavano Jeeg Robot Photo Call" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/lo_chiamavano_jeeg_robot.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Oggi alla Festa del Cinema di Roma è arrivata una gra bella sorpresa: <strong><em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em></strong> dell&#8217;esordiente <strong>Gabriele Mainetti</strong> (noto fino ad oggi per i suoi due corti, <em>Basette</em> e <em>Tiger Boy</em>, con i quali ha ottenuto diversi riconoscimenti in Italia e all&#8217;estero). La pellicola che in maniera divertente ed innovativa racconta le gesta di un supereroe moderno tutto italiano che si aggira per una Roma brutta, sporca e cattiva ha ricevuto calorosi applausi questa mattina dopo la proiezione per la stampa. Gli stessi che hanno accolto il regista e il cast alla conferenza poco dopo. Ecco che cosa ci hanno raccontato i due protagonisti del film, <strong>Claudio Santamaria</strong> e<strong> Luca Marinelli</strong>, quest&#8217;ultimo reduce dal successo di <em>Non essere cattivo</em> di Claudio Caligari, in corsa per l&#8217;Oscar.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Qjneis8NDaI" width="420" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/9t9tOq08W9o" width="420" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo chiamavano Jeeg Robot</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/10/17/lo-chiamavano-jeeg-robot-la-recensione-dal-festival-di-roma/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2015 16:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Festa del cinema di Roma 2015]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Mainetti]]></category>
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		<category><![CDATA[Luca Marinelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Claudio Santamaria supereroe di Tor Bella Monaca nel cinecomic all'italiana di Gabriele Mainetti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2015)<br />
Uscita: 25 febbraio<br />
Regia: Gabriele Mainetti<br />
Con: Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli<br />
Durata: 1 ora e 52 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/Lo_Chiamavano_Jeeg_Robot.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52127" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/Lo_Chiamavano_Jeeg_Robot.jpg" alt="Lo_Chiamavano_Jeeg_Robot" width="930" height="545" /></a></p>
<p>Un cinecomic all&#8217;italiana? Ci ha pensato l&#8217;esordiente <strong>Gabriele Mainetti </strong>e il risultato è qualcosa di nuovo e assolutamente esplosivo. Se prima della visione di <em><strong>Lo chiamavano Jeeg Robot</strong></em> la sola idea di poter realizzare un film sui supereroi ambientato in una Roma sporca e cattiva avrebbe fatto storcere la bocca a molti, se non a tutti, ora è tempo di ricredersi. Perché la pellicola del giovane attore, compositore e adesso anche regista e produttore, è riuscita nel compito quasi impossibile di dimostrare che in fondo, i film di supereroi fanno parte di un genere che, esattamente come gli altri, può essere declinato e modificato a proprio piacimento, purché (aspetto tutt&#8217;altro che secondario) rimanga radicato all&#8217;interno di un immaginario non troppo lontano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2015/10/17/claudio-santamaria-e-luca-marinelli-eroe-e-villain-in-una-roma-brutta-sporca-e-cattiva-le-videointerviste/" target="_blank"><strong>QUI LE INTERVISTE AL CAST DI <em>LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT</em></strong></a></p>
<p><em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em> è una sorta di favola urbana con sfumature pulp e noir ma anche tanto umorismo, che inizia con Enzo, da pronunciare rigorosamente con la Z sonora (<strong>Claudio Santamaria</strong>), delinquentello chiuso e introverso che passa le giornate a vedere film porno e a mangiare budini alla crema. Dopo un tuffo inaspettato nel Tevere, chiede aiuto al vicino di casa, Sergio, per poter racimolare del denaro. Sergio lavora per “Lo Zingaro” (<strong>Luca Marinelli</strong>) un boss esaltato dal passato glorioso (aveva partecipato al <em>Grande Fratello</em>), che non si accontenta di fare rapine ma “vuole fare il botto”. Qualcosa, però, va storto ed Enzo si trova a dover gestire i super poteri e cosa più difficile, la figlia di Sergio, Alessia (<strong>Ilenia Pastorelli</strong>, lei al <em>Grande Fratello</em> ha partecipato davvero), una ragazza con qualche rotella fuori posto e che ha una fissazione per Jeeg Robot.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/lochiamavanojeeg_robot_.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44980" title="lochiamavanojeeg_robot_" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/lochiamavanojeeg_robot_.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Va bene che già lo scorso anno Gabriele Salvatores aveva tentato un approccio al genere supereroistico con il suo <em>Ragazzo invisibile</em>, e in un certo senso, anche Ivan Cotroneo nel 2012, con <em>La Kryptonite nella borsa</em>, ci si era avvicinato, ma con <em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em> Mainetti è il primo italiano ad affrontarlo senza imbarazzo e inutili timori reverenziali, mescolando continuamente i toni, ma senza perdere di vista l&#8217;obiettivo principale, ovvero fare in modo che il suo film sia coerente con i luoghi e con i personaggi che racconta. Perfettamente a metà strada tra un <a href="http://www.movielicious.it/2015/10/14/suburra/" target="_blank"><em>Suburra</em></a> o un <em>Romanzo criminale</em> e un film di Spider-Man, <em>Lo chiamavano Jeeg Robot</em> conta non solo su un cast d&#8217;eccezione (molto bravo Claudio Santamaria, eccezionale ancora una volta Luca Marinelli che si esibisce in un esplicito e riuscito omaggio ai villain dei cinecomic &#8211; il Joker di Heath Leger su tutti -, davvero indimenticabile quando canta<em> Un&#8217;emozione da poco</em> della Oxa con tanto di eye liner e paillettes davanti a un clan di camorristi) ma anche su effetti speciali efficaci e poco artefatti, su una colonna sonora che si sposa perfettamente con il contesto e su una sceneggiatura calibratissima che riesce a combinare una varietà apparentemente inconciliabile di registri narrativi diversi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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