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	<title>Movielicious &#187; È solo la fine del mondo</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Oscar 2017: la shortlist per il miglior film straniero</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 10:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Fuori Rosi e  Larraín, in corsa Xavier Dolan e La mia vita da zucchina. I dettagli.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="tgla7-descrizione">
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/2017-oscars-official-foreign-language-film.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54790" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/2017-oscars-official-foreign-language-film.jpg" alt="2017-oscars-official-foreign-language-film" width="820" height="544" /></a></p>
<p>Nella notte l&#8217;<strong>Academy</strong> ha reso noti i titoli dei nove <strong>film</strong> (che diventeranno cinque con le nomination ufficiali del 24 gennaio) in gara per l&#8217;<strong>Oscar</strong> al il <strong>Miglior Film Straniero</strong>. <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/18/fuocoammare/" target="_blank"><em><strong>Fuocoammare</strong></em></a>, il documentario di<strong> Francesco Rosi</strong> sugli sbarchi dei migranti a Lampedusa, già&#8217; vincitore dell&#8217;Orso d&#8217;Oro a Berlino e di molti altri premi, è fuori dalla corsa.</p>
<p>Tra i nove film che si contenderanno la nomination ci sono <strong>Toni Erdmann</strong>, commedia tedesca di Maren Ade su un difficile rapporto padre-figlia, <strong>The Salesman</strong> dell&#8217;iraniano Asghar Farhadi, e il canadese <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/12/05/e-solo-la-fine-del-mondo-recensione/" target="_blank">E&#8217; solo la fine del mondo</a></strong></em> di Xavier Dolan. Tra gli esclusi eccellenti anche <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/10/12/neruda-recensione/" target="_blank">Neruda</a></strong> </em>del regista cileno Pablo <span class="st">Larraín e il francese <strong><em>Elle </em></strong>di Paul Verhoeven.</span><br />
Ecco l&#8217;elenco dei nove film rimasti in gara</p>
<p><strong>Tanna</strong> (Australia)</p>
<p><strong>È solo la fine del mondo</strong> (Canada)</p>
<p><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/03/22/land-of-mine-recensione/" target="_blank">Land of Mine</a></strong> (Danimarca)</p>
<p><strong> Toni Erdmann</strong> (Germania)</p>
<p><strong> The Salesman</strong> (Iran)</p>
<p><strong>The King&#8217;s Choice</strong> (Norvegia)</p>
<p><strong> Paradise</strong> (Russia)</p>
<p><strong> A Man Called Ove</strong> (Svezia)</p>
<p><strong> La mia vita da zucchina</strong> (Svizzera)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Fuocoammare</strong></em> però non dice addio alla speranza di aggiungere al suo palmares anche la statuetta dorata hollywoodiana: infatti la pellicola di Rosi resta comunque nella lista dei 15 documentari, che sarà ridotta a cinque un mese prima della cerimonia di Los Angeles.</p>
</div>
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		<title>È solo la fine del mondo</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/05/e-solo-la-fine-del-mondo-recensione/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 18:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[È solo la fine del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Garpard Ulliel]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Juste la fin du monde, Canada, Francia 2016)<br />
Uscita: 7 dicembre 2016<br />
Regia: Xavier Dolan<br />
Con: Garpard Ulliel, Nathalie Baye, Léa Seydoux, Vincent Cassel, Marion Cotillard<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuzione: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Its-Only-the-End-of-the-World.png"><img class="alignnone size-full wp-image-54665" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Its-Only-the-End-of-the-World.png" alt="Its-Only-the-End-of-the-World" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Con <em><strong>È solo la fine del mondo</strong></em> – suo sesto film in sette anni di attività registica –<strong> Xavier Dolan</strong> rimescola le carte del proprio cinema partendo da un testo altrui (nello specifico una pièce di <strong>Jean-Luc Lagarce</strong>, morto di AIDS nel ‘95) e il risultato è, paradossalmente, quanto di più dolaniano fosse lecito aspettarsi.<br />
La matrice teatrale è infatti utile all’enfant prodige canadese per asciugare i tempi di un racconto che proprio nella secchezza linguistica trova il suo pregio maggiore e concentrare l’azione in un’unità di spazio oggettivamente troppo angusta per riuscire a contenere tutti i sentimenti in gioco. Lo spazio in questione è quello di una casa in cui il giovane scrittore di successo Louis (un <strong>Gaspard Ulliel</strong> di straordinaria intensità) manca da dodici anni e torna per comunicare una notizia importante alla sua famiglia.<br />
Ad accoglierlo trova il grande amore di sua madre e dei suoi fratelli, ma l&#8217;evento diventa ben presto un&#8217;occasione in cui emergeranno non solo i reciproci sentimenti ma anche i più profondi rancori, le questioni irrisolte e una serie di dubbi accumulati nel tempo.<br />
Il tempo è il concetto attorno al quale sembra ruotare tutto il film. Il troppo tempo passato dall’ultima visita del protagonista a casa, certo, ma anche il poco tempo a disposizione per riuscire a dire tutto ciò che non si è mai stati capaci di dire. Quello stesso tempo scandito con ostinata precisione dall’uccellino di un orologio a cucù che un autentico colpo di genio rende protagonista dell’emblematica scena finale del film.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Its-only-the-end-of-the-world_2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-54666" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Its-only-the-end-of-the-world_2.png" alt="Its-only-the-end-of-the-world_2" width="936" height="509" /></a></p>
<p>È un tempo che Louis subisce e contemporaneamente prova a bloccare, nel tentativo di non perdersi nel vortice di malcelati risentimenti e nevrosi messo in scena da Dolan. Cerca così di riempirsi gli occhi dei volti e dei gesti di quelle persone alle quali, per quanto possano apparirgli estranee, sente comunque di appartenere.<br />
C’è spazio per un’ampia gamma di emozioni in <em><strong>È solo la fine del mondo</strong></em>: c’è l’astio urlato a gran voce dal fratello Antoine che, pur essendo il figlio maggiore, si è sempre sentito secondo, la goffa curiosità di Suzanne (<strong>Léa Seydoux</strong>) che, quando Louis è partito, era poco più di una bambina, e una madre amorevole e imperfetta che rivendica con veemenza il proprio diritto di riaccogliere in casa il suo figliol prodigo onde poi rivelarsi del tutto impreparata a esternargli tutto l’amore che ha dentro. Anche se il punto di vista privilegiato è in realtà quello di Catherine (<strong>Marion Cotillard</strong>) che, pur vedendo Louis per la prima volta, riesce a comprenderne appieno le ragioni, forse perché svincolata dai legacci di qualsiasi sentimento pregresso.<br />
Il racconto di questa riconciliazione impossibile diventa così uno sfrenato kammerspiel di nervi tesi e scoperti. Una minuscola apocalisse che ci viene mostrata nell’istante esatto in cui si consuma, attorno a quel focolare domestico che è da sempre sinonimo sia di pace che di sommessi drammi interiori.</p>
<p>Della maturità stilistica del ventisettenne Dolan si dice ormai già da anni, ma qui la sua sensibilità di autore si fa impressionante. È palese nel modo in cui scandaglia gli spazi, filmando la fitta consistenza della polvere sedimentata sui ricordi di bambino del protagonista.<br />
La stessa maturità con cui la macchina da presa, incollata ai personaggi in una serie pressoché ininterrotta di primissimi piani che ne mostrano ogni impercettibile sfumatura espressiva, fa di <em><strong>È solo la fine del mondo</strong></em> un film pieno di parole in cui a pesare sono però soprattutto i silenzi.<br />
I topoi di Dolan ci sono tutti, compresi una mamma ingombrante – non a caso interpretata da Nathalie Baye, in una sorta di inevitabile rimando a <a href="http://www.movielicious.it/2016/06/16/laurence-anyways-recensione/" target="_blank"><em>Laurence Anyways</em></a> – e una musica pop decontestualizzata fino ad amplificare il lirismo delle immagini, ma c’è anche molto di più.<br />
Quasi come se questo film si ponesse come un’ideale quadratura di un cerchio in cui convivono tracce di tutte le sue opera precedenti (in fondo cos’è il rabbioso personaggio di <strong>Vincent Cassel</strong> se non una versione adulta del protagonista di <a href="http://www.movielicious.it/2014/12/04/mommy/" target="_blank"><em>Mommy</em></a>?) e i primi e già chiari segnali di quelle che verranno. All’indomani della sua presentazione all’ultimo <strong>Festival di Cannes</strong> (dove comunque è stato premiato con il Gran Premio della Giuria) alcuni critici hanno parlato di <em><strong>È solo la fine del mondo</strong></em> come del primo film minore di Xavier Dolan.<br />
Per chi scrive invece è il suo capolavoro.</p>
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