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	<title>Movielicious &#187; Indie</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>A Girl Walks Home Alone at Night</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/06/28/a-girl-walks-home-alone-at-night-recensione/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2016/06/28/a-girl-walks-home-alone-at-night-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 07:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[A Girl Walks Home Alone at Night]]></category>
		<category><![CDATA[Ana Lily Amirpour]]></category>
		<category><![CDATA[Arash Marandi]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Horror]]></category>
		<category><![CDATA[Indie]]></category>
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		<category><![CDATA[Vampiri]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente nelle sale l'horror indie di Ana Lily Amirpour con poco sangue e forti suggestioni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., USA 2013)<br />
Uscita: 30 giugno 2016<br />
Regia: Ana Lily Amirpour<br />
Con: Sheila Vand, Arash Marandi, Marshall Manesh<br />
Durata: 1 ora e 37 minuti<br />
Distribuito da: Academy Two</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/a-girl-walks-home-alone-at-night.png"><img class="alignnone size-full wp-image-53384" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/a-girl-walks-home-alone-at-night.png" alt="a-girl-walks-home-alone-at-night" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Ci sono due filoni cinematografici piuttosto distinti tra loro che, negli ultimi anni, si sono fatti carico di rilanciare al <strong>cinema</strong> la figura del<strong> vampiro</strong>. Una più commerciale (dalla <a href="http://www.movielicious.it/2012/11/14/the-twilight-saga-breaking-dawn-parte-2/" target="_blank">saga di<em> Twilight</em> </a>a quella di <em>Underworld</em>, passando per <em>Van Helsing</em>) e l&#8217;altra decisamente più autoriale (i due <em>Lasciami entrare</em>, l&#8217;originale svedese diretto da Tomas Alfredson e il remake statunitense <em>Let me in</em> di Matt Reeves, così come lo splendido <em><a href="http://www.movielicious.it/2014/05/14/solo-gli-amanti-sopravvivono/" target="_blank">Only Lovers Left Alive</a></em> di Jarmush). È in quest&#8217;ultimo filone che rientra di diritto <em><strong>A Girl Walks Home Alone at Night</strong></em>, opera prima della regista inglese di origini iraniane <strong>Ana Lily Amirpour</strong>, tratto da un suo corto del 2011, che con pochissimi mezzi, un bianco e nero da graphic novel e una storia tanto esile quanto romantica, è riuscita a riproporre in una chiave del tutto inedita una delle figure più abusate della letteratura fantastica.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/a-girl-walks-home-alone-at-night_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-53385" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/a-girl-walks-home-alone-at-night_2.jpg" alt="a-girl-walks-home-alone-at-night_2" width="650" height="267" /></a></p>
<p>Una vampira con il chador (<strong>Sheila Vand</strong>) si aggira sul suo skateboard in una città fantasma iraniana (in realtà è la periferia a sud di Los Angeles), Bad City, una moderna Sodoma, nutrendosi della variegata galleria di rifiuti umani che le capitano a tiro. Una notte, però, tra tossici, papponi e prostitute, incontra Arash (<strong>Arash Marandi</strong>), un ragazzo reduce da una festa in maschera travestito da Dracula. Lo porta a casa sua ma, quando arriva il momento di morderlo&#8230;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2014/10/18/festival-di-roma-2014-giorno-3/" target="_blank">Presentato nel 2014 al Festival di Roma</a>, <strong><em>A Girl Walks Home Alone at Night</em></strong> è un <strong>horror</strong> sui generis che ha tempi tutti suoi, forse un po&#8217; troppo dilatati, in cui le citazioni e le dediche alle icone pop preferite dalla regista (il protagonista è vestito e pettinato come James Dean, ma c’è anche un omaggio affatto velato a Sophia Loren) regalano quell’elemento straniante che cattura e incuriosisce, rendendolo un prodotto diverso. I rimandi al cinema espressionista degli anni Venti, periodo in cui i primi vampiri hanno iniziato ad affacciarsi sul grande schermo, sono tantissimi, così come quelli alla pop culture anni Ottanta, al cinema di Jim Jarmush e alla Nouvelle Vague. In questa atmosfera ovattata, con personaggi assurdi e caratterizzati all&#8217;eccesso, il <strong>chador</strong> della protagonista (una carismatica Sheila Vand, predatrice silenziosa che in alcuni momenti ricorda il personaggio interpretato dalla Johansson in <a href="http://www.movielicious.it/2013/09/04/venezia-70-day-7/" target="_blank"><em>Under The Skin</em></a>), con la sommità abbassata dietro la nuca, diventa un perfetto mantello da &#8220;Dracula&#8221; nelle lunghe inquadrature dense di atmosfera e di suggestioni, durante le quali si parla poco ma si vede (e si immagina) davvero molto.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Frances Ha</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/09/10/frances-ha/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2014/09/10/frances-ha/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 09:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Adam Driver]]></category>
		<category><![CDATA[Frances Ha]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Gerwig]]></category>
		<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Mickey Sumner]]></category>
		<category><![CDATA[Noah Baumbach]]></category>
		<category><![CDATA[Nouvelle Vague]]></category>

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		<description><![CDATA[Greta Gerwig, antidiva per eccellenza, co-sceneggia e interpreta questo bizzarro racconto di formazione]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA 2012)<br />
Uscita: 11 settembre 2014<br />
Regia: Noah Baumbach<br />
Con: Greta Gerwig, Adam Driver, Mickey Sumner<br />
Durata: 1 ora e 26 minuti<br />
Distribuito da: Whale Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/frances_ha_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38828" title="frances_ha_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/frances_ha_slide.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>In un cinema che sempre più spesso chiede ai suoi protagonisti di salvare il mondo, letteralmente (che sia dagli alieni, dagli zombie o dallo stesso genere umano), appare quantomeno bizzarro trovarsi davanti a una storia in cui il fine ultimo del personaggio principale venga ridotto ad un gesto tanto semplice come quello che conclude <em><strong>Frances Ha</strong></em> e che dà il titolo al film. Le vicissitudini di un&#8217;aspirante ballerina e coreografa trentenne ancora alla ricerca di un posto nel mondo: a questo, in sostanza, si riduce il film. Nella settima regia di <strong>Noah Baumbach</strong> (l&#8217;amico con il quale Wes Anderson ha scritto <em>Le avventure acquatiche di Steve Zissou </em>e <a href="http://www.movielicious.it/2010/04/16/fantastic-mr-fox/"><em>Fantastic Mr. Fox</em></a>), che arriva dopo <em>Il calamaro e la balena</em> e il notevole <em>Lo stravagante mondo di Greenberg</em>, anche questa volta viene chiesto al pubblico di osservare quei momenti privati o comunque poco interessanti di una storia che il cinema tradizionale bandisce a priori, perché giudicati poco avvincenti per il pubblico mainstream.</p>
<p>Definita &#8220;undateable&#8221; (inappuntamentabile) da uno dei suoi vari coinquilini, e a ragione, Frances è una scheggia impazzita della società, una personalità precaria e irrisolta in ogni aspetto della propria esistenza (amori, prospettive future, affetti e luoghi in cui stare), che impariamo a conoscere mentre la vediamo condividere appartamento e vita con la sua migliore amica Sophie (<strong>Mickey Sumner</strong>, la figlia di Sting). Le cose per lei cambiano però quando Sophie decide di mollarla per trasferirsi a Tribeca, il quartiere in cui da sempre sogna di abitare. Da quel momento per Frances inizieranno una serie di corse, tra cambi di appartamenti, incontri più o meno fortunati e sogni che svaniscono pian piano, lasciando la ragazza a vedersela con la vita, quella vera.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/frances_ha_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38829" title="frances_ha_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/frances_ha_2.jpg" alt="" width="500" height="264" /></a></p>
<p>Tutto il film, una perla presentata lo scorso anno prima a Berlino e poi al Torino Film Festival, gira intorno a Frances, interpretata da una delle più significative rappresentanti del cinema indie americano, <strong>Greta Gerwig</strong> che qui è anche co-sceneggiatrice. Girato in un nostalgico bianco e nero e per gran parte in una New York che dai tempi di <em>Io e Annie</em> e <em>Manhattan</em> non ricordavamo così iconica ed evocativa, la pellicola di Baumbach è un sentito omaggio alla Nouvelle Vague (a partire dall&#8217;utilizzo delle musiche composte da Gorges Delerue per molti film del movimento, con incursioni più pop-rock: il David Bowie di <em>Modern Love</em> o i T. Rex di <em>Chrome Sitar</em>), con tanto Truffaut e altrettanto Rohmer, condita da un pizzico di Cassavetes e di Jarmush. Se le atmosfere rimangono quelle degli autori citati, impalpabili e sofisticate, sono i tempi e le prospettive ad essere cambiati. E il delinearsi del carattere disorientato e irresoluto di Frances ne è l&#8217;emblema più rappresentativo.<br />
Come già nel precedente <a href="http://www.movielicious.it/2011/04/08/lo-stravagante-mondo-di-greenberg/"><em>Lo stravagante mondo di Greenberg</em></a> (è da lì che la Gerwig è diventata ufficialmente la musa del regista newyorkese, dentro e fuori dal set) Baumbach focalizza la sua attenzione su un personaggio tanto disadattato quanto ironico e intelligente, che risulta davvero difficile non amare.</p>
<p>La disarmante spaesatezza del personaggio Frances e il modo in cui la Gerwig, antidiva tanto nel corpo quanto nello spirito, la padroneggia, vengono scanditi spazialmente, e non temporalmente, dai vari indirizzi delle case in cui la ragazza si sposta con la velocità di un furetto e la flemma di un bradipo insieme. Il suo è un cammino a tappe ben definite, che mette a nudo le complessità di un&#8217;intera generazione: quelle di chi non vuole lasciare andare la giovinezza a cui è troppo legata, e di chi non vuole farsi coinvolgere dalle relazioni e dalle responsabilità che una vita adulta porta necessariamente con sé. Frances è così, almeno fino a quando non si accorge di essere rimasta indietro rispetto agli altri suoi coetanei. Leggero e frivolo solo in apparenza, con dei diloghi inappuntabili e di struggente spontaneità, <em>Frances Ha</em> è sbalorditivamente inconsueto, deliziosamente romantico e assolutamente imperdibile.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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