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	<title>Movielicious &#187; Kevin Costner</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Criminal</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/04/15/criminal-recensione/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 13:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ariel Vromen]]></category>
		<category><![CDATA[Criminal]]></category>
		<category><![CDATA[Gal Gadot]]></category>
		<category><![CDATA[Gary Oldman]]></category>
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		<category><![CDATA[Tommy Lee Jones]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cyber-thriller di Ariel Vromen con un Kevin Costner cattivo in via di redenzione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA/UK, 2016)<br />
Uscita: 13 aprile 2016<br />
Regia: Ariel Vromen<br />
Con: Kevin Costner, Gary Oldman, Tommy Lee Jones<br />
Durata: 1 ora e 57 minuti<br />
Distribuito da: Notorious Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/criminal.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52698" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/criminal.jpg" alt="criminal" width="670" height="377" /></a></p>
<p>Bill Pope (<strong>Ryan Reynolds</strong>) è un agente della CIA che, durante un&#8217;operazione, viene ucciso da alcuni criminali, portandosi nella tomba numerose informazioni vitali per sventare un potenziale attacco terroristico. La CIA decide quindi di chiedere aiuto al Dottor Franks (<strong>Tommy Lee Jones</strong>), per cercare di recuperare parte della memoria dell&#8217;agente scomparso. Franks impianterà così i ricordi di Pope nella testa del pericoloso <em><strong>Criminal</strong></em>(e) Jericho Stewart (<strong>Kevin Kostner</strong>) in modo che possa  prendere le veci dell&#8217;agente e portare così a termine la missione. Naturalmente non tutto andrà secondo i piani.</p>
<p><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/04/08/kevin-costner-a-roma-per-criminal/" target="_blank">KEVIN COSTNER A ROMA PER PRESENTARE CRIMINAL. L&#8217;INTERVISTA</a></strong></p>
<p>Prendete un <strong>eroe</strong> del cinema americano, uno che nella sua carriera trentennale si è comunque distinto per aver interpretato (ma anche diretto) pellicole quasi mai meno che dignitose, se si esclude qualche scivolone. Dagli esordi ne <em>Il grande freddo</em> di Lawrence Kasdan (è lui il suicida di cui si intravedono solo i polsi lacerati), parte che venne tagliata al montaggio, al film successivo di Kasdan, <em>Silverado</em>, fino ai successi che lo hanno fatto entrare di diritto nell&#8217;olimpo delle star hollywoodiane (<em>Gli intoccabili</em>, <em>Senza via di scampo</em>, <em>L&#8217;uomo dei sogni</em>, <em>Balla coi Lupi</em>, <em>J.F.K. Un caso ancora aperto</em>) Kevin Costner non aveva mai interpretato un personaggio negativo. Fino ad oggi. Perché <strong>Ariel Vromen</strong> è il primo a tentare di mettere in discussione quella bella faccia pulita da yankee senza macchia, trasformandola in quella di un avanzo di galera violento e sanguinario. E l&#8217;idea avrebbe potuto anche funzionare se solo il cineasta israeliano l&#8217;avesse portata avanti fino in fondo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Criminal_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52699" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Criminal_2.jpg" alt="Criminal_2" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Un po&#8217; action, un po&#8217; dramma romantico e un altro po&#8217; film di fantascienza, <em><strong>Criminal</strong></em> ha fondamentalmente un solo enorme difetto che finisce per ripercuotersi in ogni altro aspetto sia tecnico che narrativo: la scrittura. A parte i dialoghi che sfiorano il ridicolo in più di un&#8217;occasione, a non funzionare è proprio la parabola di redenzione che Jericho si trova ad affrontare dopo che gli viene innestata la memoria di Pope. Un criminale di prim&#8217;ordine che diventa un tenero romanticone, con tutte le mollezze del caso. Rivorremmo indietro il vecchio Costner, l&#8217;eroe che quando faceva il buono tout court funzionava molto più che da villain redento.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Black or White</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/03/04/black-or-white/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 10:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Black or White]]></category>
		<category><![CDATA[Jillian Estell]]></category>
		<category><![CDATA[Kevin Costner]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Binder]]></category>
		<category><![CDATA[Octavia Spencer]]></category>

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		<description><![CDATA[Kevin Costner eroe di frontiera anche nel dramma familiare diretto da Mike Binder in cui è nonno, avvocato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA 2014)<br />
Uscita: 5 marzo 2015<br />
Regia: Mike Binder<br />
Con: Kevin Costner, Octavia Spencer, Jillian Estell<br />
Durata: 2 ore e 1 minuto<br />
Distribuito da: Good Films</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/black_or_white_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41521" title="black_or_white_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/black_or_white_1.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>E&#8217; interessante constatare come <strong>Kevin Costner</strong> abbia avuto una delle carriere più altalenanti e mutevoli di Hollywood.<br />
1987: Brian De Palma lo sceglie per interpretare l&#8217;agente federale Eliot Ness ne <em>Gli intoccabili</em> ed è l&#8217;inizio di un mito. Quella faccia pulita, da bravo ragazzo, piazzata sulle spalle di un uomo di un metro e novanta conquista tutti. Sono gli anni di <em>Bull Durham</em> e de <em>L&#8217;uomo dei sogni</em> a fare da anticamera al successo che arriverà, al galoppo, nel 1990 con i sette Oscar vinti da <em>Balla coi lupi</em>, film che Costner produce, dirige e interpreta. Anni caratterizzati da ruoli interessanti e visibilità alle stelle grazie a pellicole come<em> JFK &#8211; Un caso ancora aperto</em>, <em>Guardia del corpo </em>e <em>Un mondo perfetto</em>, ma i due flop che seguono, <em>Waterworld</em> e <em>L’uomo del giorno dopo</em>, assestano un duro colpo alla sua corsa verso le vette più alte di Hollywood. Costner non è mai più arrivato a quel livello e i film ai quali ha preso parte dalla seconda metà degli anni Novanta ad oggi, da <em>Le parole che non ti ho detto </em>a <em>Gioco d&#8217;amore</em> (altro tassello del filone romantico-sportivo sul baseball a cui Costner sembra ormai definitivamente appartenere), da <em>Vizi di famiglia </em>a <em>The Company Men</em>, non gli hanno mai permesso di tornare in prima linea. Poi, nel 2012, arrivano l&#8217;Emmy vinto per il suo ruolo nella miniserie in tre puntate, <em>Hatflieds &amp; McCoys</em> e Zack Snyder che lo sceglie per interpretare il padre adottivo di Superman in <em>Man of Steel</em>. Giusto il tempo di prendere parte a un altro flop (<em>3 Days to Kill</em>) e ce lo ritroviamo nonno, avvocato e alcolista in questo <strong><em>Black or White</em></strong>.</p>
<p>Seconda collaborazione tra Costner e Mike Binder, dopo <em>Litigi d&#8217;amore</em>, la <a href="http://www.movielicious.it/2014/10/24/festival-di-roma-2014-giorni-7-e-8/">pellicola presentata lo scorso ottobre al Festival di Roma</a> racconta la storia di Elliott Anderson (Costner), brillante avvocato la  cui figlia perde la vita dando alla luce una bambina, Eloise (<strong>Jillian Estell</strong>), costretta a crescere con i nonni materni. Quando Elliot perde anche sua moglie, la nonna paterna della piccola, Rowena (<strong>Octavia Spencer</strong>)  si fa avanti, rivendicando il diritto del figlio, tossicodipendente, di  crescere Eloise. E&#8217; a questo punto che Anderson si troverà coinvolto in  una dura battaglia legale per la custodia della nipote.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/black_or_white_2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-41522" title="black_or_white_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/black_or_white_2.jpeg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Nel ripercorrere a grandi linee la carriera di Costner, c&#8217;è un aspetto fondamentale del suo percorso professionale che i soli titoli dei film non sono sufficienti a raccontare ed è la dignità con cui l&#8217;attore e regista americano ha saputo sempre stare al gioco, nei momenti di successo come nelle sconfitte. Un atteggiamento che lo ha reso un po&#8217; eroe anche nella vita, agli occhi degli spettatori, soprattutto se paragonato agli eccessi di casa a Hollywood. Ed è proprio questo che ti frega in <em>Black or White</em>: l&#8217;avesse interpretato chiunque altro, sarebbe stato un film melenso e piuttosto ordinario, con una manciata di momenti riusciti (le scene con Costner e la piccola Jillian Estell e quelle in tribunale) e basta. Ma il fatto che ci sia lui nel ruolo di nonno Elliott finisce per mandare a quel paese ogni forma di obiettività. Incentrato tutto su contrasti conclamati, la pelle scura di Eloise e della famiglia paterna che si contrappone a quella della famiglia materna, la bella casa degli Anderson nei quartieri alti e l&#8217;affollata villetta di periferia di nonna Rowena, l&#8217;agiatezza contro l&#8217;indigenza, <em>Black or White</em> affronta il tema del razzismo e della diseguaglianza sociale in modo piuttosto convenzionale. Ma nell&#8217;interpretare un uomo devastato dalla vita, che gli ha portato via quasi tutto, lasciandogli un unico motivo per cui continuare a combattere, Costner ci mette mestiere e tenerezza. Aveva ragione il suo Butch Haynes, delinquente dal cuore tenero di <em>Un mondo perfetto</em> quando diceva che &#8220;bisogna guadagnarsela, la fiducia&#8221;. Lui lo ha fatto, in trent&#8217;anni di carriera, con quel suo stile sobrio e contenuto, eroe austero in mezzo a un mondo di eccentrici, nel cinema come nella vita.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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		<title>Festival di Roma 2014 &#8211; Giorni 8 e 9</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/10/24/festival-di-roma-2014-giorni-7-e-8/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 16:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Black and White]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Noce]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano di Vaio]]></category>
		<category><![CDATA[Jake Gyllenhaal]]></category>
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		<category><![CDATA[La foresta di ghiaccio]]></category>
		<category><![CDATA[Largo baracche]]></category>
		<category><![CDATA[Nightcrawler]]></category>
		<category><![CDATA[Octavia Spencer]]></category>

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		<description><![CDATA[Il bel doc Largo baracche di Gaetano Di Vaio, un Jake Gyllenhaal che spacca in Nightcrawler e, naturalmente,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA FORESTA DI GHIACCIO di CLAUDIO NOCE</strong></p>
<div id="attachment_39377" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/la_foresta_cast.jpg"><img class="size-full wp-image-39377" title="la_foresta_cast" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/la_foresta_cast.jpg" alt="Il cast de La foresta di ghiaccio" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast de La foresta di ghiaccio</p></div>
<p>Niente da fare per <em><strong>La foresta di ghiaccio</strong></em>, terzo film italiano presentato al Festival, thriller dimenticabile firmato da <strong>Claudio Noce</strong> (<em>Good Morning Aman</em>) con <strong>Emir Kusturica</strong>, <strong>Adriano Giannini</strong> e <strong>Ksenija Rappoport</strong>. La pellicola, girata interamente tra i boshi del Trentino, vorrebbe portare sullo schermo una storia sporca e torbida, con personaggi da noir (purtroppo solo nelle intenzioni dell&#8217;autore), con un passato da dimenticare e loschi traffici su cui indagare. Spunto interessante e drammaticamente legato all&#8217;attualità (se vedrete il film capirete il perché), ma a parte la sempre brava Rappoport &#8211; qui alle prese con un personaggio legnosetto &#8211; e un convincente Giannini Jr., è un brodino insipido che aspira ad essere una pietanza da chef stellato. Pretenzioso senza motivo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4<br />
<strong><br />
LARGO BARACCHE di GAETANO DI VAIO</strong></p>
<div id="attachment_39378" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/largo-baracche.jpg"><img class="size-full wp-image-39378 " title="largo-baracche" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/largo-baracche.jpg" alt="Tony D'Angelo, Nino D'Angelo e Gaetano Di Vaio per Largo baracche" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Tony D&#8217;Angelo, Nino D&#8217;Angelo e Gaetano Di Vaio</p></div>
<p>Nella serata di ieri, poi, abbiamo assistito all&#8217;anteprima del bel documentario <em><strong>Largo Baracche</strong></em> diretto e prodotto da <strong>Gaetano Di Vaio</strong>.<br />
Filmare una città complessa e connotata come Napoli attraverso il suo disagio è cosa complessa e perennemente a rischio retorica. Di Vaio (anche tra gli interpreti del riuscitissimo<a href="http://www.movielicious.it/2014/10/01/take-five/"> <em>Take Five</em></a> di Guido Lombardi, visto lo scorso anno qui a Roma e uscito recentemente nelle sale) aggira questo ostacolo con facilità perché parla di cose che ha evidentemente vissuto in prima persona.<br />
L&#8217;autore infatti ha un passato &#8211; all&#8217;inizio del film ne parla approfonditamente &#8211; di droga e criminalità che lo ha portato anche a vivere l&#8217;esperienza del carcere e, forse proprio grazie a questo curriculum di strada, non ha alcun problema a guadagnarsi il rispetto e la fiducia dei sette ragazzi di cui ci mostra un pezzetto di vita.<br />
Storie semplici, di un gruppo &#8211; o una &#8220;batteria del bene&#8221;, come loro stessi si definiscono &#8211; di bambini diventati uomini troppo presto loro malgrado e dei tentativi, spesso vani, di sottrarsi a un destino che sembra impresso a fuoco sulla pelle di chiunque nasca nel posto sbagliato.<br />
Il posto sbagliato, in questo caso, è rappresentato dagli strettissimi vicoli dei Quartieri Spagnoli, un dedalo di strade che si intersecano senza soluzione di continuità, a solo pochi passi da Piazza del Plebiscito.<br />
Per sessanta minuti vediamo &#8211; e soprattutto ascoltiamo &#8211; questi scugnizzi parlare di disoccupazione, politica, disparità sociali, camorra e anche d&#8217;amore con una lucidità e un livello di consapevolezza che forse non ci si aspetterebbe nemmeno di trovare in contesti urbani così disagiati.<br />
Di Vaio invece è bravo nel far emergere la voglia di riscatto di un gruppo di giovani che non si rassegna al grande nulla e che magari non riuscirà ad andar lontano, ma almeno ci prova.<br />
Bello e necessario.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p><strong>NIGHTCRAWLER di DAN GILROY</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/nightcrowler.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-39379" title="nightcrowler" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/nightcrowler.jpeg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p><strong>Dan Gilroy</strong> (sceneggiatore di <em>The Bourne Legacy</em>) fa il suo esordio alla regia con <em><strong>Nightcrawler</strong></em>, potentissimo e lucido apologo sulle possibili derive della TV verità abilmente travestito da thriller e presentato oggi al Festival nella sezione Mondo Genere.<br />
La storia è quella del giovane Lou Bloom (<strong>Jake Gyllenhaal </strong>nell&#8217; interpretazione forse più convincente in carriera) che, non riuscendo a trovare un lavoro, decide di munirsi di una videocamera e di passare le notti accorrendo sui luoghi delle emergenze per riprendere, spesso addirittura in anticipo sull&#8217;arrivo dei soccorsi, immagini cruente da vendere alle emittenti televisive per le news del mattino.<br />
Il successo immediato rende Lou sempre più insensibile e spietato e lo porta ad interferire con l&#8217;arresto di due pericolosi criminali pur di ottenere un ulteriore e remunerativo scoop.<br />
Film riuscitissimo sin dalle sue sequenze iniziali (una Los Angeles notturna e cupa come non la si vedeva dai tempi di <em>Collateral</em>) <em>Nightcrawler</em> convince su tutti i fronti e, anche laddove prende una posizione molto forte sulla questione etica del filmabile e del punto oltre il quale non ci si dovrebbe mai spingere, non lo fa attraverso il classico e abusato meccanismo della parabola di redenzione.<br />
Il protagonista infatti perde gradualmente umanità, ma l&#8217;autore ci tiene a suggerire allo spettatore come imboccando certe strade, il più delle volte il ritorno non sia contemplato.<br />
Lo stesso vale per il sistema dei network televisivi, descritti come covi di sciacalli all&#8217;interno dei quali i pochi refrattari a certi metodi di sfruttamento del dolore vengono prima ridotti in minoranza e poi al silenzio.<br />
Piace inoltre il nervosismo controllato di una regia che non indugia mai sui particolari più raccapriccianti e forse, proprio in virtù di questa scelta, scuote e turba di più di chi certe scene le mostra.<br />
Senza ombra di dubbio, uno dei migliori film visti nel corso di questa edizione del Festival.</p>
<p><strong>Voto </strong>8</p>
<p><strong>BLACK AND WHITE di MIKE BINDER</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin-e-lily-costner.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39380" title="kevin-e-lily-costner" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin-e-lily-costner.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>E oggi al Festival è arrivato anche <strong>Kevin Costner</strong>, nella capitale con sua figlia Lily per presentare il film di <strong>Mike Binder</strong> di cui è protagonista, oltre che produttore.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin_costner_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39381" title="kevin_costner_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin_costner_slide.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>In <em><strong>Black and White</strong></em> ritroviamo l&#8217;attore in versione nonno, impegnato in una battaglia legale per la custodia della nipotina. La figlia di Elliott Anderson (Costner), un brillante avvocato, perde la vita dando alla luce una bambina, Eloise, che è cresciuta con i nonni materni. Quando Elliot perde anche sua moglie, la nonna paterna della piccola (Octavia Spencer) si farà avanti, rivendicando il diritto del figlio di crescere la bambina. E&#8217; a questo punto che l&#8217;uomo si troverà coinvolto in una dura battaglia legale per la custodia della nipote.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin_costner_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39383" title="kevin_costner_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin_costner_2.jpg" alt="" width="265" height="398" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin_costner.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39382" title="kevin_costner" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/kevin_costner.jpg" alt="" width="266" height="398" /></a></p>
<p>Finalmente un bel personaggio per Kevin Costner, dopo le sue recenti incursioni in ruoli di contorno (<em>Man of Steel</em>) o comunque non indimenticabili (<a href="http://www.movielicious.it/2014/06/04/3-days-to-kill/"><em>3 Days to Kill</em></a>). Nell&#8217;interpretare un uomo devastato dalla vita, che gli ha portato via quasi tutto, lasciandogli tuttavia un motivo per cui continuare a combattere, l&#8217;attore ci mette mestiere e tenerezza. <em>Black and White</em> è un dramma familiare nel quale emergono problematiche drammaticamente attuali come la lotta di classe e il razzismo, che lo stesso Costner, durante la conferenza stampa di questa mattina, ha tenuto a sottolineare: &#8220;L&#8217;odio razziale è ancora una piaga della società americana, ma &#8211; assicura &#8211; nel mio film c&#8217;è molto di più&#8221;.</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/baMogiNsjw8?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/baMogiNsjw8?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" /></object></p>
<p>&#8220;<em>Il film è ambientato in due realtà differenti all&#8217;interno della stessa città, Los Angeles. A Compton e a Beverly Hills. Io sono nato a Compton. Credo che una degli aspetti più significativi del film risieda nel fatto che la piccola Eloise passi del tempo con l&#8217;altra famiglia, quella di suo padre, e che trascorra le giornate sia a Compton che a Beverly Hills. Credo che Black and Wite sia una grande sceneggiatura americana, perché racconta una storia molto americana con l&#8217;augurio che riesca ad essere universale. Il razzismo è una piaga con cui ci troviamo a combattere ogni giorno. Nel film c&#8217;è una parte in cui il mio personaggio dice che la prima cosa che vede in una donna è il decolletè. E&#8217; la verità. Ma questo non fa di lui un maniaco o un pervertito. Con il colore della pelle è lo stesso. Non è il primo pensiero che conta, ma il secondo, il terzo&#8230; Quando ho letto quella parte dello script ho capito che quelle parole erano geniali</em>&#8220;.</p>
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		<title>3 Days To Kill</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/06/04/3-days-to-kill/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2014 06:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[3 Days to KIll]]></category>
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		<category><![CDATA[Kevin Costner]]></category>
		<category><![CDATA[Luc Besson]]></category>
		<category><![CDATA[McG]]></category>

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		<description><![CDATA[ McG e Luc Besson dietro a questo thriller dalla dubbia personalità con protagonista un redivivo Kevin]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2014)<br />
Uscita: 5 giugno 2014<br />
Regia: McG<br />
Con: Kevin Costner, Amber Heard, Connie Nielsen<br />
Durata: 1 ora e 57 minuti<br />
Distribuito da: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/threedaystokill_sl1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-37124" title="threedaystokill_sl1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/threedaystokill_sl1.jpeg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Ethan Renner (Kevin Costner) è un uomo arrivato stanco alla soglia dei sessant&#8217;anni, con una vita disastrata fatta di pochi affetti, un divorzio e una figlia in piena crisi adolescenziale che di lui quasi non vuole saperne.<br />
Quando gli viene diagnosticato un male incurabile, per Ethan è dunque quasi naturale ritirarsi dal lavoro e cercare di recuperare qualche brandello di rapporto con la propria famiglia.<br />
Il problema è che Ethan non fa un lavoro normale. E&#8217; un agente dei Servizi Segreti a cui, in cambio di un&#8217;ultima pericolosissima missione, viene offerta una cura sperimentale che potrebbe salvargli la vita. Si troverà quindi, aiutato solo da una misteriosa e seducente dark lady (Amber Heard), a dover scovare e uccidere uno dei più ricercati terroristi al mondo proprio in quegli stessi tre giorni in cui l&#8217;ex moglie (Connie Nielsen) lo lascia solo a tenere a bada le turbolenze della loro giovane figlia.</p>
<p>Il regista <strong>McG</strong> (<em>Charlie&#8217;s Angels</em>, <em>Terminator Salvation</em>) stempera il proprio stile muscolare in questo atipico crossover di action, melò e commedia scritto e prodotto da <strong>Luc Besson</strong> e ambientato in una Parigi livida e molto meno oleografica del solito.<br />
Il punto di riferimento primario di  <em><strong>3 Days To Kill</strong></em> resta senz&#8217;altro <em>True Lies</em> di James Cameron, vera punta di diamante di tutto quel sottogenere di film d&#8217;azione (molto in voga negli anni 90 in verità) in cui la tensione viene intervallata da elementi comedy assicurati, da un lato, dalla contrapposizione tra il ruolo di duro del protagonista (Stallone e Schwarzenegger, smaltiti gli steroidi dell&#8217;era reaganiana, hanno costruito buona parte della seconda fase delle loro carriere soprattutto su personaggi di questo tipo) e la sua goffaggine in ambito familiare o domestico e, dall&#8217;altro, dai rocamboleschi escamotage studiati perché il piano lavorativo e quello affettivo non entrino mai in collisione tra loro.<br />
In altre parole, <em>Die Hard</em>.<br />
In questo, la mano di Besson, regista poliedrico anche se discontinuo e da sempre votato alla commistione di generi, si avverte in maniera piuttosto forte, sia per quanto riguarda i pregi che per i difetti che costellano la visione del film.<br />
Se infatti è difficile non apprezzare l&#8217;umorismo politicamente scorretto che abita scene in cui il protagonista informa telefonicamente la figlia che farà tardi a cena mentre è impegnato a torturare un &#8220;cattivo&#8221;, c&#8217;è da registrare come l&#8217;amalgama tra i diversi registri non risulti sempre così fluida e priva d&#8217;intoppi come si vorrebbe.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/3daystokill.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37125" title="3daystokill" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/3daystokill.jpg" alt="" width="500" height="251" /></a></p>
<p>Il film nel complesso però ha dalla sua più &#8220;pro&#8221; che &#8220;contro&#8221;: uno su tutti, un redivivo Kevin Costner (che ci piacerebbe non aver mai visto offrire del tonno a una corte di casalinghe in estasi in uno spot che ultimamente gira molto in TV), che indossa questo ruolo di loser cinico e stropicciato con estrema intelligenza e autoironia, ricordandoci di essere un attore molto più versatile di quanto i troppi ruoli da macho monocorde del passato non testimonino.<br />
Piacciono inoltre, di <em>3 Days To Kill</em>, i suoi nostalgici richiami a quel cinema di puro mestiere che sembra non esistere più; un cinema quasi del tutto privo di spinte autoriali &#8220;alte&#8221; perché esclusivamente teso a intrattenere, ormai soppiantato sul versante action dalle saghe e dai blockbuster in franchising e, sul piano della leggerezza, dalle commedie stricto sensu.<br />
E&#8217; proprio al classico cinema americano fatto da solidi artigiani come John McTiernan, Renny Harlin e il compianto Tony Scott &#8211; in definitiva l&#8217;ultimo cinema classico possibile &#8211; che McG e Besson sembrano rifarsi maggiormente.<br />
Con l&#8217;unica colpa, semmai, di citarlo troppo e reinventarlo poco.<br />
Lo spettacolo e il divertimento però sono garantiti.</p>
<p><strong>Voto </strong>6</p>
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		<title>L&#8217;uomo d&#8217;acciaio</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 18:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Zack Snyder]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Superman di Zack Snyder e Christopher Nolan si è rivelato una cocente delusione. Ecco perché. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Man of Steel, USA 2013)<br />
Uscita: 20 giugno 2013<br />
Regia: Zack Snyder<br />
Con: Henry Cavill, Diane Lane, Amy Adams, Russell Crowe<br />
Durata: 2 ore e 23 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/man-of-steel1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32391" title="man-of-steel1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/man-of-steel1.jpg" alt="" width="500" height="366" /></a></p>
<p>Sono passati settantacinque anni da quel 10 Giugno del 1938, quando Superman fece il suo primo ingresso nel mondo dei fumetti Action Comics con il costume blu e il mantello rosso. A pochi giorni da un compleanno tanto importante, arriva nelle sale L&#8217;uomo d&#8217;acciaio, pellicola che segna sicuramente una svolta rispetto al modo in cui il cinema ci ha mostrato fino ad ora questo personaggio. Dopo i risultati piuttosto scarsi raggiunti da Superman Returns diretto da Bryan Singer sette anni fa, ora ci riprova Zack Snyder (Trecento, Watchmen) a riavviare il franchise  e a riportare in auge il supereroe con questo atteso reboot. Accanto a lui, nelle vesti di produttore e co-sceneggiatore, troviamo Christopher Nolan (Batman Begins, Il Cavaliere Oscuro, <a href="http://www.movielicious.it/2012/08/21/il-cavaliere-oscuro-il-ritorno/"><em>Il cavaliere oscuro &#8211; Il ritorno</em></a>,<a href="http://www.movielicious.it/2010/09/21/inception/"> <em>Inception</em></a>), che si è costruito una reputazione come autore di sci-fi drama tratti da fumetti e il suo fido braccio destro, lo sceneggiatore David S. Goyer. Con dei nomi del genere, e un <a href="http://www.movielicious.it/2013/04/17/ecco-il-nuovo-trailer-de-luomo-dacciaio/">trailer</a> accattivante come pochi che sembrava promettere molto, le aspettative che ruotavano attorno a questo progetto erano decisamente alte.</p>
<p>E invece questo <em>Man of Steel</em>, dispiace dirlo, è un disastro. Lo script si rifà alla rilettura fumettistica delle origini di Superman apportata da John Byrne a metà degli anni Ottanta e si distacca, in parte, dalla storia del supereroe che conosciamo.<br />
Sul pianeta Krypton le nascite sono controllate. I kryptoniani vengono generati e coltivati in stanze della vita molto simili a quelle di Matrix e modificati geneticamente per essere predisposti a rivestire ruoli ben precisi nella società. Contravvenendo alle leggi del pianeta, Jor-El (Russell Crowe) e Lara (Ayelet Zurer) hanno deciso di avere un figlio in maniera naturale per concedergli libero arbitrio sul suo avvenire. Mentre il pianeta sta collassando e il Generale Zod (Michael Shannon) tenta un colpo di stato, Jor-El invia suo figlio sulla Terra con il codice genetico kryptoniano. Trovatosi sulla Terra il piccolo Kal-El deve far fronte a una drammatica domanda: Perché sono qui?. Plasmato dai valori dei suoi genitori adottivi, Martha (Jessica Lane) e Jonathan Kent (Kevin Costner), Kal-El/Clark Kent scopre che avere abilità straordinarie significa anche prendere decisioni difficili. Diventato adulto, Clark decide di cercare risposte sulla sua identità e sui suoi veri genitori, e durante un viaggio scopre la Fortezza della Solitudine, un santuario kryptoniano in cui sono custoditi gli ultimi messaggi di Jor-El destinati al figlio: gli insegnamenti e le ultime volontà del suo genitore naturale convincono il ragazzo a diventare un simbolo di speranza per i terrestri e impegnarsi per mantenere la pace sul pianeta che lo ha adottato.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/man-of-steel-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32392" title="man-of-steel-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/man-of-steel-2.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a><br />
Un vero supereroe con superbroblemi, dunque, visto per la prima volta come ciò che realmente è, ovvero un alieno proveniente da un altro pianeta. Però solo all&#8217;apparenza perché l&#8217;approfondimento psicologico su cui Nolan ha costruito e ridato lustro alla trilogia di Batman, ne <em>L&#8217;uomo d&#8217;acciaio</em>, non funziona. Lo troviamo in ognuno dei personaggi, ma solo accennato e poi soffocato dall&#8217;azione di scene fracassone à la Transformers, in cui Superman non sembra affatto curarsi di calibrare la propria forza distruttiva. Osserviamo increduli mentre scaraventa gli avversari contro pompe di benzina, case, grattacieli e quant’altro, senza curarsi minimamente dell&#8217;incolumità della gente. Forse ci ricordiamo male, ma non rappresentava anche uno dei simboli dell’etica a stelle e strisce del XX secolo?</p>
<p>Ma andiamo con ordine, anche se il montaggio del film, che si fa strada a suon di flashback e flashforwards non ci aiuta in questo. Dopo il prologo su Krypton (osservando le prime scene vi sarà impossibile non pensare a <em>Matrix</em> o ad <em>Avatar</em>), ci si para davanti un Superman già adulto e già intento a salvare il mondo, sostenendo a mani nude una piattaforma petrolifera che sta per esplodere. Poi ci ritroviamo tra i ghiacci dell&#8217;Alaska per il primo incontro con il suo padre naturale, Jor-El, un ologramma decisamente più invadente rispetto a quello visto nel film di Richard Donner in cui nei panni dell&#8217;epico genitore c&#8217;era Marlon Brando. Ma ecco che arriva Lois Lane che, sentendo odore di scoop, a venti minuti dall&#8217;inizio del film scopre già praticamente tutto quello che c&#8217;è da sapere su Superman. Si procede per salti temporali confusi e pasticciati più o meno per tutto il film. Ma il picco più basso toccato dalla sceneggiatura di un veterano come David S. Goyer è forse la totale assenza di ironia o humor di qualunque tipo che aiuti a sopportare i numerosi momenti di stanca disseminati qua e là per l&#8217;intera durata della pellicola.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/man-of-steel-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-32393" title="APphoto_Film Review Man of Steel" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/man-of-steel-3.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Toni eccessivamente imperiosi caratterizzano in negativo i dialoghi tra i personaggi, ripercuotendosi irrimediabilmente sul cast, che non è affatto sfruttato a dovere. Kevin Costner è logorroico nei panni del padre adottivo di Clark: una predica continua! Laurence Fishburne assolutamente sprecato come direttore del Daily Planet, così come Amy Adams come Lois Lane. Poco credibile anche il Crowe-Jor-El che compare in continuazione e in modo eccessivamente interattivo per essere un ologramma, rendendo il suo personaggio poco credibile. Per quanto riguarda il protagonista, poi, il sexy, muscoloso e, almeno in questa occasione monoespressivo Henry Cavill, dobbiamo ammettere che la somiglianza fisica con Supermen c&#8217;è. Trent&#8217;anni e una nomina come &#8220;Il più sfortunato di Hollywood&#8221; affibiatagli dalla rivista Empire dopo essere stato scartato nel <em>Superman Returns </em>di Bryan Singer (poi interpretato da Brandon Routh), da Stephenie Meyer che, pur definendolo il perfetto Edward Cullen lo considerò troppo vecchio per il personaggio poi interpretato da Robert Pattinson e anche da Martin Campbell che lo voleva come Bond in <em>Casino Royale</em> al posto di Daniel Craig, ruolo per cui era però ancora troppo giovane, il bel Henry sembra averne finalmente imbroccata una. Arrivato al successo negli ultimi anni grazie alla serie televisiva<em> I Tudors</em> nei panni del Duca di Suffolk, l&#8217;attore inglese si prepara a vestire nuovamente i panni di Superman per il sequel già messo in cantiere dalla Warner. Sperando che la prossima volta oltre alla tutina aderente, si ricordi di indossare anche un po&#8217; di verve.</p>
<p>Un&#8217;ultima annotazione, sul 3D. Zack Snyder ha concepito e girato L&#8217;uomo d&#8217;acciaio in pellicola e in 2D, ma il film è stato successivamente convertito in 3D. Per esigenze di mercato? Probabile, ma guardando Man of Steel in 3D, soprattutto nelle scene action, il passaggio si nota eccome. Lontanissimo dal 3D nativo di un <a href="http://www.movielicious.it/2012/02/02/hugo-cabret/"><em>Hugo Cabret</em></a><em> </em><em>o di Vita di Pi</em>, <em>Man of Steel</em> perde la sua battaglia anche sul piano visivo, aspetto che influisce non poso sul giudizio finale di un film di fantascienza, soprattutto se è stato realizzato con la cifra record di 225 milioni di dollari.</p>
<p>Insomma, la rilettura di Superman in chiave umana e vulnerabile non funziona, almeno non così. L&#8217;effetto Nolan, che con Batman è stato provvidenziale per infondere nuova linfa vitale al pesonaggio, con Superman non ha avuto lo stesso effetto, anzi, ha reso il film troppo serio, noioso e inutilmente concentrato sulla ricostruzione di un substrato credibile su cui poggiare la vera storia di Superman, quella che, probabilmente, vedremo nel prossimo film. E&#8217; evidente che non tutti i supereroi si prestano a questa lettura real-intimistica, soprattutto se si pensa che rendere credibile e realistico un uomo dotato di superforza, che sa volare e che spara raggi laser dagli occhi è davvero un&#8217;impresa ardua. E la domanda: ma perché farlo allora? Da quando abbiamo visto<em> L&#8217;uomo d&#8217;acciaio</em> continuiamo a chiederci cosa ne avrà pensato Richard Donner. L&#8217;autore di quel <em>Superman</em> che, arrivato nei cinema l&#8217;anno dopo la rivoluzione Star Wars, aveva avuto il coraggio di scrivere nel claim: &#8220;Crederete che un uomo possa volare?&#8221;. Be&#8217;, a distanza di oltre trent&#8217;anni, quel <em>Superman</em> ci fa ancora volare.</p>
<p>Meglio una puntata di Smallville.<br />
<strong>Voto </strong>3</p>
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