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	<title>Movielicious &#187; Martin Freeman</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Ghost Stories</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2018 09:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Paul Whitehouse]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle sale l'horror soprannaturale british style con Martin Freeman.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., U.K. 2017)<br />
Uscita: 19 aprile 2018<br />
Regia: Andy Nyman, Jeremy Dyson<br />
Con: Andy Nyman, Paul Whitehouse, Alex Lawther, Martin Freeman<br />
Durata: 1 ora e 38 minuti<br />
Distribuzione: Adler Entertainment</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/Ghost-Stories.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57495" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/Ghost-Stories.jpg" alt="Ghost-Stories" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Mica semplice scrivere una recensione di <em><strong>Ghost Stories</strong></em>. Non che sia un film di difficile lettura, per carità, solo appare ardua un’analisi che non rischi di svelare troppo allo spettatore di un’operazione che nasce, in prima istanza, come brillante atto di devozione verso i principali archetipi della tradizione horror, britannica e non. Siamo dalle parti, per intenderci, dello humour nerissimo e colto della serie TV <em>Inside No. 9</em>, che non citiamo a caso, anzi. Basti sapere che i suoi due autori, Steve Pemberton e Reese Shearsmith, provengono da quella stessa League of Gentlemen di cui facevano parte anche Mark Gatiss, in seguito autore del fortunato Sherlock e, per l’appunto, il <strong>Jeremy Dyson</strong> sceneggiatore e regista, insieme all’attore protagonista <strong>Andy Nyman</strong>, di questo delizioso e lugubre pastiche che, prima ancora di approdare al cinema, è stato una pièce teatrale di successo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/GHost_Stories_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57496" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/GHost_Stories_2.jpg" alt="GHost_Stories_2" width="928" height="523" /></a></p>
<p>Strutturato come il più classico dei film a episodi, inseriti però in un quadro più ampio, <em><strong>Ghost Stories</strong> </em>narra le vicende del professor Philip Goodman (Andy Nyman) che, per mestiere, smaschera sedicenti fenomeni paranormali in un seguito programma TV. Un giorno Goodman riceve una misteriosa lettera dal suo mito di gioventù: un presentatore che, molti anni prima, svolgeva il suo stesso ruolo e che ora sembra scomparso nel nulla. L’uomo in questione vive in condizioni precarie, convinto di aver sprecato la propria vita cercando di confutare fenomeni che in realtà potrebbero davvero non avere spiegazione scientifica. Affida quindi a Goodman tre casi, tutti riguardanti persone che sostengono di avere avuto contatti con fantasmi, nella speranza che lui riesca a darne un’interpretazione razionale. Ecco, se già <em><strong>Ghost Stories</strong></em> si limitasse a mettere in sequenza questi tre quadretti gotici così zeppi di citazioni, sarebbe abbastanza una manna per gli amanti del genere, costretti il più delle volte a sciropparsi innocue quanto prescindibili operine nella speranza, inevitabilmente frustrata, di rimediare qualche sparuto brivido lungo la schiena. Certo, in quel caso, il 95% di metascore targato Rotten Tomatoes ci apparirebbe leggermente esagerato, ma potremmo comunque dirci soddisfatti.</p>
<p>Fortuna – e soprattutto bravura degli autori – vuole che non sia così, e che il film lentamente si trasformi in altro, attraverso un twist narrativo che, sebbene neanche poi così originale, ne ribalta il senso dall’interno. E non sembri spoiler quest’ultimo perché, in realtà, approcciarsi al film con la consapevolezza che alla fine se ne uscirà comunque piacevolmente sorpresi, dovrebbe costituire una sorta di valore aggiunto. Al netto della sua particolare struttura, però, il film di Nyman e Dyson funziona che è una meraviglia, attraverso un riuscito equilibrio tra spavento e riso che trova forse il suo climax nell’episodio centrale; quello con protagonista il giovane prodigio Alex Lawther, già fattosi notare nella recente serie <em>The End of the F***ing World</em> e, ancor prima, in uno degli episodi migliori della terza stagione di <em>Black Mirror</em>, “<em>Shut Up and Dance</em>”. Menzione a parte merita <strong>Martin Freeman</strong>, qui al suo ritorno in patria dopo i fasti hollywoodiani de <em><a href="http://www.movielicious.it/2012/12/11/lo-hobbit-un-viaggio-inaspettato/" target="_blank">Lo Hobbit</a></em> e <em><a href="http://www.movielicious.it/2018/02/13/black-panther-recensione/" target="_blank">Black Panther</a></em> e perfettamente a proprio agio in un ruolo che gioca con la sua aria da classico common man conferendole aspetti via via più inquietanti. Insomma, dopo la piacevole sorpresa di <em>A Quiet Place</em>, un’ulteriore conferma di quella che potremmo già definire un’ottima primavera per l’horror.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ghost Stories, il trailer dell&#8217;horror con Martin Freeman</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2018/03/16/ghost-stories-il-trailer-dellhorror-con-martin-freeman/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2018 10:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Nyman]]></category>
		<category><![CDATA[Ghost Stories]]></category>
		<category><![CDATA[Martin Freeman]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attore inglese alle prese con fenomeni paranormali, nelle sale dal 19 aprile.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/03/Martin_Freeman_Ghost_Stories.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57384" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/03/Martin_Freeman_Ghost_Stories.jpg" alt="Martin_Freeman_Ghost_Stories" width="920" height="584" /></a></p>
<p>La <a href="http://www.adler-ent.com/" target="_blank"><strong>Adler Entertainment</strong> </a>ha rilasciato il trailer di <em><strong>Ghost Stories</strong></em>, l&#8217;horror diretto e interpretato da <strong>Andy Nyman</strong> con un <strong>Martin Freeman</strong> in un ruolo meno rassicurante del solito.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/TnePVhGnifQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La sinossi: Il Professor Philip Goodman (Andy Nyman), noto a tutti per il suo proverbiale scetticismo nei confronti di qualsiasi evento sovrannaturale conduce un programma televisivo, nel quale smaschera false sedute spiritiche e sedicenti sensitivi.Quando gli affidano il compito d’indagare su tre sconcertanti casi di attività paranormale, Goodman inizia a scavare sempre più a fondo, ignaro del fatto che i 3 casi finiranno per rivelare, ciascuno a suo modo, dei misteri terrificanti, ben oltre la sua stessa immaginazione. Finché, via via, non giungerà a un’angosciante e scioccante conclusione che lo riguarderà personalmente.</p>
<p><em><strong>Ghost Stories</strong></em> uscirà nei cinema il 19 aprile.</p>
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		<title>Black Panther</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2018/02/13/black-panther-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 12:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ispirato al supereroe Marvel, arriva nelle sale il cinecomic diretto da  Ryan Coogler.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2018)<br />
Uscita: 14 febbraio 2017<br />
Regia: Ryan Coogler<br />
Con: Chadwick Boseman, Michael B. Jordan, Lupita Nyong’o, Martin Freeman<br />
Durata: 2 ore e 15 minuti<br />
Distribuito da: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/black-panther.jpg"><img class="alignnone wp-image-57262 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/black-panther.jpg" alt="" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Anche qualora non fosse, come buona parte della critica americana lo ha già definito, il “miglior <strong>Marvel</strong> di sempre”, va comunque riconosciuto a <em><strong>Black Panther</strong></em> il merito di aver alzato &#8211; e di parecchio &#8211; l’asticella qualitativa dei cinecomic in generale. E se è vero che l’universo supereroistico par excellence ci ha abituato a dare il meglio di sé, almeno in termini cinematografici, proprio con i personaggi più periferici – e <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/10/26/doctor-strange-recensione/" target="_blank">Doctor Strange</a></em> e <a href="http://www.movielicious.it/2015/08/11/ant-man/" target="_blank"><em>Ant-Man</em></a> sono lì a dimostrate questo assunto – <strong>Ryan Coogler</strong>, forse perché più libero dalle aspettative a volte castranti dei fan più ortodossi, offre un importante contributo a un processo, per molti versi fisiologico, di riscrittura di un linguaggio fin troppo codificato come quello dei supereroi su pellicola. In questo il lavoro del regista è perfettamente in linea, sebbene meno incline all’alleggerimento dei toni, con i recenti <em><a href="http://www.movielicious.it/2017/07/06/spider-man-homecoming/" target="_blank">Spider-Man Homecoming</a></em> e <em><a href="http://www.movielicious.it/2017/04/10/thor-ragnarok-il-primo-teaser-trailer-del-cinecomic-marvel/" target="_blank">Thor: Ragnarok</a></em>. Due sono però le principali novità di <em><strong>Black Panther</strong></em>. In primis c’è l’elusione di un elemento fino a qualche anno fa imprescindibile per il genere, ovvero tutto il discorso legato alla genesi del supereroe di turno – una persona normalissima, quando non addirittura ordinaria, a cui un  incidente regala poteri sovrumani – che qui viene saggiamente condensato in una manciata scarsa di minuti, prima ancora che il film abbia inizio.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Black_Panther_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57263" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/Black_Panther_2.jpg" alt="Black_Panther_2" width="992" height="425" /></a></p>
<p>E poi c’è <strong>Wakanda</strong>, nazione fantasma nascosta nel cuore dell’Africa nera e ricchissima di <strong>vibranio</strong>,  un metallo immaginario e virtualmente indistruttibile (ma, a differenza dell’adamantio wolveriniano, presente in natura) che ha permesso al suo popolo una serie di progressi tecnologici inimmaginabili per la civiltà occidentale. Il film nasce e si sviluppa quasi interamente qui, lontano da una New York per una volta non minacciata né da invasioni aliene né da villain affetti da generiche velleità espansionistiche, forse perché già alle prese nella realtà con problemi ben più gravi.<br />
La storia  è quella del giovane principe T&#8217;Challa (<strong>Chadwick Boseman</strong>) che, dopo la morte di suo padre, torna a casa per salire sul trono di Wakanda. Quando due pericolosi nemici cospirano per portare il regno alla distruzione, T&#8217;Challa è pronto a raccogliere l&#8217;eredità di suo padre e a indossare gli artigli di<em><strong> Black Panther</strong></em>, con l’aiuto di un agente della CIA (<strong>Martin Freeman</strong>) completamente ignaro delle ricchezze locali, e con il corpo speciale wakandiano delle Dora Milaje, tra le quali figura anche l&#8217;amata Nakia (<strong>Lupita Nyong&#8217;o</strong>).</p>
<p>Passando al motivo che forse più di tutti ha decretato l’immediato tripudio oltreoceano di <em><strong>Black Panther</strong></em> è innegabile come Coogler sia abile nello sfruttare l’occasione di trovarsi tra le mani un blockbuster per azzardare un’analisi sociale niente affatto scontata. L’idea che ci sia un’intera nazione “mascherata” da paese povero ma tecnologicamente più avanzata di qualsiasi potenza mondiale porta il film a trascendere dal semplice discorso superomistico. La coralità del racconto ci parla infatti più di un superpopolo che non di un semplice supereroe. Così come l’effetto di un cast composto per il 90% dal gotha del cinema black americano – non solo Lupita Nyong’o, ma anche <strong>Angela Bassett</strong>, <strong>Forest Whitaker</strong> e il lanciatissimo <strong>Sterling K. Brown</strong> – in un’opera di puro intrattenimento, senza cioè ambizioni di carattere dichiaratamente sociale, è piacevolmente straniante. La novità fondamentale apportata da Coogler al mondo dei cinecomic non è infatti tanto quella di raccontare un supereroe di colore – ché già <em>Blade</em> e il televisivo Luke Cage sopperivano a quella mancanza –  quanto lo sviluppare il rapporto tra questo e le sue responsabilità non in un’ottica individualistica, e quindi occidentale, ma fieramente identitaria e culturale. Ad amplificare un hype già alle stelle ci pensano la fotografia adorabilmente africanocentrica di <strong>Rachel Morrison</strong> e le musiche di <strong>Kendrick Lamar</strong>.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>Black Panther, il teaser trailer in inglese e in italiano</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/06/10/black-panther-il-teaser-trailer-in-inglese-e-in-italiano/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Jun 2017 14:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un assaggio del nuovo cinecomic Marvel in arrivo a febbraio 2018.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Black_Panther.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56270" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/06/Black_Panther.jpg" alt="Black_Panther" width="600" height="350" /></a></p>
<p>Rilasciato in rete il teaser trailer di <strong><em>Black Panther</em></strong>, il film della <strong>Marvel</strong> che sarà nei cinema a febbraio 2018<strong><em>, </em></strong>diretto da <strong>Ryan Coogler</strong> (<i><a href="http://www.movielicious.it/2016/01/12/creed-nato-per-combattere-recensione/" target="_blank">Creed – Nato per combattere</a>)</i>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/dxWvtMOGAhw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em><strong>Black Panther</strong></em> è ambientato dopo gli eventi raccontati in <a href="http://www.movielicious.it/2016/05/02/captain-america-civil-war-recensione/" target="_blank"><em>Captain America: Civil War</em> </a>e vede T’Challa (<strong>Chadwick Boseman</strong>) tornare nell’isolata e tecnologicamente avanzata nazione africana di Wakanda per prendere il suo posto come Re.</p>
<p>Ma quando un vecchio nemico farà ritorno, il suo ruolo come sovrano e la sua identità come Black Panther verranno messe alla prova e T’Challa sarà trascinato in un conflitto che metterà a rischio il destino di Wakanda e di tutto il mondo.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/WL_7EsTsQ08" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Nel cast del film ci sono<i> </i>anche <strong>Lupita Nyong’o</strong>, <strong>Martin Freeman</strong>, <strong>Forest Whitaker</strong> e <strong>Andy Serkis</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Whisky Tango Foxtrot</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/05/19/whisky-tango-foxtrot-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2016 06:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Tina Fey e Margot Robbie giornaliste in Afghanistan nella war comedy di Glenn Ficarra e John Requa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2016)<br />
Uscita: 19 maggio 2016<br />
Regia: Glenn Ficarra, John Requa<br />
Con: Tina Fey, Margot Robbie, Martin Freeman<br />
Durata: 1 ora e 52 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Whisky-Tango-Foxtrot.jpg"><img class="alignnone wp-image-53068" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/Whisky-Tango-Foxtrot.jpg" alt="Whisky Tango Foxtrot" width="650" height="365" /></a></p>
<p>In gergo militare <em><strong>Whisky Tango Foxtrot</strong></em> sta per “what the fuck” colorita espressione anglofona atta a denotare stupore verso qualsiasi situazione che si riveli diversa da come la si immaginava.<br />
In questo caso lo stupore è quello della giornalista televisiva Kim Baker (<strong>Tina Fey</strong>) passata, nel giro di pochi di giorni, dal basso profilo di un lavoro d’ufficio al ben più rischioso ruolo di corrispondente di guerra a Kabul, in Afghanistan.<br />
Costretta a vivere insieme ad altri giornalisti in uno dei quartieri più malfamati della città, Kim fa amicizia con la corrispondente australiana Tanya (<strong>Margot Robbie</strong>) e col fotografo freelance Iain (<strong>Martin Freeman</strong>) e, quello che doveva essere un incarico di soli tre mesi accettato controvoglia, finisce con il diventare il lavoro di anni.<br />
All’iniziale paura per una realtà così diversa da quella a cui la donna era abituata si sostituisce ben presto una comprensione sempre maggiore delle dinamiche umane e sociali che vengono a instaurarsi in una zona di guerra.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/whiskey-tango-foxtrot-trailer-2nd_00.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53069" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/05/whiskey-tango-foxtrot-trailer-2nd_00.jpg" alt="whiskey-tango-foxtrot-trailer-2nd_00" width="620" height="350" /></a></p>
<p>Tratto dal libro di memorie della stessa Kim Barker (il cognome non sembri un refuso, nella trasposizione cinematografica si è infatti persa una erre) <em>The Taliban Shuffle: Strange Days in Afghanistan and Pakistan</em>, <strong><em>Whisky Tango Foxtrot</em></strong> tecnicamente è una dramedy in cui il tema della guerra e dello scontro tra culture differenti viene approcciato con il tono leggero che ha già contraddistinto le precedenti opere di <strong>Glenn Ficarra</strong> e <strong>John Requa</strong>: i notevoli <a href="http://www.movielicious.it/2010/04/01/colpo-di-fulmine-il-mago-della-truffa/" target="_blank"><em>Colpo di fulmine &#8211; Il mago della truffa</em></a>, <a href="http://www.movielicious.it/2011/09/15/crazy-stupid-love/" target="_blank"><em>Crazy, Stupid, Love</em></a> e il meno riuscito <a href="http://www.movielicious.it/2015/03/04/focus-niente-e-come-sembra/" target="_blank"><em>Focus &#8211; Niente è come sembra</em></a> dello scorso anno.<br />
Ora, la difficoltà di inserire la pellicola in un genere ben definito è stata addotta da parte della critica come una delle possibili ragioni del suo scarso successo al botteghino americano. Oltre ad alcune indiscutibili similitudini tematiche con il recente <a href="http://www.movielicious.it/2015/11/04/rock-the-kasbah/" target="_blank"><em>Rock The Kasbah</em></a>, altro bel fiasco in termini di box office.<br />
Se però la critica ascrivibile al genere è facilmente smontabile anche solo citando l’altrettanto recente <a href="http://www.movielicious.it/2015/12/10/perfect-day-recensione/" target="_blank"><em>Perfect Day</em></a> (senza per forza tirare in ballo <em>M*A*S*H</em>) a esempio di come commedia e war movie possano essere ibridati con risultati più che pregevoli, la differenza sostanziale tra il film di Barry Levinson e <em><strong>Whisky Tango Foxtrot</strong></em> è invece di natura squisitamente qualitativa.<br />
In altre parole quest’ultimo è, a dispetto dell’accoglienza in patria, un buon film.<br />
Nulla per cui strapparsi i capelli, per carità, ma il passaggio di Tina Fey (coinvolta anche nella produzione) dalla comicità tout court a una forma di commedia dai risvolti più amari risulta piacevole nel suo interrogarsi sui limiti etici del giornalismo di guerra senza mai esagerare né in retorica né in pistolotti terzomondisti che sarebbero stati oggettivamente fuori luogo.</p>
<p>Ficarra e Requa, di loro, ci mettono uno stile visivo che si destreggia abilmente tra la commedia romantica e, laddove la storia lo richiede, il documentario.<br />
Memori del loro passato &#8211; suvvia, sono pur sempre gli autori dello script di <em>Babbo Bastardo</em> &#8211; sottolineano inoltre i lati meno politicamente corretti della storia (lo scambio di battute tra Margot Robbie e Tina Fey su come una donna bruttina, a <strong>Kabul</strong>, veda incrementarsi considerevolmente il proprio coefficiente di fascino, ad esempio, è gustosissima) e dirigono assai bene un cast eterogeneo che, oltra ai protagonisti, vanta tra le file dei comprimari due irresistibili outsider come <strong>Alfred Molina</strong> e <strong>Billy Bob Thornton</strong> nei panni, rispettivamente, di un Primo Ministro afghano molto poco rispettoso delle tradizioni e di un ruvido generale dei Marine.<br />
Completa il quadro poi una colonna sonora assolutamente atipica per un film del genere, composta quasi interamente di ballate indie &#8211; si va da Iron &amp; Wine a Cat Power passando per Sufjan Stevens – che hanno il compito di spostare considerevolmente l’asse del delicato equilibrio tra film di guerra e romantic comedy più verso quest’ultima.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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