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	<title>Movielicious &#187; MIglior Film Straniero</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Oscar: cambia il metodo di votazione per il miglior film straniero</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Sep 2017 08:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fortemente voluto dal nuovo presidente dell'Academy, il nuovo sistema è stato pensato per favorire una]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/Oscar_2018.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56646" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/Oscar_2018-1024x576.jpg" alt="Oscar_2018" width="1024" height="576" /></a></div>
<div></div>
<div>Il nuovo presidente dell&#8217;Academy, <b>John Bailey</b>, ha voluto apportare delle modifiche alle modalità di votazione per la categoria degli Oscar dedicata al <b>miglior film straniero</b>, semplificandone il metodo. In queste settimane ogni paese del mondo sta inviando la sua scelta per la categoria, la deadline è fissata per il 2 ottobre, e si arriverà a una lista totale di 90 titoli.</div>
<p>I cambiamenti sono volti a favorire una tipologia più variegata di film, e non solo quelli che alle spalle hanno gli studios a sostenerli. Fino ad ora, la prima fase di votazioni era condotta da una serie di comitati divisi per colori (rosso, bianco, blu e verde): i membri dovevano avere visto almeno l’80% dei film assegnati al rispettivo comitato, e potevano vedere e votare anche i film assegnati agli altri comitati (magari i più popolari o meglio promossi).</p>
<p>Il nuovo sistema non prevede più l’esistenza di questi comitati: ogni film verrà assegnato a ciascun membro partecipante alla prima fase di votazione, in modo che tutti i film abbiano la stessa visibilità, anche quelli meno pubblicizzati (ma ogni membro potrà votare anche per film che non gli sono stati assegnati, avvantaggiando in qualche modo i film popolari). Dopo la votazione, il Foreign Language Committee selezionerà altri tre film che verranno aggiunti ai sei selezionati nella prima fase, l’idea è che questi tre film siano prodotti meno noti che contribuiscano a rendere più ricca e variegata la scelta per la seconda fase di votazione. ThePlaylist spiega che con il sistema precedente un film come Elle è stato “colpevolmente” escluso dalla selezione, cosa che si è fatta ancor più scandalosa quando Isabelle Huppert è stata nominata come migliore attrice.</p>
<p>Nella seconda fase di votazione verranno mostrati i nove film scelti a 30 membri dell’Academy a New York, Londra e Los Angeles (10 in ogni città). Questi voteranno ciascun film, e i cinque più votati diventeranno i nominati. Sarà interessante se questo nuovo metodo funzionerà e nella rosa di candidati finiranno anche film meno pubblicizzati ma, magari, più meritevoli.</p>
<div>Ricordiamo che la 90esima edizione degli <strong>Academy Awards</strong> si terrà il 4 marzo 2018. A condurre la cerimonia tornerà <strong>Jimmy Kimmel</strong>.</div>
<div></div>
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		<title>Oscar 2017: la shortlist per il miglior film straniero</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 10:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fuori Rosi e  Larraín, in corsa Xavier Dolan e La mia vita da zucchina. I dettagli.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="tgla7-descrizione">
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/2017-oscars-official-foreign-language-film.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54790" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/2017-oscars-official-foreign-language-film.jpg" alt="2017-oscars-official-foreign-language-film" width="820" height="544" /></a></p>
<p>Nella notte l&#8217;<strong>Academy</strong> ha reso noti i titoli dei nove <strong>film</strong> (che diventeranno cinque con le nomination ufficiali del 24 gennaio) in gara per l&#8217;<strong>Oscar</strong> al il <strong>Miglior Film Straniero</strong>. <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/18/fuocoammare/" target="_blank"><em><strong>Fuocoammare</strong></em></a>, il documentario di<strong> Francesco Rosi</strong> sugli sbarchi dei migranti a Lampedusa, già&#8217; vincitore dell&#8217;Orso d&#8217;Oro a Berlino e di molti altri premi, è fuori dalla corsa.</p>
<p>Tra i nove film che si contenderanno la nomination ci sono <strong>Toni Erdmann</strong>, commedia tedesca di Maren Ade su un difficile rapporto padre-figlia, <strong>The Salesman</strong> dell&#8217;iraniano Asghar Farhadi, e il canadese <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/12/05/e-solo-la-fine-del-mondo-recensione/" target="_blank">E&#8217; solo la fine del mondo</a></strong></em> di Xavier Dolan. Tra gli esclusi eccellenti anche <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/10/12/neruda-recensione/" target="_blank">Neruda</a></strong> </em>del regista cileno Pablo <span class="st">Larraín e il francese <strong><em>Elle </em></strong>di Paul Verhoeven.</span><br />
Ecco l&#8217;elenco dei nove film rimasti in gara</p>
<p><strong>Tanna</strong> (Australia)</p>
<p><strong>È solo la fine del mondo</strong> (Canada)</p>
<p><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/03/22/land-of-mine-recensione/" target="_blank">Land of Mine</a></strong> (Danimarca)</p>
<p><strong> Toni Erdmann</strong> (Germania)</p>
<p><strong> The Salesman</strong> (Iran)</p>
<p><strong>The King&#8217;s Choice</strong> (Norvegia)</p>
<p><strong> Paradise</strong> (Russia)</p>
<p><strong> A Man Called Ove</strong> (Svezia)</p>
<p><strong> La mia vita da zucchina</strong> (Svizzera)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Fuocoammare</strong></em> però non dice addio alla speranza di aggiungere al suo palmares anche la statuetta dorata hollywoodiana: infatti la pellicola di Rosi resta comunque nella lista dei 15 documentari, che sarà ridotta a cinque un mese prima della cerimonia di Los Angeles.</p>
</div>
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		<title>Niente Oscar per Non essere cattivo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2015 08:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[MIglior Film Straniero]]></category>
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		<category><![CDATA[Non essere cattivo]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Marinelli-Borghi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51327" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Marinelli-Borghi.jpg" alt="Marinelli-Borghi" width="780" height="400" /></a></p>
<p>E&#8217; stata annunciata la short list di nove titoli che competeranno per entrare nelle nomination agli Oscar per il <strong>Miglior Film Straniero</strong> e <em><strong>Non essere cattivo</strong></em> di <strong>Claudio Caligari</strong> con Alessandro Borghi e Luca Marinelli non ce l&#8217;ha fatta. La pellicola, candidata a rappresentare l&#8217;Italia alla corsa agli Oscar, è stata esclusa dalla lista di film tra i quali saranno poi scelti i cinque finalisti il 14 gennaio. Questi i titoli ancora in gara:</p>
<p><em><strong>Dio esiste e vive a Bruxelles</strong></em>, Jaco Van Dormael (Belgio)<br />
<em><strong>Embrace of the Serpent</strong></em> di Ciro Guerra (Colombia)<br />
<em><strong>A War</strong></em> di Tobias Lindholm (Danimarca)<br />
<em><strong>The Fencer</strong></em> di Klaus Haro (Finlandia)<br />
<em><strong>Mustang</strong></em> di Deniz Gamze Ergüven (Francia)<br />
<em><strong>Il labirinto del silenzio</strong></em> di Giulio Ricciarelli (Germania)<br />
<em><strong>Il figlio di Saul</strong></em> di Laszlo Nemes (Ungheria)<br />
<em><strong>Viva</strong></em> di Paddy Breathnach (Irlanda)<br />
<em><strong>Theeb</strong></em> di Naji Abu Nowar (Giordania)</p>
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		<title>Sorrentino goes to Hollywood</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2014 13:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Acceptance speech]]></category>
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		<description><![CDATA[E sul palco degli Oscar pronuncia il discorso che non avremmo mai voluto ascoltare.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/paolo-sorrentino.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-35471" title="paolo-sorrentino" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/paolo-sorrentino.jpeg" alt="" width="460" height="276" /></a></p>
<p>Sapete tutti che ieri notte a Los Angeles, durante l&#8217;<a href="http://www.movielicious.it/2014/03/03/oscar-2014-tutti-i-vincitori/">86° Notte degli Oscar</a>, <em><strong>La grande bellezza </strong></em>di <strong>Paolo Sorrentino</strong> è stato premiato con il riconoscimento al <strong>Miglir Film Straniero</strong>. Lo sapete anche se non ve ne importava niente, perché quando un film italiano vince un Oscar è un po&#8217; come se vincesse i mondiali di calcio: tutti devono sapere, ad ogni costo. E forse è giusto che sia così. Già prima dell&#8217;assegnazione, giornali e telegiornali non parlavano d&#8217;altro. Non degli Oscar, ma del fatto che quest&#8217;anno, in corsa per la statuetta, ci fosse un cavallo italiano, trlasciando tutto il resto. E oggi, a cose fatte, la situazione non è cambiata: tutti i pezzi usciti su quotidiani nazionali, nel titolo, hanno un richiamo a La grande bellezza. Corriere della Sera: &#8220;<em>È Grande Bellezza a Hollywood Paolo Sorrentino vince l’Oscar</em>&#8220;; Repubblica: &#8220;<em>Oscar, trionfo Italia: vince La grande bellezza Sorrentino ringrazia Fellini e Maradona</em>&#8220;; La Stampa: &#8220;<em>La grande bellezza trionfa agli Oscar. Sorrentino ringrazia Fellini e Maradona</em>&#8220;; Il Fatto Quotidiano: &#8220;<em>Oscar 2014, La Grande Bellezza trionfa. Sorrentino come Fellini 50 anni dopo</em>&#8220;. E questi sono solo alcuni. Non che ci sia nulla di male nel salutare un trionfo italiano, soprattutto in un momento difficile come quello che attraversiamo, come paese e come popolo. Ma c&#8217;è un aspetto molto irritante in questa esplosione di gioia a tutto tondo che i media ci incitano a provare ineluttabilmente e che sta rimbalzando da un capo all&#8217;altro del mondo: il discorso che Paolo Sorrentino ha rivolto alla platea del Dolby Theatre, il cosiddetto &#8220;acceptance speech&#8221; che i vincitori sono invitati a pronunciare.</p>
<p>E al regista partenopeo è andata anche male, perché ieri sera di discorsi toccanti ce ne sono stati diversi, da quello singhiozzato da un&#8217;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=fluQ6iyy85g">emozionatissima Lupita Nyong&#8217;o</a> è a quello più consapevole ma non meno commovente di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=0vBu-x8TOoA">Jared Leto</a>, per non parlare dei ringraziamenti pronuciati da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=s58IWv-pY2Q">Cate Blanchett</a> o da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=deNAilnDY4I">MatthewMcConaughey</a>. Insomma, non la solita pappa preparata sul genere: &#8220;ringrazio la mia famiglia, gli amici e tutti i colleghi&#8221;. C&#8217;era del contenuto in quello che hanno detto, c&#8217;era professionalità, cognizione della propria condizione di artisti che si trovano su quel palco per aver contribuito a dar vita a qualcosa di bello, che fosse un&#8217;interpretazione, una sceneggiatura,  dei costumi o degli effetti speciali.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/oBRIawLnF4o?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/oBRIawLnF4o?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Dopo un Golden Globe vinto più di un mese fa, i vari altri riconoscimenti internazionali recentemente ottenuti da <em>La grande bellezza</em> e un Oscar che per i media già troneggiava sul caminetto di casa Sorrentino da giorni, ci aspettavamo che due parole di inglese il regista riuscisse a pronunciarle. E invece il suo discorso, oltre a non essere stato particolarmente originale o significativo, sembrava quello di un bambino delle elementari, sia per contenuti che per conoscenza della lingua. Ma come, il tuo film è tra i cinque finalisti candidati all&#8217;Oscar e sai anche che probabilmente, quel premio, te lo porterai a casa, ma perché non dedicare un po&#8217; di tempo a buttar giù due righe un pizzico più sentite di quel &#8220;<strong>tenchiu tu mai sorses of ispiréscion Federico Fellini, Martin Scorsese, Talking Heads e Diego Armando Maradona</strong>&#8220;?</p>
<p>Non siamo più negli anni Sessanta e un italiano che va a ritirare un Oscar e che fa un simile discorso, non è più buffo, né tantomeno divertente. Solo ridicolo. E non venitemi a dire che è stata l&#8217;emozione, perché Sorrentino non era emozionato, anzi: per essere uno che andava a ritirare un Oscar era fin troppo sereno. Ma soprattutto, vi siete chiesti come mai tutti gli stranieri che ieri sera si sono avvicendati sul palco dell&#8217;Academy (messicani, kenyoti, francesi&#8230; ) parlavano un inglese nettamente migliore di quello sfoderato dal regista napoletano?</p>
<p>E poi c&#8217;è l&#8217;aspetto peggiore: il pubblico, sia quello italiano che quello internazionale, che continua a giustificare simili atteggiamenti. Un po&#8217; come dire che tanto, da un italiano, mica ti puoi aspettare un discorso in inglese complesso e articolato. Insomma spaghetti, pizza, mandolino, la new entry Maradona e ogni tanto un film che valica i confini nazionali, metre il suo autore, almeno in questo caso, pare abbia tutta l&#8217;intenzione di rimanere con i piedi ben incementati nel Belpaese. E forse a spiccare il volo, non ci pensa affatto. Così quel &#8220;tenchiu tu mai sorses of ispiréscion&#8221; e bla bla bla, non può che essere  l&#8217;emblema di una società raffazzonata e decadente, una società non poi così diversa dalla Roma appassita in cui Jep Gambardella è re.</p>
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