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	<title>Movielicious &#187; Toby Jones</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Anthropoid, Jamie Dornan e Cillian Murphy nel primo trailer</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 07:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un assaggio del war movie diretto da Sean Ellis.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Anthropoid.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53317" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Anthropoid.jpg" alt="Anthropoid" width="800" height="538" /></a></p>
<p>È stato rilasciato il primo trailer di <em><strong>Anthropoid</strong></em>, war movie con<strong> Jamie Dornan</strong> (<a href="http://www.movielicious.it/2015/02/08/cinquanta-sfumature-di-grigio/" target="_blank"><em>50 sfumature di grigio</em></a>)e <strong>Cillian Murphy</strong>. Il film diretto da <strong>Sean Ellis</strong> (<em>Cashback</em>, <em>Metro Manila</em>) ricostruisce gli eventi dell’Operazione Anthropoid, il piano per assassinare il Generale Reinhard Heydrich, figura chiave del Terzo Reich e leader delle forze naziste nell’allora Cecoslovacchia.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/5OlXlPJ2VPc" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Josef Gab?ík (<strong>Cillian Murphy</strong>) e Jan Kubiš (<strong>Jamie Dornan</strong>) sono sue soldati dell’esercito cecoslovacco in esilio, paracadutati nel loro paese occupato dai nemici alla fine del 1941 per uccidere Heydrich, potendo contare su ben poche risorse.</p>
<p>Nel cast di Anthropoid, che sarà nelle sale americane dal 12 agosto, anche <strong>Toby Jones</strong> e <strong>Charlotte Le Bon.</strong></p>
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		<title>Il racconto dei racconti &#8211; Tale of Tales</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2015 14:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Circo di immagini suggestive, fantasy partenopeo dal sapore barocco: Matteo Garrone e il suo film più]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Scheda</strong><br />
(Tale of Tales, Italia, Francia, U.K. 2015)<br />
Uscita: 14 maggio 2016<br />
Regia: Matteo Garrone<br />
Con: Salma Hayek, John C. Reilly, Alba Rohrwacher,<br />
Durata: 2 ore e 5 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/tale_of_tales_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42574" title="tale_of_tales_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/tale_of_tales_1.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/2015/05/08/matteo-garrone-presenta-alla-stampa-il-racconto-dei-racconti/" target="_blank"><strong>MATTEO GARRONE PRESENTA ALLA STAMPA IL RACCONTO DEI RACCONTI &#8211; TALE OF TALES</strong></a></p>
<p>Ci aveva già provato Francesco Rosi nel 1967 con <em>C&#8217;era una volta</em>, a portare un po&#8217; di <em>Lo cunto de li cunti </em>al cinema. Da sempre considerata opera minore del regista di <em>Salvatore Giuliano</em> e <em>Le mani sulla città</em> forse perché analizzata all&#8217;interno del suo percorso impegnato, la pellicola con Sophia Loren e Omar Sharif rappresentava invece un intermezzo leggero, un esperimento atipico nella filmografia engagé del regista napoletano. A distanza di quasi cinquant&#8217;anni, ci pensa<strong> Matteo Garrone</strong> ad adattare per il grande schermo parte delle novelle contenute ne <em>Lo cunto de li cunti, overo lo trattamento de&#8217; peccerille</em>, raccolta di cinquanta fiabe in dialetto napoletano scritte da Gianbattista Basile e pubblicate postume tra il 1634 e il 1636, intravedendone le grandi potenzialità sia cinematografiche che narrative. Ed è quantomeno curioso che<em><strong> Il racconto dei racconti </strong></em>arrivi nelle sale (e In Concorso a Cannes) a pochi mesi di distanza dal <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/25/maraviglioso-boccaccio/" target="_blank"><em><strong>Maraviglioso Boccaccio</strong></em></a> tavianesco, quasi a voler ribadire la fascinazione mai sopita dei nostri autori nei confronti delle storie di impianto novellistico-fiabesco della tradizione letteraria popolare.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/tale_of_tales.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42575" title="tale_of_tales" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/tale_of_tales.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Girato tra Toscana, Puglia e Sicilia in location da fiaba di province senza tempo,<em> Il racconto dei racconti </em>rende omaggio all&#8217;incomparabile ricchezza visiva e immaginifica delle fiabe di Basile e al suo funambolico esercizio letterario (nonostante il film sia girato in inglese), mantenendo vive tutte quelle caratteristiche quali la crudeltà, l&#8217;efferatezza, l&#8217;ossessività nei confronti del mostruoso, del deforme e del diverso che si sono rivelate essere strumenti preziosi nella penna dell&#8217;autore napoletano. <strong>Matteo Garrone</strong>, nell&#8217;adattare tre delle cinquanta storie contenute nel Pentamerone al suo modo unico e personalissimo di fare cinema, consente loro di svilupparsi autonomamente e di sfiorarsi solo in un paio di occasioni (un funerale e un&#8217;incoronazione). Tre sono i regni immaginifici di<em> Tale of Tales</em>, tutti abitati da re e regine, principi e principesse, orchi, maghi, saltimbanchi, cortigiani, vecchie lavandaie e altre creature più o meno fantastiche. In questi non luoghi, un re libertino e dissoluto (<strong>Vincent Cassel</strong>) tenta di sedurre un&#8217;anziana donna, una principessa (la giovanissima e sorprendente<strong> Bebe Cave</strong>) data dal padre (<strong>Toby Jones</strong>) in sposa ad un orribile orco e una regina ossessionata dal desiderio di un figlio (<strong>Salma Hayek</strong>) e disposta a tutto pur di averlo. Tre donne protagoniste, in fasi diverse dell’esistenza (giovinezza, maturità, vecchiaia) diventano così le madrine di un cosmo indefinito e poliedrico, esaltato dalla magia e dal sogno.</p>
<p>Prendendo solo apparentemente le distanze dal suo cinema precedente, Garrone in realtà racchiude nel suo ultimo film, come in una sintesi estrema, quelle bizzarre tematiche che hanno connotato i suoi lavori precedenti: l&#8217;ossessione del possesso (<em>L&#8217;imbalsamatore</em>) della deformità oltre i limiti del morboso (<em>Primo Amore</em>), il male assoluto (<em>Gomorra</em>) la distorsione della realtà (<a href="http://www.movielicious.it/2012/09/28/reality/" target="_blank"><em>Reality</em></a>), tutti elementi che ritroviamo, utili a definirne l&#8217;universo vario e multiforme, nel <em>Racconto dei racconti</em>.<br />
Nei tableau vivant che il regista romano mette in scena (con l&#8217;aiuto dello storico direttore della fotografia di Cronenberg <strong>Peter Suschitzky</strong>, che compie un lavoro assolutamente straordinario), oltre agli evidenti echi felliniani e bergmaniani, ci sono la vivacità e l&#8217;orrorifico dei dipinti di Goya, le atmosfere di tanti film di Mario Bava, gli effetti speciali che strizzano l&#8217;occhio a quelli creati da Sergio Stivaletti e Carlo Rambaldi e tutta quell&#8217;aura di artigianalità che un tempo abitava il fantasy nostrano e che si è andata perdendo nel corso degli anni, soppiantata da <em>Signori degli Anelli</em> e <em>Troni di spad</em>e.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/taleoftales_2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-42576" title="taleoftales_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/taleoftales_2.jpeg" alt="" width="500" height="314" /></a></p>
<p>Ad intaccare l&#8217;idillio del <em>Racconto dei racconti </em>allora, ci pensa la dilatazione temporale, elemento di cui si inizia ad avvertire la presenza verso metà film e che arrivava puntuale anche nel bel mezzo di <em>Reality</em>, quando l&#8217;occhio dello spettatore si era ormai abituato alle straordinarie mirabilie visive con le quali Garrone è solito incantare. E&#8217; a questo punto che si ha il tempo di rendersi conto della mancata empatia con i personaggi e della non identificazione con questi, forse a causa di quella quarta parete di plexiglass impossibile da buttare giù, che preserva e custodisce quel mondo fantastico senza permettere a nessuno di entrare.O di uscirne.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>Hunger Games: Il canto della rivolta &#8211; Parte I</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 18:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intimista, claustrofobico e privo di azione, il prologo del finale della saga è un corpo estraneo non]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Hunger Games: Mockingjay &#8211; Part 1, USA 2014)<br />
Uscita: 20 novembre 2014<br />
Regia: Francis Lawrence<br />
Con: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Julianne Moore<br />
Durata: 2 ore e 3 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39702" title="mockingjay_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_slide.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Katniss Everdeen (<strong>Jennifer Lawrence</strong>) si trova ora nel Distretto 13 dopo aver annientato i giochi per sempre. Sotto la guida della Presidente Coin (<strong>Julianne Moore</strong>), del consigliere Plutarch (<strong>Philip Seymour Hoffman</strong>) e i suoi fidati amici, Katniss sarà la <strong>Ghiandaia Imitatrice</strong>, volto e simbolo della ribellione di un popolo pronto ad affrontare il perfido Presidente Snow (<strong>Donald Sutherland</strong>), spiegando le sue ali in una battaglia per salvare Peeta (<strong>Josh Hutcherson</strong>) e un intero paese incoraggiato dalla sua forza.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-39703" title="mockingjay" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay.jpeg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Ci risiamo. Ecco un&#8217;altra saga narrativa che vede il suo ultimo capitolo uscire in sala splittato, diviso, frammentato in due episodi. Così come era accaduto per <em>Harry Potter </em>e <em>Twilight</em>, anche l&#8217;ultimo romanzo della trilogia di <strong>Suzanne Collins</strong> è stato sottoposto a questa bieca operazione. Di marketing, perché non si tratta d&#8217;altro. Così facendo l&#8217;attesa si prolunga (anche se avete già letto i libri), gli introiti raddoppiano e i nervi di alcuni saltano. Tra l&#8217;altro, come tutte le prime parti della conclusione di una saga, anche questo <strong><em>Hunger Games: Il canto della rivolta &#8211; Parte I</em></strong> soffre della sindrome della &#8220;parzialità&#8221; che contraddistingueva anche il primo capitolo de <em>I doni della morte</em> e di <em>Breaking Dawn</em>, ovvero l&#8217;essere, suo malgrado, la trasposizione di una sola parte di libro. Difficilmente dal punto di vista della narrazione filmica può essere considerata una scelta giusta, questa, anche perché questo <strong><em>Mockingjay</em></strong> è un po&#8217; come una pentola a pressione il cui fischio è anelato come il suono di un olifante in battaglia, facendoci rimpiangere quel ritmo serrato che tanto avevamo apprezzato ne <a href="http://www.movielicious.it/2013/11/27/hunger-games-la-ragazza-di-fuoco/"><em>La ragazza di fuoco</em></a>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39704" title="mockingjay_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/mockingjay_2.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a></p>
<p>Di certo il più cupo e il più angosciante dei film tratti fino ad ora dai romanzi della Collins, <em>Il Canto della rivolta</em> è ambientato totalmente, o quasi, nel <strong>Distretto 13</strong>, la roccaforte dei ribelli, una sorta di tunnel sotterraneo che si sviluppa in verticale. Senza più i giochi e con due donne, Katniss e la Coin (interpretata egregiamente da una Julianne Moore che continua a non sbagliare un film), entrambe al comando &#8211; la prima della rivolta, la seconda dei dissidenti &#8211; ci si trova davanti uno scenario completamente diverso e a una protagonista che stentiamo quasi a riconoscere: stanca, impaurita, fisicamente ed emotivamente distrutta, dai giochi come dalla vita, lontana dal suo Peeta, caduto nelle mani del nemico. La <strong>Ghiandaia Imitatrice</strong> si sta sgretolando, e anche se assistiamo ad alcuni passaggi, i più leggeri e riusciti, in cui vediamo la ex accompagnatrice di tributi Effie Trinket (un&#8217;incisiva <strong>Elizabeth Banks</strong>) e il mentore dal bicchiere facile Haymitch Abernathy (<strong>Woody Harrelson</strong>) tentare di cucirle addosso costumi e movenze da eroina mediatica, Katniss appare comunque fragile come non mai.</p>
<p>Scegliendo di subodinare l&#8217;aspetto puramente action a quello narrativo, <strong>Francis Lawrence</strong> indugia sui silenzi e dilata un po&#8217; troppo i tempi, delineando ciascun personaggio con toni chiaroscuri mai perfettamente distinguibili e preparando il terreno per quello che sarà il gran finale, almeno è quello che ci auguriamo. Tutto questo abbassa non poco il livello che la saga aveva raggiunto con i primi due film, soprattutto perché non c&#8217;è alcun mistero dietro la scelta di utilizzare una pellicola costata 250 milioni di dollari solo come rampa di lancio per quella che seguirà e che non vedremo prima del prossimo novembre.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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