Ti amerò sempre

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Dopo quindici anni di carcere, Juliette viene rilasciata e si trasferisce a casa della sorella minore Léa, che vive con il marito e due figlie adottive. Qui cerca di ritrovare un po’ di serenità, ma il muro che si è costruita attorno mentre era in prigione sembra non voler crollare.



Un film difficile, rarefatto e ovattato, costruito sul non detto e sui sottili equilibri di un’interiorità ormai ferita, che ha tuttavia il coraggio e la forza di andare avanti.

Diciamo subito che Kristin Scott Thomas, secondo noi, è stata la grande esclusa agli Oscar di quest’anno. Qui è splendida nel ruolo di una Medea distrutta dal dolore e dalle scelte che è costretta a fare. Dettate, incredibilmente, dall’amore che una madre nutre nei confronti del proprio figlio. Temi forti che, tuttavia, diventano sfuggenti e poco profondi in alcuni punti della narrazione.

Voto 6

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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