Gli amici del bar Margherita

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1954. Taddeo (Pierpaolo Zizzi) ha diciotto anni e vive a Bologna. Sogna diventare un frequentatore del mitico Bar Margherita che si trova proprio sotto i portici davanti a casa sua. Con uno stratagemma, riesce a diventare l’autista personale di Al (Diego Abatantuono). Da questo momento diventerà testimone delle avventure dei personaggi che animano la Bologna di Pupi Avati.



Una bottiglia di cognac bevuta tutta d’un fiato o il sogno di andare con un’entreneuse, sono queste le cose che possono cambiare la vita di un ragazzo. Per sempre. Avati questa volta, ebbro di nostalgia, si tuffa nei suoi ricordi adolescenziali più teneri, celandosi dietro alla figura del narratore. Con la complicità dei suoi attori, alcuni storici, altri alla loro prima esperienza con lui, confeziona un film corale e delicato.

L’idea del bar come centro nevralgico del quartiere, sembra funzionare bene. Tra le bizzarrie e le stravaganze di personaggi che cercano di divertire, ancor prima che divertirsi, si ha il tempo di riflettere su questo tipo di cinema: leggero e visivamente d’impatto. A cui Avati ci ha abituato.

Voto 7

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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