Il piccolo Nicolas e i suoi genitori

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Oltre al duo gallico formato da Asterix e Obelix e al cowboy Lucky Luke, un’altra celebre creatura nata dalla penna di  René Goscinny si prepara a diventare un personaggio anche da noi. Si tratta del Piccolo Nicolas, una serie di avventure illustrate e pubblicate fino al 1965 su vari settimanali umoristici, divenuto film tra le mani di Laurent Tirard (Le avventure galanti del giovane Molière). Il piccolo Nicolas e i suoi genitori, commedia che sul mercato franco-belga ha riscosso un enorme successo, racconta la storia di un bambino di otto anni alle prese con la vita di tuutti i giorni, tra la famiglia, i compagni di scuola e al terrore di essere abbandonato dai genitori, dato l’imminente arrivo di un fratellino.



E’ un’infanzia sui generis, quella di Nicolas, impregnata di un umorismo spiccatamente francese in un’epoca indefinibile. Le tinte piene e le inquadrature sghembe aiutano a rafforzare questo concetto di realtà distorta vista dai più piccoli nell’occhio dello spettatore. Nicolas e i suoi amici vedono il mondo degli adulti costellato di esseri perennemente spaventati che si comportano in modo ridicolo, l’esatto contrario di quello che fanno loro, che a otto anni, affrontano la vita con ingenuo coraggio e disinvoltura.In un simile contesto, Tirard ha optato per scritturare dei bambini che non fossero attori professionisti, per mantenere invariata la freschezza delle storie di Goscinny. Bravissimi nei panni dei genitori di Nicolas, i due caratteristi Valérie Lemercier e Kad Merad. Il piccolo Nicolas e i suoi genitori alla fine risulta un film riuscito solo a metà: se da un lato infatti si fa portavoce di un messaggio divertente e leggero, dall’altro si tiene troppo alla larga da un’analisi, seppur superficiale, di tipo sociologico. Una vera e propria fiaba dei nostri giorni, in cui però mancano i conflitti che sono alla base di ogni buona storia che si rispetti.

Voto 6

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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