Love & Secrets

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Andrew Jarecki, regista e musicista qui al suo primo lungometraggio (anche se già era stato candidato all’Oscar nel 2003 con il documentario Una storia americana, in cui portava alla ribalta una convincente analisi di una famiglia borghese distrutta dai segreti e dagli scandali), firma un docudrama (fatti reali trasposti in un contesto fittizio) la cui impalcatura si regge esclusivamente grazie alle performance attoriali dei protagonisti. Ambientato negli anni Settanta e Ottanta, Love & Secrets è tratto da un caso di cronaca realmente avvenuto sullo sfondo della Grande Mela e che vide coinvolti Robert Durst, discendente di una nota famiglia newyorkese di immobiliaristi e sua moglie Kathleen McCormack che scomparve nel 1982 senza lasciare traccia.



Seguiamo le vicende di David (Ryan Gosling), rampollo di una delle famiglie più potent di New York, figlio dell’immobiliarista Sanford Marks (Frank Langella) e di Katie (Kirsten Dunst), una semplice ragazza di Long Island che sogna solo di avere una famiglia e di essere felice. L’impacciato David e la giovane e bellissima Kate si innamorano e, nonostante le critiche del padre di lui, si sposano e si trasferiscono nel Vermont, dove aprono una piccola attività. Ma il signor Marks torna a ricordare a suo figlio i suoi obblighi nei confronti del business di famiglia e convince la coppia a tornare a New York. Dopo anni felici di matrimonio, però, le cose iniziano a cambiare e la storia di David e Katie si trasforma pian piano in un rapporto torbido e violento.

E’ interessante ricordare che Ryan Gosling ha girato questa pellicola (uscita negli States circa un anno e mezzo fa)  prima di Drive e de Le idi di Marzo. E vederlo nei panni di David, un Dr. Jekyll e Mr. Hyde psicotico e anaffettivo, lascia pensare a una sorta di prova generale prima di affrontare le ottime performance successive. Un ruolo sordido, doppio e interessante sulla carta, che però rimane prigioniero di una narrazione che incastra a fatica le parti di cui è composta. Probabilmente è una scelta consapevole, quella di fare in modo che la figura di David alla fine rimanga incomprensibile e imperscrutabile, creando un’aura di mistero ancora più fitto attorno al suo personaggio, ma a Jarecki manca quella sensibilità per la sfumatura e per il non detto di cui sentiamo la mancanza, soprattutto visto che stiamo guardando un thriller. Maggiormente riuscita, invece, la prova di Kirsten Dunst, che ci regala ancora una volta una perfetta evoluzione del personaggio che interpreta: la sua Katie è una donna inizialmente radiosa ed entusiasta della vita che, ma man mano che il bandolo si dipana e divenuta ormai fragile e indifesa, viene sopraffatta dagli eventi. Peccato però che l’emozione fatichi ad arrivare, nonostante il film si ispiri a fatti realmente accaduti di indubbio interesse.

Voto 5

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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