Perché al cinema si mangia il popcorn?

Di Carolina Tocci
Share

Al naturale, ben salato, condito col burro fuso, colorato, aromatizzato alla frutta, ma anche dolce o ricoperto di cioccolato. Di varianti del popcorn, oggi, ce ne sono per tutti i gusti, ma quello che ci interessa sapere è il motivo per cui i chicchi di granturco scoppiato siano diventati il cibo eletto all’interno delle sale cinematografiche.

Il primo cereale soffiato della storia era noto sin dai tempi degli Aztechi, che utilizzavano le leggere nuvolette bianche ottenute dal riscaldamento del chicco come elemento decorativo per i capelli. Solo molti secoli dopo si arrivò anche a mangiarlo. Si narra infatti che il 22 febbraio 1630, in occasione della prima Festa del Ringraziamento (sembra che all’inizio non fosse festeggiata a novembre) gli indiani d’America portarono ai coloni inglesi di Plymouth, nel Massachusetts, uno dei loro prodotti tipici. Si trattava di una busta in pelle di daino piena di popcorn.



La macchina per i pop-corn realizzata da Charles Cretors nel 1893

La macchina per i popcorn realizzata da Charles Cretors nel 1893

Il mais scoppiato in versione snack, più o meno come lo conosciamo oggi, iniziò a diffondersi dopo il 1893, anno in cui Charles Cretors stupì i visitatori accorsi alla Fiera di Chicago con la prima macchina a vapore ambulante in grado di produrre popcorn. Il successo di pubblico fu immediato e dopo che Cretors iniziò a far assaggiare gratuitamente a passanti e curiosi il suo nuovo prodotto, si trovò a dover gestire delle lunghe file di clienti disposti ad attendere a lungo pur di acquistare quei profumatissimi sacchetti di caldo popcorn. Il fatto poi che lo snack venisse preparato sul momento e sotto gli occhi dell’acquirente, rendeva il tutto ancora più attraente. Fu così che il pop-corn iniziò la sua scalata verso la vetta della classifica dei cibi di strada, facile da preparare e comodo da mangiare, soprattutto in contesti quali fiere, circhi o eventi sportivi.

Da lì al cinematografo, il passo fu breve, anche se non scontato. Perché negli anni Venti l’idea di consumare un cibo tanto rumoroso all’interno di un “palace”(sale cinematografiche che ancora venivano costruite con il lusso e la cura che di solito si dedicava ai grandi teatri) non era lontanamente concepibile. E a ragione. Immaginate che cosa poteva diventare la visione di un film muto, magari con degli sporadici sottofondi musicali, con un diffuso “crunch” come rumore di fondo. Un incubo. Ma a far cambiare idea agli esercenti ci pensò la crisi. Durante la Grande Depressione, infatti, l’economia amercana fu messa a dura prova, il cinema divenne sempre più un prodotto culturale di massa, quindi accessibile a tutti, e fu boom per lo snack più economico e in voga del momento: il popcorn.

Distributore di popcorn nella hall del cinema Iris, Hollywood, 1946

Iniziarono a vedersi, all’ingresso dei cinema, numerosi venditori di mais scoppiato da distribuire agli spettatori prima di entrare in sala, anche se gli esercenti non volevano proprio rassegnarsi all’idea di un pubblico sgranocchiante. Ci fu un periodo di transizione in cui gli spettatori venivano perquisiti immediatamente prima di vidimare il biglietto, per scongiurare che in qualche tasca interna del cappotto non nascondessero i temutissimi fiocchi di mais. Ma alla fine dovettero rassegnarsi a una moda che non accennava ad esaurirsi e che, anzi, andava cavalcata. Fu così che i gestori delle sale offrirono la possibilità ai produttori di pop corn di vendere il prodotto nella hall delle sale e, negli anni a seguire, alla distribuzione direttamente all’interno della sala, durante l’intervallo.

Il connubio cinema/pop-corn divenne un’abitudine e nel 1947, l’85% dei cinema americani aveva la macchina per prepararli, mentre due spettatori su tre li sgranocchiavano anche davanti alla televisione almeno quattro sere alla settimana. E oggi il popcorn, nonostante abbia una nutrita schiera di rivali, continua ad essere lo snack più consumato nei cinema. In Italia iniziò a diffondersi solo negli anni Cinquanta, ma rispetto ai cugini americani ne consumiamo ancora quantità irrisorie. Basti pensare che attualmente negli States scoppiano circa 17,5 miliardi di chicchi di mais all’anno e ogni americano ne consuma in media 67 cestelli da cinema formato extralarge!

Share

Comments

About author

Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

8 + = 18

Per offrirti il miglior servizio possibile il sito utilizza i cookie. Proseguendo la navigazione, ci autorizzi a memorizzare ed accedere ai cookies di questo sito web. Leggi l'informativa

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Chiudi