Fast & Furious 8

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Forte del miliardo e mezzo di dollari raggranellato dal settimo capitolo, la saga ideata da Neal H. Moritz e Vin Diesel si arricchisce di un nuovo, roboante episodio il cui intento, è chiaro sin dalla prima inquadratura: ibridare il filone auto customizzate-corse clandestine con quello più mainstream à la Mission:Impossible che incontra Jason Bourne. In Fast & Furious 8, infatti, la “famiglia” di Dominic Toretto  viene chiamata a salvare il mondo, e lo stesso Dom, tenuti sotto scacco da una folle e irraggiungibile cybercriminale che ha le fattezze di Charlize Theron. Per lei Dom ha tradito i suoi amici e la sua donna (Michelle Rodriguez).



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Siamo sul terreno dell’action surreale, e per questo è fondamentale non farsi troppe domande sui motivi (piuttosto flebili) che portano al tradimento di Dom e a tutta una serie di scelte che i personaggi faranno nel corso del film. F. Gary Gray (Giustizia privata, Straight Outta Compton) si prende il rischio di rilanciare la saga, proiettandola verso un futuro più spettacolare e più fracassone, confezionando con questo primo film della trilogia che concluderà il franchise, un prodotto che non teme la competizione con i film della Marvel, tanto per intenderci. Le star sono tantissime, al fianco dei veterani Dwayne Johnson, Jason Statham, Michelle Rodriguez, Tyrese Gibson, Chris Bridges, Nathalie Emmanuel e Kurt Russell troviamo le new entry Scott Eastwood, Charlize Theron e Helen Mirren. I numerosi personaggi riescono a trovare un loro spazio fuori e dentro l’azione, e i rimandi ai capitoli precedenti (per chi non li avesse visti) sono ben innestati nella vicenda attraverso dialoghi banalotti e spiegoni piuttosto funzionali.

L’incipit a Cuba, con una gara tra i vicoli dell’Avana vecchia, piacerà molto a chi ha seguito la saga dall’inizio, poi Fast & Furious 8 si lancia verso nuovi orizzonti fatti di tecnologia e informatica, non perdendo di vista le scazzottate (la scena del carcere con Dwayne Johnson, Jason Statham è divertentissima) e l’ironia. E poi, naturalmente, ci sono le auto fiammanti e gli inseguimenti (quello finale, sul ghiaccio, è un misto tra Mad Max:Fury Road e 007: La morte può attendere) che raggiungono livelli di tamarraggine difficilmente immaginabili, tipo che a un certo punto Dwayne “The Rock” Johnson esce da un SUV in corsa sul ghiaccio per spostare con una spinta la traiettoria di un missile. Ma va bene così, perché quello di Fast & Furious è un perfetto mondo parallelo in cui rifugiarsi e in cui la spacconeria e l’umanità spesso cheap dei personaggi funziona perché gli script sono liberi di cavalcare il momento, non essendo vincolati a libri, fumetti o videogiochi.

Difficile, se non impossibile, pensare a qualcosa di ancora più enorme e di più adrenalinico, per i capitoli 9 e 10. Dopo le città, i deserti e le sconfinate lande di ghiaccio siberiane, per Dom e la sua famiglia non rimane che lo spazio.

 

Voto 6,5

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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