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	<title>Movielicious &#187; Evangeline Lilly</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Ant-Man &amp; The Wasp, ecco il primo trailer ufficiale</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 15:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un'occhiata al secondo capitolo del cinecomic di Peyton Reed con Paul Rudd ed Evangeline Lilly.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Ant-Man_And_The_Wasp.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57167" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Ant-Man_And_The_Wasp.jpg" alt="Ant-Man_And_The_Wasp" width="644" height="388" /></a></p>
<p>Marvel Studios e Disney hanno pubblicato in rete il primo trailer di <strong><em>Ant-Man &amp; The Wasp</em></strong>, secondo capitolo del cinecomic di <strong>Peyton Reed</strong> con <strong>Paul Rudd</strong> ed <strong>Evangeline Lilly</strong>. che arriverà al cinema il prossimo 6 uglio 2018.</p>
<h3><a href="http://www.movielicious.it/2015/08/11/ant-man/" target="_blank">La recensione di Ant-Man</a></h3>
<p>Nel cast troveremo ancora <strong>Michael Pe<span class="st">ñ</span>a</strong> e <strong>Michael Douglas</strong>. <strong>Laurence Fishburne</strong> vestirà i panni del Dr. Bill Foster mentre<strong> Hannah John-Kamen</strong> incarnerà la villain del film Ghost. Ci sarà anche <strong>Michelle Pfeiffer</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/6OntVY2igLw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La sinossi:<em><strong> Ant-Man and The Wasp</strong> sarà strettamente collegato agli eventi di <a href="http://www.movielicious.it/2016/05/02/captain-america-civil-war-recensione/" target="_blank">Captain America: Civil War</a>. Scott Lang sarà in stretto contatto con Steve Rogers e all’inizio del film Scott stesso sarà ancora agli arresti domiciliari. La situazione sembra non dispiacere al nostro Eroe in quanto ha possibilità di passare del tempo a casa con la figlia Cassie. </em><em>Così come per Occhi di Falco, Lang sembra essersi stancato di far parte di quel mondo di super uomini e decide dunque di dedicarsi alla famiglia riponendo la tuta di Ant-Man nell’armadio. D’altro canto Hank Pym e Hope van Dyne sono ancora stra-impegnati con il loro laboratorio. Il duo Padre-Figlia sta studiando il Quantum Realm per cercare di riportare Janet indietro nel loro mondo. Gli stessi sono molto contrariati dalla scelta di Lang di unirsi al “Team Cap” dato che la scelta ha infatti costretto i 2 a nascondere il loro laboratorio più di prima.</em></p>
<p><em><strong>Ant-Man and The Wasp </strong></em>sarà distribuito nelle sale americane a luglio 2018.</p>
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		<title>Ant-Man</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2015 08:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Il nuovo cinecomic di casa Marvel è un concentrato di comicità e ironia che diverte e intrattiene con]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id, USA 2015)<br />
Uscita: 12 agosto 2015<br />
Regia: Peyton Reed<br />
Con: Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michael Douglas, Corey Stoll<br />
Durata: 1 ora e 55 minuti<br />
Distribuito da: Walt Disney</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/ant_man_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43923" title="ant_man_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/ant_man_1.jpg" alt="" width="500" height="306" /></a></p>
<p>Alcuni potranno storcere il naso di fronte al fatto che un film a tema supereroi possa essere una commedia, ma sia ben chiaro che il processo di ridefinizione dell&#8217;universo<strong> Marvel </strong>passa anche &#8211; anzi, in realtà soprattutto &#8211; da qui.<br />
Il risultato commerciale inferiore alle (altissime) aspettative di <a href="http://www.movielicious.it/2015/04/21/avengers-age-of-ultron/" target="_blank"><em>Avengers: Age of Ultron</em></a>, unito all&#8217;enorme successo avuto da opere meno irreggimentate come <a href="http://www.movielicious.it/2014/10/23/guardiani-della-galassia/" target="_blank"><em>Guardiani della galassia</em></a> e <a href="http://www.movielicious.it/2014/12/17/big-hero-6/" target="_blank"><em>Big Hero 6</em></a>, devono aver spinto la casa madre a riflettere sulla necessità di spostare l&#8217;asse del discorso da una mitologia divenuta via via sempre più complessa e oramai quasi ad esclusivo appannaggio dei fan più oltranzisti (leggi pure &#8216;nerd&#8217;) verso una semplificazione, ottenuta in primis declinando il supereroe in maniera molto meno glamour rispetto agli standard ai quali ci ha abituato, ad esempio, un Tony Stark.<br />
Ecco quindi che il protagonista di <strong><em>Ant-Man</em></strong>, lo scassinatore Scott Lang (<strong>Paul Rudd</strong>), non entra in possesso del suo superpotere attraverso l&#8217;esposizione a radiazioni o l&#8217;essere sopravvissuto a un qualche incidente mortale, bensì in seguito al furto di una strana tuta in grado di miniaturizzarlo. In un colpo solo la diegesi supereroistica si affranca dunque da tutto il carico di responsabilità e problemi che, da Peter Parker a Bruce Banner, sono da sempre lo scomodo bagaglio di cui qualsiasi alter ego è costretto a farsi carico.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/ant_man_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43924" title="ant_man_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/ant_man_2.jpg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Ovvio che un tale scarto di senso consenta un ricorso più massiccio a una forma di autoironia che sebbene, in piccole dosi, fosse già presente in tutti i film dell&#8217;epopea Marvel, in <em>Ant-Man</em> è finalmente libera di deflagrare in numerosi momenti di comicità pura.<br />
Non appaia come un caso, in tal senso, la scelta, per il ruolo di protagonista, di un attore di area comedy come Paul Rudd (che tra l&#8217;altro convince oltre ogni più rosea aspettativa) o di <strong>Edgar Wright </strong>(<em>L&#8217;alba dei morti dementi</em>, <em>Hot Fuzz</em>) in veste di sceneggiatore.<br />
<em>Ant-Man</em> nasce infatti, nel lontano 2006, come un personale progetto di quest&#8217;ultimo. Il suo coinvolgimento si è progressivamente ridotto in corso d&#8217;opera a causa di una serie di divergenze creative con la casa di produzione, fino alla decisione di abbandonare la regia e lasciare il testimone a Peyton Reed (<em>Ti odio, ti lascio, ti&#8230;</em>, <em>Yes Man</em>), altro autore di commedie, seppure meno connotante rispetto a Wright in termini stilistici.<br />
Se a questo aggiungiamo la notizia che vuole la coppia Daley/Goldstein (in sala questa settimana con il divertentissimo <a href="http://www.movielicious.it/2015/08/10/come-ti-rovino-le-vacanze/" target="_blank"><em>Come ti rovino le vacanze</em></a>) già al lavoro sul prossimo Spider-Man, appare evidente come sia ufficialmente in atto un&#8217;opera di ridimensionamento del classico gigantismo tipico dei film di supereroi, culminato proprio nel dittico dedicato agli Avengers da Joss Whedon.<br />
Curioso, ma solo fino a un certo punto, che questo ridimensionamento semantico si manifesti attraverso un altro processo di ridimensionamento, stavolta fisico, che porta il supereroe meno cool di sempre a rimpicciolirsi fino al punto di cavalcare una formica.</p>
<p>Detto della piccola rivoluzione copernicana in atto in casa Marvel, passiamo all&#8217;analisi del film in sé, che è godibilissimo, forse uno dei migliori dai tempi dei primi due Spider-Man di Raimi. Di sicuro uno di quelli scritti meglio.<br />
Nonostante il passaggio di consegne di cui si accennava poc&#8217;anzi, la mano di Edgar Wright si sente comunque e neanche poco, soprattutto per quanto riguarda le soluzioni comiche (<strong>Michael Peña</strong> che racconta la genesi del colpo in un velocissimo flashback in cui rifà le voci di tutti i personaggi è impagabile) e, più in generale, per l&#8217;eccellenza dei dialoghi.<br />
Tutto ciò senza perdere nulla in termini di coerenza con il complesso corpus marveliano (il continuum narrativo con gli altri episodi della serie è garantito dall&#8217;incontro/scontro di <em>Ant-Man</em> con gli Avengers), né cadere in alcun modo nella tentazione di parodiare un genere dotato di codici così rigorosi e ben definiti.<br />
Piace inoltre che il processo di snellimento testuale passi anche attraverso una riduzione del minutaggio, che qui non supera le due ore e conferisce al film una compattezza strutturale che in altri casi tendeva a latitare.<br />
E piace un cast che sembra frutto di scelte apparentemente poco interessante all&#8217;accumulo di nomi di punta un tanto al chilo e che, oltre a un ritrovato <strong>Michael Douglas</strong>, ha il merito di mostrarci <strong>Evangeline Lilly</strong> finalmente libera dalle orecchie a punta che sfoggiava nella trilogia de <em>Lo Hobbit</em> e soprattutto un <strong>Corey Stoll </strong>privo della ridicola parrucca che &#8211; vai a capire perché &#8211; è costretto a indossare nella serie <em>The Strain</em>.<br />
In definitiva <em>Ant-Man</em> rappresenta una piacevolissima sorpresa e non ci stupiremmo affatto se riuscisse a surclassare nei risultati quel <em>Captain America: Civil War </em>che uscirà il prossimo anno e al quale la scena che segue i titoli di coda (con i film della Marvel ormai ricordarlo è pleonastico, ma aspettate che si accendano le luci prima di abbandonare la sala) rimanda in modo piuttosto chiaro.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Ant-Man: il trailer del film Marvel</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/04/13/ant-man-il-nuovo-trailer-del-film-marvel/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2015 17:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paul Ridd, Michael Douglas ed Evangeline Lilly nel cinecomic in arrivo ad agosto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/antman.png"><img class="alignnone size-full wp-image-42171" title="antman" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/antman.png" alt="" width="500" height="267" /></a></p>
<p>La Marvel ha svelato il trailer di <em><strong>Ant-Man</strong></em>, il film diretto da <a href="http://www.film.it/film/attori/p/peyton-reed/"><strong>Peyton Reed</strong></a> in arrivo il 12 agosto nei cinema italiani. La seconda pellicola del 2015 targata Marvel Studios, dopo l&#8217;imminente <em>The Avengers</em>,  nel nostro paese approderà un mese dopo rispetto agli Stati Uniti, dove è atteso il 17 luglio.</p>
<p>Nel cast del film <strong>Paul Rudd</strong> (che sarà Scott Lang &#8211; Ant-Man), <strong>Michael Douglas</strong> (il Dr. Hank Pym), <strong>Evangeline Lilly</strong> (Hope Van Dyne, figlia di Hank Pym) e <strong>Corey Stoll</strong> (Calabrone).</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/pWdKf3MneyI?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Questa la sinossi ufficiale:<br />
Dotato della sorprendente abilità di restringersi e al contempo accrescere la sua forza, il truffatore Scott Lang deve assecondare il suo eroe interiore e aiutare il suo mentore, il Dr. Hank Pym, a proteggere il secreto che si cela dietro la sua spettacolare tuta di Ant-Man da una nuova proliferazione di minacce. Intralciati da ostacoli apparentemente insormontabili, Pym e Lang devono escogitare e mettere in atto un piano per salvare il mondo.</p>
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		<title>Lo Hobbit &#8211; La battaglia delle cinque armate</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 11:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cerchio si chiude: l'addio di Peter Jackson alla Terra di Mezzo è cinema di pancia e di mestiere.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Hobbit: The Battle of Five Armies, USA-Nuova Zelanda 2014)<br />
Uscita: 17 dicembre 2014<br />
Regia: Peter Jackson<br />
Con: Ian McKellen, Martin Freeman, Richard Armitage<br />
Durata: 2 ora e 44 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/hobbit1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-40137" title="hobbit1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/hobbit1.png" alt="" width="500" height="249" /></a></p>
<p>Dopo <a href="http://www.movielicious.it/2012/12/11/lo-hobbit-un-viaggio-inaspettato/"><em>Un viaggio inaspettato</em></a> (2012) e <a href="http://www.movielicious.it/2013/12/12/lo-hobbit-la-desolazione-di-smaug/"><em>La desolazione di Smaug</em></a> (2013), eccoci arrivati al capitolo finale della trilogia de <strong>Lo Hobbit</strong>, sicuramente il più dilatato e spettacolare. Di certo quello che si distacca maggiormente dalla parte finale della storia raccontata da Tolkien. Non che ad attendere <strong>Peter Jackson</strong> ci fosse una sfida semplice, data la sua decisione di misurarsi con una battaglia che nel libro non viene neanche narrata, ma a parte qualche caduta (alcuni sono veri e propri capitoboli) nello script, la pellicola compie il suo dovere, chiudendo degnamente la storia di <strong>Bilbo Baggins</strong> e riagganciandola circolarmente all&#8217;incipit del <em><strong>Signore degli Anelli</strong></em>.</p>
<p>L&#8217;ultima parte del viaggio, ambientato sessant&#8217;anni prima dei fatti del Signore degli anelli, vede l&#8217;hobbit Bilbo Baggins (<strong>Martin Freeman</strong>) e la Compagnia dei Nani ormai a Erebor sulla Montagna solitaria, dove questi ultimi hanno preteso la restituzione delle vaste ricchezze della loro madre patria. Un tesoro che ha scatenato la paranoia del loro re Thorin Scudodiquercia (<strong>Richard Armitage</strong>), vittima della &#8220;malattia del drago&#8221;. E tocca proprio a<strong> Smaug</strong>, il drago a guardia del tesoro della Montagna e unico fiore all&#8217;occhiello del secondo capitolo di questa trilogia che qui ritroviamo in gran forma, ad aprire le danze con i primi dieci minuti della pellicola in cui è il protagonista malvagio e assoluto.<br />
Ma torniamo all&#8217;ossessione di Thorin, che lo porta in contrasto con gli Elfi, capitanati da re Thranduil (<strong>Lee Pace</strong>), padre di Legolas (<strong>Orlando Bloom</strong>) e con la popolazione di Pontelagolungo, guidata da Bard L’arciere (<strong>Luke Evans</strong>). Presto Nani, Elfi e Umani si troveranno ad affrontare un pericolo ancora più temibile di Smaug: l’orda di Orchi inviata da Sauron, affrontato da Gandalf (<strong>Ian McKellen</strong>), Galadriel (<strong>Cate Blanchett</strong>) ed Elrond (<strong>Hugo Weaving</strong>). E uniranno le forze nell&#8217;epica battaglia per la conquista della Montagna.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/the_hobbit_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40138" title="the_hobbit_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/the_hobbit_2.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Il primo aspetto che salta agli occhi ne <em><strong>La battaglia delle cinque armate</strong></em> è l&#8217;inversione di tendenza operata da Jackson rispetto ai due film precedenti: se nei primi capitoli della trilogia infatti il regista neozelandese si era soffermato sulla narrazione e, aveva lasciato un po&#8217; troppo spazio all&#8217;introspezione dei personaggi, qui molla le briglie e punta tutto sulla spettacolarità delle battaglie e delle scene corali. La componente action qui è la vera protagonista, con un&#8217;accuratezza di dettagli che rasenta la maniacalità. Osservando le varie fasi degli scontri, si coglie la cura che c&#8217;è dietro i vari stili di combattimento che contraddistinguono ciascuna razza: gli algidi Elfi, gli irruenti Nani, i brutali Orchi visti dall&#8217;occhio demiurgico di Jackson che frequentemente ricorre a riprese dall&#8217;alto per conferire maestosità alle scene, sono un vero spettacolo. Di contro, l&#8217;austerità con cui <strong>Tolkien</strong> ha sempre descritto i legami sentimentali tra i personaggi, nel film viene meno e le vicende di caratteri estranei al racconto originale si chiudono (in particolare il triangolo tra Legolas, l&#8217;elfa Tauriel e il nano Kili) con una dose eccessiva di romanticismo e inutili smancerie che non sarebbero piaciute a Tolkien, soprattutto perché alcuni di questi personaggi non probvengono dalle pagine del suo racconto.</p>
<p>A incombere sul film, però, c&#8217;è soprattutto il pesante lavoro di taglio, che fa emergere le forzature di un&#8217;operazione studiata a tavolino (Lo Hobbit è stato girato tutto insieme e inizialmente doveva essere diviso in soli due capitoli e non in tre) per cercare di &#8220;allungare il brodo&#8221; senza che ce ne fosse un reale bisogno, se non per motivi di marketing. Con 17 Oscar vinti e un incasso globale di tre miliardi di dollari dalla trilogia del <em>Signore degli Anelli</em> e i due miliardi raggiunti dai primi due film de <em>Lo Hobbit</em>, è lecito aspettarsi almeno un altro miliardo per <em><strong>La battaglia delle cinque armate</strong></em>. Dal canto suo, Peter Jackson si dice convinto che non vedremo altri suoi film tratti dalle opere di Tolkien per un motivo strettamente legale: <em>Il Signore degli Anelli</em> e<em> Lo Hobbit</em> sono gli unici due libri dello scrittore dei quali sono stati venduti i diritti e senza la collaborazione della Tolkien Estate (che amministra i diritti dell&#8217;autore) non ci saranno altri film&#8221;. Quindi siamo davvero alla fine dei giochi, ed è giusto così.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/the-hobbit-the-battle-of-the-five-armies.png"><img class="alignnone size-full wp-image-40139" title="the-hobbit-the-battle-of-the-five-armies" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/the-hobbit-the-battle-of-the-five-armies.png" alt="" width="500" height="332" /></a><br />
Nonostante chi scrive non sia mai stata una grande fan della deriva fantasy intrapresa da Jackson, preferendo di gran lunga le sue incursioni nel cinema di genere, questa volta deve ammettere che la linea emotiva di valutazione ha prevalso su quella puramente obiettiva e che la pellicola che rappresenta il congedo del regista dalla Terra di Mezzo ha un enorme merito, nonostante i tanti difetti: quello di essere il capitolo più &#8220;di pancia&#8221;, in cui si scorge tutta la passione e l&#8217;impegno che Jackson ha riversato in questi anni nei suoi ambiziosi progetti traspositivi, spingendosi tecnologicamente sempre più in là e sperimentando l&#8217;inverosimile. Esaltante e coinvolgente in alcune sue parti, piuttosto indigeribile in altre, tecnicamente ed emotivamente <strong><em>La battaglia delle cinque armate</em></strong> vince e convince.</p>
<p><strong>Voto </strong>7</p>
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		<title>Lo Hobbit &#8211; La desolazione di Smaug</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Dec 2013 12:23:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo capitolo della trilogia di Peter Jackson con un drago Smaug che leva il fiato, nonostante qualche]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Hobbit: The Desolation of Smaug, Nuova Zelanda 2013)<br />
Uscita: 12 dicembre 2013<br />
Regia: Peter Jackson<br />
Con: Ian McKellen, Martin Freeman, Richard Armitage, Orlando Bloom<br />
Durata: 2 ore e 41 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/4017124_640px.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33842" title="4017124_640px" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/4017124_640px.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>A distanza di un anno dal<a href="http://www.movielicious.it/2012/12/11/lo-hobbit-un-viaggio-inaspettato/"> Viaggio inaspettato</a>, la compagnia composta da Bilbo Baggins (Martin Freeman), Gandalf il Grigio (Ian McKellen) e il manipolo di nani guidati da Thorin Scudodiquercia (Richard Armitage) prosegue la sua avventurosa odissea alla volta di Erebor, dove si troverà a dover fare i conti con il temutissimo drago Smaug, a cui un eccezionale Benedict Cumberbatch (<em>Sherlock</em>, <em>Star Trek &#8211; Into Darkness</em>) regala voce e movenze. Prima di arrivare alla resa dei conti però, i nostri avranno modo di imbattersi in creature di varia forma e natura come i malvagi orchi di Sauron, alcuni elfi dei boschi molto meno collaborativi di come li ricordavamo e perfino una sorta di &#8220;orso mannaro&#8221;.<br />
Sin dalle prime sequenze, risulta evidente come, superate le lungaggini introduttive del primo capitolo, l&#8217;azione trovi finalmente libero sfogo in un secondo atto che &#8211; in maniera non dissimile da quanto accadeva ne Le due torri &#8211; garantisce movimento continuo per tutte le sue due ore e quaranta minuti di durata. Lo spettacolo (e che spettacolo!) è quindi assicurato.</p>
<p>Permangono piuttosto le perplessità, già espresse in occasione dell&#8217;uscita del primo film, sulla scelta di spalmare una traccia narrativa esile come quella de <em>Lo Hobbit</em> &#8211; che, lo ricordiamo, è tutto sommato un libricino &#8211; in tre film di quasi tre ore ciascuno.<br />
I tolkeniani più ortodossi potrebbero obiettare che un corpus imponente come quello della Trilogia dell&#8217;Anello avesse, per forza di cose, bisogno di un prequel adeguato, ma la verità è che quegli stessi tolkeniani, di fronte a operazioni del genere, tendono a perdere buona parte della loro lucidità critica. L&#8217;impressione, in buona sostanza, è che i fan darebbero via un braccio anche solo per una sitcom, se questa fosse ambientata nella Terra di Mezzo e non sono minimamente scalfiti dal dubbio che, alla base dell&#8217;intera operazione, ci siano delle mere esigenze di mercato. E forse è anche giusto così.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/gandalf-smaug.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33844" title="gandalf-smaug" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/gandalf-smaug.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Però. C&#8217;è un però.<br />
C&#8217;è che la valutazione di un film come <em>La desolazione di Smaug</em> non può &#8211; e forse non deve &#8211; limitarsi ad un&#8217;analisi dei suoi aspetti strettamente narrativi. Perché se è vero che, per molti versi, i limiti drammaturgici della matrice letteraria iniziano a farsi sentire, Peter Jackson &#8211; che al momento è, insieme a Guillermo Del Toro, l&#8217;autore cinematografico più completo in circolazione &#8211; è molto bravo a nasconderli (o a cercare di farlo) sotto una coltre di perfezione tecnica e di effetti speciali che lasciano letteralmente di stucco.</p>
<p>La conferma dei 48 fotogrammi al secondo, applicata ad un 3D di rara efficacia, rende la visione de La desolazione di Smaug qualcosa di molto più vicino ad un&#8217;esperienza sensoriale che non alla semplice visione di un film. Questa tecnologia potrà anche non convincere appieno per la sua tendenza ad un iperrealismo che, di fatto, annulla la classica (bi)dimensione squisitamente cinematografica &#8211; e quindi anche irreale &#8211; di un film, arrivando a ridimensionare anche il valore della fotografia ad esempio, ma l&#8217;impressione di trovarsi fisicamente ai piedi della Montagna Solitaria o nelle fauci di un drago in una sorta di &#8220;spettacolo dal vivo&#8221; è davvero straordinaria e va ben oltre il semplice concetto di sospensione dell&#8217;incredulità.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/the-hobbit-the-desolation-of-smaug.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33845" title="the-hobbit-the-desolation-of-smaug" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/the-hobbit-the-desolation-of-smaug.jpg" alt="" width="500" height="291" /></a></p>
<p>Il problema semmai è che il film è assai lungo e, dopo un&#8217;ora buona di 48 fps, ti abitui anche a quello. Ciò che rimane, a quel punto, è la più classica delle storie, fatta di eroi buoni (resi leggermente meno buoni dalla presenza latente dell&#8217;Anello) e mostri cattivi. Un po&#8217; poco no? Alla luce di quanto detto finora, abbiamo deciso di optare per due valutazioni, perfettamente scisse una dall&#8217;altra.</p>
<p><strong>Voto al film</strong> 6</p>
<p><strong>Voto tecnico</strong> 9</p>
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