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	<title>Movielicious &#187; Marisa Tomei</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Spider-Man: Homecoming</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jul 2017 06:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id.,  USA 2017)<br />
Uscita: 6 luglio 2017<br />
Regia: Jon Watts<br />
Con: Tom Holland, Michael Keaton, Marisa Tomei, Robert Downey Jr., Jon Favreau<br />
Durata: 2 ore e 10 minuti<br />
Distribuito da: Sony Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/spiderman_Homecoming_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56388" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/spiderman_Homecoming_1.jpg" alt="spiderman_Homecoming_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Obiettivamente difficile rilanciare in maniera credibile un franchise parecchio usurato come quello di <strong>Spider-Man</strong> a soli tre anni da <em><a href="http://www.movielicious.it/2014/04/22/the-amazing-spider-man-2-il-potere-di-electro/" target="_blank">The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro</a></em>.<br />
Se l’operazione di reboot a firma <strong>Marc Webb</strong> rispondeva in qualche modo all’esigenza di aggiornare le avventure di quello che una volta chiamavamo l’Uomo Ragno a uso e consumo di una generazione per cui la trilogia di Sam Raimi era comunque storia troppo vecchia (anche solo per la totale assenza di smartphone tra le mani dei protagonisti) la pretesa di rielaborarlo quasi subito e in versione teen destava invece più di una perplessità.<br />
Per fortuna, a rendere fluida la transizione ci pensano quegli stessi Avengers che già in <a href="http://www.movielicious.it/2016/05/02/captain-america-civil-war-recensione/" target="_blank"><em>Captain America: Civil War</em></a> avevano accolto, sebbene in maniera periferica, un Peter Parker quindicenne tra le proprie fila rilanciandolo in termini di pura coolness e, allo stesso tempo, aggiungendo un prezioso tassello al sempre più stratificato (e complesso) universo narrativo della <strong>Marvel</strong>.<br />
<em><strong>Spider-Man: Homecoming</strong></em> prende le mosse proprio da quella sortita berlinese, utile a Jon Watts per costruire uno degli assi portanti del film, ossia lo spassoso rapporto mentore/allievo che si sviluppa tra il giovane Peter (il notevole <strong>Tom Holland</strong>) e Tony Stark (<strong>Robert Downey Jr.</strong>).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/spiderman-homecoming.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56389" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/07/spiderman-homecoming.jpg" alt="spiderman-homecoming" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Il fatto che le immagini relative a tale incontro abbiano la forma di un video amatoriale girato dallo stesso Peter con un cellulare (ché il passo da fotografo a moderno Youtuber, in fin dei conti, è assai breve), insieme all’utilizzo adorabilmente diegetico di &#8216;<em>Hey Ho, Lets Go!</em>&#8216; dei Ramones, suggerisce inoltre il vero mood dell’opera, che è indiscutibilmente punk.<br />
Punk come può essere solo un goffo supereroe di quindici anni pieno di inesperienza, entusiasmo e voglia di mettersi in luce di fronte ai “colleghi” più adulti.<br />
La giovane età del protagonista consente a Watts di costruire il film come un ibrido tra un classico cinecomic e un teen movie à la John Hughes – deus ex machina, con <em>Breakfast Club</em> e <em>Bella in rosa</em>, dei due archetipi narrativi utilizzati tutt’oggi da chiunque voglia raccontare una storia che abbia come protagonisti degli adolescenti – in cui questa seconda componente prende spesso il sopravvento sulla prima.<br />
Se infatti qualunque film su <strong>Spider-Man</strong> non può prescindere dal contemplare al suo interno un racconto di formazione, qui questo viene amplificato all’ennesima potenza fino a diventare il fulcro del racconto, con tanto di amico nerd, bulletti del liceo, primo amore e ballo di fine anno, l’homecoming del titolo per l’appunto.</p>
<p>Altra grande intuizione è la scelta di un villain che, per la prima volta, non risulta essere un mutante affetto da deliri di onnipotenza, bensì un fiero rappresentante della middle class americana accecato dal desiderio di accedere a una ricchezza che, di fatto, il Governo gli preclude.<br />
Parliamo, ovvio, dell’Avvoltoio interpretato magnificamente da un <strong>Michael Keaton</strong> che in poco più di due ore cortocircuita il senso di un’intera carriera, oscillando tra il Batman di Tim Burton e il recente (e già oltremodo metatestuale) <a href="http://www.movielicious.it/2015/02/04/birdman-o-le-imprevedibili-virtu-dellignoranza/" target="_blank"><em>Birdman</em></a>.<br />
Quanto detto finora basterebbe già per rendere questo <em><strong>Spider-Man: Homecoming</strong></em> non solo una bella ventata di aria fresca a un brand abbastanza bollito ma addirittura il migliore dei film che fosse possibile tirar fuori nel 2017 dal personaggio di <strong>Stan Lee</strong> e <strong>Steve Ditko.</strong><br />
Ma c’è di più.<br />
Innanzitutto c’è l’assenza di qualsiasi spiegone su come <strong>Peter Parker</strong> abbia acquisito i suoi poteri, e non è poco.<br />
Nessuna puntura di ragno radiattivo, Oscorp Industries o zii che muoiono vaticinando di grandi responsabilità insomma, tanto la storia ormai la conoscono anche i muri.<br />
Questo – unito a un utilizzo dell’ironia che avvicina il film più al versante comedy di un <a href="http://www.movielicious.it/2015/08/11/ant-man/" target="_blank"><em>Ant-Man</em></a> che non a quello, comunque leggero, degli Avengers – contribuisce in maniera significativa a dare velocità e secchezza a un cinecomic che fila via dritto come un treno, dall’inizio alla fine delle sue due scene post-credits.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>Spider-Man: Homecoming, il terzo trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/05/24/spider-man-homecoming-il-terzo-trailer/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 May 2017 11:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Azione e humour nelle nuove scene del film Marvel in arrivo nelle sale il 7 luglio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/spider-man-homecoming.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56161" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/spider-man-homecoming-1024x512.jpg" alt="spider-man-homecoming" width="1024" height="512" /></a></p>
<p>La Sony ha diffuso questa mattina un nuovo trailer internazionale di <em><strong>Spider-Man: Homecoming</strong></em>, disponibile anche nella versione italiana.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/xbQdPBiF3Co" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/T8eYjyASd3M" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">In uscita in IMAX e in 3D il <strong>7 luglio 2017</strong>,<strong> <em>Spider-Man: Homecoming </em></strong><em>è diretto da</em> <strong>Jon Watts e vede nel cast Tom Holland</strong>, <strong>Marisa Tomei</strong> (Zia May), Zendaya, Laura Harrier, Tony Revolori, Michael Barbieri, Kenneth Choi, Donald Glover, Angourie Rice e <strong>Michael Keaton</strong>.</p>
<p>Il film non racconterà le origini del personaggio, ma si concentrerà sugli anni del liceo di un <strong>Peter Parker</strong> già in azione.</p>
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		<title>Spider-Man: Homecoming, che cosa c&#8217;è nel nuovo trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/03/28/spider-man-homecoming-che-cosa-c-e-nel-nuovo-trailer/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Mar 2017 15:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Peter Parker che vuole entrare negli Avengers, tra le altre cose.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Spider-Man_Homecoming.jpg"><img class="alignnone wp-image-55757" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Spider-Man_Homecoming.jpg" alt="Spider-Man_Homecoming" width="650" height="382" /></a></p>
<p>Dopo il <a href="http://www.movielicious.it/2016/12/09/due-trailer-per-spider-man-homecoming/" target="_blank">primo trailer</a> mostrato lo scorso dicembre, ecco arrivarne un secondo, attesissimo per <em><strong>Spider-Man: Homecoming</strong>.</em> Diretto da <strong> Jon Watt</strong>, uscirà in Italia, anche in 3D, il <strong>6 luglio 2017</strong>. La sceneggiatura è stata scritta da John Francis Daley e Jonathan M. Goldstein.</p>
<p>Si tratta del secondo reboot del franchise cinematografico di Spider-Man, e della sedicesima pellicola del<strong> Marvel Cinematic Universe</strong>.</p>
<p>Che cosa c&#8217;è di nuovo in questo<strong> trailer</strong>? Per prima cosa, annuncia il primo Spider-Man della <strong>Marvel </strong>(a seguito dell&#8217;accordo raggunto con la Sony), ed è chiaro sin dalle primissime inquadrature: ci sono infatti la tuta che Tony Stark ha dato a Peter Parker, Robert Downey Jr. che fa <strong>Iron Man</strong>, Peter Parker che gli chiede come si fa a entrare negli <strong>Avengers</strong>, il cattivo interpretato da Michael Keaton, Marisa Tomei nei panni di zia May, un po’ di New York vista dall&#8217;alto, esplosioni, ragnatele e qualche battutina ben assestata tanto per far salire l&#8217;hype ancora di più.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/bRZpQPwsj_Y" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Spider-Man: Homecoming</strong></em> non racconterà le origini del personaggio, ma si concentrerà sugli anni del liceo di un <strong>Peter Parker</strong> già in azione. Nel cast <strong>Tom Holland</strong> (Peter Parker), <strong>Marisa Tomei</strong> (Zia May), Zendaya, Laura Harrier, Tony Revolori, Michael Barbieri, Kenneth Choi, Donald Glover, Angourie Rice, <strong>Michael Keaton </strong>(<i>Vulture</i>).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Professore per amore</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/08/25/professore-per-amore/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2015 07:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hugh Grant è un ex sceneggiatore di successo nella commedia romantica diretta da Mark Lawrence.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Rewrite, USA 2014)<br />
Uscita: 27 agosto 2015<br />
Regia: Mark Lawrence<br />
Con:  Hugh Grant, Marisa Tomei, J. K. Simmons<br />
Durata: 1 ora e 47 minuti<br />
Distribuzione: Adler Entertainment</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/rewrite.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43983" title="rewrite" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/rewrite.jpg" alt="" width="499" height="375" /></a></p>
<p>Tra la miriade di uscite cinematografiche in arrivo in quest&#8217;ultimo spicchio d&#8217;estate  si piazza anche questo <em><strong>Professore per amore</strong></em>, titolo italiano piuttosto infelice per <strong><em>The Rewrite</em></strong>, commedia romantica con l&#8217;inedita coppia formata da <strong>Hugh Grant</strong> e<strong> Marisa Tomei</strong> diretta da <strong>Mark Lawrence</strong> (<em>Due settimane per innamorarsi</em>, <em>Che fine hanno fatto i Morgan?</em>). La storia è quella di Keith Michaels (Grant), uno sceneggiatore vincitore di un Oscar negli anni Novanta che, abbandonato dal sacro fuoco della scrittura, ha perso l&#8217;ispirazione ed è costretto a lasciare Hollywood per insegnare sceneggiatura in un piccolo paese della East Coast. Tra i suoi studenti, una giovane mamma single (Tomei) inizia pian piano a catturare la sua attenzione.</p>
<p>Lo schema è quello delle commedie romantiche classiche, per cui lo spettatore sa perfettamente, ancora prima di entrare in sala, che tra il lui e la lei di turno scatterà la scintilla: rimane solo da capire in che modo. E in <em>The Rewrite</em> (preferiamo chiamarlo così, non ce ne voglia la distribuzione italiana) anche questo avviene in modo piuttosto scontato e già visto. Ma ci sono degli aspetti del film su cui vale la pena spendere qualche considerazione. E Hugh Grant è sicuramente uno di questi. Tornato dopo la non felice parentesi Wachowskiana di <em>Cloud Atlas </em>ai ruoli brillanti che lo hanno reso celebre, lo vediamo alle prese con un personaggio sicuramente non originale, ma comunque gradevole e divertente: un personaggio che, a pensarci bene, aveva già interpretato nel 2007 in un altro film, diretto sempre da Mark Lawrence, <em>Scrivimi una canzone</em>, di cui <em>The Rewrite</em> sembra essere la variante in chiave cinematografica.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/the_rewrite_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43984" title="the_rewrite_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/the_rewrite_2.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Se infatti lì Grant interpretava una ex popstar degli anni Ottanta che viveva nel ricordo di quel periodo alla disperata cerca di una nuova fonte di ispirazione che gli permettesse di tornare sulla cresta dell&#8217;onda, qui attraversa una situazione del tutto simile: è alle prese con una crisi creativa senza fine che gli impedisce di proporre all&#8217;industria hollywoodiana un&#8217;altra sceneggiatura capolavoro come quella di <em>Paradiso Perduto</em>, che gli era valsa un Oscar e gli aveva spalancato le porte del successo. In entrambi i casi il suo personaggio combatte con la nostalgia a colpi di quel sarcasmo british che gli appartiene, esce dal tunnel del rimpianto e della crisi creativa grazie alla protagonista femminile di turno e si trova a dover affrontare i repentini cambiamenti delle mode e dei gusti, lì musicali e qui cinematografici, che relegano l&#8217;arte in secondo piano, favorendo da un lato l&#8217;ascesa di popstar sculettanti e ammiccanti che propongono testi vuoti e insignificanti, dall&#8217;altro sequel cinematografici prescindibilissimi e dalla qualità oppugnabile, ma necessari all&#8217;industria cinematografica per fare cassa.</p>
<p>E&#8217; alla luce di queste riflessioni che il senso del titolo originale di <em>Professore per amore</em> appare allora quantomai azzeccato. In un parallelo piuttosto abusato ma che risulta comunque efficace, una &#8220;revisione&#8221; è proprio quello di cui ha bisogno la vita di Keith per far cambiare rotta alla sua epopea esistenziale, vessata da un successo arrivato forse troppo presto che lo sctittore non è stato in grado di gestire. I clichè non mancano e i meccanismi narrativi risultano piuttosto ovvi ma non stonano in una commedia garbata la cui prima parte funziona decisamente meglio della seconda e in cui viene lasciato ampio spazio a due eccellenti comprimari quali <strong>J.K. Simmons</strong> e <strong>Allison Janney</strong>.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Le idi di Marzo</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2011/12/16/le-idi-di-marzo/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 13:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il lato oscuro della politica a stelle e strisce in un thriller perfettamente orchestrato dall'abile]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Ides of March, USA 2011)<br />
Uscita: 16 dicembre 2011<br />
Regia: George Clooney<br />
Con: Ryan Gosling, George Clooney, Marisa Tomei<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuito da: 01 distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/211.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-24159" title="211" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/211.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>&#8220;Guardati dalle idi di marzo&#8221;: questo l&#8217;avvertimento che l&#8217;augure Spirinna rivolge a Giulio Cesare e che, a distanza di secoli, riecheggia nel dramma di Shakespeare dedicato al generale romano. Una frase forte, di impatto, che ha ispirato George Clooney a tal punto da convincere i produttori a modificare il titolo della piece teatrale originale da cui il film è tratto, <em>Farragut North</em> (firmata da Beau Willimon, che nel 2004 lavorava per l’aspirante candidato presidente Howard Dean). Dodici milioni di dollari di budget, un cast stellare e un solido script riportano così il Clooney autore alla ribalta, che con <em>Le idi di marzo</em> firma il suo quarto film da regista. Dopo <em>Good Night and Good Luck</em> non era difficile intuire che lo scapolo d&#8217;oro di Hollywood prima o poi avrebbe affondato un colpo da maestro, e il modo in cui questo suo ultimo lavoro è stato accolto <a href="http://www.movielicious.it/2011/09/01/venezia-giorno-1-george-clooney-superstar/">all&#8217;ultimo Festival di Venezia</a> e la <a href="http://www.movielicious.it/2011/12/15/golden-globe-2012-le-nomination/">manciata di candidature</a> per i Golden Globe  2012 lo confermano.</p>
<p>La vicenda ruota attorno al personaggio di Stephen Myers (uno strepitoso Ryan Gosling), giovane e talentuoso guru della comunicazione che lavora come vice addetto stampa per il governatore Mike Morris (Clooney), in lotta per le primarie del Partito Democratico che lo potrebbero lanciare verso la Presidenza degli Stati Uniti. Idealista al punto giusto, ma anche pragmatico e col pelo sullo stomaco, Stephen è corteggiato dalla concorrenza, ne viene tentato ma tiene fede ai suoi principi e alla fiducia che ha nel suo candidato. Ciò nonostante, con il precipitare degli eventi, si ritroverà protagonista, suo malgrado, di un intrigo di potere che metterà in luce gli inganni e la corruzione che popolano il mondo della politica.</p>
<p>&#8220;Non è un film politico, piuttosto un morality tale con un protagonista che si ritrova davanti a una decisione, quella di vendere la sua anima per ottenere il potere&#8221;: così Clooney aveva commentato il suo film al Festival di Venezia. E in effetti è così, l&#8217;elemento su cui lo script insiste è proprio il cambiamento che deve affrontare il personaggio di Stephen, un bravo ragazzo, pulito e pieno di ideali, costretto a fare i conti con il marciume che lo circonda. Osserviamo il volto di Gosling trasformarsi piano piano, come il ritratto di un moderno Dorian Gray la cui visione del mondo viene ribaltata da una serie di esperienze agghiaccianti in cui si ritrova coinvolto. Clooney sa mettersi intelligentemente da parte, preferendo lasciare la scena al suo formidabile cast: oltre al suo protagonista d&#8217;oro (dopo la brillante prova offerta anche in <em>Drive</em>, Gosling è sicuramente l&#8217;attore del momento) ci sono Paul Giamatti, Philip Seymour Hoffman, Evan Rachel Wood e Marisa Tomei. Il ritmo serrato, scandito da scambi di battute fulminanti, è un  riuscito omaggio al cinema americano d&#8217;inchiesta degli anni Settanta. Da bravo progressista, poi, Clooney lancia il suo grido di allarme nei confronti dei meccanismi di una democrazia malata, oliati solo dalla corruzione e dal ricatto, mentre fa in modo che la sua morale arrivi dritta in faccia allo spettatore, inevitabile come un pugno ben piazzato: è impossibile fare politica senza sporcarsi le mani.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
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