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	<title>Movielicious &#187; Top Ten 2017</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>I migliori film del 2017 secondo Andrea Bosco</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jan 2018 12:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bosco]]></category>
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		<category><![CDATA[Top Ten 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ultima top ten del 2017 della redazione di Movielicious è la più estrema. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>10. <em><strong>Frozen Time: Il tempo tra i ghiacci</strong></em> – Bill Morrison</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Frozen_Time.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-57027" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/01/Frozen_Time.jpeg" alt="Frozen_Time" width="770" height="416" /></a></p>
<p>Incantevole, ipnotica operazione di archeologia della celluloide, il lavoro di assemblaggio del documentarista <strong>Bill Morrison</strong> sugli oltre 500 rimasugli di pellicola fortuitamente rinvenuti nel gelo dello Yukon è un fantasmagorico viaggio nella (prei)storia della Settima Arte attraverso le sue macerie e i suoi scarti, una struggente elegia della decomposizione che funge da inestimabile “verifica incerta” dei riti di passaggio dell’America del Novecento.</p>
<p>&nbsp;<br />
9. <em><strong>Detroit</strong> </em>– Kathryn Bigelow</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Detroit-1-e1501869563334.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57023" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Detroit-1-e1501869563334.jpg" alt="Detroit-1-e1501869563334" width="650" height="366" /></a></p>
<p>Precisa sineddoche di mezzo secolo di Incubo Americano, i disordini e le tensioni che travolsero il Michigan diventano nelle mani della più agguerrita combattente della Hollywood del terzo millennio una fornace ribollente di rabbia e di militanza, lo spaccato di un passato attualissimo – e di un presente retrivo – che, specie nella minuziosa mostra delle atrocità e negli occhi impotenti che popolano il secondo, insostenibile atto, si traduce nel più stentoreo dei richiami di coscienza.</p>
<p>8. <em><strong>A Ciambra</strong></em> – Jonas Carpignano</p>
<p>Dietro le convenzioni del romanzo di formazione, un cristallino e autentico saggio di prospettiva che ricalibra i presupposti del nostro Cinema del Reale, restituendogli l’urgenza e la naturalezza della lezione rosselliniana e ponendole in piena sintonia con le coordinate dell’oggi: un’opera pulsante e vivissima, coraggiosa e responsabile, capace di porre sullo stesso piano i suoi personaggi e i suoi spettatori in un mirabile equilibrio di etica e di empatia.</p>
<p>7. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/01/29/asghar-farhadi-non-potra-partecipare-agli-oscar/" target="_blank">Il cliente</a></strong></em> – Asghar Farhadi</p>
<p>Mentre la produzione antagonista locale si estingue tra la scomparsa di Kiarostami e la fuga all’estero dei suoi epigoni, <strong>Asghar Farhadi</strong> fa ritorno nel suo Iran e descrive il frenetico, anarchico e irrazionale vento di cambiamento in atto in un contesto storico-sociale in bilico fra progresso e arretratezza, vergogna e vendetta, giudizio e ambiguità, riconfermando la straordinaria, insolubile problematicità del suo cinema e il suo ruolo indiscusso – che già fu di Bergman – di massimo regista del Dubbio.</p>
<p>6. <em><strong>Sieranevada</strong></em> – Cristi Puiu</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Sieranevada.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57024" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Sieranevada-1024x554.jpg" alt="Sieranevada" width="1024" height="554" /></a></p>
<p>Labirintica, vertiginosa e torrenziale veglia funebre di un Paese contaminato dalla paura, paralizzato dal sospetto e stroncato dalle proprie bugie: l’assurda, nevrastenica pochade della morte allestita da <strong>Cristi Puiu</strong> in un polveroso appartamento medio-borghese della periferia di Bucarest è un impressionante, travolgente studio di caratteri degno del miglior Cassavetes che consolida, se fosse ancora necessario ribadirlo, la cinematografia rumena come la più florida e interessante realtà audiovisiva d’Europa.</p>
<p>5. <em><strong>L’altro volto della speranza</strong></em> – Aki Kaurismaki</p>
<p>Ultimo antidoto rimasto a uno scenario continentale guidato da cinismo, individualismo e sfiducia, l’umanissima misantropia del più grande fiabista contemporaneo si concretizza in una nuova, preziosa oasi di profonda compassione e di salvifico umorismo, in quel connubio portentoso di cruda quotidianità e di dolce utopia che, prima di lui, era riuscito soltanto a Chaplin: summa estetica e filosofica di tutta una carriera passata dalla disperazione alla speranza del titolo, l’addio di Kaurismaki è la parabola universale di cui abbiamo tutti pienamente bisogno.</p>
<p>4. <em><strong>Una vita</strong></em> – Stephane Brizé</p>
<p>L&#8217;autore de <em>La legge del mercato</em> affronta &#8211; citiamo le parole di Tolstoj &#8211; &#8220;la massima testimonianza narrativa francese dopo <em>Les Misérables</em>&#8221; e ne esce trionfante: tradotto in immagini di marcata impronta impressionistica, narrato per silenzi crepitanti ed ellissi disorientanti, inscatolato da un opprimente 4:3 di magica architettura visiva, il capolavoro di Guy de Maupassant si trasfigura in uno stratificato, stupefacente tripudio di pura regia che ci pone di fronte, con infinita malinconia, all&#8217;inesorabile fine delle nostre illusioni.</p>
<p>3. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/01/10/silence-recensione/" target="_blank">Silence</a></strong> </em>&#8211; Martin Scorsese</p>
<p>Smaniosamente inseguita per oltre vent&#8217;anni, la conclusione della trilogia teologica di <strong>Martin Scorsese</strong> è il monumentale coronamento di tutta una carriera e, stando alle sue stesse parole, di &#8220;un&#8217;intera vita fatta di film e di fede&#8221;, un percorso di tormento e di estasi attraverso le basi, le contraddizioni e le domande inesauste e inesaudite del confronto con l&#8217;infinità e l&#8217;ineffabilità divina: partendo dalle orme di Mizoguchi verso la cifra più personale di sempre, un&#8217;opera definitiva ma sfuggente all&#8217;insegna della follia, della brutalità e della magnificenza.</p>
<p>2. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/08/31/dunkirk-recensione/" target="_blank">Dunkirk</a></strong></em> &#8211; Christopher Nolan</p>
<p>Astraendo e rarefacendo quel suo cinema-congegno che con le sue incarnazioni più recenti aveva fatto prevalere la struttura sull&#8217;identità, Nolan ritrova lo smalto, la profondità prospettica e la lucidità dei suoi esordi, trasformando la grande Storia nel palcoscenico multilivello di una tragedia concentrica e portando all&#8217;estremo il suo personale discorso sul Tempo, sulla sua misura e sulla sua concezione: una immersiva e sovrumana sinfonia dello sguardo filmico composta con la dovizia del navigato arrangiatore per immagini, un approccio alla narrazione che si manifesta in una clamorosa apoteosi dell&#8217;atto che condanna all&#8217;obsolescenza la tradizione del kolossal bellico degli ultimi 40 anni.</p>
<p>1. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/03/03/jackie-recensione/" target="_blank">Jackie</a></strong></em> – Pablo Larraín</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Jackie.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57025" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Jackie.jpg" alt="Jackie" width="675" height="451" /></a></p>
<p>Lavoro di pura mitopoiesi, riflessione sulla natura stessa del racconto e delle sue implicazioni morali, meditazione dolente e rassegnata sulla fuggevolezza, sulla labilità e sulla crudeltà della Memoria che ineluttabilmente sfuma e di ciò che, insomma, ci resta: con <strong><em>Jackie</em></strong>, <strong>Pablo Larraín</strong> evade, spiazzando le premesse, destrutturando la fabula e riadattando per la prima volta una sceneggiatura non sua, dai limiti del progetto su commissione e, sorretto dalla gigantesca e mimetica performance di una strepitosa <strong>Natalie Portman</strong>, si impone come la voce e, soprattutto, l&#8217;occhio più peculiare e proteiforme di un&#8217;intera generazione di cineasti.</p>
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		<title>I migliori film del 2017 secondo Carolina Tocci</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/12/29/i-migliori-film-del-2017-secondo-carolina-tocci/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Dec 2017 13:53:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[I migliori film del 2017]]></category>
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		<category><![CDATA[Top Ten 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuano le top ten della redazione di Movielicious, tra titoli campioni d'incassi e qualche inaspettato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>10. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/03/01/logan-the-wolverine-recensione/" target="_blank">Logan &#8211; The Wolverine</a></strong></em> &#8211; James Mangold</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Logan-Wolverine.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-56999" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Logan-Wolverine-1024x512.jpg" alt="Logan-Wolverine" width="1024" height="512" /></a></p>
<p>Quando ripartire da zero è la sola cosa da fare. Dopo i prescindibilissimi <a href="http://www.movielicious.it/2009/04/14/hugh-jackman-incanta-roma/" target="_blank"><em>X-Men le origini &#8211; Wolverine</em></a> e <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/07/24/wolverine-limmortale/" target="_blank">Wolverine &#8211; L&#8217;immortale</a></em>, la trilogia dedicata all&#8217;X-Men con gli artigli di adamantio compie un balzo in avanti con un terzo capitolo che, scrollandosi di dosso ogni cliché, abbandona la strada maestra per raccontare un universo proprio, intimo e viscerale, epurato da tutta quella epicità retorica e ridondante tipica dei film di supereroi. Quest&#8217;ultimo Wolverine è segnato da un&#8217;umana rassegnazione, e <em><strong>Loga</strong><strong>n</strong> </em> è un eroe in cerca di redenzione in un&#8217;epoca in cui l&#8217;eroismo ha cambiato volto. E anche significato.</p>
<p>9. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/01/24/split/" target="_blank">Split</a></strong></em> &#8211; M. Night Shyamalan</p>
<p>La gran parte del merito, in questo horror sui generis, va a un<strong> James McAvoy</strong> in stato di grazia che interpreta un folle con ventitré personalità diverse. Il resto alla capacità &#8211; e alla volontà, soprattutto &#8211; di Shyamalan di essere finalmente tornato trattare temi a lui più congeniali dopo la poco felice incursione nel cinema fantasy e di fantascienza (se avete perso <a href="http://www.movielicious.it/2010/09/23/lultimo-dominatore-dellaria/" target="_blank"><em>L&#8217;ultimo dominatore dell&#8217;aria</em></a>, promettete di non recuperarlo mai). <em><strong>Split</strong></em> è un thriller ansiogeno e ricco di suspense, ben costruito e con un twist narrativo nel finale che non fa rimpiangere i tempi d&#8217;oro de <em>Il Sesto Senso</em> o <em>The Village</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>8. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/01/18/arrival-recensione/" target="_blank">Arrival</a></strong></em> &#8211;  Denis Villeneuve</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Arrival.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57002" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Arrival.jpg" alt="Arrival" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Comprensione, dolore e scoperta. Alla luce di questi concetti il regista canadese <strong>Denis Villeneuve</strong> porta il cinema di fantascienza a un livello più alto e decisamente umano con <em><strong>Arrival</strong></em>. I suoi alieni sono da capire, non da combattere e il suo film è un manifesto alla comprensione del diverso. Tecnicamente impeccabile (che fotografia e che montaggio sonoro!), il film gioca con tempo, spazio e sentimenti, mentre costruisce un congegno intricato e plausibile che racconta una vicenda intima e personale legata a doppio filo a quella del destino del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/05/18/sette-minuti-dopo-la-mezzanotte-recensione/" target="_blank">Sette minuti dopo la mezzanotte</a></strong></em> &#8211; J. A. Bayona</p>
<p>Dopo aver affrontato le paure dell’infanzia in <em>The Orphanage</em> e quelle dello tsunami che nel 2004 colpì la Thailandia in <em>The Impossible</em>, <strong>J. A. Bayona</strong> adatta il romanzo di Patrick Ness e ne tira fuori un piccolo, toccante capolavoro neogotico con la storia di un bambino alle prese con un gigantesco mostro della natura che vuole insegnargli qualcosa. Ottima CGI per questa storia di formazione incentrata sulla presenza-assenza della figura materna, vista con gli occhi del dolcissimo protagonista. Si piange a dirotto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>6. <a href="http://www.movielicious.it/2017/01/10/silence-recensione/" target="_blank"><em><strong>Silence</strong> </em></a>&#8211; Martin Scorsese</p>
<p>Se ci si ferma un attimo a pensare, sembra impossibile che Scorsese abbia diretto in successione due film tanto diversi tra loro come <em>The Wolf of Wall Street</em> e questo <em><strong>Silence</strong></em>. Da sempre interessato a inserire nelle sue pellicole riflessioni sul concetto di fede, qui Scorsese (ex seminarista, non dimentichiamolo), ci mostra il suo lavoro più contemplativo, guidato da una regia estremamente controllata e caratterizzato da un rigore stilistico e formale che sovrasta ogni altra componente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5. <a href="http://www.movielicious.it/2017/04/18/le-cose-che-verranno-recensione/" target="_blank"><em><strong>Le cose che verranno</strong></em></a> &#8211; Mia Hansen-Løve</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Le_Cose_Che_Verranno.png"><img class="alignnone size-large wp-image-57003" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Le_Cose_Che_Verranno-1024x550.png" alt="Le_Cose_Che_Verranno" width="1024" height="550" /></a></p>
<p>Uscito in poche sale e per (troppo) poco tempo, il quinto film della regista francese <strong>Mia Hansen-Løve</strong> si sofferma su quella sottile linea che c&#8217;è tra solitudine e libertà nell&#8217;esistenza di una donna non più giovanissima, abituata a incarnare con una certa dedizione le aspettative da non deludere che amici e familiari le hanno costruito attorno. Finché le cose non iniziano a cambiare. Protagonista, una magnifica <strong>Isabelle Huppert</strong> che qui lavora di sottrazione, quasi sempre fuori fuoco, in balìa degli eventi che la percuotono e ai quali sembra non voler reagire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4. <a href="http://www.movielicious.it/2017/01/25/la-la-land-recensione-2/" target="_blank"><em><strong>La La Land</strong></em></a> &#8211; Damien Chazelle</p>
<p>Sfiorato l&#8217;Oscar al Miglior Film per un soffio (ricordate <a href="http://www.movielicious.it/2017/02/27/oscar-2017-chi-ce-dietro-lerrore-per-cui-questa-cerimonia-verra-ricordata/" target="_blank">quello che accadde</a> durante la cerimonia?) <em><strong>La La Land</strong></em> è forse la pellicola più rappresentativa del 2017. Un sorprendente musical ad opera del giovane e talentuoso <strong>Damien Chazelle</strong> che è riuscito a mescolare in perfetta armonia cinema popolare e cinema autoriale, donando nuova linfa al genere. <strong>Ryan Gosling</strong> ed <strong>Emma Stone</strong>, leggeri e malinconici, fluttuano sulle note dei brani avvolgenti composti da Justin Hurwitz. Il resto è pura magia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3. <a href="http://www.movielicious.it/2017/03/29/la-vendetta-di-un-uomo-tranquillo/" target="_blank"><em><strong>La vendetta di un uomo tranquillo</strong></em></a> &#8211;  Raúl Arévalo</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/La_Vendetta_Di_Un_Uomo_Tranquillo.jpg"><img class="size-large wp-image-57004" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/La_Vendetta_Di_Un_Uomo_Tranquillo-1024x572.jpg" alt="ICULT PELICULA  TARDE PARA LA IRA" width="1024" height="572" /></a></p>
<p>Un film di cui in Italia si è parlato troppo poco e che rappresenta il picco più alto della nuova ondata della cinematografia spagnola (vincitore in patria di quattro Goya per il Miglior Film, Sceneggiatura originale, Attore non protagonista e Regista esordiente), <em><strong>La vendetta di un uomo tranquillo</strong></em> è un revenge movie in cui un uomo perbene, all&#8217;apparenza solitario e riservato, è in realtà prigioniero di un rancore soffocante. <strong>Raúl Arévalo</strong> alla sua prima regia confeziona un&#8217;opera dal ritmo serratissimo, attorno a una storia cruda e inaspettata, fino all&#8217;ultima scena.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/03/21/elle-recensione/" target="_blank">Elle</a></strong></em> &#8211; Paul Verhoeven<br />
A dieci anni dalla sua ultima regia (se si esclude l&#8217;esperimento <em>Steekspel</em>), l&#8217;olandese Paul Verhoeven torna fragorosamente alla ribalta con questo <em><strong>Elle</strong></em>, che riesce ad essere contemporaneamente una commedia perversa, un noir erotico a tinte horror e una lucida riflessione sulla società di oggi. Mattatrice di questa storia che spiazza e diverte è una <strong>Isabelle Huppert</strong> spogliata dall&#8217;aura di autorialità che l&#8217;ha &#8220;imprigionata&#8221; in un recente passato, libera di essere finalmente una fragile, folle, carnale e ambigua superdonna Verhoeveniana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1. <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/08/31/dunkirk-recensione/" target="_blank">Dunkirk</a></strong></em> &#8211; Christopher Nolan</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Dunkirk.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-57005" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Dunkirk-1024x640.jpeg" alt="Dunkirk" width="1024" height="640" /></a></p>
<p>Il compimento artistico della missione di <strong>Christopher Nolan</strong> rientra, in poco meno di due ore, tutta in <em><strong>Dunkirk</strong></em>. Uno spettacolo visivo di rara potenza evocativa che scandisce l&#8217;incubo della guerra come una partita temporale in tre fasi. Il regista della trilogia de <em>Il cavaliere oscuro</em> e <em>Interstellar</em> sfodera tutta la sua abilità da cineasta pignolo e scrupoloso per restituire al pubblico una delle più emozionanti ed epiche fette di storia del secondo conflitto mondiale, l&#8217;<em>Operazione Dynamo</em>, il cui fulcro non è tanto la guerra in sé quanto la sopravvivenza all&#8217;interno di essa. Quella di Nolan è una prospettiva cinematografica del tutto nuova, in cui le immagini e lo scorrere della trama acquisiscono nuove potenzialità rispetto alla parola, che in <em><strong>Dunkirk</strong></em> è poco più che una nota a margine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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