Il sindaco di Laglio scrive alla Canalis

Di Carolina Tocci
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Continuano a rincorrersi voci su un eventuale trasloco di George ed Elisabetta dalla villa sul Lago di Como. Nulla di confermato, anzi. Ma tanto è bastato a far andare nel panico il sindaco di Laglio, Roberto Pozzi, terrorizzato all’idea che il divo possa abbandonare le sponde del lago. Al di là di un dispiacere personale, a muovere il primo cittadino del paese è soprattutto la situazione immobiliare della zona, che dopo l’avvento di Mr Martini ha visto impennarsi i prezzi degli immobili. Basti pensare che Clooney ha acquistato Villa Oleandra per soli (si fa per dire), dodici milioni di euro, che a distanza di otto anni sono diventati sessanta. Una cifra proibitiva, che qualche fanatico e ricco fan sarebbe comunque disposto a sborsare.

Se l’anno scorso Roberto Pozzi era balzato agli onori della cronaca per aver emanato il “Divieto di assembramento nell’area adiacente Villa Oleandra e Villa Margherita”, per evitare al suo cittadino preferito di essere costantemente disturbato da curiosi e paparazzi, ora il sindaco ha deciso di mandare un’accorata lettera a Elisabetta Canalis. Il contenuto? Sentite qua. Pozzi confida alla sua conturbante destinataria di aver già pronto un film pensato appositamente per George, e questa è la trama: “In una casa a fianco di Villa Oleandra, viveva una famiglia ebrea messa in salvo da un fornaio eletto poi “Giusto fra le Nazioni” (come venivano ribattezzati coloro che durante la Shoah hanno messo a repentaglio la propria sicurezza per salvare uno o più ebrei) dopo una fuga rocambolesca”. Quale produttore può resistere a un film così? Pozzi ha commentato “Sarebbe una sceneggiatura bell’e pronta per George, un set che ben conosce…”. Immaginate la faccia di Clooney quando si è visto arrivare una proposta del genere? Intanto aspettiamo di sapere se e cosa ha risposto Elisabetta al sindaco.



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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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