Fantastic Mr. Anderson
Sembra saltato fuori dalle pagine di uno dei romanzi di Oscar Wilde, Wes Anderson. Con il suo modo di fare e la gestualità pacata tipica di un inglese, difficilmente riconducibili alle sue origini texane (Houston, per l’esattezza). Fantastic Mr. Fox, primo lungometraggio d’animazione in stop motion da lui realizzato, sarà nelle sale venerdì 16 aprile, ma oggi il regista de I Tenenbaum e Il treno per il Darjeeling era a Roma per presentare il suo film alla stampa, confermando una volta per tutte l’intenzione di andare alla ricerca di storie particolari a cui dare un’ulteriore caratterizzazione. Questa volta Wes Anderson ha preso uno dei racconti dell’immmenso Roald Dahl (tra gli autori più saccheggiati dal cinema) e lo ha fatto proprio, con i colori sgargianti e quel piglio surreale che da sempre contraddistinguono il suo cinema.
Fantastic Mr. Fox negli States è passato un po’ in sordina (totalizzando solo venti milioni di dollari al box office), ma la produzione si aspetta una risposta più positiva dal pubblico europeo, in genere più sofisticato rispetto a quello americano. La storia è quella di Mr Fox (in originale doppiato da uno strepitoso George Clooney), una volpe che si trasferisce a vivere in un albero con sua moglie, il figlio Ash e il nipotino Kristofferson, loro ospite. Sulla collina di fronte, hanno sede le tre aziende agricole più imponenti della zona, capeggiate da terribili proprietari con cui Mr. Fox dovrà vedersela dopo aver saccheggiato i loro depositi di polli, galline e sidro. Una favola atipica, per un regista altrettanto atipico, che così ha raccontato l’approccio alla tecnica dell’animazione a passo uno e quali sono stati i personaggi a cui si è ispirato.







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