Silvio forever: autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi

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Bello, bravo, piacente, uno che con le donne ci sa fare, e poi con una bella voce, ottimo chef, e anche “il miglior Presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto”, e “il maggior perseguitato dalla magistratura di tutte le epoche in tutto il mondo”. Faenza e Macelloni confezionano l’ennesimo documentario sul tema Berlusconi (dopo Videocracy e Draquila) utilizzando materiali di repertorio presi dalla Tv, dai giornali e dal web lasciandoli assolutamente inalterati e servendosi  dell’aiuto della voce di Neri Marcorè a rendere comprensibili le tracce audio inutilizzabili. L’intento è quello di offrire allo spettatore una ricostruzione di successi e scandali legati al nome di Berlusconi, utilizzando soltanto le parole pronunciate dal premier. Un premier che si loda e si imbroda senza provare alcuna pietà per chi lo ascolta.



Un bel collage di scemenze, non c’è che dire, e la cosa più amara è che sono tutte autoprodotte: dal “collegamento continuo con lassù grazie all’aiuto delle mie cinque zie suore” al ritratto che ne fa Indro Montanelli, definendolo come “il miglior piazzista che ci sia, che trascina con false promesse. Berlusconi è un uomo che ha risorse inimmaginabili, che ha della verità un concetto del tutto personale, per cui la verità è quello che dice lui. E a questa sicumera, forse a forza di dire bugie, ci crede…”. Ci sono dei picchi di assurdità (la visita al mausoleo che Mr B. si è fatto costruire nel giardino della villa di Arcore da parte del regista Ugo Gregoretti) per i quali molti di noi non saranno mai pronti, ma che sicuramente aiutano a dare concretezza (ancora di più?) al personaggio Berlusconi, che si autodefinisce “in odore di santità”..

Tutte (o quasi) le immagini che ci passano davanti agli occhi, le abbiamo già assorbite, elaborate, commentate. Nulla di nuovo, quindi, su questo fronte. Certo che vedersele così, tutte insieme, fa un certo effetto e può provocare, in alcuni soggetti particolarmente sensibili, attacchi di bile seguiti da un’avvilente rassegnazione: di fronte alla constatazione che Berlusconi è di fatto l’uomo che ha dominato la scena politica e imprenditoriale italiana degli ultimi venti anni, che questo piaccia o no. A nulla sono servite le manie di protagonismo, l’ego pari all’infinito che da sempre lo contraddistingue, la sua ironia grottesca che non fa ridere e il fatto di apparire fuori luogo in molte situazioni istituzionali (il famoso gesto “aspetta un attimo” fatto al cancelliere tedesco Angela Merkel al congresso Nato, tanto per dirne uno).  Per non parlare degli scandali sessuali, degli infiniti procedimenti penali che lo vedono coinvolto di cui si è perso il conto, delle leggi “ad personam” e di tutto il resto che conosciamo sin troppo bene. Tant’è: visto che è stato eletto, tocca tenerselo, almeno per il momento. Tornando al film di Faenza,  Silvio forever rimane un prodotto ben realizzato da chi di cinema ne mastica da anni, ma fallisce, nel momento in cui si concentra su una realtà già ampiamente conosciuta, raccontata e discussa, senza un velo di originalità.

Voto 5

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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