Video On Demand: in USA gli autori protestano

Di Carolina Tocci
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Una battaglia che va avanti già da un po’ soprattutto in territorio americano, quella sul VOD (Video On Demand), il servizio interattivo che permette agli utenti di fruire di un film o di un programma televisivo in qualunque momento lo desiderino attraverso la TV. Recentemente negli States la battaglia tra alcune major (Fox, Sony, Warner e Universal) e i professionisti del cinema si sta inasprendo sempre di più: se le prime infatti reputano il VOD uno strumento in grado di contrastare almeno in parte il dilagante fenomeno della pirateria, i secondi non vedono di buon occhio l’attivazione del servizio che prevede l’accorciamento dei tempi di attesa (i tradizionali quattro mesi) tra distribuzione cinematografica e Home Video. In sostanza il VOD permetterebbe agli utenti di vedersi il film nel salotto di casa a soli sessanta giorni dall’uscita in sala.

Ecco una parte della lettera aperta che ventitré tra registi e produttori hollywoodiani (tra cui James Cameron, Gore Verbinski, Robert Zemeckis, Guillermo del Toro, Robert Rodriguez, Michael Bay, Peter Jackson e Michael Mann) hanno firmato per impedire che il VOD prenda piede:



“Come parte cruciale di un business che lo scorso anno ha incassato quasi 32 miliardi di dollari per la vendita di biglietti cinematografici nel mondo, noi che facciamo parte della comunità creativa riteniamo che ora sia tempo per gli studios e le compagnie via cavo di rendersi conto che un modello di uscita per un servizio di premium Video On Demand che invada i confini dell’attuale window theatrical (questo il nome tecnico che indica il lasso di tempo tra la distribuzione in sala e quella in home video ndr) potrebbe irrevocabilmente danneggiare il modello finanziario della nostra industria cinematografica”.

Produttori e registi chiedono dunque alle major un tavolo di discussione sul tema: “Chiediamo di sederci a un tavolo. Vogliamo sentire i piani degli studios riguardo a come questo nuovo modello distributivo influenzerà il futuro di un’industria che amiamo. E fino a che questo accada, chiediamo che i nostri studios partner non minino in modo avventato l’attuale – e di successo – sistema di uscita dei film con una window distributiva sequenziale che incoraggia chi ama i film a vederli nello spazio migliore e più redditizio: le sale cinematografiche d’America”.

Nonostante l’agitazione, però, è partito comunque oggi negli Stati Uniti il servizio DirecTV’s Home Premium, che propone al pubblico film in modalità VOD al costo di trenta dollari a visione (una cifra spropositata, che non è assolutamente alla portata di tutti). La prima pellicola disponibile sarà Mia moglie per finta, la commedia con Adam Sandler e Jennifer Aniston distribuita da Sony Pictures e uscita nelle sale d’oltreoceano l’11 febbraio scorso. Attendiamo ulteriori sviluppi.

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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