Ghost Rider: Spirito di vendetta

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A cinque anni di distanza dal primo assolutamente obliabile episodio, perché non realizzarne un altro ancora peggio? Cambio della guardia alla regia, con rimpiazzo di Mark Steven Johnson con i più talentuosi Mark Neveldine e Brian Taylor (Crank), ma per Nicolas Cage non c’è stato nulla da fare: tenetevi dunque pronti a ritrovarlo anche in questo terrificante sequel. L’attore torna a vestire i panni del personaggio creato da Roy Thomas, Gary Friedrich e Mike Ploog nel 1972 per la Marvel: Johnny Blaze. In questo nuovo capitolo della saga, Johnny è ancora alle prese con la maledizione del cacciatore di taglie del diavolo e vive in solitudine in una remota località dell’est Europa. Ma dopo l’incontro con il leader di un gruppo di monaci ribelli, sembra disposto a tutto pur di salvare un ragazzino dalle grinfie del diavolo, e per  liberarsi una volta per tutte dalla maledizione che lo perseguita.



Se c’è un colpevole da accusare per la mancata riuscita di Spirito di vendetta è senza dubbio lo sceneggiatore David S. Goyer (che vanta collaborazioni di tutto rispetto: ha scritto a quattro mani con Christopher Nolan lo script di Batman Begins e de Il cavaliere oscuro, oltre ad essere autore della sceneggiatoura di Blade) che farcisce la pellicola di dialoghi ai limiti del ridicolo. Anche l’ambientazione è buttata lì senza un minimo di cura nei dettagli: sin dalle prime scene lo spettatore viene catapultato in una non meglio definita Europa dell’Est piuttosto scarna ed esile, non certo ai livelli del budget che la produzione aveva a disposizione (cinquantasette milioni di dollari). Non sono sufficienti un po’ di scene action, anche ben girate dai due registi, a risollevare le sorti di una pellicola che semplicemente non doveva essere realizzata. Violante Placido che interpreta il ruolo di una rom in tutta la sua espressività (?) poi, arricchisce il film di un ulteriore elemento trash (nel doppiaggio italiano sentirla sfoderare un accento “da zingara” non meglio definito fa sbellicare dalle risate), come se ne avesse bisogno, per non parlare del cameo del redivivo Christopher Lambert. C’è solo da augurarsi che le vicende del centauro tamarro e indemoniato si esauriscano qui.

Un consiglio: se proprio volete andare a vedere questo film, per qualche strana forza che verrà a scollarvi dal divano per catapultarvi davanti alla biglietteria del cinema, almeno risparmiate i soldi del 3D e accontentatevi di una visione bidimensionale.

Voto 2

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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