ParaNorman

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[Negli USA ParaNorman è uscito con un visto censura “PG” (Parental guidance suggested, Suggerito l’accompagnamento dei genitori) mentre da noi è stato considerato come “film per tutti”. ParaNorman contiene di fatto alcune scene che potrebbero non essere adatte ai più piccoli].

Dopo Coraline e la porta magica, gli Studios Laika hanno sfornato un nuovo gioiellino di animazione in stop-motion 3D. L’idea è partita dal co-regista Chris Butler, che si è fatto le ossa lavorando agli storyboard de La sposa cadavere e dello stesso Coraline, e che qui debutta nelle vesti di sceneggiatore. Cresciuto  a pane e cinema anni Ottanta, Butler ha farcito ParaNorman di numerose suggestioni provenienti dal suo immaginario (che ricalca quello di molti trenta-quarantenni di oggi): da I Gremlins a Scuola di mostri, passando per I Goonies e Scooby-Doo. Ed è proprio con un film sugli zombie che iniziamo a seguire la storia di Norman, un undicenne che vive nella cittadina di Blithe Hollow, sede trecento anni fa di una famosa caccia alle streghe. Norman ha un dono molto particolare: riesce a parlare con i morti. Nessuno, oltre al suo nuovo amico Neil, crede che ciò sia possibile, neanche la sua famiglia e per questo viene emarginato da tutti. Una via di fuga dalla realtà Norman la trova negli zombie che invadono la sua camera sotto forma di ogni tipo di gadget e che guarda costantemente in TV. Un giorno suo zio, che condivide con lui lo stesse capacità paranormali, lo informa che presto sarà l’anniversario della morte della strega e che i morti viventi arriveranno in città. Il nostro giovane eroe si troverà così a dover sfruttare al meglio i suoi poteri per fermare la maledizione e salvare Blithe Hollow e i suoi abitanti.

Chiaro omaggio al filone degli zombie-movie anni Settanta, con valanghe di riferimenti all’universo di John Carpenter e George A. Romero ed evidenti richiami burtoniani, ParaNorman non colpisce tanto per originalità (proprio come faceva Haley Joel Osment ne Il sesto senso, anche Norman “vede la gente morta”, oltre al fatto che temi quali la riscossa del nerd incompreso e la paura e la conseguente accettazione del diverso non odorano proprio di nuovo), quanto per il modo ironico e intelligente con il quale si pone nei confronti della vicenda che racconta. Dimostrando di conoscere a fondo i meccanismi della paura, ma anche quelli delle gag di stampo slapstick (alcune davvero esilaranti) Butler e Fell confezionano un prodotto divertente e di ottima qualità in cui l’attenzione per il ritmo narrativo e la meticolosità e la cura per la messa in scena rendono la loro creatura fantasiosamente realistica per essere un film di animazione. Ed è proprio questo l’aspetto che colpisce di più in ParaNorman: dal punto di vista del racconto, infatti, somiglia molto più a una pellicola live-action che non di animazione e si distingue per essere un perfetto ibrido tra i film a passo uno della vecchia scuola (da The Nightmare Before Christmas a Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro, passando per La sposa cadavere) e un prodotto all’avanguardia, come a voler dimostrare che la stop motion ha ancora molto da offrire, sia dal punto di vista tecnico che da quello del linguaggio.

Visivamente, poi, ParaNorman è puro piacere per gli occhi. Tutto è un po’ di traverso a Blithe Hollow: le case fatiscenti e l’architettura in stile coloniale, così come i suoi abitanti, Norman per primo, con lo sguardo triste e le spalle ricurve. I personaggi sono veri e propri caratteri e l’animazione è dettagliatissima sia nelle espressioni che nella gestualità. Con ambizioni ridimensionate rispetto a Coraline (anche per quanto riguarda il 3D), ParaNorman mescola sapientemente plastilina e manualità a effetti in CGI (come vi abbiamo raccontato QUI), divertendosi a giocare sul citazionismo selvaggio e a strizzare l’occhio al mondo nerd a cui fa il verso a ogni pie’ sospinto. Macabro e divertente, intelligente e visivamente appagante: andatelo a vedere!

Voto 8

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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