Berlino 64: i vincitori

Di Carolina Tocci
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Ha chiuso i battenti questa sera la 64esima edizione del Festival di Berlino. Ad aggiudicarsi il riconoscimento più ambito, l’Orso d’oro è stato il film Bai rin Yan Huo (Black Coal, Thin Ice) del regista cinese Diao Yinan.  Un premio doppio, in realtà, dato che al protagonista Liao Fan è stato assegnato anche l’Orso d’argento per il Miglior Attore. La storia raccontata da Yinan inizia nel 1999 quando in un piccola cittadina della Cina del nord, vengono scoperti una serie di cadaveri. Un terribile incidente occorso durante un tentativo di cattura del killer lascia due poliziotti a terra morti e un terzo gravemente ferito. L’agente sopravvissuto, Zhang Zili, viene sospeso dall’incarico ed è costretto ad andare a lavorare in una fabbrica come guardia di sicurezza. Cinque anni dopo, una nuova serie di omicidi. Aiutato da un ex collega, Zhang decide di investigare sul caso e scopre che le vittime sono collegate a Wu Zhizhen, una giovane donna che lavota in una lavanderia. Fingendosi cliente, Zhang comincia a osservarla e ben presto se ne innamora.

A Wes Anderson è andato invece il Gran Premio della Giuria, per The Grand Budapest Hotel, film di apertura della kermesse.

Premiato per la regia, Richard Linklater con Boyhood, pellicola molto apprezzata da pubblico e critica e data come favorita nella corsa all’Orso d’oro. Il film che racconta la vita di un tipico ragazzo americano, dall’infanzia fino all’ingresso al college è stato realizzato nell’arco di dodici anni. Le riprese erano infatti iniziate nel 2002 e da quel momento, ogni anno per alcune settimane, Linklater ha radunato lo stesso cast sia artistico che tecnico, per proseguire la lavorazione di un lungometraggio sui generis in cui la crescita dei personaggi e quella degli attori corrispondono.
Ecco l’elenco dei premiati, tra cui spiccano diversi titoli asiatici.

Orso d’oro per il miglior film:
Black Coal, Thin Ice di Diao Yinan

Orso d’argento Gran Premio della Giuria:

The Grand Budapest Hotel, di Wes Anderson

Premio Alfred Bauer per l’innovazione:
Aimer, boire, et chanter di Alain Resnais

Orso d’argento per la miglior regia:

Richard Linklater per Boyhood

Orso d’argento per la migliore attrice:
Takako Matsu per The Little House

Orso d’argento per il miglior attore:
Liao Fan per Black Coal, Thin Ice

Orso d’argento per la miglior sceneggiatura:
Dietrich Brüggemann e Anna Brüggemann per Kreuzweg

Orso d’argento per il miglior contributo tecnico:
Zeng Jian per la fotografia di Blind Massage

Premio per la migliore opera prima:
Güeros di Alonso Ruizpalacios

Panorama – Premio del Pubblico, fiction:

1° Difret di Zeresenay Berhane Mehari, Etiopia
2° The Way He Looks di Daniel Ribeiro, Brasile
3° Brides di Tinatin Kajrishvili, Georgia

Panorama – Premio del Pubblico, documentari:

1° Der Kreis di Stefan Haupt, Svizzera
2° Finding Vivian Maier, di John Maloof & Charlie Siskel, USA
3° Meine Mutter, ein Krieg und ich di Tamara Trampe & Johann Feindt

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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