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	<title>Movielicious &#187; Greta Gerwig</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Lady Bird</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2018 13:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle sale il racconto di formazione tutto al femminile diretto da Greta Gerwig e interpretato da Saoirse]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, 2017)<br />
Uscita: 1 marzo 2018<br />
Regia: Greta Gerwig<br />
Con: Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Timothée Chalamet<br />
Durata: 1 ora e 33 minuti<br />
Distribuzione: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/03/Lady-BIrd_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57336" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/03/Lady-BIrd_2.jpg" alt="Lady-BIrd_2" width="650" height="370" /></a></p>
<p><strong>Greta Gerwig</strong> e un film tutto suo. Dopo aver co-diretto insieme a Joe Swanberg, nel 2008, <em>Nights and Weekends</em>, con<em><strong> Lady Bird</strong></em> la sceneggiatrice, attrice e ora anche regista, da qualche anno protagonista della scena indie del cinema americano, compie il grande salto. E lo fa dirigendo un racconto di formazione esistenziale e malinconico e al contempo leggero, un Giovane Holden figlio della crisi economica ambientato in una città ruvida come Sacramento e interamente declinato al femminile.<br />
Siamo nel 2002, e Christine (<strong>Saoirse Ronan</strong>), studentessa che frequenta l&#8217;ultimo anno di un liceo cattolico, rifiuta il nome che le è stato dato, per usarne uno che si è scelto: Lady Bird. Odia Sacramento, la città in cui vive e dove non succede nulla, e sogna New York e le università della East Coast, anche se i suoi voti non sono sufficientemente alti per accedervi. Nella lotta per affermare le proprie scelte future, la asseconda il padre disoccupato (<strong>Tracy Letts</strong>), ma non la madre infermiera (<strong>Laurie Metcalf</strong>). In un contesto di incertezze, economiche, sociali e umane, Christine e la sua indole polemica si barcamenano così tra il rapporto con l’amica del cuore, quello piuttosto complicatocon mamma Marion e le prime deludenti esperienze sentimentali.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/03/Lady-Bird_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57337" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/03/Lady-Bird_1.jpg" alt="Lady-Bird_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Si è imposto in modo piuttosto netto all&#8217;interno della stagone dei premi questo <em><strong>Lady Bird</strong></em>, con <a href="http://www.movielicious.it/2018/01/08/golden-globes-2018-i-vincitori/" target="_blank">due Golden Globe</a> già vinti &#8211; Miglior Commedia e Migliore Attrice in una Commedia alla Ronan &#8211; e con <a href="http://www.movielicious.it/2018/01/23/oscar-2018-le-nomination-e-qualche-considerazione/" target="_blank">cinque candidature agli Oscar</a> (tra cui Miglior Film e Miglior Regia), nonostante sia una delle storie più semplici, archetipiche e collaudate all&#8217;interno di un genere piuttosto battuto come il <strong>coming of age</strong>. E il motivo di questo successo, è da ricercare nell&#8217;esuberante spontaneità e freschezza con cui Greta Gerwig è riuscita a descrivere e a far vivere le situazioni ai suoi personaggi. C&#8217;è una libertà emotiva e narrativa dietro la storia di <em><strong>Lady Bird</strong></em>, che la fa essere diversa dalla maggior parte dei ritratti adolescenziali che vediamo nei teen movie e, soprattutto, un cambio di prospettiva che consiste nel non far combaciare la crescita della protagonista e il suo realizzarsi attraverso la conquista del ragazzo giusto (come accadeva, ad esempio, in <em>Bella in rosa</em>). I tempi sono maturi dunque perché arrivi Christine a mostrare che il passaggio dall&#8217;adolescenza all&#8217;età adulta non deve necessariamente passare per l&#8217;amore, ma per esperienze più realistiche e non meno impegnative.</p>
<p>In un simile contesto, dove quel che conta è la ricerca della propria identità e di un riscatto da quel senso di oppressione sociale che attanaglia lei e la sua famiglia, è giusto che Chrirstine/Lady Bird non sia affatto perfetta: brillante sì, ma non sempre simpatica, a volte goffa, sicuramente supponente e determinata. Brava <strong>Saoirse Ronan</strong> a connotare il personaggio in questo senso, ancora di più lo è <strong>Laurie Metcalf</strong> nell&#8217;incarnare una figura di madre costretta a combattere con una figlia che, caratterialmente, è uguale a lei. E poi c&#8217;è la Gerwig, che dimostra ancora una volta di essere una sceneggiatrice matura e brillante. Certo, da qui a candidarla per la Miglior Regia&#8230; È un regalo eccessivo, quello concessole dall&#8217;Academy: nell&#8217;anno degli scandali sessuali che hanno coinvolto Hollywood, va anche bene voler inserire una donna tra i nominati in quella categoria ma, registicamente parlando, il <a href="http://www.movielicious.it/2017/10/27/detroit-recensione/" target="_blank"><em>Detroit</em></a> di Kathryn Bigelow appartiene a un altro livello di complessità e di preparazione tecnica che <strong>Greta Gerwig</strong> al momento non possiede.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Isle of Dogs, il trailer del nuovo film in stop-motion di Wes Anderson</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Sep 2017 15:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Arriverà nelle sale ad aprile 2018 e promette molto, ma molto bene.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/Isle_of_dogs.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56636" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/09/Isle_of_dogs.jpg" alt="Isle_of_dogs" width="920" height="584" /></a></p>
<p>A tre anni da <em><a href="http://www.movielicious.it/2014/04/09/grand-budapest-hotel/" target="_blank">Grand Budapest Hotel</a></em>, <strong>Wes Anderson </strong>riappare sulle scene con il primo teaser del suo nuovo progetto, in stop-motion, che arriverà nelle sale ad aprile 2018.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it">
<p dir="ltr" lang="en">Welcome to the <a href="https://twitter.com/hashtag/IsleofDogs?src=hash">#IsleofDogs</a> 3.23.18 <a href="https://t.co/wbVLtX9YGE">pic.twitter.com/wbVLtX9YGE</a></p>
<p>— Isle of Dogs (@isleofdogsmovie) <a href="https://twitter.com/isleofdogsmovie/status/910881075223609344">21 settembre 2017</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p>
<p>La Fox Searchlight ha infatti rilasciato il primo teaser di <em><strong>Isle of Dogs</strong></em> che tratterà dell&#8217;odissea di un ragazzo alla ricerca del suo cane.<br />
La seconda pellicola di animazione di Anderson dopo <a href="http://www.movielicious.it/2010/04/16/fantastic-mr-fox/" target="_blank"><em>Fantastic Mr. Fox</em></a> avrà delle voci d&#8217;eccezione tra cui quelle di <strong>Edward Norton</strong>, <strong>Bill Murray</strong>, <strong>Jeff Goldblum</strong>, <strong>Tilda Swinton</strong>, <strong>Frances McDormand</strong>, <strong>Bryan Cranston</strong>, <strong>Scarlett Johansson</strong>, <strong>Greta Gerwig</strong> e <strong>Liev Schreiber</strong>. Come il precedente <em>The Grand Budapest Hotel</em>, anche <strong><em>Isle of Dogs</em></strong> è prodotto da <strong>Scott Rudin, Steven Rales</strong> e <strong>Jeremy Dawson</strong>, insieme al regista stesso.</p>
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		<title>Jackie</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/03/03/jackie-recensione/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 16:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Gerwig]]></category>
		<category><![CDATA[John Hurt]]></category>
		<category><![CDATA[Natalie Portman]]></category>
		<category><![CDATA[Pablo Larraìn]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Sarsgaard]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, Cile 2016)<br />
Uscita: 23 febbraio 2017<br />
Regia: Pablo Larraín<br />
Con: Natalie Portman, Peter Sarsgaard, Greta Gerwig, John Hurt<br />
Durata: 1 ora e 31 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Jackie_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55567" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Jackie_1.jpg" alt="Jackie_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p><em>&#8220;Puisque le mythe vole du langage, pourquoi ne pas voler le mythe?&#8221;</em> &#8211; Roland Barthes</p>
<p>C&#8217;è un filo conduttore nettissimo che attraversa la produzione, oggi inarrestabile e proteiforme, di <strong>Pablo Larraín</strong>, ed è riscontrabile  nell&#8217;esigenza di scandagliare la Storia focalizzandosi sulla sua periferia e sulle sue ripercussioni nel quotidiano, un vero e proprio &#8220;cinema del retroscena&#8221; in grado di indagare il lato oscuro del Novecento, dagli inferi putrescenti di <em>Tony Manero</em> e di <em>Post mortem</em> alla transizione purgatoriale di <em><a href="http://www.movielicious.it/2013/05/07/no-i-giorni-dellarcobaleno/" target="_blank">NO</a></em> e de <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/26/il-club-recensione/" target="_blank">Il club</a></em>, tenendosi a debita distanza dai fenomeni che lo caratterizzarono e dalle personalità che ne furono protagoniste.</p>
<p>È a partire dal ritratto cubista di <a href="http://www.movielicious.it/2016/10/12/neruda-recensione/" target="_blank"><em>Neruda</em></a>, tuttavia, che nel discorso del cineasta di Santiago qualcosa inizia a cambiare sensibilmente, per coinvolgere direttamente nell&#8217;orizzonte degli eventi quel livello macrostorico finora solamente suggerito e trasfiguratosi mostruosamente nelle sue insignificanti vittime e nei suoi piccoli carnefici, un&#8217;evoluzione che molti hanno superficialmente etichettato come un excursus nel genere biografico e che in realtà rappresenta il nuovo grado di sofisticazione di una poetica caleidoscopica eppure coerentissima che identifica nel passato &#8211; come diceva Hartley &#8211; una intangibile, inattendibile &#8220;terra straniera&#8221;.</p>
<p>E se il poeta di Parral assurgeva a statura epica attraverso una serie di peripezie fra il diario e la metanarrazione, in un corto circuito costante tra il fatto e la sua reinvenzione, Larraín compie la medesima operazione su chi del Secolo breve è stato fra i più diretti ed enigmatici testimoni, quell&#8217;icona a metà tra il folklore e la tragedia diventata nel corso degli anni &#8211; citando le parole dell&#8217;autore &#8211; la più sconosciuta donna famosa dell&#8217;era moderna, trasformandola nel tramite ideale e controverso fra l&#8217;effettività della cronaca e la mistificazione del culto.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Jackie_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55568" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Jackie_2.jpg" alt="Jackie_2" width="675" height="451" /></a></p>
<p><em><strong>Jackie</strong></em> è quindi, al pari di <em>Neruda</em>, un&#8217;opera di pura mitopoiesi e una riflessione sulla natura stessa del racconto e delle sue implicazioni etiche, sulla necessità della finzione come antidoto all&#8217;impermanenza dell&#8217;esistenza e alla persistenza delle cose. Nella visione d&#8217;insieme, i quattro giorni successivi all&#8217;assassinio del 35° Presidente degli USA fungono da fondamenta per la genesi della grande tradizione americana e da preludio all&#8217;illusione arcadica con cui ancora adesso si fa coincidere il triennio kennediano, ma l&#8217;intento non è né ipocritamente agiografico, né maliziosamente revisionista, bensì profondamente decostruttivo e scompositivo, l&#8217;esame autoptico di un&#8217;élite di uomini e donne in procinto di innalzarsi a levatura divina.</p>
<p>Il metodo con cui Larraín si avvicina alla materia, perciò, non può che essere prettamente non-lineare e antinarrativo, affidato alla giustapposizione di diversi piani espositivi, dall&#8217;intreccio delle due conversazioni private lungo le quali l&#8217;ex-First Lady si confessa, laicamente, al giornalista Theodore H. White (<strong>Billy Crudup</strong>) e, religiosamente, a un anziano prete cattolico <a href="http://www.movielicious.it/2017/01/28/e-morto-john-hurt/" target="_blank">(</a><strong><a href="http://www.movielicious.it/2017/01/28/e-morto-john-hurt/" target="_blank">John Hurt</a></strong>, qui al suo ultimo ruolo) allo special della CBS che permise ai telespettatori di tutta l&#8217;America di inoltrarsi insieme a lei negli interni presidenziali. Divagazioni che servono da punteggiatura al resoconto del disorientamento individuale e collettivo, tra le surreali, fantasmatiche camminate di Jackie in una <strong>Casa Bianca</strong> deserta, le tappe del suo progressivo isolamento dovuto al repentino insediamento di Lyndon Johnson (<strong>John Carroll Lynch</strong>) e le obbligatorie cerimonie di rito con cui l&#8217;establishment volle sbarazzarsi in fretta e furia di JFK.</p>
<p>Plasmando e destrutturando la fabula con un uso vertiginoso del flashback e dell&#8217;ellissi, il regista cileno rifiuta l&#8217;approccio immediato e scolastico del biopic convenzionale per fare della sua eroina un coacervo di incongruenze e di contraddizioni, una comprimaria del potere ritrovatasi improvvisamente sotto i riflettori del mondo e guidata ora dalla ragion di Stato, ora dal narcisismo, immortalata ora nel vortice disordinato del dolore segreto, ora nella frigida compostezza del lutto istituzionale.</p>
<p>È così che Larraín evade, spiazzando e riadattando per la prima volta una sceneggiatura &#8211; premiata a Venezia &#8211; non sua, dai limiti del progetto su commissione, sorretto dalla monumentale interpretazione di una diafana, esangue e straordinariamente mimetica <strong>Natalie Portman</strong>, inserisce a pieno titolo nel suo immaginario e fa sua una figura apparentemente assai lontana dai suoi contesti abituali, rendendola, come Neruda, un individuo fallibile che affronta il declino costruendosi da solo la propria leggenda, e la coordinatrice di un colossale spettacolo della morte che, agli antipodi di quello sberleffo dissacrante che il René Saavedra di <em>NO</em> architettava per convincere il Cile ad abbracciare un futuro di libertà, cerca disperatamente di sublimare e di perpetuare il momento contro l&#8217;incedere dell&#8217;oblio.</p>
<p>Tutto concorre, dagli archi ubriachi e minimali di <strong>Mica Levi</strong> (<em>Under the Skin</em>) alla fotografia alabastrina di <strong>Stéphane Fontaine</strong> (collaboratore di fiducia di Jacques Audiard), alla creazione di un reame vago, incorporeo e fasullo quanto la Camelot arturiana, evocata in colonna sonora dall&#8217;omonimo musical tanto amato dai Kennedy, modello impossibile per una classe dirigente che, probabilmente, il mondo avrebbe voluto rivoluzionarlo davvero, ma che il destino e le circostanze hanno reso soltanto le &#8220;belle facce&#8221; della Storia.</p>
<p>Perché questo, sostanzialmente, è <strong><em>Jackie</em></strong>, una meditazione dolente, rassegnata e dall&#8217;enorme impatto emotivo sulla fuggevolezza, sulla labilità e sulla crudeltà del Tempo che passa, della Memoria che ineluttabilmente sfuma, di ciò che, insomma, ci resta mentre la vita va avanti senza di noi, come le laconiche targhe commemorative affisse alle porte, le tombe e i manichini in tailleur che cominciano ad affollare le vetrine nel corso di un crescendo straziante che chiude l&#8217;unica prova di autentica sincerità e di lucida introspezione da parte del cinema statunitense di questa stagione &#8211; ironico, se si considera la provenienza del suo artefice -, un capolavoro irrinunciabile e uguale a nient&#8217;altro che conferma Pablo Larraín come la voce e, soprattutto, lo sguardo più originale e geniale della sua generazione.</p>
<p>Voto <strong>9</strong></p>
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		<title>Il piano di Maggie &#8211; A cosa servono gli uomini</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/06/29/il-piano-di-maggie-a-cosa-servono-gli-uomini-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 09:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Greta Gerwig, Ethan Hawke e Julianne Moore nella commedia di Rebecca Miller sulle imprevedibili complessità]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Maggie&#8217;s Plan, USA 2015)<br />
Uscita: 29 giugno 2016<br />
Regia: Rebecca Miller<br />
Con: Greta Gerwig, Julianne Moore, Ethan Hawke<br />
Durata: 1 ora e 38 minuti<br />
Distribuito da: Adler Entertainment</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Maggies_Plan_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53407" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Maggies_Plan_1.jpg" alt="Maggie's_Plan_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Divertente, romantico e malinconico, perfettamente a metà tra Woody Allen e Noah Baumbach (da cui ha peso in prestito la musa), <em><strong>Il piano di Maggie</strong></em> irrompe nelle sale in un periodo dell&#8217;anno non congeniale. Ed è un peccato perché si tratta di una commedia sofisticata da ottobre pieno, che meriterebbe più attenzione. Prendendo spunto da una delle quattro storie contenute in <strong><em>A cosa servono gli uomini</em></strong> di Karen Rinaldi (appena pubblicato in Italia da Rizzoli), <strong>Rebecca Miller</strong> (se ve lo state chiedendo, sì, è la figlia di Arthur ed è anche la moglie di Daniel Day Lewis) confeziona un film acuto e brillante, profondo e delicato, che rivisita temi ampiamente battuti con un guizzo in più e un&#8217;ironia dirompente che non può che conquistare.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Maggies_Plan_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53408" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Maggies_Plan_2.jpg" alt="Maggie's_Plan_2" width="680" height="478" /></a></p>
<p><strong>Greta Gerwig</strong> è Maggie Hardin, un&#8217;allegra e affidabile trentenne newyorkese, che lavora come insegnante. La sua vita Maggie è pianificata e organizzata fin nel più minimo dettaglio e anche la sua decisione di avere un figlio da sola, rientra nei suoi programmi. È a questo punto che conosce John Harding (<strong>Ethan Hawke</strong>), uno scrittore/antropologo in crisi matrimoniale, infelicemente sposato con Georgette Nørgaard (<strong>Julianne Moore</strong>), brillante professoressa universitaria danese. Mentre i suoi amici Tony e Felicia (<strong>Bill Hader</strong> e <strong>Maya Rudolph</strong>), stanno a osservare sarcasticamente dalle retrovie, la vita di Maggie, si intreccia con quella di John e Georgette, dando vita a un divertente quanto inaspettato triangolo amoroso.</p>
<p>La Maggie di Greta Gerwig non ha nulla da invidiare alla <em><a href="http://www.movielicious.it/2014/09/10/frances-ha/" target="_blank">Frances-Ha</a></em>, né alla Brooke Cardinas di <a href="http://www.movielicious.it/2016/04/10/mistress-america-recensione/" target="_blank"><em>Mistress America</em></a>. Anche lei è un&#8217;eroina dei nostri giorni, hippie e funky al punto giusto con quei cappelloni di lana e i collant colorati, svampita ma con un forte senso etico e un&#8217;energia contagiosa. L&#8217;attrice, nell&#8217;ennesimo ruolo da <strong>outsider</strong> che le calza a pennello, imperfetta e incredibilmente vera, divide la scena con un Ethan Hawke inappuntabile nel ruolo del maschio intorpidito e semi-apatico, vittima delle macchinazioni femminili, e con un&#8217;esilarante Julianne More (che nella versione originale ha uno spassoso accento danese) alle prese con un personaggio dall&#8217;emotività compromessa. Così una storia di ordinaria manipolazione sentimentale diventa un fresco spaccato di vita che ha il pregio di non scadere nella banalità.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Il Piano di Maggie, il trailer italiano</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/06/07/il-piano-di-maggie-il-trailer-italiano/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2016 15:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ethan Hawke e Julianne Moore]]></category>
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		<description><![CDATA[Greta Gerwig, Ethan Hawke e Julianne Moore nella commedia di Rebecca Miller. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Il_Piano_Di_Maggie.jpg"><img class="wp-image-53211" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Il_Piano_Di_Maggie-1024x682.jpg" alt="_MG_1925.CR2" width="600" height="400" /></a></p>
<p>È stato rilasciato in rete il primo trailer italiano de <strong><em>Il Piano di Maggie</em></strong>, nuovo film scritto e diretto da <strong>Rebecca Miller</strong> (<em>Proof</em>) con <strong>Greta Gerwig, Ethan Hawke </strong>e<strong> Julianne Moore</strong>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/MFA8__taDXU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La pellicola, presentata al TIFF, al Sundance e al New York Film Festival, segue la storia di Maggie (Gerwig), una professoressa newyorkese che decide di far nascere e crescere un bambino da sola. Il suo percorso si incrocerà in seguito con Mr. Right (Hawke), un collega sposato con cui inizierà una storia d’amore. Anche se ha lasciato la moglie per lei, Maggie sentirà che la relazione non può funzionare, e deciderà di far ricongiungere il suo amato con l’ex moglie (Moore).</p>
<p><strong><em>Il Piano di Maggie </em></strong>arriverà nelle nostre sale il 30 giugno.</p>
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