Sacro e profano

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Nanni Moretti presenta Madonna. E’ solo l’ultimo dato incredibile su un film incredibile, che dopo aver ricevuto applausi a Berlino è ingiustamente caduto nel dimenticatoio, rimanendo vittima dei preconcetti sulla sua illustre regista. Esce ora in Italia grazie alla Sacher, che si affida al nome della regina del pop ma, di nuovo incredibile, soprattutto alla qualità di questa opera prima di Lady Ciccone. La storia è quella di tre coinquilini: una farmacista che sogna di andare in Africa, una ballerina che sopravvive spogliandosi, e un Ucraino che quando non fa musica prende soldi per farsi leccare gli stivali di pelle. Ognuno, insomma, è affaccendato a rincorrere il proprio sogno facendo altro. Il finale è positivo e di speranza, e la morale viene raccontata dallo sguardo in camera di A.K., uno strepitoso Eugene Hutz. Il frontman dei Gogol Bordello ha stretto un sodalizio artistico con Madonna già da qualche tempo, con frutti evidentemente ottimi.



Madonna si riserva il controllo totale su tutto il prodotto: scrive, cura la scenografia, dirige, sceglie la colonna sonora e ci infila persino delle canzoni sue (con tanto di omaggio a Britney Spears). Soprattutto, rende i personaggi nient’altro che espressioni della propria strabordante personalità. Se lei è Madonna e tutto può, bisogna riconoscerle che non sbaglia un colpo: nulla in Sacro e profano (ma ci piace di più il titolo originale: Filth And Wisdom) è lasciato al caso. E alla fine non si può che convenire sul fatto che sì, la regina del pop sa fare anche la regista. Certo: sul film aleggia lo spettro della sindrome da prima della classe. Citazioni colte, sequenze volutamente complicate dalla volontà di fare un film da “regista impegnata”, qualcosa di superfluo qua e là: ma occorre tenere a mente che è un’opera prima, e di sicuro una delle più brillanti che ci sia capitato di vedere negli ultimi anni.

Voto 7

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Francesco Bernacchio

Appassionato di pop a trecentosessanta gradi, ama il cinema d'evasione, l'animazione e i film che non durino più di due ore.

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