Limitless

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Eddie Morra (Bradley Cooper) è uno scrittore che soffre di un un blocco creativo cronico. La casa editrice per cui lavora gli commissiona un libro di cui, a pochi giorni dalla consegna, Eddie non ha scritto neanche una parola. La sua vita cambia improvvisamente quando un vecchio amico gli fa scoprire un nuovo farmaco rivoluzionario che permette di aumentare al massimo le capacità intellettive di chi lo assume. E funziona: Eddie raggiunge il successo e la fama in poco tempo, ma presto scopre che il farmaco che sta assumendo è una vera e propria droga con effetti letali.



In Matrix Morpheus metteva Neo davanti a una scelta:”Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio”. In Limitless la scelta di Bradley Cooper si riduce a prendere o meno l’NZT, questa pillolina trasparente e miracolosa. Il regista Neil Burger, dopo aver diretto l’ambiguo The illusionist, compie il salto di qualità con questo intrigante e  schizzato thriller fantascientifico, scommettendo sul suo protagonista. In un primo momento a interpretare il personaggio di Eddie doveva essere ShiaShia LaBeouf, ma in seguito a un incidente stradale ha dovuto cedere il suo ruolo. Così l’affascinante Bradley Cooper, il figo della cricca di Una notte da leoni e il tenente Templeton “Sberla” Peck di A-Team ha avuto la sua occasione per essere promosso da protagonista belloccio di pop-corn movie ad attore di un certo livello. E non l’ha gettata al vento. Carismatico e affascinante quando il suo Eddie Morra è sotto l’effetto del NZT, squallido e introverso, quando non lo è.

Tratto dal romanzo di Alan Glynn The Dark Fields, Limitless sorprende non solo per un cast di tutto rispetto (al fianco di Cooper, la bravissima Abbie Cornish, qui alla prova con un altro amore tormentato dopo Bright Star, e l’ultimamente svenduto ma sempre adeguato Bob De Niro), ma per un utilizzo degli effetti visivi funzionale alla vicenda che si dipana senza sosta. Neil Burger adotta uno stile registico dinamico e spettacolare, che connota la pellicola donandole personalità e ironia. Oltre a dotarla di un finale, è proprio il caso di dirlo, plitically uncorrect.

Voto 7

Qui trovate la nostra intervista a Bradley Cooper.

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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