Al Festival amori borderline e spy stories

Di Carolina Tocci
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Sesto giorno di festival, con un caldo umido che più che a Venezia sembra di stare in Cambogia, anche se fortunatamente stamattina ha iniziato a piovere. Ieri sera è stato presentato alla stampa il film di Todd Solondz, Dark Horse. Applausi non omogenei si sono levati dalla sala in cui la pellicola è stata proiettata, ma con Solondz c’era da aspettarselo. Il controverso autore di Palindromes e Life During Wartime, entrambi a Venezia nelle precedenti edizioni della kermesse, sembra aver accantonato momentaneamente gli aspetti più mostruosi e disturbanti che rimpinzavano i suoi lavori precedenti, in favore di una cinica e irriverente comicità. Con Dark Horse (termine sportivo utilizzato negli States per indicare il team che non gode del favore dei pronostici, quello su cui si scommette rischiando il tutto per tutto, se si vuole vincere forte) il controverso regista porta al Festival la storia di un ragazzo sulla trentina con la sindrome di Peter Pan, che si innamora di una coetanea con lo stesso problema. Per lei dovrà abbandonare la sua adorata cameretta in cui vive da quando era al college: facile a dirsi ma non a farsi. Protagonista, il semisconosciuto Jordan Gelber, visto finora soltanto in alcune puntate delle serie tv Boardwalk Empire e Law & Order. Al suo fianco una convincente Selma Blair Selma Blair, oltre a star del calibro di Mia Farrow e Christopher Walken.



Mentre eravao in sala a vedere il film di Solondz, sul red carpet hanno sfilato i protagonisti della giornata di ieri del festival: Al Pacino ha calcato il tappeto rosso con la sua fidanzata Lucila Sola e la sorprendentemente brava Jessica Chastain per Wilde Salomé, seguiti dal cast di Terraferma, primo film italiano In Concorso diretto da Emanuele Crialese con Beppe Fiorello e Donatella Finocchiaro.

Una pellicola asciutta e feroce, Terraferma, che racconta la storia di una famiglia di pescatori in un’isola siciliana, che improvisamente si trova a dover affrontare il dramma dell’immigrazione clandestina. Crialese racconta attraverso la poesia delle immagini la tragedia degli sbarchi visti con gli occhi dei pescatori, divisi tra sentimenti contrastanti di solidarietà e paura di ciò che è diverso e sconosciuto. Un’altra ottima prova del regista di Respiro e Nuovomondo, avvalorata dall’interpretazione di una struggente Donatella Finocchiaro nei panni di una madre vedova alle prese con un figlio poco più che adolescente.

Ottima, poi, l’accoglienza che la stampa ha riservato questa mattina a Tinker, Taylor, Soldier, Spy (in Italia uscirà a gennaio con il titolo La Talpa). La pellicola di Tomas Alfredson (già autore dello splendido e delicato Lasciami entrare), presentata In Concorso oggi alla Mostra, è interpretato da Gary Oldman, Tom Hardy, Colin Firth, Mark Strong e Ciaran Hinds, e racconta la storia di George Smiley (il camaleontico e sempre più bravo Gary Oldman), un ex agente del MI6 alla soglia della pensione, alle prese con la nuova vita fuori dai servizi segreti. Ma prima di godersi il dovuto riposo, viene incaricato di scovare una talpa tra i membri dei servizi segreti britannici, che si sospetta essere una spia sovietica. L’agente è così costretto a rientrare nel torbido mondo dello spionaggio, con l’incarico di scoprire quale tra i suoi ex colleghi abbia deciso di tradire lui e il suo paese. Ambientato negli anni Settanta, in piena guerra fredda, Tinker, Taylor, Soldier, Spy cattura lo spettatore portandolo a identificarsi col protagonista in uno sviluppo narrativo in cui tutti sono i potenziali cattivi: due ore di cinema serrato, teso e convincente.

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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