Il Blasco infiamma il Festival

Di Carolina Tocci
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La vita spericolata di Vasco Rossi è sbarcata a Venezia, ma lui, come è noto, non c’era. Questa storia qua, dei due debuttanti ventottenni Alessandro Paris e Sibille Righetti, figlia di un amico di infanzia del rocker, ripercorre le tappe fondamentali del cantante di Zocca, (“il paesello natio”, lo chiama lui), tra quei boschi che amava esplorare da ragazzo insieme con gli amici d’infanzia, e il grande successo che non l’ha più abbandoato. Foto di famiglia, filmini girati in super 8, interviste ad amici e colleghi che hanno assistito e partecipato alla crescita artisctica e umana di Vasco, e poi le sue canzoni più belle, da Albachiara a Vita spericolata a Liberi Liberi. Un documento toccante e commovente alla cui presentazione non potevano mancare i fan del Blasco nazionale, arrivati al Lido in pullman e accampati accanto alle transenne del red carpet sin dalla mattinata di ieri. Tra l’altro mentre ieri sera Questa storia qua veniva proiettato in Sala Grande, in duecento cinema sparsi sul territorio nazionale, sold out da diversi giorni, centinaia di persone vivevano le stesse emozioni, assistendo al film in contemporanea con il pubblico veneziano.

Il rocker si è tenuto alla larga dal Festival, ma non certo dalle polemiche, che non sono mancate. Se l’è presa con il Sottosegretario alla presidenza del consiglio Giovanardi, promotore di un cortometraggio intitolato La vita e, presentato ieri mattina al Festival. Vasco ha utilizzato ancora una volta la propria pagina Facebook per diffondere le proprie idee scrivendo che: “Giovanardi si è inventato uno spot tv in cui una bella donna si trasforma in un vampiro che morde un ragazzo, con piccolo quantitativo di maria al collo, e rappresenta in questo modo la droga che ti uccide. Ma non e’ mai morto nessuno a causa di uso o abuso di maria! I radicali a Venezia stanno manifestando contro questo spot oltretutto misogino, odia pure le donne Giovanardi se le vede come vampiri”. Di pronta risposta, il Codacons ha deciso di rivolgersi alla Polizia Postale, chiedendo la chiusura della pagina Facebook del cantante.



Ironia della sorte, nel 1996 Vasco calpestava il tappeto rosso proprio qui a Venezia al fianco di Roman Polanski, allora Presidente di giuria, che aveva appena girato uno dei suoi videoclip, Gli angeli. Oggi, per motivi differenti, sono etrambi assenti e allo stesso tempo protagonisti di questa edizione della kermesse.

Ma sul red carpet ieri sera è stata riservata un’accoglienza con i fiocchi anche al cast di Tinker, Tailor, Soldier, Spy (il titolo è una filastrocca) di Tomas Alfredson. Un tifo da stadio ha accolto Colin Firth e signora, la produttrice italiana Livia Giuggioli (bellissima, peccato per l’abbinamento del grigio perla dell’abito con il verde acceso delle scarpe), Gary Oldman con la moglie, la fotografa e modella Donya Fiorentino, Benedict Cumberbatch and John Hurt. Colin Firth era il più elegante (che novità), e nonostante il broncio iniziale con il quale è sceso dall’auto che lo ha accompagnato sul red carpet, si è trattenuto ben oltre il tempo concesso per firmare autografi e a farsi fotografare.

Non meno chic la coppia formata da Gary Oldman e Donya, lui con tanto di baffetto da commissario Gordon (è ancora impegnato sul set di The Dark Knight Rises di Christopher Nolan) e lei in un elegantissimo abito nero.

Ma la vera sorpresa ce l’hanno regalata Massimo Boldi e Rocco Siffredi, la coppia improbabile che è apparsa improvvisamente catturando l’attenzione di tutti. Boldi ha trovato un’ottimo momento per presentare il suo nuovo collega, dato che il pornodivo sarà in  Natale con i miei, nuovo film di natale di Cipollino e Biagio Izzo. Insomma, basta con le gnocche, ci penserà Rocco a fargli vincere la sfida con il suo ex compagno De Sica.

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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