Robert Downey Jr. in difesa di Gibson

Di Carolina Tocci
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E’ proprio vero che la vita è una giostra: ne sa qualcosa Mel Gibson che venerdì scorso è salito sul palco degli American Cinematheque Award per consegnare il premio a Robert Downey Jr. I due si conoscono da trent’anni e all’inizio degli anni Novanta Gibson aveva fatto di tutto per aiutare l’amico Robert che non navigava in buone acque ed era afflitto da gravi problemi di alcool e droga. Ora i ruoli sembrano essersi invertiti e Downey Jr. ha avuto la sua occasione per ricambiare il favore che Gibson gli aveva fatto anni prima. “Ho chiesto a Mel di presentare questo premio per una ragione: quando non riuscivo a restare sobrio, mi ha detto di non perdere le speranze e incoraggiato a trovare la mia fede. Mi ha messo un tetto sopra la testa e cibo sul tavolo e, cosa più importante, ha detto che se avessi accettato la responsabilità delle mie cattive azioni e avessi abbracciato il cactus, la parte brutta della mia anima, abbastanza a lungo sarei diventato un uomo”.

Un discorso toccante che non ha lasciato indifferenti registi, produttori e il resto dei presenti, terminato con queste parole: “Vorrei chiedervi di unirvi a me, a meno che non siate senza peccato e allora siete nell’industria sbagliata, nel perdonare al mio amico i suoi peccati e nell’offrirgli la stessa occasione che avete dato a me. Ha abbracciato il cactus abbastanza a lungo”. Poi è seguito un applauso scrosciante e le lacrime di un Gibson visibilmente commosso. Riuscirà a sfruttare questa seconda opportunità?



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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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