Visti al Festival

Turn Me On, Goddammit! (da www.binarioloco.it)

Scheda
(Id, Norvegia 2011)
Uscita: non disponibile
Regia: Jannicke Systad Jacobsen
Con: Helene Bergsholm, Matias Myren, Julia Schacht
Durata: 1 ora e 16 minuti

Vincitore del Premio del Pubblico al Tribeca Film Festival 2011, Turn Me On, Goddammit! (perla donataci dalla sezione più cool del Festival, Extra, di Mario Sesti) narra la storia di Alma, splendida adolescente norvegese in piena crisi ormonale che, a causa di un fortuito quanto divertente (per il pubblico, tragico per la diretta interessata) incidente di percorso che vede coinvolto il bello della scuola, si vede trasformata in paria da un giorno all’altro. La sagace ed esuberante fanciulla deciderà di combattere l’opinione pubblica (amiche e compagni di scuola) a modo suo. Ciò darà vita ad uno tsunami di eventi, un’escalation tragicomica che vedrà protagonisti tutti gli abitanti dell’ameno villaggio, dall’anziana spiona che potrebbe essere assunta dalla CIA sulla fiducia, sino alle due sorelle (intellettuale ed impegnata la mora, frivola e civettuola la bionda), passando attraverso la figura della madre per giungere, dulcis in fundo, all’irresistibile cagnolino!

La giovane documentarista Jannicke Systad Jacobsen ha regalato al pubblico di Roma la più bella, la più autentica e dirompente visione del sesso tra adolescenti, condensata in questo suo ottavo lavoro (il primo di fiction) che brilla per leggerezza ed equilibrio narrativo. Eccezionale il casting, condotto nelle scuole norvegesi, dal quale è stata scelta la perfetta interprete per il ruolo di Alma, la studentessa Helene Bergsholm, alla sua prima apparizione cinematografica…anche se non lo direste mai.

Come nel fortunato Juno di Jason Reitman (presentato a Roma nel 2007 e vincitore del Marco Aurelio per il Miglior Film), ciò che immediatamente avvince lo spettatore è il sarcastico (mortalmente divertente!) microcosmo in cui i personaggi si trovano ad agire ed a subire il proprio periferico destino. Una specie di palla di vetro piena di neve, ove ogni elemento è bollato come terribilmente noioso (i primi venti minuti del film, in cui i noiosi elementi del paesaggio vengono minuziosamente descritti, meritano da soli il prezzo del biglietto. Le bimbe saltellanti e le pecore su tutti). In conclusione, siamo di fronte ad una notevole prova e non resta che sperare nella lungimiranza degli esercenti-distributori italiani, affinché mettano da parte le proprie rigidezze e decidano di far uscire il film nelle sale.

Recensione a cura di Massimo Frezza

Butter

Scheda
(Id, USA 2010)
Uscita: non disponibile
Regia: Jim Field Smith
Con: Jennifer Garner, Ashley Greene, Hugh Jackman
Durata: 1 ora e 31 minuti

Vi segnaliamo un’altra pellicola alla ricerca di distribuzione, Butter, divertente commedia diretta da Jim Field Smith e interpretata da Jennifer Garner (che è anche produttrice della pellicola), Olivia Wilde, Hugh Jackman e Ashley Greene, presentata In Concorso questa mattina.

La vicenda è ambientata in una non meglio identificata cittadina del Midwest, dove Destiny, una bambina di undici anni che viene data  continuamente in adozione a famiglie diverse, scopre di avere un talento particolare nel realizzare sculture di burro. Ma sarà costretta a confrontarsi con l’ambiziosa Laura Pickler (Jennifer Garner) per il titolo di campione per il miglior scultore di burro, durante l’annuale concorso locale, vinto precedentemente da Bob Pickler il marito di Laura.

Con pungente ironia alternata a momenti di sano buonismo americano, Butter demolisce in modo sarcastico le sovrastrutture religiose e sociali su cui buona parte degli integralisti cattolici americani basano le loro vite: fede, ipocrisia, integralismo e apparenze da salvare ad ogni costo. Lo spaccato di America che ne viene fuori è divertente e originale e la Garner interpreta uno dei suoi personaggi più riusciti. Sgradevole e odiosa, la sua Laura è la perfetta incarnazione della repubblicana bigotta e ambiziosa che quando scopre il tradimento del marito con una squillo sboccata e volgarotta (Olivia Wilde, che in Butter riesce ad essere più simpatica che bella) scende in campo in prima persona pur di riuscire a mantenere i privilegi sociali di cui ha finora beneficiato. Delizioso anche il camero di Hugh Jackman, qui nei panni di un rude proprietario di una concessionaria d’auto nonché ex compagno di scuola e vecchia fiamma di Laura, disposto ad aiutarla con ogni mezzo a vincere il concorso.

Voto 7

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