Il cinema italiano trionfa a Berlino

Di Carolina Tocci
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La 62esima edizione del Festival di Berlino si è conclusa ieri regalando notevoli soddisfazioni ai film italiani presenti alla kermesse. I fratelli Paolo e Vittorio Taviani hanno vinto l’Orso d’oro  per Cesare deve morire, dedicando il premio ai carcerati che sono stati i protagonisti della docufiction girata a Rebibbia, basata sul dramma scespiriano Julius Caesar. “Questo premio ci dà gioia soprattutto per chi ha lavorato con noi. Sono i detenuti di Rebibbia guidati dal regista Fabio Cavalli che li ha portati al teatro. Questi detenuti-attori hanno dato se stessi per realizzare questo film”, ha dichiarato Paolo dopo che la giuria ha annunciato il verdetto. Un premio importante, che non veniva assegnato a una pellicola italiana da ormai ventuno anni (non succedeva dal 1991, con La casa del sorriso di Marco Ferreri). Cesare non deve morire racconta la storia di una pièce teatrale, ambientata nel carcere di massima sicurezza romano, che prende forma pian piano sotto la regia di Fabio Cavalli, da anni sul campo con i detenuti in altri progetti di questo tipo.



Diaz, Non pulire questo sangue di Daniele Vicari con Elio Germano e Claudio Santamaria è l’altro film italiano premiato a Berlino, a cui è andato il riconoscimento del pubblico nella sezione Panorama. La pellicola racconta i fatti avvenuti durante il G8 di Genova nel 2001, soffermandosi in particolare sulla notte del 21 luglio 2001 quando, scoccata la mezzanotte, quattrocento poliziotti fecero irruzione nella scuola Diaz, massacrando i ragazzi che dormivano al suo interno. Una ricostruzione accuratissima che Vicari ha potuto realizzare vagliando centinaia di filmati amatoriali che contenevanoparte delle immagini di repertorio utilizzate nel film e studiando i documenti processuali relativi al caso. “Dedico questo premio al cinema italiano a cui sta tornando finalmente la forza di raccontare cosa davvero accade in questo paese” è stato il commento di Vicari riguardo al premio vinto.

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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