Il lato oscuro di Cannes

Di Carolina Tocci
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Non è tutto lustrini e paillettes, il festival considerato allo stesso tempo il più glamour e  impegnato di tutti, visto che anche Cannes nasconde qualche segreto. A svelarlo, il magazine canadese Macleans.ca, che in un articolo ha rivelato che la Alliance Films, società che distribuisce Killing Them Softly e On The Road, pellicole entrambe In Concorso in questa 65° edizione del Festival, avrebbe dato ai giornalisti canadesi appena arrivati a Cannes, una sorta di prezzario in cui venivano indicate le cifre da pagare per ottenere interviste con i vari attori. Secondo quanto riportato da Macleans, si va da 1.200 euro per un incontro con Kristen Stewart, tra i protagonisti di On The Road, fino a 2.500 euro per un’intervista di venti minuti con Brad Pitt: naturalmente i prezzi oscillano a seconda del tipo di intervista (se in gruppo o singola). La Alliance Films si è immediatamente giustificata tirando in ballo gli ingenti costi che la trasferta a Cannes comporta e dicendo che la sua unica intenzione era quella di facilitare gli incontri  per i giornalisti con quelle celebrità che avrebbero potuto avere dei problemi di disponibilità, date le numerose richieste di interviste che arrivano durante un evento importante come il Festival di Cannes.

Ma il sito canadese non è stato il solo a rendere pubblici certi sistemi poco trasparenti da parte di alcune case di distribuzione: anche il tedesco Spiegel.de ha dichiarato in un recente articolo che ad alcuni giornalisti tedeschi, che avevano chiesto interviste con Nicole Kidman e Matthew McConaughey per Paperboy, era stato riservato un trattamento simile a quello appena descritto. Fortunatamente sia Macleans, sia altre testate, hanno dichiarato che non si sarebbero prestate al gioco organizzato dalla Alliance, “per evitare che si potesse creare uno sgradevole precedente”.



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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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