Nottetempo

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Un incidente. Un autobus va fuori strada e si rovescia. Questo l’incipit di una storia che unirà le vite di tre persone. Assia (Nina Torresi) è l’unica sopravvissuta, una ragazza alla ricerca del vero amore. Enrico (Gianfelice Imparato), un cabarettista che non riesce più a far ridere, ha perso qualcosa in quella notte piena di curiose coincidenze. E Matteo (Giorgio Pasotti), poliziotto e giocatore di rugby, il primo ad arrivare sul luogo dell’incidente. Poco prima dell’esplosione del bus, un dejà-vu provoca in lui il desiderio di trasferirsi altrove e di ricominciare la sua vita da capo.



Si intuisce sin dalle primissime inquadrature che Nottetempo ha un che di particolare. Film tanto piccolo (650.000 euro il budget), quanto coraggioso, è davvero lontano dalla maggior parte delle pellicole italiane che arrivano in sala. La storia che si svolge agli antipodi del nostro paese, tra Napoli e Bolzano, è priva di ogni riferimento temporale, ed è popolata di personaggi ambigui che convivono ognuno con la propria insoddisfazione.

Francesco Prisco, classe 1976 e qui al suo debutto cinematografico dopo aver diretto una dozzina di corti e qualche spot, riesce a cattura l’interesse e la curiosità di chi guarda inserendo nella storia temi narrativamente universali quali amore odio e vendetta e unendoli a doppio filo alle vite dei tre protagonisti e alle loro rispettive solitudini. La tensione narrativa, uniformemente distribuita, viene  sottolineata da movimenti di macchina fluidi ed essenziali e da dialoghi ben dosati. Ma è nella storia dallo svolgimento piuttosto ambizioso, che mescola gli ingredienti del thriller e del noir a quelli del road movie, che il film mostra il suo principale difetto. Venendo meno alcuni passaggi utili alla comprensione dello sviluppo degli eventi, la sceneggiatura firmata da Gualtiero Rosella, Annamaria Morelli e dallo stesso regista, non riesce sempre a convincere. Ed è un gran peccato perché oltre alla performance di un capace Giorgio Pasotti, per la prima volta nel ruolo del cattivo, Nottetempo può contare su un’efficace idea di base e su una colonna sonora suggestiva che sottolinea la valenza espressiva di immagini asciutte e lapidarie.

Voto 6

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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