Mad Kings – La recensione dal Festival di Roma

Di Fabio Giusti
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Scheda
(Les rois du monde, Francia 2015)
Uscita: –
Regia: Laurent Laffargue
Con: Sergi Lòpez, Eric Cantona, Céline Sallette, Romane Bohringer
Durata: 1 ora e 40 minuti
Distribuzione: –

A Casteljaloux, un paesino dell’entroterra francese sulla Garonna, le donne non vengono considerate granché. La vita quotidiana viene scandita dall’amicizia virile e dall’alcol e gli uomini sono i “Re del mondo”. Quando Jeannot (Sergi Lòpez) esce di prigione dopo esserci stato tre anni il suo unico pensiero è riconquistare Chantal (Céline Sallette), il grande amore della sua vita. Ignora però che, mentre lui scontava la sua pena, la donna ha iniziato una relazione con il macellaio del paese (Eric Cantona) e che i due di lì a poco convoleranno a nozze.



L’attore e regista teatrale Laurent Laffargue debutta nel lungometraggio con una tragedia greca dalle tinte mélo, calata però in un angusto paesaggio da film western. E, come in ogni western che si rispetti, ci sono due antagonisti che si contendono una preda che, in questo caso, è rappresentata dalla bellissima e brava Céline Sallette, diventata molto famosa in Francia, lo scorso anno, per la sua partecipazione alla serie TV Les Revenants.
Se scrittura e regia risultano tutto sommato prive di particolari guizzi, il pregio maggiore del film risiede invece proprio nelle interpretazioni dei tre attori protagonisti.
Della bravura dello spagnolo Sergi Lòpez (Piccoli affari sporchi, Il labirinto del fauno) già si sapeva ma, a sorprendere in positivo provvede la performance di un Eric Cantona per la prima volta alle prese con un personaggio più strutturato dei classici ruoli da duro che in genere è chiamato a interpretare.
I due uomini rappresentano due facce della stessa medaglia: due varianti di come il troppo amore, alla lunga, porti a compiere gesti insani.

In tal senso Mad Kings si rivela un’opera dalla progressione narrativa piuttosto scontata; il classico film in cui sai già dall’inizio che qualcosa andrà storto e che presumibilmente si chiuderà con la morte di qualcuno. Non è del tutto chiara, semmai, la necessità dell’autore di intrecciare le sorti di questo triangolo amoroso con quelle di un altro, molto meno cupo, che coinvolge invece tre ragazzi dello stesso paese, quasi come a voler rendere corale un film che invece dovrebbe concentrarsi tutto sul suo snodo principale. Sia che si tratti di un tentativo di alleggerire i toni o di garantire al tutto un epilogo meno nero, non ce n’era bisogno, perché l’accumulo di pathos risulta così interrotto di continuo.
Al netto di ciò però Mad Kings si lascia guardare in virtù della sua atmosfera plumbea e per la descrizione di un’umanità allo sbando, in totale balia delle passioni e senza neanche l’illusione di una via d’uscita.

Voto 6

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Fabio Giusti

Da sempre convinto che, durante la proiezione di un film, nulla di brutto possa accadere, ha un passato da sceneggiatore, copywriter e altre prescindibili attività. A parte vedere film fa ben poco.

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