Star Trek Beyond

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Dopo il rilancio della saga ad opera di J.J. Abrams con due capitoli che sono riusciti nell’arduo intento di mettere d’accordo appassionati e spettatori della domenica, il franchise-reboot di Star Trek prosegue con un temutissimo cambio in cabina di regia in favore di Justin Lin (Fast & Furious, dal terzo al sesto capitolo) che si è rivelata essere una scelta più che azzeccata. Il regista taiwanese punta i riflettori su un equipaggio, quello della USS Enterprise che, arrivato al terzo anno di una missione esplorativa quinquennale durante la quale non solo si perlustra lo spazio alla ricerca di nuovi mondi, ma si promuove ache un modo di pensare e di vivere, inizia a mettersi in discussione e a farsi domande. Perché, durante il viaggio “per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima”, è possibile incontrare qualcuno che non sia in linea con quanto predicato dalla Federazione, qualcuno come il misterioso Krall (Idris Elba) che ha i suoi buoni motivi (che naturalmente non sveliamo) per andare contro la Flotta Stellare. È in momenti come questi che il Capitano Kirk (Chris Pine) inizia a sentire il peso della responsabilità sulle proprie spalle, e con lui gli altri membri dell’Enterprise.



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Star Trek Beyond inizia con uno stralcio del diario di bordo di Kirk, in cui il capitano racconta di un equipaggio ligio al proprio dovere, anche se provato dalla lunga permanenza nello spazio. In seguito a una richiesta di aiuto, però, la routine viene interrotta, portando  l’Enterprise in una nebulosa dove viene attaccata da uno sciame di piccole navicelle. Kirk e gli altri finiscono così su un pianeta sconosciuto dall’aspetto inospitale almeno quanto lo erano i mondi in cui finiva per naufragare l’equipaggio della serie classica. Divisi e ammaccati dalle circostanze, Kirk, Spock (Zachary Quinto) e gli altri dovranno ritrovarsi, prima di affrontare l’ira di Krall e del suo esercito.

Nonostante i lutti che hanno colpito il cast (prima Leonard Nimoy, poi Anton Yelchin) e ai quali Lin rende sentiti omaggi, Star Trek Beyond risulta essere il più vivo e anche il più frenetico dei tre film. I tempi di produzione folli (appena 18 mesi) hanno finito col ripercuotersi, fortunatamente più nel bene che nel male, sullo sviluppo narrativo della pellicola che, dopo un prologo iniziale pacato che mette in luce situazioni e stati d’animo dei protagonisti, si anima fino a diventare un action “spaziale” il cui ritmo non cala mai, fino alla fine. La sceneggiatura rimaneggiata da Simon Pegg riesce a catturare lo spirito originale della serie senza spingere troppo su citazionismi e altri aspetti malinconici: rispettoso della fanbase, Star Trek Beyond funziona perfettamente anche nell’intrattenere lo spettatore casuale, combinando la filosofia e i principi da cui è nato questo universo, quelli cari a Gene Roddenberry, con scenografie mozzafiato e scene d’azione al cardiopalma. Unica pecca, un villain non troppo incisivo, un Idris Elba che per tre quarti del film ha tanto di quel trucco in faccia che non solo si stenta a riconoscerlo, ma che priva il suo personaggio di quelle sfumature che lo avrebbero elevato. Per il resto lo spettacolo è assicurato e il 3D, una volta tanto, regala davvero quel qualcosa in più.

Voto 7

 

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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