Il genio di Carlo Rambaldi in mostra

Di Carolina Tocci
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Al genio di Carlo Rambaldi, tre volte premio Oscar per avere creato personaggi come E.T, King Kong e Alien, è dedicata la mostra itinerante Arte e Cinema che aprirà i battenti il prossimo 5 agosto a Lamezia Terme, città calabrese dove l’artista trascorse gli ultimi anni della sua vita e dove è deceduto nell’estate del 2012.

In pochi sanno che Rambaldi  è stato un artista nel senso più completo del termine: il papà di E.T. ha sempre coltivato sin da ragazzo la passione per la pittura, oltre che quella ben nota per la meccanica, anche se le sue opere pittoriche (arte figurativa e astratta) non sono mai state esposte in pubblico.



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L’occasione di ammirare da vicino i suoi dipinti è arrivata: Artepozzo Energia d’Arte Contemporanea di Montaldeo (Alessandria) e il Quadrifoglio di Rosarno (Reggio Calabria) stanno infatti organizzando la mostra che sarà allestita al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme. L’iniziativa, che si avvale della stretta collaborazione della famiglia dell’artista (in particolare della figlia Daniela, vicepresidente del Museo intitolato al padre), sarà itinerante e prevede tappe in altre città, oltre a quella calabrese. Insieme alle opere del maestro ci saranno anche quelle di altri artisti di prim’ordine – pittori, scultori e fotografi – che saranno invitati a partecipare direttamente dagli organizzatori.

Diplomato geometra e laureatosi all’Accademia di belle arti di Bologna, Rambaldi iniziò a fare cinema quasi per caso, quando nel 1956 fu chiamato a Cinecittà per progettare il drago Fafner protagonista di un film di fantascienza a basso costo, il Sigfrido diretto da Giacomo Gentilomo.

 

Profondo_Rosso

Profondo rosso

Si trasferì quindi a Roma dove visse nel periodo d’oro del cinema italiano, mettendo a disposizione la sua arte ai maggiori registi dell’epoca: da Fellini a Ferreri, da Pasolini a Monicelli fino a Dario Argento (il terrificante bambolotto di Profondo Rosso è opera sua) Poi l’approdo a  Hollywood, chiamato da  Dino De Laurentis che lo volle per la creazione del King Kong di John Guillermin, il kolossal che gli permise di conquistare il primo Oscar. Proprio in una città nei pressi di Los Angeles, a Burbank, Rambaldi aprì il suo laboratorio, dove sviluppò sofisticati progetti di  meccatronica  (gli effetti speciali ottenuti con l’unione di meccanica ed elettronica). Progetti che troveranno applicazione anche in altri film di grande successo internazionale, a cominciare da  Alien di Ridley Scott, per il quale contribuisce, insieme a Hans Ruedi Giger, all’ideazione della creatura aliena divenuta poi celebre in tutto il mondo. E successivamente, nel 1982 la collaborazione con  Steven Spielberg  per quello che è considerato il suo capolavoro assoluto: E.T., l’esserino alieno dalla grande testa e dagli occhi tristi a cui Rambaldi ha saputo dare un’anima oltre che un corpo, dotato di un’espressività che forse mai in passato nessuno è stato capace di conferire a una creatura meccanica.

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Carolina Tocci

Giornalista freelance e blogger, un giorno le è venuta l'idea di aprire questo sito. Scrive di cinema e gossip e nel buio di una sala cinematografica si sente a casa.

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